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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.95 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia surreale che rompe le convenzioni sociali e parla a ognuno di noi. Con un cast di superstar.
Commedia,
USA 2026.
Durata 106 Minuti.
Pochi giorni prima delle nozze, il rapporto di una coppia viene scosso quando uno dei due partner scopre verità inquietanti sull'altro. Espandi ▽
Emma e Charlie si incontrano in un bar e si innamorano. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio, ma appena prima del grande evento ha l'infelice idea di partecipare, insieme ad una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l'un l'altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna.
In
The Drama Borgli sfodera le sue cifre distintive: una narrazione ai limiti del disturbante, in questo caso sotto le mentite spoglie di una commedia romantica hollywoodiana con un cast di superstar; e la volontà di mettere in discussione le morali della contemporaneità.
Il tono è quello di commedia surreale, e i due interpreti, Zendaya e Robert Pattinson, si prestano al gioco, sacrificando il loro glamour per dare di sé la versione meno attraente, a tratti rendendosi persino fisicamente respingenti.
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2.96 - CONSIGLIATO SÌ
Una godibile e divertente ricostruzione de La finestra sul cortile. Con una scatenata Laetitia Casta.
Commedia,
Francia 2026.
Durata 106 Minuti.
A Parigi, uno scrittore e una professoressa di cinema sospettano il vicino di omicidio, finendo in un mistero che ravviva coppia e routine. Espandi ▽
François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell'opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee.
Un omaggio più che letterale a
La finestra sul cortile, forte dell'alchimia tra i due interpreti protagonisti: il regista e attore Gilles Lellouche e una scatenata Laetitia Casta. La scelta originale di Bezançon, che del suo film è anche sceneggiatore, consiste nell'inserire una trama onirica che fin dalla prima sequenza mette in scena i romanzi dello scrittore François.
Il delitto del 3° piano è godibile e divertente e funziona grazie alla bravura dei due protagonisti.
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3.54 - CONSIGLIATO SÌ
La polarizzazione tra polizia e società civile in un film che mantiene la purezza narrativa rifiutando ogni faziosità.
Thriller,
Francia 2025.
Durata 115 Minuti.
Guillaume viene colpito da un poliziotto a una protesta. L'agente Stéphanie indaga, sfidando colleghi e sistema per ottenere giustizia. Espandi ▽
Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa. Il caso arriva sulla scrivania di Stephanie.
Dossier 137 è una disamina della polarizzazione fra polizia e società civile che esamina le ragioni di tutti e racconta in modo originale il rapporto di sfiducia che si è instaurato fra i cittadini e le forze dell’ordine. La regia di Dominik Moll è asciutta e rigorosa, e mette in contrapposizione le opposte visioni senza sensazionalismi e senza scene madri, mostrando la quotidianità di certe dinamiche di sopraffazione. Al centro di un film che si potrebbe definire “di genere” c’è una monumentale Lèa Drucker che interpreta il ruolo di Stephanie in sottrazione.
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2.47 - CONSIGLIATO NÌ
Un compendio esuberante - ma senza ambizione - di uno degli scandali famigliari del secolo.
Drammatico,
Francia,
Belgio 2025.
Durata 121 Minuti.
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese,
La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo
feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante.
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3.50 - CONSIGLIATO SÌ
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di
A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare.
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3.43 - CONSIGLIATO SÌ
Esordio alla regia dell'attore Massimiliano Gallo, un tributo all'amore per il palcoscenico e alla sua capacità trasformativa.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 90 Minuti.
Il film racconta la storia vera di Eduardo De Filippo che organizza un corso di teatro per le detenute del carcere di Pozzuoli. Espandi ▽
Nisida, 1983. Il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso per un breve periodo, e 18 delle sue detenute vengono ospitate nel carcere minorile dell’isola. La convivenza è difficile, sia perché le detenute sono stipate in spazi sovraffollati, sia perché i ragazzi sono sovreccitati per la presenza del gruppo di donne in un luogo dove sono solamente solo figure di sogno. Fra queste c’è la bella Beatrice, la vedova di un camorrista, che ha visto uccidere il figlio in una guerra fra bande rivali, e che suscita l’immediato interesse di Emanuele, un giovane carcerato sul punto di terminare la sua detenzione: fra loro si stabilirà un legame profondo e assai pericoloso. Eduardo De Filippo, allora già 83enne e senatore a vita, visita spesso Nisida dove ha creato un laboratorio teatrale, e consiglia al direttore del carcere di mettere in scena uno spettacolo di varietà, approfittando della presenza femminile nell’istituto. Il direttore, inizialmente restio, accetta pur di mettere fine alle tensioni create dall’arrivo delle detenute. E lo spettacolo metterò in moto dinamiche che cambieranno la vita di alcuni.
La salita è il lungometraggio di esordio alla regia di Massimiliano Gallo, noto attore di cinema e televisione e già affermato regista teatrale ed è il suo tributo all’amore per il palcoscenico e alla sua importanza nella vita di chi, non solo a Napoli e dintorni, rischia di finire negli ambienti sbagliati e di seguire le sirene della criminalità organizzata.
Il film è basato su una storia vera, che forse lo riguarda di persona, e nei titoli di coda vediamo Eduardo De Filippo pronunciare il discorso che nel film viene interpretato da Mariano Rigillo, magnifico nel non fare banalmente un’imitazione di Eduardo, ma evocarlo per piccoli gesti e movenze, e soprattutto restituirne la statura morale e l’ispirazione artistica.
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Tra cappa e spada e feuilleton, Catinari porta sullo schermo intrighi e utopia di Fiume.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 98 Minuti.
Fiume, 1919. Intrighi politici, amori impossibili e vendette private si intrecciano sullo sfondo della rivoluzione visionaria guidata da D'Annunzio. Espandi ▽
L'impresa fiumana (1919-1920) coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie; fu come un lungo e febbrile carnevale all'insegna della festa e della provocazione, che si apparenta alle avanguardie del tempo, ma fu anche un momento «insurrezionale» come il Sessantotto. Il libro rivisita l'avventura fiumana raccontando una vita-festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e guerra. Sotto questa luce, Fiume è un capitolo significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il Novecento.
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Una commedia leggera e prevedibile, con un cast spiritoso che fa decollare il film (ma solo nel terzo atto).
Commedia,
Italia 2026.
Durata 96 Minuti.
Una famiglia si trasferisce in campagna, ma le cose non andranno come previsto. Espandi ▽
Gerardo detto Gerry e Ilaria Fontanta sono una coppia urbana stressatissima che decide dunque di cambiare vita e inseguire il sogno di trasferirsi in campagna: comprano un casale sulle colline con l'idea di vivere dei prodotti della terra, che venderanno ad un mercato locale. Ma niente è come lo avevano immaginato. Riusciranno i Fontana a sopravvivere alla loro odissea agreste?
Quasi tutte le svolte sono prevedibili, ed entrano nel solco di film precedenti a tema simile. La storia ci mette parecchio a decollare (una parte iniziale più breve avrebbe giovato al ritmo di commedia) ma nelle scene del terzo atto prende maggiore quota, grazie anche a un cast spiritoso su cui spiccano Maurizio Lastrico nei panni di Gerry, Andrea Pennacchi in quelli di Mauro (il cuore della storia), Luca Ravenna nel ruolo opportunamente fastidioso del vicino Paperone.
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Suggestione o manierismo? Un tentativo - riuscito a metà - di rinverdire i fasti di un classico del cinema horror.
Horror,
USA,
Irlanda 2026.
Durata 133 Minuti.
