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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.21 - CONSIGLIATO NÌ
Un film che entra nell'universo fantasy e social del 2026, senza sottolineare le sfumature psicosociali del romanzo di Brontë.
Drammatico,
USA,
Gran Bretagna 2026.
Durata 136 Minuti.
Dal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, una grande storia d'amore con Margot Robbie e Jacob Elordi. Espandi ▽
Cime tempestose è l'ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.
Quest'ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l'ingenua Isabella, la protetta di Edgard.
Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l'intrattenimento visivo come priorità assoluta.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Colin, timido e devoto, s'innamora del carismatico motociclista Ray, che lo vuole solo come sottomesso: quando Colin sogna una vera relazione, tutto si incrina. Espandi ▽
Colin è un giovane uomo timido e mite. Avvista – o meglio, viene avvistato da – Ray, un motociclista che è un magnifico esemplare di maschio alfa. L’attrazione è immediata e, incredibilmente, reciproca. La relazione fra i due è unilaterale: Ray comanda e Colin obbedisce, vista la sua “naturale attitudine alla devozione”, come la descrive l’Adone. Quando Colin cerca di trasformare la relazione in un rapporto di coppia le cose si complicano.
Pillion è il sorprendente film d’esodio del regista inglese 33enne Harry Lighton e può contare su due interpretazioni eccezionali. Lighton non giudica mai quel rapporto che da un lato ci appare fortemente sbilanciato, ma che in realtà ha un suo equilibro essenziale basato sul reciproco consenso. Quel che caratterizza questa storia è l’estrema libertà con cui il regista e sceneggiatore, con grande padronanza al suo debutto cinematografico, gestisce la narrazione e non si tira indietro davanti a niente.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.17 - CONSIGLIATO SÌ
Un doc che restituisce fedelmente la grandezza del decennio d'oro della Juventus.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 90 Minuti.
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Espandi ▽
Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.54 - CONSIGLIATO NÌ
Una sfida attoriale vinta per Valeria Golino in un film che si muove sulle tracce del grande cinema noir.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 108 Minuti.
Gioia, insegnante di francese solitaria, incontra Alessio, studente cinico. Nasce un legame proibito che la trasforma, ma lui ha altri piani. Espandi ▽
Gioia è un'insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l'amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c'è Alessio, un ragazzo, che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l'unica persona che lo abbia mai amato.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.58 - CONSIGLIATO SÌ
Un biopic sportivo dedicato alla figura di Marty Reisman. Espandi ▽
Nella New York dell’immediato dopoguerra, Marty Mauser, venditore di scarpe di giorno e pongista di genio la notte, è pronto a tutto per vincere ed elevarsi socialmente. Armato di una fiducia incrollabile e di un carisma destabilizzante, Marty vola a Londra per partecipare al campionato mondiale di tennis da tavolo. Ma in finale è clamorosamente battuto da Endo, prodigio giapponese che riscatta un Paese provato duramente dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Ossessionato da quella sconfitta, vuole la rivincita, a tutti i costi e contro il mondo che sembra impedirgli di realizzare il suo sogno. Malgrado tutto, Marty ha sempre una pallina nella manica.
La convenzione vuole che le osservazioni sugli attori siano relegate alla fine delle recensioni. Ma l’elogio di Timothée Chalamet non può aspettare tanto, perché l’attore franco-americano gioca (letteralmente) il ruolo della vita, articolando parola e corpo e confondendo i confini tra la realtà e l’infaticabile ricerca del suo personaggio. Follemente energico, è presente in ogni scena per due ore e trenta minuti, con occhiali rotondi, baffetti a penna e un piglio vanaglorioso e delirante mentre calza scarpe alle signore come in un film di Truffaut (
Baci rubati).
Marty Supreme dispiega un racconto denso, alimentato instancabilmente da nuove peripezie e da una moltitudine di personaggi singolari e diversamente canaglieschi, che procura uno straordinario senso di stordimento. Safdie sottopone lo spettatore a un ciclone di pessime decisioni prese dal suo eroe che ha una sola ambizione in testa, diventare il campione mondiale di uno sport che nessuno prende sul serio. Non in America e non nel suo entourage, perché Marty è nato nell’epoca sbagliata, nel Paese sbagliato e col talento sbagliato per diventare ricco e famoso. Con
Marty Supreme, il miracolo Timothée Chalamet è compiuto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.00 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Il ritratto pacato di un musicista che prova a riannodare i fili della propria vita attraverso il suono.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 93 Minuti.
