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Le 10 migliori serie TV coreane di sempre

Dai k-drama dei canali nazionali, ai privati free e pay, dai più recenti ai più datati, dai fantasy agli storici passando per comedy, romance, teen e political.
di Lorenza Negri

domenica 4 agosto 2019 - Serie TV

La Hallyu, la nouvelle vague della Corea del Sud che ha generato prodotti cinematografici di culto - da Bittersweet Life a Oldboy e Man From Nowhere - si espande anche alla musica e alla televisione: le boy band di idol come i BTS oggi vendono più dei Beatles e i "k-drama" - le serie - prodotti negli ultimi due decenni sono tra le più seguite al mondo.

La produzione televisiva sudcoreana è ricchissima e concepire una classifica delle dieci seminali richiede un'impegnativa cernita; quella che segue si basa sulla confezione dello show, sulla qualità della scrittura, sulla bravura dei suoi interpreti, sul valore esemplificativo e sulla reperibilità: dai k-drama dei canali nazionali, ai privati free e pay, dai più recenti ai più datati, dai fantasy agli storici passando per comedy, romance, teen e political, queste sono le serie prodotte nella Corea del Sud migliori di sempre.


Regia di Eung-bok Lee. Una serie con Yoo Gong, Go-eun Kim, Dong-Wook Lee, Sung-Jae Yook, In-Na Yoo, Lee El, Min-jae Kim, So-hyun Kim, Jo Sin-je. Genere Drammatico - Corea del sud, 2016.

(2016, TvN)
Conosciuta anche con il titolo internazionale di Guardian: The Lonely and Great God è la storia di un generale, Kim Shin, della dinastia Goryeo condannato mille anni orsono a scontare la sua arroganza senza mai poter morire o dimenticare i propri peccati fino a che non troverà qualcuno in grado di rimuovere la spada che gli trafigge il petto. Gong Yoo (Train to Busan) è la malinconica divinità protagonista, Lee Dong-Wook l'Angelo della Morte con cui convive dando vita a un competitivo bromance, Kim Go-eun la ragazzina che può liberarlo dalla maledizione. La serie, triste e buffa, è permeata dalla convinzione che le vite passate determino quelle future e da un determinismo intransigente ma magnanimo. Una scenografia (la casa da fiaba di Kim Shin, il campo di grano saraceno, le montagne innevate infinite), una fotografia e una colonna sonora (con le celeberrime And I'm Here e Stuck in Love di Kim Kyung Hee e Stay With Me di Chanyeol) incantevoli completano un prodotto struggente e bellissimo. Goblin è reperibile gratuitamente, anche con sottotitoli in italiano, sulla piattaforma streaming Viki.


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In foto una scena della serie Goblin.
 

Regia di Eung-bok Lee. Una serie con Daniel Joey Albright, Byung-Hun Lee, Tae-ri Kim, Byeong-cheol Kim, Na-woon Kim, Ho-jae Lee, Jeong-eun Lee, David Lee McInnis, Jeong-geun Sin, Yo-han Byun. Titolo originale: Mr. Sunshine. Genere Drammatico - Corea del sud, 2018.

(2018, TvN)
Sontuoso period a sfondo bellico, questa serie originale Netflix realizzata dal canale pay Tvn vede la firma dell'autrice Kim Eun-sook, regina asiatica del piccolo schermo che ricostruisce la ribellione della Resistenza del Joseon alla fine del XIX secolo contro Usa e Giappone. Vero e proprio blockbuster dalla confezione impeccabile, la storia d'amore tra la nobildonna Ae-shin, amata dal ricchissimo Hee-sung e dal criminale Dong-mae ma innamorata dell'ufficiale americano Eugene, è il pretesto per comporre un racconto sofisticato che fonde dramma, romance, ricostruzione storica, thriller e azione. Monumentale sceneggiato in venti capitoli, come non fosse abbastanza include uno dei villain più complessi e affascinanti della storia della televisione, il citato samurai Dong-mae, combattuto tra ambizioni e fatalismo. Sul catalogo Netflix.


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In foto una scena della serie Mr. Sunshine.