Lee Cronin si confronta con una delle storie horror più iconiche di sempre, firmando una rilettura audace e oscura. Espandi ▽
La famiglia di Charlie Cannon si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago.
Nel tentativo di rilanciare una delle figure più archetipiche dell'immaginario horror,
Lee Cronin - La mummia si muove lungo una corda tesa: da un lato il recupero della mummia come icona del terrore classico, dall'altro l'ambizione di aggiornare il mito attraverso sensibilità e codici contemporanei.
Il risultato è un'operazione che oscilla continuamente tra suggestione e manierismo, riuscendo raramente a trovare un equilibrio, come spesso avviene nelle produzioni Blumhouse. Il film suggerisce, allude, provoca, ma raramente ha il coraggio di portare fino in fondo le proprie intuizioni.
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3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Un insegnante russo documenta la trasformazione della sua scuola cittadina in un centro di reclutamento di guerra durante l'invasione dell'Ucraina, rivelando i dilemmi etici che gli educatori affrontano tra propaganda e militarizzazione Espandi ▽
Pavel “Pasha” Talankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio dell’”operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera, discorsi patriottici dei docenti, piccole parate militariste. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione rivolta soprattutto a chi vive al di fuori dai confini. Ciò che risulta essere più interessante in questo film, realizzato con i materiali registrati dal giovane filmmaker che è riuscito a lasciare la Russia prima di essere prima o poi arrestato, è sicuramente la documentazione di come un regime provi ad insinuarsi a forza nelle coscienze dei meno culturalmente attrezzati, cioè dei più giovani in età scolastica.
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Smeriglio torna alla regia con una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati con il giusto ritmo e la giusta attenzione.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 106 Minuti.
Il film, ispirato ad una storia vera, racconta di un viaggio come ricerca di sé e della propria libertà. Espandi ▽
Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e compagno di squadra e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in un clinica per sottoporsi ad un periodo di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.
Saverio Smeriglio torna dopo molti anni alla regia di un lungometraggio per proporre una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati. Quello che sul piano della narrazione e su quello cinematografico appare come lo stimolo più importante è collocato in modo particolare nella prima parte del film e veicola un messaggio di impatto che dovrebbe far riflettere. Perché Mauro, il surfista abituato a primeggiare che ora deve imparare di nuovo a deambulare e Federico non sono personaggi presentati come privi di difetti. Non ci viene quindi presentata un’immagine edulcorata del disabile verso cui provare quel sentimento di falsa pietà che ci libera dalle responsabilità. Ci viene così ricordato che i disabili non meritano solo assistenza ma anche comprensione vera e disponibilità di attenzione vera.
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3.05 - CONSIGLIATO SÌ
Il sequel di Super Mario Bros., il film che nel 2023 ha incassato più di 1,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
La principessa Rosalina, sorella maggiore della principessa Peach e dotata di un potere anche superiore, viene rapita da Bowser jr., vendicativo figlio dell'arcinemico del regno dei funghi. Il proposito di quest'ultimo è di fabbricare un'arma con un potere tale da spazzare via interi pianeti. Ma Mario e Luigi la pensano diversamente e correranno in aiuto della principessa per sventare il piano letale.
Dopo anni di adattamenti cinematografici fallimentari di videogame,
Super Mario Bros. - Il film ha rappresentato un'inversione di tendenza: puntare tutto sui colori e la luccicanza del look si è rivelata una scelta vincente, tale da permettere di soprassedere sull'inconsistenza della trama.
Ma in questo sequel la magia non scatta e si resta ancorati al suolo, perplessi su ciò che transita sul grande schermo, proprio come i punti di domanda impressi sugli scatoloni di Mario e Luigi.
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3.23 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel vivace e potenziato nei modi, nelle forme
e nella quantità.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Il sequel dell'horror Finché morte non ci separi. Espandi ▽
Poco dopo essere sopravvissuta ad un attacco senza esclusione di colpi da parte della famiglia Le Domas, Grace (Samara Weaving) scopre di aver raggiunto il livello successivo di questo gioco da incubo, questa volta con al suo fianco la sorella Faith (Kathryn Newton) con cui non aveva più rapporti. Grace ha una sola possibilità per sopravvivere, per salvare la vita della sorella e rivendicare il Posto D'Onore del Consiglio che controlla il mondo. Quattro famiglie rivali le stanno dando la caccia per il trono, e chi vincerà governerà su tutto.
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3.26 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera sci-fi sulla speranza. Che lascia spazio ai toni da favola.
Fantascienza,
USA 2026.
Durata 156 Minuti.
Il film è basato sul romanzo "Project Hail Mary" di Andy Weir, autore di "The Martian". Espandi ▽
Risvegliatosi dopo un lungo coma farmacologico su una astronave, Ryland Grace è un insegnante di scienze in una scuola media, ma in passato era un ricercatore universitario di biologia, con teorie controcorrente. A capo di una unità di crisi internazionale, che cerca di scongiurare una prossima glaciazione, Eva recluta Ryland e gli dà l'occasione di studiare gli astrofagi. Quindi gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione diretta verso l'unica stella vicina che gli alieni non stanno prosciugando. Ryland sarà il solo sopravvissuto dell'equipaggio, ma arrivato a destinazione troverà un "collega": un extraterrestre giunto in cerca della soluzione al medesimo problema.
L'ultima missione: Project Hail Mary è tratto dal terzo romanzo dello scrittore di "The Martian", Andy Weir, e propone nuovamente una fantascienza con l'accento sulla scienza, questa volta però in chiave più favolistica. Gosling è al centro di ogni scena e può sfoggiare sia il suo charme da star hollywoodiana, sia la sua passione per la commedia fisica, il film infatti non manca di momenti slapstick.
La dinamica tra il suo personaggio e il roccioso alieno è al centro della seconda parte del film, che diventa così un'opera sulla collaborazione e la speranza.
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3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Una storia di redenzione, di legami familiari e di ricerca della propria identità. Espandi ▽
Anker esce di prigione, dove ha scontato quindici anni per rapina, con un solo obiettivo: recuperare il bottino, che aveva affidato al fratello Manfred, e sparire dalla circolazione. Nel frattempo, però, le condizioni psicologiche di Manfred, che è sempre stato diverso dagli altri e da piccolo si abbigliava da vichingo, sono peggiorate: ora si fa chiamare John, ruba un cane tutte le volte che ne ha l'occasione, e non ha alcuna memoria (o volontà di dire) dove ha nascosto i soldi. I due fratelli tornano allora nella casa nella foresta della loro infanzia, per disseppellire il famigerato borsone e, con esso, i traumi del passato.
Rispetto ai film precedenti, la macchina cinema si avverte molto più distintamente ora, ma non si sono ridotti né lo standard altissimo della recitazione né l'umanità dello sguardo. Jensen e Mikkelsen evitano in ogni modo che il personaggio di Manfred diventi una macchietta, consapevoli che a cadere sarebbe l'intero castello di carte del film.
Nella vita c'è posto tanto per i Beatles quanto per gli Abba, e quando a tutti manca una rotella a nessuno manca una rotella, e si può seppellire l'ascia di guerra.
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2.56 - CONSIGLIATO NÌ
Una rilettura dei Vangeli secondo una prospettiva che merita un approfondimento.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 93 Minuti.