Il documentario segue Mauro Pagani mentre, dopo aver perso temporaneamente la memoria, ricostruisce la propria identità intrecciando ricordi, musica e incontri con amici e colleghi. Espandi ▽
Un'esistenza consacrata all'arte, dove ogni scelta è un gesto d'amore e nasconde il sogno di un mondo migliore, viene improvvisamente interrotta quando Mauro Pagani, tra i più grandi talenti della musica italiana dagli anni Settanta a oggi, perde temporaneamente la memoria. Tutto svanisce, tranne la consapevolezza della sua professione e la sua familiarità con gli strumenti. Per ricostruire la propria identità, Pagani riascolta dischi e dialoga con amici, colleghi e artisti, intrecciando memoria personale e memoria condivisa in un percorso poetico e liberissimo, dallo straordinario impatto emotivo. Ad accompagnarlo in questo viaggio indimenticabile ci sono Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Badara Seck, Mahmood, Dori Ghezzi, Ligabue, Arisa, Ornella Vanoni e la compagna di vita Silvia Posa.
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3.22 - CONSIGLIATO SÌ
Nonostante ambizione e cast eccellente, il film di Assayas resta intrappolato in uno sguardo datato e poco incisivo sul potere russo.
Drammatico,
Thriller -
Francia 2025.
Durata 159 Minuti.
Russia, anni '90: Vadim Baranov, ex artista, diventa lo spin doctor dello "Zar" Putin. Ma Ksenia, donna libera, rappresenta la sua possibile via di fuga. Espandi ▽
Russia, primi anni '90. L'URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane uomo dalla mente brillante sta per trovare la propria strada. Prima artista d'avanguardia, poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come "lo Zar", Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia, modellandone discorsi, fantasie e percezioni. Ma c'è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga - lontano dall'influenza del potere e dal dominio politico.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.58 - CONSIGLIATO SÌ
Un giovane procuratore cerca, nella Unione Sovietica stalinista, di fare quello che dovrebbe essere il suo dovere: rispondere all'appello di un detenuto. Espandi ▽
URSS 1937. Apogeo della repressione staliniana. Un detenuto incaricato di bruciare tutti gli appelli rivolti al dittatore ne salva uno rivolto a un procuratore: Alexander Kornev, giovane magistrato idealista convinto di vivere nel più legale dei mondi. Si accorgerà, a sue spese, che la realtà è estremamente diversa. Sergei Loznitsa realizza il suo primo lungometraggio di totale fiction parlando del passato per ammonire sul presente. Questo film porta sullo schermo un testo di Georgy Demidov a lungo proibito in Russia perché offriva una testimonianza diretta dei gulag staliniani. Per quanto riguarda la filmografia del documentarista ucraino sembra essere il diretto discendente di
Process (2018) in cui si raccontava un processo staliniano del 1930. Il regista ucraino ha ormai raggiunto una filmografia tale da meritare una rassegna dei suoi film. Visti insieme ci aiuterebbero a capire il presente dell’Est Europa forse più e meglio di tanti reportage.
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2.38 - CONSIGLIATO NÌ
Un noir dal plot artificioso, che ha come principale punto di interesse il ricchissimo cast.
Thriller,
USA,
Gran Bretagna 2025.
Durata 135 Minuti.
La storia di Davis, un ladro sfuggente le cui rapine hanno da tempo lasciato la polizia senza indizi. Espandi ▽
James è un rapinatore particolare, con un'agenda personale e un codice morale. I suoi obiettivi sono le compagnie di assicurazione. Dopo un colpo che ha rischiato di svelare la sua identità, James decide che è tempo di smetterla, ma il suo capo, Money, non ci sta e recluta il giovane psicopatico Ormon per rimpiazzarlo e carpire informazioni su possibili nuovi colpi. Intanto sulle tracce di James c'è l'ispettore di polizia Lou.