Regia di Lee Na-jeong. Una serie con Seo Joon Park, Kim Ji-Won, Jae-hong Ahn, Ha-yoon Song, Elliya Lee, Seong-oh Kim, Ye-jin Pyo, Choi Woo-Sik, Si-Yang Kwak. Genere Commedia - Corea del sud, 2017.

(2017, KBS2)
Il panorama seriale coreano, un po' come quello britannico, è appalto di una manciata di autori veterani che hanno il controllo completo della narrazione e sforna in media una serie all'anno. Con alcune eccezioni: Im Sang-Choon, al suo secondo k-drama, realizza un piccolo capolavoro, la parabola "normale" e semplicissima di un giovane atleta la cui vita è andata a pezzi dopo aver perso un incontro di MMA e di una commessa che sogna di fare l'annunciatrice. Fight for My Way non è un fantasy o un period o un romance come le produzioni più gettonate in patria, bensì la cronaca del riscatto - personale, professionale e sociale - dei suoi protagonisti. Favola moderna e meravigliosamente anonima, questa storia di due ragazzi poveri, ordinari - ma due sognatori indomabili - e innamorati è l'equivalente di un indie in formato seriale con due protagonisti (Park Seo-joon e Kim Ji-won) e un gruppetto di comprimari in stato in grazia. Reperibile su Viki.


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In foto una scena della serie Fight for My Way.

Regia di Hyeong-Shik, Kim Oh Jong-Rok. Una serie con Yoo Gong, Hyo-jin Kong. Genere Drammatico - Corea del sud, 2005.

(2005, SBS)
Kong Hyo-Jin, eroina delle commedie rosa, quindici anni fa accettò il ruolo di una supplente 25enne che ha una relazione con uno studente di liceo. Detto così, il soggetto di questa serie che molti conoscono come Biscuit Teacher and Star Candy pare piuttosto osé, in realtà lo show è una divertente comedy a sfondo romantico che assume toni tragici quando esplora il dramma familiare e la critica sociale. Hello my Teacher compie una coraggiosa carrellata tra le vicende cariche di solitudine e dolore dell'orfano Park Tae-In (un bulletto dal cuore d'oro con un padre anafettivo e violento e una famiglia acquisita per cui è solo un fastidio) e i suoi compagni di classe, abbandonati a se stessi dal corpo insegnanti. Con l'eccezione della bizzarra Na Bo-ri, esperta di arti marziali e figlia di monaci buddisti che diventa il punto di riferimento dei suoi studenti. Su Netflix.


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In foto una scena della serie Hello My Teacher.

Regia di Yoon-jeong Lee. Una serie con Yoo Gong, Eun-hye Yun, Jeong-an Chae, Sun-kyun Lee, Won-suk Park, Young-ok Kim, Chang-wan Kim, Il-hwa Choi, Han-wi Lee, Ja-ok Kim. Genere Commedia - Corea del sud, 2007.

(2007, MBC)
Un classico dei k-drama, il romance tra uomini belli e ricchissimi e fanciulle povere, qui prende una piega originale e ardita. Un cult istantaneo in patria, questo dramedy è ambientato in un bar affidato alla gestione di Han-gyeol, scapestrato giovanotto di buona famiglia cui la nonna miliardaria vuole insegnare il senso della responsabilità. Testa calda e ribelle, Han-gyeol è innamorato della compagna - l'artista Han Yoo-Joo - del cugino Choi Han-Sung, che a sua volta ha un debole per l'ingenua Eun-chan, un maschiaccio che lavora come barista al Coffee Prince (oggi meta di pellegrinaggio dei fan). Serie corale emozionante e briosa, fucina di attori emergenti e future star (tra questi Gong Yoo, Kim Jae-Wook e Lee Sun-Kyun), ai tempi fu rivoluzionaria per l'audacia rispetto agli standard coreani: non solo i protagonisti praticano il sesso prematrimoniale, ma Han-gyeol decide di avere una relazione con Eun-chan nonostante la creda un ragazzo. Su Netflix.


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In foto una scena della serie Coffee Prince.

