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Christian De Sica

Christian De Sica è un attore italiano, regista, scrittore, sceneggiatore, musicista, è nato il 5 gennaio 1951 a Roma (Italia).
Nel 2010 ha ricevuto il premio come miglior attore al Nastri d'Argento per il film Il figlio più piccolo. Dal 1976 al 2010 Christian De Sica ha vinto 3 premi: David di Donatello (1976, 2009), Nastri d'Argento (2010). Christian De Sica ha oggi 71 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.

Un attore italiano lungo una risata

A cura di Fabio Secchi Frau

Non sempre un'enorme quantità di pellicole è sinonimo di una ricchezza qualitativa e quindi anche artistica. Almeno questo è ciò che la critica italiana afferma quando parla dei "cinepanettoni" in cui il De Sica figlio è il vero centro. Attore che, nonostante sia totalmente immerso in ruoli comici, è serissimo da un punto di vista professionale - e ciò lo si può facilmente notare dalla cura e dall'attenzione ai particolari che caratterizzano i suoi personaggi - ed è diventato indispensabile nel panorama cinematografico di casa nostra. È vero, il prototipo del maschio interpretato è sempre lo stesso, un marito gattone e piacione che corre dietro a tutte le sottane fuorché quelle della moglie, il tutto senza contaminazioni che generino nuovi ibridi, ma con risultati sempre coerenti alle aspettative. E non è forse un pregio anche questo?
Figlio dell'attore e regista Vittorio De Sica e dell'attrice Maria Mercader, fratello del compositore Manuel, dopo la maturità classica, si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma, ma abbandona presto gli studi per dedicarsi alla carriera artistica e seguire così le orme di famiglia.

Il debutto
Il suo debutto è targato Rossellini che nel 1971 lo farà apparire in una piccola parte nel suo film televisivo Blaise Pascal, mentre l'esordio sul grande schermo è nel 1972 con la pellicola francese Pauline 1880 di Jean-Luis Bertuccelli. Anche cantante, l'anno seguente partecipa al Festival di Sanremo, ma poi visti gli scarsi risultati, decide di dedicarsi anima e corpo alla recitazione: compare così in Una breve vacanza (1973) diretto dal padre, accanto a Renato Salvatori e Florinda Bolkan, e in Bordella (1976) di Pupi Avati, buffa commedia su una casa chiusa maschile, con Gigi Proietti. Vincerà, nel 1976, il David di Donatello come rivelazione dell'anno per la pellicola Giovannino di Paolo Nuzzi, con Tina Aumont e Jenny Tamburi, all'interno della quale interpreta il rampollo di una famiglia borghese siciliana che, costretto dal padre, deve sposare una racchia storpia, ma ricca.

Gli anni Ottanta e il sodalizio con Boldi
Gli anni Ottanta sono dedicati interamente alla commedia e dopo alcune apparizioni in pellicole come Liquirizia (1979) di Samperi, Borotalco (1982), diretto e interpretato da Carlo Verdone (del quale sposa la sorella Silvia, produttrice e madre dei suoi due figli, Mariarosa e l'attore Brando) e Viuulentemente... mia (1982) di Carlo Vanzina, è fra i protagonisti dell'archetipo del "cinepanettoni" italiani (vale a dire di quelle pellicole comiche con una serie di gag, doppi sensi, parolacce, tette e culi, che vengono distribuiti sotto le festività natalizie): Vacanze di Natale (1983) sempre di Carlo Vanzina con Jerry Calà, Stefania Sandrelli, Moana Pozzi, Riccardo Garrone e Claudio Amendola. Cui seguiranno per la regia di Vanzina: Vacanze in America (1984), Yuppies - I giovani di successo (1986), Montecarlo Gran Casinò (1987), A spasso nel tempo (1996) e il suo sequel, l'anno seguente, e Vacanze di Natale 2000 (1999). Ma sarà diretto anche da altri registi in altrettanti cinepanettoni e fra questi spiccano senza alcun dubbio Neri Parenti (con il quale aveva cominciato a collaborare già dai tempi di I pompieri, 1985), e Enrico Oldoini.
In tutte queste pellicole, oltre alla sua presenza fissa nel ruolo del marito infedele, vi è quella del comico milanese Massimo Boldi, con il quale instaura un fortunato sodalizio artistico durato ben quindici anni, che li vedrà, anno dopo anno, campioni ufficiali del box-office italiano, tanto da ricevere nel 2000 un David Speciale "per la puntualità nel presentare pellicole di successo a ogni Natale" oltre che il Biglietto d'Oro. La loro unione terminerà nel 2005, quando Boldi, stufo ormai di ripetere sempre la stessa parte in film tutti uguali, decide di dedicarsi (e non senza qualche polemica) alla sua carriera separatamente da quella di Christian, che troverà un sostituto in Massimo Ghini che lo affiancherà nei cinepanettoni Natale a Miami (2005), Natale a New York (2006), Natale a Rio (2008), Natale a Beverly Hills (2009) e in Natale in Sudafrica (2010), parto ancora una volta della mente più o meno brillante di Neri Parenti.
Tornerà a lavorare con Pupi Avati in Il figlio più piccolo (2010), interpretando dopo molto tempo un ruolo drammatico al fianco di Laura Morante e Luca Zingaretti. Per lui, sempre nel 2010, anche una parte in The Tourist, opera seconda del premio Oscar Florian Henckel von Donnersmarck. Sempre con Neri Parenti, nel 2011 gira Amici miei - Come tutto ebbe inizio e l'ennesimo Vacanze di Natale a Cortina. L'anno successivo è diretto da Carlo Vanzina in Buona giornata, commedia a episodi che mostra vizi e virtù del nostro bel paese nella quale divide la scena con il meglio della comicità italiana, e a fine 2012 esce il cinepanettone di Neri Parenti che lo vede protagonista, Colpi di fulmine. L'anno successivo torna a lavorare come protagonista per Parenti nel film di Natale Colpi di fortuna, mentre nel 2015 tornerà in vacanza per il cinepanettone (ancora una volta diretto da Parenti) Vacanze ai Caraibi - Il film di Natale. L'anno successivo esce invece in sala il film dell'esordiente Caterina Carone di cui è protagonista insieme a Lucia Mascino, Fräulein - Una fiaba d'inverno. A Natale 2016 sarà diretto da Fausto Brizzi in Poveri ma ricchi e nel 2017 in Poveri ma ricchissimi.