Assemblando un cast micidiale, che recluta star o vecchie glorie di Hollywood anche per ruoli minori di poche scene, Bart Layton realizza - da un testo di Don Winslow - uno heist movie d'altri tempi, che non si pone mai il problema di rappresentare uno scarto rispetto al cospicuo passato di film che caratterizza il sottogenere.
Crime 101 non ha un'ombra di aderenza al mondo reale, e finisce per coinvolgere minimamente lo spettatore in un plot troppo artificioso e scarsamente credibile.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.92 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia d'azione originale firmata Sony Pictures Animation, ambientata in un mondo interamente popolato da animali. Espandi ▽
La capra Will è cresciuta con il mito dei Thorns, la squadra di ruggiball di Vyneland, e in particolare con la pantera Jett Fillmore come modello della più grande giocatrice di tutti i tempi: the Greatest Of All Time. Il sogno di Will, coltivato insieme alla madre, cameriera in un diner, è sempre stato quello di scendere in campo un giorno con la maglia dei Thorns, ma la vita è andata diversamente e Will, cresciuto, si è trovato solo e costretto a fare la capra da consegna per pagare l'affitto a un criceto che non smette di fare figli.
Come in ogni film sportivo che si rispetti, il peggior nemico di Will è lui stesso. È lui che ha smesso di credere di potercela fare, ha rimandato, non ha cercato le occasioni giuste, in fondo spaventato dal pensiero comune che i piccoli come lui non possano veramente diventare dei grandi nello sport.
Finché l'occasione non si è presentata sotto il suo naso, o meglio nel suo campetto da ruggiball, quando il superbo Sbrocco, il cavallo che da anni vince a gamba tesa il campionato, si è prestato a sfidare il pubblico per farsi bello sui social. Da quel giorno, per Will, cambia tutto, anche se la strada per il successo non è mai in discesa, ed è proprio Jett, la sua eroina, a mettersi d'impegno per seminare la strada della capretta di non pochi ostacoli.
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2.87 - CONSIGLIATO SÌ
Una summa dello stile e dei temi di Muccino. Il ritratto tragicomico di una generazione perduta.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 114 Minuti.
Il film racconta della sottilissima linea tra bene e male e di ciò che scorre in mezzo alle nostre vite travolgendole spesso come un fiume in piena. Espandi ▽
Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia in crisi creativa, e il suo direttore le consiglia di "staccare" e di partire per una vacanza. Decidono dunque di partire per Tangeri, insieme a un'altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c'è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore.
Il film è una summa di tutta la produzione cinematografica precedente di Gabriele Muccino. Ritroviamo qui tutti i topos: la regia ansiogena, la recitazione concitata, le litigate furiose, l'infantilismo maschile, l'immancabile arpia che sottrae i figli al padre depotenziandone l'autorità.
Ma questi topos stavolta sono al servizio del ritratto tragicomico di una generazione perduta, e in particolare di maschi che hanno smarrito la propria direzione.
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3.92 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, Anne Hathaway, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto.
Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.95 - CONSIGLIATO SÌ
Battute surreali e un cast azzeccato per una storia giallo-comica che potrebbe diventare un piccolo cult.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 109 Minuti.
Dopo il successo di Cortina Express Christian De Sica e Lillo tornano sulla neve. Espandi ▽
Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d'Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar e Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco in scatola, il Crime Castle, best seller dell'azienda. Lo spot sarà girato in Val d'Aosta, e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l'improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell'edificio. Il detective Agata dovrà risolvere il mistero.
Le assurdità non si contano e siamo ben lontani da capolavori come
Crimen, ma la collezione incessante di battute surreali riesce a creare un mini effetto valanga che strappa più di una risata e potrebbe trasformare il film in un piccolo cult.
Sembra che gli attori - a partire da Christian De Sica e Lillo - si siano divertiti a prestarsi a questo festival del nonsense, e se ci si abbandona allo swing delirante, anche il pubblico - forse - gradirà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.70 - CONSIGLIATO SÌ
Negli anni '70 in Brasile un uomo torna nella propria città di origine essendo ricercato da chi lo vuole morto. Espandi ▽
1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo. Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura. Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura. Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.49 - CONSIGLIATO NÌ
Un film in cui manca quasi del tutto quello spirito provocatorio, iconoclasta e anarchico che aveva reso Zalone un unicum in Italia.