Giuda racconta la Passione dal suo punto di vista: lui e Gesù, legati da un destino speculare, muoiono lo stesso giorno per compiere la profezia. Espandi ▽
Giuda nasce in un bordello, figlio di una prostituta che muore al momento della sua nascita. Cresciuto senza un padre e usato e abusato dai tenutari si vendica uccidendoli e diventa il proprietario della casa di piacere. Fino a quando un giorno Gesù si reca da lui per incontrare Maddalena, sua sorella, che aveva salvato dai lapidatori. Da quel momento lascia tutto per seguire l’amico e maestro che poi tradirà. Giulio Base rilegge i Vangeli secondo una prospettiva che meritava l’approfondimento. La tesi finale del film, cioè che Gesù aveva bisogno di qualcuno che lo tradisse per compiere la propria missione fino in fondo, era già stata avanzata (on stage e sul grande schermo per la regia di Norman Jewison) da
Jesus Christ Superstar. Il Giuda di Giulio Base affronta questa lettura ma vi giunge partendo da tutt’altre premesse e liberandosi da tutte le precedenti trasposizioni sullo schermo della figura di Cristo.
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3.54 - CONSIGLIATO SÌ
Una ragazza di 15 anni scopre di essere incinta. Dovrà affrontare l'ipocrisia del suo villaggio. Espandi ▽
Emma è una ragazza volenterosa che cresce nella Svizzera degli anni Quaranta. Il mondo è in guerra, la Svizzera resta neutrale, ma Emma respira ugualmente quell'atmosfera repressiva e discriminatoria. Un giorno incontra un giovane borghese della città e quella che doveva essere una gita spensierata nella natura si tramuta nell'incubo di uno stupro. Rimasta incinta non sa cosa fare.
È un coming of age e una dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione,
Lo sguardo di Emma, opera prima di Marie-Elsa Sgualdo.
Il racconto di questa sua rivolta ricorda molto da vicino, a livello contenutistico ma anche formale, quello di Vermiglio, altro film firmato da una regista, ambientato in un paesino di montagna e fortemente caratterizzato dal suo contesto storico.
Attraverso questo film la regista si domanda, e chiede a sua volta a chi guarda, che cosa sia la libertà per una giovane donna e soprattutto quanto sia costata alle giovani donne di ieri, costrette ad obbedire a imposizioni di altri.
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3.02 - CONSIGLIATO SÌ
La quarta regia di Pif è un lavoro piacevole ma discontinuo, con un ottimo cast.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 113 Minuti.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Pif. Espandi ▽
Arturo è un agente immobiliare di successo che tiene una rubrica social sul suo amore sviscerato per i dolci tipici della sua Sicilia. Col tempo si è convinto che la storia dell’esistenza di Dio sia “una gran minchiata”, da quarant’anni non mette piede in una chiesa e ha eletto il cannolo come unica presenza terrena del divino. Ma incontra Flora Guarneri, erede di una leggendaria pasticceria specializzata in dolci della tradizione sicula, e se ne innamora all’istante, anche grazie alla comune passione per cassate e sciù, e Flora è una fervente cattolica che va a messa tutte le domeniche e partecipa alla processione pasquale nei panni della Madonna. Per un po’ Arturo si finge credente, ma il gioco non può durare all’infinito, e l’uomo dovrà decidere se abbracciare o meno la fede per rimanere accanto a Flora. Un vassoio di 35 sciù faciliterà l’apparizione che potrebbe aiutarlo nell’impresa: perché nientemeno che Papa Francesco si paleserà al miscredente per comunicargli la sua idea di fede.
…che Dio perdona a tutti è la quarta regia di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, e si basa sul suo omonimo romanzo pubblicato nel 2018 e ispirato ad un incontro fra il regista e Papa Bergoglio. La sceneggiatura è dello stesso Pif insieme a Michele Astori, suo sodale fin da
La mafia uccide solo d’estate, che era un piccolo capolavoro di equilibrio fra il comico e il tragico: ma qui il tono è difforme - la prima mezz’ora molto divertente, la parte centrale meno a fuoco, quella finale indecisa, perché da un lato c’è l’esigenza di confezionare una commedia romantica possibilmente a lieto fine, dall’altra ci sono lo spirito dissacrante e l’indignazione del conduttore e autore televisivo.
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3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Il terzo film di Bradley Cooper è bellissimo e travolgente. Strepitosi Will Arnett e Laura Dern.
Commedia,
USA 2025.
Durata 121 Minuti.
Mentre il loro matrimonio si sgretola, Alex affronta la mezza età e il divorzio, alla ricerca di un nuovo scopo nella scena della commedia di New York, mentre la moglie Tess affronta i sacrifici che ha fatto per la famiglia. Espandi ▽
New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare. Una sera Alex decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar. A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.
Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la disperazione, raccontata con una verità travolgente.
Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Da segnalare anche l'esaltante finale che è un'altra bellissima cicatrice, che non si dimentica facilmente. Si, la vita ora ricomincia di nuovo.
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3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Un doc discreto e attento dedicato a Stefano Rulli e al suo rapporto con il figlio più bello, quello più bisognoso di aiuto.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 81 Minuti.
Stefano Rulli accompagna il figlio Matteo, affetto da autismo, nella ricerca di autonomia a Perugia, riflettendo sul passato, il futuro e la Fondazione "La Città del Sole". Espandi ▽
Stefano Rulli non è solo uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano contemporaneo. È anche il padre di Matteo, un uomo che soffre di un disturbo dello spettro autistico e ogni giorno percorre le strade di Perugia come se dovesse affrontare una piccola avventura sospesa tra negozi e vicoli medievali. Mentre tenta di riannodare i fili di un passato doloroso, Stefano accompagna il figlio nella ricerca di una nuova autonomia, interrogandosi contemporaneamente sul suo futuro e su quella della Fondazione "La Città del Sole", da lui creata insieme alla moglie Clara Sereni, scomparsa nel 2018. Sorta di seguito spirituale di Un silenzio particolare (2004), un film vitalissimo e struggente grazie all'indimenticabile presenza di Matteo e della sua costante ricerca di una libertà capace di accordarsi al suo tempo interiore.
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3.30 - CONSIGLIATO SÌ
Tra documentario e fiction, un film che riflette sulle possibilità di una vita distante da cellulari e social.
Commedia,
Italia 2025.
Durata 86 Minuti.
In un'isola mediterranea, Ettore e Giovannino vivono un'estate felice. Ma con la partenza di Ettore, Giovannino affronta l'assenza grazie ai filmati di Pino. Espandi ▽
Ettore e Giovanni sono due ragazzini che vivono a Linosa uniti da una forte amicizia. Sull'isola vive anche Pino un anziano videoamatore che documenta i più diversi aspetti della vita locale. Un giorno Ettore apprende dai genitori che si trasferiranno in città per consentirgli di frequentare una scuola migliore. Sta per iniziare l'ultima estate insieme dei due amici.
Un mix di documentario e fiction che sa leggere nell'animo dei bambini ma lascia qualche perplessità sulla costruzione narrativa.
La riflessione sulla messa a fuoco della realtà in cui vive da parte di chi è rimasto si presenta comunque come occasione di meditazione sull'attrattiva che una vita lontana, nella giusta misura, da cellulari e social possa ancora rappresentare per una personalità in formazione. A patto che trovi la persona che sia in grado di motivarla anche se distante sul piano dell'età e dell'esperienza di vita.
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3.51 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia delicata e gentile che scalda il cuore.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Commedia sull'amore contemporaneo raccontato attraverso gli occhi "storici", curiosi e indagatori di un padrino d'eccezione, il grande letterato, maestro di seduzione, poeta esperto d'amore: Ovidio. Espandi ▽
Il poeta Publio Ovidio Nasone, "autore di best seller sempreverdi", si aggira per la Roma di oggi, seguendo il percorso di varie coppie, ognuna in qualche modo collegata anche alla coppia successiva. La giornalista Ada, dopo tanti tentativi andati a vuoto, si scopre incinta non del compagno docente d'arte Filippo, ma di un antico ex, il musicista Pietro. Filippo a sua volta ha una giovane amante, l'allieva e cameriera part time Silvia, che attira anche le attenzioni di Arianna, cardiochirurga moglie di Ester. La psicoterapeuta Ester è invece attratta anche da un suo paziente.