Regia di Sung-Shik Yoon. Una serie con Da-In Lee, Kim Won-He, Hyun Joon Kim, Yoon-woo Jo, Seo Joon Park, Ara Go, Hyung-shik Park, Minho, Ji-han Do, Won-young Choi. Genere Commedia - Corea del sud, 2016.

(2016, KBS2)
Emblematica dei k-drama che hanno per protagonisti i "Flower Boys", Hwarang (da "hwa" - fiore - e "rang" - cavaliere) è un period che si rifà alla fondazione storica nel VI secolo dell'élite di giovanissime guardie reali del Regno di Silla. Belli, nobili e androgini come Lady Oscar, vengono istruiti per proteggere il re adolescente, la cui identità è tenuta nascosta da una reggente timorosa per la sua incolumità. Viziati, esuberanti e superbi, ricevono un'educazione improntata ad arti marziali, filosofia, politica e danza (!) senza sapere che tra di loro si nascondono l'erede al trono e l'indomito Kim Sun-woo (Park Seo-joon), di bassissima estrazione sociale. A metà tra un trattato di filosofia politica, uno storico e un action, Hwarang è composto da un cast comprensivo di star della kpop come V dei celeberrimi BTS e Minho; il successo dilagante del pop coreano è legato proprio al fenomeno del fenomeno dei Flower Boys, ragazzi dalla mascolinità sfumata e dai lineamenti delicati che da poco spopolano anche in Occidente. Su Viki.


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In foto una scena della serie Hwarang.

Regia di Kwon Hyuk-Chan, Woo-chul Shin. Una serie con Ji-won Ha, Hyun Bin, Sang-Hyun Yoon, Sa-rang Kim, In-Na Yoo, Seong-oh Kim, Joon-geum Park, Seo-won Jang, Jong-Suk Lee. Genere Drammatico - Corea del sud, 2010.

(2010, SBS)
K-drama di straordinario successo, deve metà della sua riuscita a un cast azzeccato e metà alla spremuta di topoi della serialità coreana: dalla relazione tra uomo ricco, borioso e insofferente (Kim Joo-Won) con la trentenne povera e cocciuta (Gil Ra-Im) che lo redime alla sottotrama tra ex amanti famosi (l'idol Oska con la statuaria Yeun-sul), dal tocco fantasy (Joo-Woo e Ra-Im si scambiano i corpi) al segreto che ammanta il passato del protagonista. Spesso i personaggi dei drama coreani hanno professioni curiose: quello di Coffee Prince idea giocattoli robot, quello di My Girlfriend is a Nine Tailed Fox è un aspirante action hero, mentre Gil Ra-Im è una stunt woman. Secret Garden sfrutta le dinamiche ritrite dello scambio dei corpi per appianare le incomprensioni tra generi, tuttavia questo k-drama può contare su Hyun Bin (Memories of the Alhambra) e Ha Ji-Won, eccezionali nel tirare fuori il proprio lato - rispettivamente - femminile e maschile. Il serioso attore passa dall'ostentata altezzosità di Joo-Woo alla virginale nevrosi bacchettona di Ra-Im con naturalezza, e la serie trova il tempo anche per avventurarsi in un dietro le quinte sul duro mondo delle controfigure d'azione. Su Viki.


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In foto una scena della serie Secret Garden.

Regia di Woo-chul Shin. Una serie con Se-ah Yun, Seung-won Cha, Chu Sang Mi, Seon-a Kim. Genere Drammatico - Corea del sud, 2009.

(2009, SBS)
Immancabili tra le serie coreane, le comedy rosa ambientate negli uffici (come anche What's Wrong with Secretary Kim e Her Private Life). Questa, in particolare, scegli le stanze del Comune di un paesino rurale dal quale la Erin Brokovich di turno (altrettanto squinternata ma più timida) fa cacciare il sindaco corrotto. Lo show in venti episodi (i k-drama sono per lo più a stagione unica, divisi in capitoli tra le 12 e le 28 puntate) snocciola tutto il repertorio da ambiente di lavoro - tra relazioni sentimentali, pettegolezzi e cattiverie tra colleghi - e si concentra sulla figura tipica in Corea della segretaria in gamba e zitella che conquista il capo perfetto e contesissimo. The City Hall rompe gli schemi - Shin Mi-rae è ingenua e imbranata, Joo Kuk non è il boss - mettendo in secondo piano il romance per fornire uno sconsolante ma ottimista ritratto dei politici, corrotti e opportunisti. Protagonisti la sensuale Kim Sun-a di S Diary e Cha Seung-Won, supermodello degli anni '80 (ancora attivo, col suo metro e novanta) che con questo ruolo ha consolidato il prototipo del principe azzurro odioso ma irresistibile. Su Viki.