Commedia,
Italia 2025.
Durata 90 Minuti.
Il ritorno di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, autore insieme a Zalone stesso del soggetto e della sceneggiatura. Espandi ▽
Checco Zalone è un "nuovo Paperone italiano", possiede sei Ferrari rosse fiammanti e sta per festeggiare i suoi 50 anni con una festa a tema egizio per 800 invitati. Vive con la sua attuale compagna, una modella messicana 25enne, mentre sua figlia Cristal (in onore allo champagne) abita con la madre, ex modella e aspirante attrice negli spettacoli del suo spocchioso compagno palestinese. Il motto di Checco è che è sempre bello mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela, e si muove fra la Sardegna, Roma e Milano, non facendo assolutamente nulla di produttivo e spendendo e spandendo i soldi del padre imprenditore di successo, che lo considera un emerito coglione. Ma quando Cristal scompare Checco si metterà a cercarla e scoprirà che è partita per percorrere a piedi il Cammino di Santiago. Il padre la segue (inizialmente in Ferrari), scoprendo a poco a poco un lato di sé che non aveva mai considerato, e incontra una bella quarantenne spagnola, Alma, innamorata di un uomo misterioso.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.15 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'ode comica e malinconica sulla condizione umana. Un film toccato dalla grazia, con Toni Servillo che giganteggia.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 131 Minuti.
Ritratto immaginario di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alla fine del mandato. Tra dilemmi morali sulle grazie e vita privata, dovrà scegliere. Espandi ▽
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora, ha due figli. Si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia.
La grazia non è un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti.
Nel film si incrociano le pause del cinema di Sorrentino ma in realtà non c'è un attimo di tregua. La forma, che segna sempre l'identità della sua opera, accompagna il piacere autentico del racconto. Per questo, oltre ad essere sorretto da Toni Servillo che giganteggia, è un dramma privato, una commedia dell'assurdo, un film sentimentale. Un'ode sulla condizione umana. Allegra e triste. Comica e malinconica. Un film toccato dalla grazia.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.34 - CONSIGLIATO NÌ
Un colpo sparato a salve. La sesta regia di Antonio Albanese gira a vuoto.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 91 Minuti.
Una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole per la sesta regia di Antonio Albanese. Espandi ▽
Umberto ha dilapidato i soldi del padre. Beppe fa l'idraulico e abita con una mamma asfissiante. Gigi contava sull'eredità di una zia facoltosa, ma lei gli ha lasciato solo parrucche e trucchi. Una notte, mentre trasportano Gigi in stato semicomatoso, Umberto, Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell'ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via ad una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione.
Le buone intenzioni di Albanese e il suo desiderio di tornare ad una comicità semplice ambientata in una provincia popolata da personaggi ingenui sono evidenti, ma c'è poca realtà sia nella costruzione di quei personaggi che nelle azioni insensate che compiono.
Antonio Albanese ha spesso interpretato personaggi amabilmente strampalati e la sua cifra lunare è di solito accattivante, sia come attore che come regista, anche perché spesso propone un commentario sulla nostra società e la nostra epoca. Lavoreremo da grandi invece sembra semplicemente girare a vuoto, all'interno di un vuoto di senso e di credibilità, e purtroppo ottiene l'effetto deludente di un colpo sparato a salve.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.40 - CONSIGLIATO SÌ
Più di una semplice ricostruzione, un documentario di ampio respiro che diventa simbolo di ogni lotta per i diritti civili e contro la tortura.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
Un contributo alla ricostruzione della verità dei fatti legati alla drammatica vicenda del giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016. Espandi ▽
"Giulio Regeni stava facendo un legittimo, chiaro, sacrosanto lavoro di ricerca. Punto. Può succedere che in un regime autocratico, dopo un colpo di Stato, anche la ricerca costituisca una minaccia". Lo ha affermato, un po’ teatralmente, testimoniando di recente in tribunale, Marco Minniti, Ministro degli Interni all’epoca del sequestro e omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni, nato nel 1988 a Fiumicello Villa Vicentina (Udine) e ritrovato cadavere il 3 febbraio del 2016 alla periferia del Cairo. Quella dell’ex ministro è l’unica punta di pathos di
Giulio Regeni - Tutto il male del mondo, che evita accuratamente di cavalcare l’indignazione dello spettatore ma mette in fila i fatti, senza commenti che non appartengano ai genitori di Regeni e le testimonianze di politici e funzionari italiani dei servizi segreti chiamati a deporre nel processo in Corte d’Assise presso il Tribunale di Roma.