La mano leggera e la regia competente di Francesco Lagi alterna inquadrature canoniche a brevi sequenze girate in camera a mano come frammenti di home movies.
Il dio dell'amore è una commedia delicata e gentile che non va mai a fondo (questa l'unica riserva) ma scalda il cuore, scivola sulla superficie dei rapporti umani con discrezione e glissa sul dolore degli addii per concentrarsi sulle nuove possibilità che si aprono per tutti.
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3.66 - CONSIGLIATO SÌ
Ozon indovina il giusto equilibrio tra la fedeltà al testo di Camus e la necessità di personalizzarlo.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 120 Minuti.
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Espandi ▽
Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d'ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento...
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2.84 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia che perde la genuinità dell'ispirazione in una trama caotica.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 94 Minuti.
Il film è ispirato all'omonima canzone Cena di Classe dei Pinguini Tattici Nucleari, vero e proprio manifesto generazionale. Espandi ▽
Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex “ragazzi della D”, oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo: i due “pappagallini” Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell’occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui “non si è mai messo insieme”, fa l’avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all’interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.
Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis
Una notte da leoni, ma anche il nostrano
I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm
I ragazzi della terza C come
Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di
Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù. La genuinità dell’ispirazione, e il dolore autentico di certe riflessioni generazionali, si perde in una trama caotica scritta a troppe mani, che impila accadimenti improbabili e facile retorica, mancando ad ogni passo il bersaglio tanto comico quanto drammatico.
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3.36 - CONSIGLIATO SÌ
Renzoni riprende il filo di un discorso interrotto con uno spirito retrò che piacerà ai 40-50enni.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 95 Minuti.
Il film che celebra i 20 anni dall'uscita del film originale del 2006. Espandi ▽
Giulio Sabbatini passa la sua vita di adolescente autosabotante a non studiare: per questo ha data per scontata la non ammissione agli esami di maturità (così come sua madre, che ha prenotato per le vacanze in anticipo): invece la professoressa di italiano, la temutissima Castelli detta dagli studenti “la belva”, l’ha ammesso “solo per umiliarlo davanti a tutti”, o almeno così pensano i ragazzi. Invece lei sta cercando di evitargli di rimanere per sempre al liceo a fare il criceto sulla ruota, a condizione che Giulio vada a studiare a casa sua ogni mattina alle nove in punto. Gli amici del ragazzo invece studiano insieme: c’è Cesare, il miglior amico del protagonista, e la ragazza con cui è in crisi, Sole; ci sono i protagonisti di un ménage à trois rigorosamente asessuato, il cui vertice Allegra è però sessualmente attratta da Giulia, la sorella gay di Barbagà, il secchione del gruppo. Insieme cercheranno di distrarre “la belva” dal proposito (percepito) di incenerire Giulio, con l’aiuto del padre di Allegra, un paramedico che suona il sassofono jazz. Riusciranno i nostri eroi a superare il temutissimo esame?
Questo
Notte prima degli esami è poco 3.0 e molto vintage: compilation anni ’80, audiocassette e vecchi registratori, nonne affettuose che si ricordano ancora di quando i genitori dei loro nipotini aspettavano la maturità. Per questo il film diretto da Tommaso Renzoni, che cofirma la sceneggiatura insieme al regista del film originale, Fausto Brizzi, piacerà probabilmente più ai 40-50enni che ricordano il film del 2006 e il decennio che l’ha preceduto più che ai coetanei dei protagonisti. A vent’anni di distanza dal primo film, Renzoni riesce a riprendere il filo di un discorso interrotto fatto di rimpianto per un’epoca di dinamiche relazionali semplici e di prossimità fisica reale e porta con sé un po’ di quello spirito retrò che aveva reso unico
Margini, da lui cosceneggiato, debuttando alla regia senza inutili virtuosismi.
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3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Da tempo non si vedeva un'adolescenza raccontata in questo modo. Un film pieno di consapevolezza e libertà.
Drammatico,
Italia,
Francia 2025.
Durata 102 Minuti.
Settembre 2007, Trieste. Fred, unica ragazza in una classe maschile, rompe gli equilibri tra tre amici storici. Per essere accettata, dovrà fare scelte difficili. Espandi ▽
Fred, diciassettenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per spendere il suo ultimo anno di superiori. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione sarcastico. I tre si appartengono da sempre. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno dei ragazzi la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.
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3.56 - CONSIGLIATO SÌ
Winspeare amplia il suo sguardo all'Europa conservando intatta la sua sensibilità nei confronti di chi porta sullo schermo.
Drammatico,
Italia,
Francia 2026.
Durata 125 Minuti.
Didi, nobile ungherese sopravvissuta a guerra e comunismo, vive gli ultimi anni nel Salento accudita da Vita, giovane pugliese. Tra ricordi, colpa e amicizia, ritrova la pace. Espandi ▽
Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane, torna a vivere nel palazzo di proprietà della famiglia in una cittadina del Salento. Avendo bisogno di assistenza e dovendo recarsi nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre i figli le trovano una badante. Si tratta di Vita, una donna del popolo che non ha una vita facile dovendo vivere con i genitori anziani e con un fratello disabile e avendo una relazione non soddisfacente con un avvocato sposato. Il viaggio in Ungheria le permetterà di scoprire un contesto sociale a lei sconosciuto e di iniziare un complesso percorso di avvicinamento alla persona che le è stata affidata.
Edoardo Winspeare torna a dirigere un film ampliando il suo sguardo all’Europa conservando intatta la sensibilità nei confronti dei soggetti che porta sullo schermo. Attento da sempre a cogliere i molteplici aspetti della realtà sociale e individuale di coloro che vivono nella terra in cui è nato e vive, Winspeare parte da lì per ampliare lo sguardo all’Europa e alla sua storia. Il suo non è solo un viaggio nello spazio (dal Salento alla Transilvania) ma è soprattutto un percorso nel tempo di un continente le cui ferite, nonostante tutto, non si sono ancora completamente rimarginate dopo il secondo conflitto mondiale.
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3.53 - CONSIGLIATO SÌ
Un dramma insieme familiare ed esistenziale che si schiera contro rigidità ed egoismi, con una regia raffinata e attori convincenti.
Drammatico,
Spagna 2025.
Durata 115 Minuti.
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Espandi ▽
Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura. Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore,
Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa. Tutto il cast si dimostra di assoluto livello.
Il film ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari.
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3.44 - CONSIGLIATO SÌ
Un romanzo picaresco autentico su un adolescente interpretato da un credibilissimo Mattia Cozzolino.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 96 Minuti.
Il delicato ritratto di un rapporto tra madre e figlio. Espandi ▽
Sasà è uno scugnizzo di tredici anni, della periferia di Napoli. Trascorre le giornate con i suoi due migliori amici, Cira e Nicolas. Amante dell’hip hop e dotato di un grande talento musicale, Sasà aspira a diventare un rapper famoso per permettere alla madre Rusè una vita migliore. L’incontro con Yodi, noto rapper della old school partenopea, sembra dare slancio al suo sogno e lo porta a comporre il suo primo vero pezzo: un rap dedicato alla mamma. Tuttavia, lo scontro con la realtà cinica del mondo della musica e della strada, costringe Sasà ad abbandonare le proprie aspirazioni e a prendere una cattiva strada.