De Sica in tv
Attivo anche nel piccolo schermo, è protagonista della prima e della seconda serie de Lo zio d'America (2002-2006) di Rossella Izzo, seguito da "Attenti a quei tre" (2004), dove recita accanto al figlio Brando. Ma Christian De Sica, proprio per seguire le orme paterne, è anche regista, prima per la pubblicità (Fiat e Telepiù) e poi per il grande schermo dirigendo Nadia Rinaldi in Faccione (1991), storia di una bugiarda cronica. Seguiranno le commedie: Il conte Max (1991), remake dell'omonima pellicola che vedeva come protagonista Alberto Sordi e suo padre; il divertente Ricky e Barabba (1992) e gli sfortunati Uomini uomini uomini (1995), Tre (1996), Simpatici & antipatici (1998) e The Clan (2005). Anche le successive Amici come prima (2018) e Sono solo fantasmi (2019) saranno commedie, film molto lontani dal genere drammatico nel quale affonda le mani il padre e che non si distinguono particolarmente per meriti.
Testimonial di una serie di esilaranti spot per il Parmacotto e la Tim, ha inciso anche alcuni singoli e album e, nelle stagioni teatrali fra il 2000 e il 2002, ha portato in scena il musical "Un americano a Parigi", che però ha dovuto sospendere a causa di una ferita all'occhio provocato dallo scoppio di un petardo durante i festeggiamenti di Capodanno nel 2000. Ha inoltre interpretato a teatro "Parlami di me", poi trasposto per il grande schermo con la regia del figlio Brando, in uscita nel 2008.
Senza nulla togliere alla genialità di Christian, altrove eccellente attore, ci auguriamo che nel futuro, a furia di ripetere sempre la stessa parte non finisca per perdere ritmo e interesse da parte del pubblico, il suo vero e unico sostenitore, come tutti i grandi, del resto!

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Focus

INCONTRI
venerdì 19 agosto 2011
Giovanni Bogani

Alla fine, lo farà. Il film che sognava di fare da anni. Il film in cui interpreterà suo padre Vittorio. Christian De Sica interpreterà suo padre, e la storia d’amore che lo legò a Maria Mercader. Il ruolo della sua vita, se vogliamo. Lo raggiungiamo al telefono, in California, dove vive suo figlio Brando, e dove lui ama certi ristorantini di Rodeo Drive. Christian De Sica è felice. È un film a cui pensa da anni, e che non era mai riuscito a mettere in piedi, per difficoltà produttive

INCONTRI
martedì 15 marzo 2011
Ilaria Ravarino

Se ho avuto paura? Si, non averla sarebbe stato da incoscienti". Alla conferenza stampa di Amici miei – come tutto ebbe inizio, Neri Parenti sembra Don Quichotte. Regista del quarto sequel della saga di Amici miei, iniziata nel 1975 da Mario Monicelli, davanti a sé non ha mulini a vento ma veri giganti: "Lasciamo perdere le polemiche – dice subito, più candido che può – io sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto: questo è un altro film, diverso dai primi tre Amici Miei, ma che mantiene lo spirito dei predecessori"

INCONTRI
giovedì 16 dicembre 2010
Marzia Gandolfi

Dopo il matrimonio in bianco di Massimo Boldi e le strenne con scasso di Aldo, Giovanni e Giacomo è la volta del cinepanettone delaurentiisiano. Senza sorprese e con una ricetta che tenta il soddisfacimento simultaneo di più pubblici, Natale in Sudafrica imbastisce due episodi che procedono alternati senza intrecciarsi mai: nel primo De Sica sperimenta Max Tortora coniugato (nella finzione) a Serena Autieri, nel secondo lo spaiato Ghini fa il paio con Panariello che fa il cascamorto con Belén Rodriguez

NEWS
mercoledì 6 ottobre 2010
Giovanni Bogani

JOHANNESBURG – Per molti il film di Natale "è" lui, Christian De Sica. La sua mascella, il sorriso un po' sguaiato e un po' da lord, come quello di suo padre Vittorio, la gaglioffaggine e un po' di eleganza, sempre a bagno – però – in una controllata "burineria". Belle auto, belle donne, stanze d'albergo. E lui, in completo bianco, in smoking o in accappatoio, con l'amante sotto il letto. Ovvio che, se vuoi cercare i segreti di fabbrica di questo cinepanettone, Natale in Sudafrica, li devi chiedere a lui

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