Due binari corrono paralleli: da una parte la voce e la richiesta persistente, anche molto mediatica, di Paola Deffendi, Claudio Regeni e della loro avvocata Alessandra Ballerini. Dall’altra il percorso processuale, celebrato in assenza dei 4 identificati come esecutori del rapimento, tortura, omicidio, tutti alti funzionari delle forze di sicurezza egiziane. Tra questi due filoni si inseriscono diversi materiali d’archivio, per lo più filmati in bassa definizione. Diretto da Simone Manetti, scritto da Matteo Billi ed Emanuele Cava, prodotto da Agnese Ricchi e Matteo Marzarotto di Ganesh e Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, il film è più di una semplice ricostruzione, serrata e logica, di un caso di violazione dei diritti umani, peggiorata da una serie vergognosa di omertà, falsità, omissioni, depistaggi. Ha un respiro più ampio - un’anima più limpida, come l’atteggiamento dei due genitori, che in questi anni abbiamo imparato a (ri)conoscere per la misura, la civiltà e la compostezza del loro chiedere verità e giustizia.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.52 - CONSIGLIATO SÌ
Animazione di qualità per una donna in difesa della dignità femminile.
Animazione,
Francia,
USA 2007.
Durata 95 Minuti. Consigli per la visione:
Marjane. Una bambina, un'adolescente, una giovane donna. Come tante ma con una differenza: è iraniana. Espandi ▽
Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il mondo.
Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià.
Con l'instaurazione della Repubblica islamica inizia il periodo dei "pasdaran" che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini. Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Espandi ▽
Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
In
Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.76 - CONSIGLIATO SÌ
Una commedia romantica che affronta temi importanti della contemporaneità con leggerezza e un grande cast.
Commedia,
Italia 2025.
Durata 108 Minuti.
Lei odia gli uomini, lui odia le complicazioni: quando una notte di passione li rende inseparabili, due opposti irriducibili dovranno imparare a convivere. Espandi ▽
Alessandra e Valerio sono accomunati dall’incapacità di avere relazioni stabili, e soprattutto di poter concepire figli. I due si piacciono, fanno – più volte - sesso allegro e irruento, e poi scoprono che Valerio è il nuovo preside del liceo dove insegna Alessandra. Di più: lei rimane incinta. Riusciranno due opposti come loro a trovare un punto di incontro, oltre l’attrazione?
2 cuori e 2 capanne è una commedia romantica leggera ma non stupida, e molto attenta ai mutamenti in corso nella contemporaneità. In modo scanzonato il film affronta temi importanti, dal patriarcato alla violenza sulle donne, dai fermenti scolastici alle tecniche di insegnamento, e sceglie la via del dialogo spiritoso invece che della contrapposizione becera. Bruno torna alla visione più ampia sulla contemporaneità e i ruoli di genere e lascia spazio ad una modulazione dei sentimenti e delle relazioni più complessa e meno scontata, riscoprendo la verve gentile dei suoi inizi con Nessuno mi può giudicare.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.34 - CONSIGLIATO SÌ
Un film fortemente fisico con degli spunti di scrittura potenzialmente interessanti.
Drammatico,
Spagna,
Francia 2025.
Durata 120 Minuti.