Cinque anni dopo l’esordio di Nevia, un riuscito coming of age su un’adolescente a Ponticelli, Nunzia De Stefano torna alla regia seguendo da vicino il percorso di crescita del tredicenne Sasà sempre nella periferia napoletana. Come in Nevia, dove per la prima volta abbiamo conosciuto e apprezzato l’esordiente Virginia Apicella, anche qui a sorprendere è il protagonista, interpretato da Mattia Cozzolino che vedremo anche in
Gomorra - Le origini, la serie prequel Cattleya per Sky di
Gomorra - La serie. Su di lui, come su Nevia, si regge tutto il film.
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3.20 - CONSIGLIATO SÌ
Un horror-action-comedy ad alto tasso di adrenalina e intriso di sangue. Espandi ▽
Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi.
Sarebbe ingiusto sminuire il lavoro del regista russo Kirill Sokolov che dirige un film capace di liberare lo spettatore da dilemmi etici o morali e trascinandolo nel divertimento più puro di una messa in scena della violenza stilizzata e grottesca tra horror, action e la commedia più nera.
Un'opera cinematografica che ha il gusto istintivo del gioco più sfrenato con le sue derive splatter e grottesche, financo demenziali.
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2.92 - CONSIGLIATO SÌ
La cronaca di un incendio, tanto reale quanto metaforico, alimentato dall'egoismo umano e da una visione predatoria del mondo. Espandi ▽
Nella regione portoghese dell'Alentejo, una famiglia si riunisce nella villa che fu dei genitori per decidere cosa farne. Protagonisti del dibattito sono tre fratelli. C'è poi Susana, figlia della cameriera Alma che per tutta la vita ha lavorato nella villa. Preoccupata per le condizioni di salute della madre, Susana cerca di convincere i tre proprietari a riconoscere all'anziana donna una quota della vendita. Intanto un pericoloso incendio si staglia all'orizzonte.
Con la sua satira sulla disparità di classe che si intreccia a una parabola di angoscia sul cambiamento climatico, la terza regia del portoghese João Nuno Pinto non potrebbe essere più in sintonia con i temi del contemporaneo.
Un dramma familiare, che grazie al buon lavoro uniforme dell'ampio cast riesce comunque a trovare dei motivi di interesse. È un'opera che parla a noi e parla del presente; anche se lo fa urlando e in modo pedissequo, può servire a farci contemplare il nostro disagio.
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3.74 - CONSIGLIATO SÌ
Una storia selvaggia, raccontata da Penn con una maestria unica.
Drammatico,
USA 2007.
Durata 148 Minuti. Consigli per la visione:
La storia del giovane idealista Christopher McCandless che, abbandonata la vita di tutti i giorni, va a vivere nella selvaggia Alaska. Espandi ▽
Christopher McCandless (Emile Hirsch), è un ventenne del West Virginia che, dopo il diploma conseguito a pieni voti decide di rompere ogni rapporto con la propria famiglia per affrontare un lungo viaggio.
Lo scopo di Christopher è recuperare un rapporto con la Natura e interrompere ogni possibile legame con il consumismo.
La sua avventura, lunga tre anni, lo porterà in Alaska, dove potrà confrontarsi con la natura alla stato puro.
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2.89 - CONSIGLIATO SÌ
Una summa dello stile e dei temi di Muccino. Il ritratto tragicomico di una generazione perduta.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 114 Minuti.
Il film racconta della sottilissima linea tra bene e male e di ciò che scorre in mezzo alle nostre vite travolgendole spesso come un fiume in piena. Espandi ▽
Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia in crisi creativa, e il suo direttore le consiglia di "staccare" e di partire per una vacanza. Decidono dunque di partire per Tangeri, insieme a un'altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c'è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore.
Il film è una summa di tutta la produzione cinematografica precedente di Gabriele Muccino. Ritroviamo qui tutti i topos: la regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l'infantilismo maschile, l'immancabile arpia che sottrae i figli al padre depotenziandone l'autorità.
Ma questi topos stavolta sono al servizio del ritratto tragicomico di una generazione perduta, e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione.
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4.13 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'ode comica e malinconica sulla condizione umana. Un film toccato dalla grazia, con Toni Servillo che giganteggia.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 131 Minuti.
Ritratto immaginario di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alla fine del mandato. Tra dilemmi morali sulle grazie e vita privata, dovrà scegliere. Espandi ▽
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora, ha due figli. Si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia.
La grazia non è un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti.
Nel film si incrociano le pause del cinema di Sorrentino ma in realtà non c'è un attimo di tregua. La forma, che segna sempre l'identità della sua opera, accompagna il piacere autentico del racconto. Per questo, oltre ad essere sorretto da Toni Servillo che giganteggia, è un dramma privato, una commedia dell'assurdo, un film sentimentale. Un'ode sulla condizione umana. Allegra e triste. Comica e malinconica. Un film toccato dalla grazia.
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3.83 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto.
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3.78 - CONSIGLIATO SÌ
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Espandi ▽
Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
In
Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos.
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3.85 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Philip, attore americano in Giappone, lavora per "Rental Family", offrendo affetto a pagamento. Scoprirà però che separarsi dai clienti è la parte più difficile. Espandi ▽
Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro. Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani. È
Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di
The Whale. Nell’era dell’individualismo sfrenato, Hikari riesce a firmare un film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo e sul bisogno di relazioni umane autentiche. Un film originale, mainstream e universale che sfida la retorica del buonismo senza mai rinunciare all’ironia, riuscendo nell’impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda, ricordando che in ogni parte del mondo e a ogni età non ci si salva mai da soli.
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3.03 - CONSIGLIATO SÌ
Primo inverno. 1999. Camilla lascia il paese d'origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l'università. Espandi ▽
Primo inverno. 1999. Camilla lascia il paese d'origine e si trasferisce a Venezia per frequentare l'università. Sul vaporetto incontra Silvestro: il sorriso chiaro, le idee molto meno. Un po' per fato e un po' per intenzione, il ragazzo perde l'ultima corsa della sera e passa la notte insieme a lei. È l'inizio di un amore che chiederà dieci anni per riconoscersi come tale. In mezzo scorrono l'amicizia, la paura, il dubbio, le impennate di orgoglio, l'incredulità.
Per Valerio Mieli, Dieci Inverni è il film del diploma, un rito e un momento di passaggio, un po' come quello dei suoi personaggi, che nel corso del film traghettano (è il caso di dirlo) dalla maturità della convenzione - i diciotto anni - a quella dell'esperienza.
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3.41 - CONSIGLIATO SÌ
Un film fortemente fisico con degli spunti di scrittura potenzialmente interessanti.
Drammatico,
Spagna,
Francia 2025.
Durata 120 Minuti.
Un padre e suo figlio cercano la figlia scomparsa tra i rave nel deserto marocchino, affrontando una realtà estrema e i propri limiti interiori. Espandi ▽
Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una foto della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l’uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non solo per le asperità del terreno. Óliver Laxe dirige un film la cui sceneggiatura, scritta con Santiago Fillol, finisce con il disperdere le potenzialità iniziali. C’è Pedro Almodovar tra i produttori del film e quindi c’era da aspettarsi un’opera quantomeno interessante. In effetti lo è almeno per due terzi. Si presenta infatti come un film fortemente fisico. A un terzo dalla fine però non sono soltanto i mezzi di trasporto a sbandare sul terreno accidentato del deserto marocchino. A farlo è il film stesso che inizia ad inanellare colpi di scena la cui serialità finisce con il disperdere tutto quello che fino a quel punto era stato costruito.
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3.19 - CONSIGLIATO SÌ
A un passo dal musical, una favola che conferma il cinema originale di Rocco Papaleo.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 103 Minuti.
Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Espandi ▽
Biagio Riccio è un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare è diventato una guida turistica. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro, un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato. A seguire Biagio c'è suo nipote Luciano, un ventenne che ha rinunciato all'università e quattro donne che hanno avuto guai con la legge.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale.
Il tono da favola eccede nella rappresentazione di una casa di accoglienza che sembra un resort per vacanze e in un gruppo di figure eccentriche tutte convenientemente giustificate nelle loro trasgressioni legali, ma il cinema di Papaleo si riconferma "un modo di stare al mondo" originale e sui generis, e ha come al solito un piacevole swing tutto suo.
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2.57 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia gentile che manca il bersaglio della comicità davvero attinente al reale.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 93 Minuti.
Tommaso ha cresciuto da solo quattro figlie chiudendosi completamente al mondo. Quando le ragazze decidono che è ora che papà si rimetta in gioco, Tommaso si ritrova- a conoscere Lara. Espandi ▽
Da quando è rimasto vedovo, Tommaso cresce da solo quattro figlie. Il suo amico e dipendente Italo, un sessuomane, lo spinge a "cercare una donna" sul web. Anche le figlie invitano il padre a trovare una nuova compagna. E sono proprio loro a spedirlo ad una festa della sua banca dove incontra la dirigente Lara: è un colpo di fulmine, ma Tommaso non rivela a Lara l'esistenza delle proprie figlie, temendo di spaventarla. Ciò che non sa è che, per lo stesso motivo, Lara non ha rivelato a Tommaso l'esistenza dei suoi tre figli.
Un bel giorno è la quarta regia di Fabio De Luigi, che cofirma anche la sceneggiatura insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda: il che stupisce, perché questi ultimi sono di solito molto abili nel tratteggiare commedie coerenti e sufficientemente realiste.
Un bel giorno è una commedia gentile che però manca il bersaglio della comicità davvero attinente al reale. E la chimica fra De Luigi e Raffaele è sottoutilizzata, anche se il regista-attore fa del suo meglio per conservarne la freschezza, includendo anche le piccole improvvisazioni e i blooper involontari che hanno avuto luogo nel corso delle riprese.
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3.70 - CONSIGLIATO SÌ
Il regista Aki Kaurismäki racconta una storia toccante e sincera: un umile lustrascarpe aiuta un giovane clandestino a ritrovare la madre. Espandi ▽
Il lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa - la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.
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3.89 - ASSOLUTAMENTE SÌ
La storia dietro il leggendario film Fino all'ultimo respiro. Espandi ▽
1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo e trova l'aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà Fino all'ultimo respiro, film-simbolo della nouvelle vague, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema.
Chi pensa che Richard Linklater sia solo un regista texano con un penchant per il romanticismo avrà modo di ricredersi con questo appassionato omaggio a un momento-chiave della storia del cinema.
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3.67 - CONSIGLIATO SÌ
Un racconto che ruota attorno a un punto di rottura. Una fotografia del presente, scattata con gentilezza, ma crudamente a fuoco.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 92 Minuti.
Un fotografo di successo lascia tutto per dedicarsi alla scrittura e scopre la povertà. Espandi ▽
All'età di quarantadue anni, Paul Marquet lascia il lavoro di fotografo, che ha assicurato a lungo il suo benessere e quello della sua famiglia, per fare lo scrittore. Rimasto single, si ritrova a fare i conti con la necessità di guadagnare il minimo per vivere, proteggendo però il tempo necessario alla scrittura, processo di per sé lento e incerto, per il quale non esiste una formula magica.
Ed è proprio di questo che parla il quinto lungometraggio di Valérie Donzelli, del fatto che non ci sono soluzioni win-win, per dirla con la lingua della presunta praticità: la libertà costa cara a chi non nasce privilegiato; fare quello che si ama, seguire la propria vocazione, anche se esclusivamente auto percepita, vuol dire rinunciare a moltissimo.
Attraverso la delicatezza dei tratti, dei gesti, della voce del suo protagonista assoluto, Bastien Bouillon, il film racconta che la povertà e la solitudine non sono condizioni romantiche ma dure.
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3.82 - CONSIGLIATO SÌ
In perfetto equilibrio tra fiaba e realtà, un esordio che dimostra che il particolare può avere una risonanza universale.
Drammatico,
Iraq,
USA,
Qatar 2025.
Durata 102 Minuti.
Nell'Iraq di Saddam, la piccola Lamia deve trovare gli ingredienti per la torta del presidente, pena il carcere o la morte. Un'impresa di sopravvivenza. Espandi ▽
Primavera 1990. Sull’Iraq pesano le sanzioni dell’ONU. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L’ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all’alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari per la torta del presidente, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico. Hasan Hadi, procedendo a partire da un personale ricordo d’infanzia, instaura una premessa che sa immediatamente di paradosso e dunque contiene in sé tanto il motore di una possibile commedia quanto la natura dell’impresa impossibile tipica della fiaba, ma di fatto fotografa una drammatica realtà.
La torta del presidente è anche la dimostrazione che il particolare, quando sincero e sentito, ha risonanza universale.
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3.71 - CONSIGLIATO SÌ
Più di una semplice ricostruzione, un documentario di ampio respiro che diventa simbolo di ogni lotta per i diritti civili e contro la tortura.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
Un contributo alla ricostruzione della verità dei fatti legati alla drammatica vicenda del giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016. Espandi ▽
"Giulio Regeni stava facendo un legittimo, chiaro, sacrosanto lavoro di ricerca. Punto. Può succedere che in un regime autocratico, dopo un colpo di Stato, anche la ricerca costituisca una minaccia". Lo ha affermato, un po’ teatralmente, testimoniando di recente in tribunale, Marco Minniti, Ministro degli Interni all’epoca del sequestro e omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, nato nel 1988 a Fiumicello Villa Vicentina (Udine) e ritrovato cadavere il 3 febbraio del 2016 alla periferia del Cairo. Quella dell’ex ministro è l’unica punta di pathos di
Giulio Regeni - Tutto il male del mondo, che evita accuratamente di cavalcare l’indignazione dello spettatore ma mette in fila i fatti, senza commenti che non appartengano ai genitori di Regeni e le testimonianze di politici e funzionari italiani dei servizi segreti chiamati a deporre nel processo in Corte d’Assise presso il Tribunale di Roma.
Due binari corrono paralleli: da una parte la voce e la richiesta persistente, anche molto mediatica, di Paola Deffendi, Claudio Regeni e della loro avvocata Alessandra Ballerini. Dall’altra il percorso processuale, celebrato in assenza dei 4 identificati come esecutori del rapimento, tortura, omicidio, tutti alti funzionari delle forze di sicurezza egiziane. Tra questi due filoni si inseriscono diversi materiali d’archivio, per lo più filmati in bassa definizione. Diretto da Simone Manetti, scritto da Matteo Billi ed Emanuele Cava, prodotto da Agnese Ricchi e Matteo Marzarotto di Ganesh e Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, il film è più di una semplice ricostruzione, serrata e logica, di un caso di violazione dei diritti umani, peggiorata da una serie vergognosa di omertà, falsità, omissioni, depistaggi. Ha un respiro più ampio - un’anima più limpida, come l’atteggiamento dei due genitori, che in questi anni abbiamo imparato a (ri)conoscere per la misura, la civiltà e la compostezza del loro chiedere verità e giustizia.
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3.36 - CONSIGLIATO SÌ
Un'operazione di resistenza civile iraniana. Semplice e diretto nel comunicare il proprio grido di ribellione.
Drammatico,
Iran 2023.