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In foto una scena della serie The City Hall.

Una serie con Seung-gi Lee, Seung-won Cha, Lee El, Seong-oh Kim, Hong-ki Lee, Oh Yeon-Seo, Ji-ru Sung, Sung Hyuk, Se-yeong Lee. Genere Commedia - Corea del sud, 2017.

(2018, TvN)
Un altro genere ricorrente nei palinsesti coreani è il fantasy (spesso epico) ispirato a racconti, fiabe o leggende. Esempi sono Legend of the Blue Sea (ispirato a La sirenetta) e My Girlfriend is a Nine Tailed Fox (ispirata alla leggenda giapponese delle kitsune, in coreano Gumiho), mentre A Korean Odyssey si rifà alla celeberrima saga epica cinese di 'Il viaggio in Occidente' a cui si ispirano anche i cartoni di Dragon Ball e Starzinger. Jin Sun-Mi è una trentenne solitaria (ovviamente zitella) che vede i fantasmi; il suo sangue, inebriante per i mostri, attira creature fameliche, così, con l'aiuto del Grande Re Demone Toro coercizza tramite un bracciale magico (nella leggenda era una tiara) il freddoloso demone Scimmia Son O-gong a proteggerla. Tra idol posseduti, segretarie canine e tenere teenager zombie, questo k-drama è nettamente più originale della media. Come Goblin, rappresenta il top di gamma: nel cast spiccano la superstar Lee Seung-Gi (sua la canzone dei mondiali di Corea Smile Boy nel 2010) e l'idol One, nella colonna sonora risuonano hit come When I Saw You di Bumkey e i costumi e le scenografie sono ostentatamente sfarzosi. Su Netflix.


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In foto una scena della serie A Korean Odyssey.

Regia di Sung Chul Bu, Shin-Hyo Kang. Una serie con Lee Min-ho, Shin-Hye Park, Woo-Bin Kim, Kim Ji-Won, Choi Jin-Hyuk, Won-young Choi, Krystal Jung, Min Hyuk Kang, Mi-kyung Kim (II), Kim Sung-Ryoung. Genere Drammatico - Corea del sud, 2013.

(2013, SBS)
Opera dell'inossidabile Kim Eun-sook (impossibile aggirarla, suoi anche Goblin, Mr Sunshine, Descendants of the Sun, City Hall, A Gentleman's Dignity...) fa parte dell'intramontabile genere teen degli high school drama. Come le cugine americane ed europee (da Beverly Hills 90210 a Elite), anche le serie sulla vita scolastica orientale sono spesso ambientate in collegi prestigiosi affollati di rampolli delle grandi aziende a conduzione familiare (chaebol, le zaibatsu coreane) dove viene inserito un elemento di disturbo, ovvero lo studente povero ma moralmente superiore. È questo il caso di Cha Eun-Sang, 18enne che ottiene una borsa di studio per un istituto in grado di aprirle le porte per un'università prestigiosa e si innamora, ricambiata, di Kim Tan (il popolarissimo attore Lee Min-ho). Entrambi nascondono un segreto: lei è figlia di una governante, lui - scandalo - dell'amante del padre. The Heirs è la più organica e riuscita tra le serie scolastiche asiatiche come Boys Over Flowers (adattamento del manga Hanayori Dango come anche la cinese Meteor Garden) dove c'è sempre il triangolo amoroso tra l'outsider pieno di soldi, la ragazza squattrinata e il bullo da redimere (qui è il Choi Young-Do interpretato da un'altra superstar, Kim Woo-bin). Reperibile, con il nome Inheritors, su Netflix.


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In foto una scena della serie The Heirs.
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