Durata 77 Minuti. Consigli per la visione:
Nove storie di vita quotidiana a Teheran. Espandi ▽
Un film suddiviso in nove episodi di vita quotidiana a Teheran ognuno definito dal nome del protagonista. Ali Asgari e Alireza Khatami sono alla loro prima prova insieme e probabilmente si sono divisi gli episodi da girare in questo puzzle i cui pezzi, una volta composti, offrono un quadro forse più agghiacciante di quanto ci si potesse attendere. Perché siamo tutti purtroppo a conoscenza di quanto recentemente accaduto in Iran con atti di repressione violenta ma è la capillare presenza in ogni risvolto della vita quotidiana che offre in misura ancora più forte il senso di uno stato teocratico che si infiltra nel vissuto dei propri cittadini. I due registi hanno fatto un lavoro di resistenza civile che deve essere costato non poca fatica, espedienti e rischi e che non avrà spazio di visione in Iran. Perché questo è un cinema di denuncia sociale che, con grande semplicità di mezzi e con un approccio estremamente diretto alla realtà, sa comunicare con efficacia il proprio grido di ribellione molto più di altre opere formalmente elaborate ma distanti anni luce da una fruizione non intellettualisticamente di nicchia.
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3.64 - CONSIGLIATO SÌ
Forte e coloratissimo, un adattamento animato della biografia creativa di Amélie Nothomb.
Animazione,
Francia 2025.
Durata 75 Minuti.
Un viaggio nella magica dimensione della prima infanzia raccontata attraverso lo sguardo innocente, poetico e profondamente attento di una bambina di tre anni. Espandi ▽
In principio era il nulla. E Dio vide che questo era un bene: il nulla lo appagava totalmente e Dio non sentiva il bisogno di muoversi né di comunicare.
Dio, altrimenti detto "il tubo", per il modo in cui cibo e liquidi attraversano il suo corpo senza impedimenti, altri non è che la piccola, piccolissima Amélie, nei giorni della sua prima infanzia in Giappone. La sua vera nascita, intesa come l'uscita dallo stadio vegetale e da un'invidiabile stato di atarassia, avviene alla benemerita età di due anni e mezzo, nel 1970, grazie all'assaggio di un pezzetto di cioccolato bianco belga, portato nel paese del Sol Levante dalla nonna materna.
La piccola Amélie è la trasposizione fedele di quei ricordi colorati e sformati dalle iperbole, dalle metafore e dai paradossi che caratterizzano lo stile e la verve dei libri di Amélie Nothomb. Dedicato al tempo della prima infanzia, è da una prospettiva adulta che questo racconto esistenziale e irriverente, venato di profonda nostalgia, si fa apprezzare al suo meglio.
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3.67 - CONSIGLIATO SÌ
Un cartone animato che continua la tradizione Disney Pixar di affrontare argomenti delicati con un piglio coraggioso.
Animazione,
Avventura,
Commedia -
USA 2026.
Durata 104 Minuti.
Una scienziata finisce nel corpo di un castoro. Un film Pixar a tema ecologista. Espandi ▽
Mabel Tanaka è stata una bambina ribelle preoccupata di salvare tutti gli animali, e ora è un’attivista 19enne che si batte in difesa dell’ambiente e della fauna. L’amore per la natura le è stato trasmesso dalla nonna, che la portava sempre davanti ad uno stagno pieno di animali e che, prima di morire, le ha raccomandato di proteggere sempre quel luogo incontaminato. Ma il sindaco della città, Jerry Generazzo, vuole costruire un’enorme tangenziale proprio sopra lo stagno, e per ottenere il permesso dal comune ha sgomberato quel luogo magico di ogni creatura vivente, con l’aiuto di speaker giganti che emettono suoni intollerabili per gli animali. Mabel riesce a liberarsi degli speaker e viene a sapere che basterebbe che un castoro tornasse a costruire una diga nello stagno perché tutti gli altri animali tornassero a ripopolarlo. Se solo lei potesse trasformarsi in un castoro…ma a questo penserà la Dottoressa Sam, una scienziata bizzarra che ha trovato il modo di trasferire il cervello umano dentro il corpo di robot con le sembianze di animali.
Jumpers – Un salto tra gli animali è il nuovo cartone animato Disney Pixar e fa del suo meglio per continuare la tradizione di affrontare argomenti delicati con un piglio coraggioso. In questo caso si parla di tutela dell’ambiente, ma anche del senso di impotenza che i giovani provano davanti alla crisi climatica come davanti all’avidità incontenibile degli adulti che hanno in mano le leve del potere. La regia segue le avventure emozionanti della protagonista, spesso al ritmo di hit anni ’70 e ’80 come You Make Me Feel Like Dancing di Leo Sayer o Working for the Weekend di Loverboy, senza dimenticare i momenti in cui i personaggi devono fermarsi ad ascoltare e ragionare con calma sulle cose.
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3.33 - CONSIGLIATO SÌ
Un film nel film. La fotografia di moltissimi giovani raccontata con una tenerezza che squaglia perché la sappiamo vera.
Commedia,
Italia 2025.
Durata 80 Minuti.
Restare, ricominciare o trasformare questo frammento di vita in racconto. Espandi ▽
Alberto Palmiero ha 27 anni, ha frequentato la scuola di regia e realizzato alcuni cortometraggi. Ora vorrebbe cimentarsi con il primo lungometraggio. Il produttore indipendente Gianluca Arcopinto lo avvicina e gli allunga il suo biglietto da visita, dichiarandosi interessato al suo progetto. Tornato a Roma, Alberto gli invia il soggetto ma non ottiene risposta, e dopo sette mesi di inutile attesa decide di tornare al suo paese in provincia di Caserta.
Tienimi presente è la fotografia della realtà per i moltissimi giovani che in Italia, e soprattutto in provincia e nel Sud, non hanno alcuna opportunità lavorativa e finiscono per sentirsi “stranieri ovunque”. Il film, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Palmiero, è una sorta di documentario della sua situazione personale, e sembra erede del primo Nanni Moretti, con una punta dell’ironia malinconia autobiografica alla Gianni Di Gregorio. L’asso nella manica del neoregista è la tenerezza con cui racconta e interpreta la sua vicenda, purtroppo comune a tanti suoi coetanei: una tenerezza che squaglia perché la sappiamo vera, e socialmente ingiusta.
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3.50 - CONSIGLIATO SÌ
La critica di Almodovar alla nazionalreligione imposta dal franchismo.
Drammatico,
Spagna 1987.
Durata 100 Minuti.
Un regista che intrattiene una relazione con un giovane attore suscita le gelosie di un amante. Espandi ▽
Truce storia gay tra delitti, gelosie omosessuali, incesti ecc. Un regista che intrattiene una relazione con un giovane attore suscita le gelosie di un amante che uccide il rivale, sequestra la sorella dell'amato - che in realtà è il fratello travestito - e infine si uccide.
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3.71 - CONSIGLIATO SÌ
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo.
Documentario,
Drammatico -
Svizzera 2024.
Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale.
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2.67 - CONSIGLIATO NÌ
Tornano i fantasmi del passato, in un episodio nostalgico che sa di autocelebrazione.
Horror,
USA 2026.
Durata 114 Minuti.
Il settimo capitolo della saga horror più famosa del mondo cinematografico. Espandi ▽
Mentre il culto per le gesta degli assassini di Woodsboro e per la serie di film Stab a queste ispirata non accenna a scemare, una nuova ondata di omicidi si abbatte su Pinegrove. Ancora una volta gli assassini mascherati da Ghostface hanno lei nel mirino e utilizzano il volto del defunto Stuart Macher per terrorizzarla. Ma si tratta di un deep fake costruito ad arte o Stuart è davvero tornato, assetato di vendetta?
Discusso e rimandato, complice il cambio di cast in corsa - con l'allontanamento di Melissa Barrera per dichiarazioni pubbliche contro lo Stato di Israele - il settimo capitolo del più celebre franchise slasher degli ultimi trent'anni sceglie la via del ritorno nostalgico.
Il gioco metacinematografico, cifra distintiva del primo
Scream, qui si riduce a un rituale prevedibile. Il settimo capitolo sembra oscillare tra celebrazione e stanchezza, tra desiderio di immortalità e consapevolezza di essere ormai entrato nella fase museale del proprio mito.
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3.13 - CONSIGLIATO SÌ
Un esperimento di 22 minuti. Una serie di sequenze che non hanno una connessione logica. Espandi ▽
Un esperimento di 22 minuti. Una serie di sequenze che non hanno una connessione logica. Immagini legate e slegate che vogliono rappresentare, fra le tante interpretazioni, il valore dell'immagine fine a se stessa, staccata, appunto, da ogni contesto narrativo. Il tutto caricato da simboli ed esternazioni visionarie. Ecco le "immagini": una ballerina barbuta, una partita a scacchi interrotta da un getto d'acqua, il personaggio di un cacciatore del Tirolo eliminato dal suo inventore, il funerale di quest'ultimo in un carro trainato da un cammello ripreso prima al rallenty poi accelerato. La bara cade, ne esce il morto-prestigiatore che fa sparire tutti i personaggi.
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MYMONETRO
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Uno spettacolo in 4D dedicato a presentare la "Storia della Città: l'evoluzione di Roma nello spazio e nel tempo". Espandi ▽
Ideato e realizzato da Paco Lanciano, "Welcome to Rome" è uno spettacolo in 4D dedicato a presentare la "Storia della Città: l'evoluzione di Roma nello spazio e nel tempo". Si tratta di un racconto della storia di Roma realizzato utilizzando strumenti tecnologicamente all'avanguardia, interattivi ed immersivi: questo permette ai visitatori di compiere una vera e propria esperienza di viaggio nel tempo e nello spazio, sulla scia di quanto già realizzato da Paco Lanciano e Piero Angela in numerosi altri luoghi, tra i quali Palazzo Valentini, il Foro di Augusto ed il Foro di Cesare.
L'idea è quella realizzare, per la prima volta in Italia, una "grande macchina" per "raccontare" la città, le sue storie e le sue evoluzioni urbanistiche, architettoniche ed artistiche. Un "viaggio nel tempo", perché ci si trova di volta in volta immersi nelle diverse epoche storiche che hanno caratterizzato l'evoluzione della città.
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Primo spettacolo ore 09.00. Ultimo spettacolo ore 18.00 (uno spettacolo ogni 30 minuti)
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3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Sejko assembla in modo diligente testimonianze e materiale d'archivio per parlare dell'Albania e dei suoi cambiamenti.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 78 Minuti.
Dalla fine della seconda guerra mondiale e per oltre quarant'anni, la storia dell'Albania si intreccia indissolubilmente con quella di un solo uomo, Enver Hoxha. Espandi ▽
La storia dell'Albania e della dittatura che ha guidato il paese per quasi mezzo secolo, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad arrivare agli anni novanta. Alla testa c'è stato per larga parte di quel periodo Enver Hoxha, salito al potere con il partito comunista e rimasto un convinto stalinista attraverso i decenni, isolando il paese anche rispetto all'Unione Sovietica. Attraverso il reperimento e la rielaborazione di materiali d'archivio e filmati di propaganda governativa locale, il film mostra il procedere della dittatura attraverso le immagini prodotte dallo stesso governo nelle occasioni formali.
Firma di lunga esperienza nel campo del documentario, Roland Sejko è albanese di nascita e ha già prodotto lavori sulla storia del suo paese, il più noto dei quali è forse Anija - La Nave, che vinse un David di Donatello e che copriva l'esodo della popolazione albanese per sbarcare con le navi nei porti italiani dopo la fine della dittatura.
Il lavoro è certosino e di sicuro richiamo, non solo per chi è interessato alla storia dell'Albania ma per chi vuole ragionare sull'estetica del potere che è abbastanza universale.
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3.22 - CONSIGLIATO SÌ
Il ricordo affettuoso di un bomber che ha scelto le piazze della provincia, onorando il calcio.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 90 Minuti.
La vita del campione e l'Italia pre smartphone e social, fatta di immagini in diretta, di 90esimo Minuto, di radioline, di carta stampata e di campagne acquisti seguite sulle sdraio in riva al mare. Espandi ▽
La parabola di Igor Protti attraversa il calcio italiano come una linea laterale: mai davvero al centro del sistema, e proprio per questo capace di restituirne un senso più autentico. Igor - L'eroe romantico del calcio sceglie di raccontare questa traiettoria anomala, lontana dai riflettori delle grandi squadre ma profondamente radicata in un'idea di sport che oggi sembra appartenere a un'altra epoca.
Protti emerge come un campione umile, capace di distribuire gioia in diverse province d'Italia, diventando di volta in volta simbolo e risorsa per comunità calcistiche fragili.
Le testimonianze affettuose degli ex allenatori o dei compagni di squadra, così come la voce dei capi ultrà delle tifoserie, completano il quadro di un umile eroe del popolo che è tale nella sconfitta, di cui si assume dolore e responsabilità, come nei trionfi.
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3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera magnetica dove vediamo i connotati dello stile ipnotico che consacrerà Béla Tarr.
Drammatico,
Ungheria 1988.
Durata 120 Minuti.
In un piovoso luogo isolato nelle lande ungheresi, Karrer passa il tempo a fissare la teleferica dalla finestra del suo appartamento per poi finire le proprie giornate al Titanik Bar. Espandi ▽
Karrer vive già da anni come tagliato fuori dal mondo, lontano da tutto. Passa il suo tempo osservando le benne della teleferica che si allontanano all'orizzonte, o vagabondando senza meta, sotto una pioggia incessante, per chiudere invariabilmente le sue giornate, qualunque sia la direzione presa la mattina, nella medesima taverna. Un giorno decide di coinvolgere nei suoi loschi affari il marito della cantante del Bar Titanic, per poter così avvicinare la giovane donna. Riesce ad allontanare l'uomo per qualche giorno, con la complicità di Willarsky, suo amico e proprietario del bar.
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Un film sulla vicenda di re Umberto I assassinato a Monza il 29 luglio del 1900 dall'anarchico Gaetano Bresci. Espandi ▽
Un film che racconta la storia di re Umberto I assassinato a Monza il 29 luglio del 1900 dall'anarchico Gaetano Bresci.
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È l'agosto del 1993 quando Bekir Hasanovic scambia una moneta d'oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica. Le immagini che registra nei giorni della guerra con la sua troupe improvvisata - formata da Ben, John & Boys - danno vita al ritratto inaspettato di una popolazione smarrita, ma che mantiene un fiero legame con la realtà senza rinunciare alla giusta dose di umorismo. Ado, figlio di Bekir, parte da queste immagini e dalle pagine dei diari del padre per ricostruirne la figura e per capire, insieme alla madre Fatima, come abbia fatto a sopravvivere alla Marcia della Morte e al genocidio di Srebrenica.
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Una figlia si trova ad affrontare il difficile passato con la madre. Espandi ▽
Romane Bohringer ha deciso di adattare per il cinema il libro di Clémentine Autain, dedicato alla madre, l'attrice Dominique Laffin. Questo progetto ha costretto la scrittrice a confrontarsi con il suo passato e con sua madre, che l'ha abbandonata quando aveva nove mesi.
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