Un padre e suo figlio cercano la figlia scomparsa tra i rave nel deserto marocchino, affrontando una realtà estrema e i propri limiti interiori. Espandi ▽
Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una foto della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l’uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non solo per le asperità del terreno. Óliver Laxe dirige un film la cui sceneggiatura, scritta con Santiago Fillol, finisce con il disperdere le potenzialità iniziali. C’è Pedro Almodovar tra i produttori del film e quindi c’era da aspettarsi un’opera quantomeno interessante. In effetti lo è almeno per due terzi. Si presenta infatti come un film fortemente fisico. A un terzo dalla fine però non sono soltanto i mezzi di trasporto a sbandare sul terreno accidentato del deserto marocchino. A farlo è il film stesso che inizia ad inanellare colpi di scena la cui serialità finisce con il disperdere tutto quello che fino a quel punto era stato costruito.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.77 - CONSIGLIATO SÌ
Un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente.
Drammatico,
USA 2025.
Durata 103 Minuti.
Agnes, segnata da una violenza subita, finge che tutto vada bene finché una riunione di classe la costringe a confrontarsi col passato. Espandi ▽
“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo agi altri che “tutto va bene”. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore.
Sorry, Baby è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista. Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente. Affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare a fondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.04 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Una serie di
David Lynch,
Lesli Linka Glatter,
Caleb Deschanel,
Duwayne Dunham,
Tim Hunter,
Todd Holland,
Tina Rathborne.
Con Kyle MacLachlan, Michael Ontkean, Mädchen Amick, Dana Ashbrook, Richard Beymer
La scomparsa di una ragazza e un atto di violenza indicibile sconvolgono la cittadina di Twin Peaks. Un agente FBI viene chiamato a indagare. Espandi ▽
Twin Peaks è una cittadina del Nordovest, a 5 km dal confine col Canada e deve la sua prosperità al legname delle foreste di abeti e al turismo. Due eventi ne sconvolgono la quiete: il ritrovamento del cadavere nudo, avvolto nel cellophane, di Laura Palmer, 17enne di famiglia agiata, e poco dopo la ricomparsa di una sua coetanea, sadicamente torturata, dalla mente sconvolta. Arriva Dale Cooper, agente FBI, per aiutare nelle indagini Harry S. Truman, sceriffo locale. Si dipana un sordido intrigo di passioni illecite, doppie vite, commerci illegali, tradimenti, invidie, gelosie, avidità. Ognuno dei personaggi coinvolti ha qualcosa da nascondere.
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È un'analisi della crisi dei personaggi ma anche un quadro non fazioso della situazione francese che potremmo anche trasferire in Italia. La situazion... Espandi ▽
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MYMONETRO
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Un'analisi ragionata del piano dietro la sistematica disintegrazione del nostro sistema scolastico.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 94 Minuti.
Docenti, filosofi, esperti italiani e internazionali spiegano il processo lento ma continuo che ha portato le scuole a somigliare ad aziende, e gli effetti critici sull'educazione dei più giovani. Espandi ▽
La scuola italiana statale, cioè ad accesso libero, di tutti, è assediata e disintegrata da decisioni della politica, gradualmente indebolita e distolta dagli obiettivi che la Costituzione detta agli articoli, 3, 33 e 34: principio di uguaglianza, libertà di insegnamento, diritto universale all'istruzione. In direzione contraria a tale progetto di emancipazione, soprattutto dei meno privilegiati, un disegno preciso mira a favorire istituti privati e ad imporre un'idea d'insegnamento funzionale agli obiettivi dell'ideologia neoliberista.
Ad "aziendalizzare" la scuola, trasformarla da luogo di sapere, anche emotivo, e crescita personale e collettiva, a laboratorio per futuri "prestatori di competenze".
La finalità del film è riportare l'attenzione dell'opinione pubblica, e quindi anche favorirne la mobilitazione, sul tema centrale dell'istruzione. Una realtà che coinvolge un milione di lavoratori e sette milioni di studenti. Ibrido di film d'inchiesta e osservazione sul campo, che non rinuncia a parentesi creative, D'istruzione pubblica, come i precedenti del duo registro, è il classico caso di "film-innesco" o da cineforum.
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tel: 0514151762 - 0516313808
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Un doc lodevole che cerca di fare memoria. Raccontando l'urgenza della canzone d'autore.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 73 Minuti.
Il film racconta la storia dei Cantacronache attraverso la testimonianza diretta di Emilio Jona, teorico del gruppo, e di Fausto Amodei, interprete principale delle canzoni. Espandi ▽
Ci sono storie dimenticate che hanno però segnato la nostra cultura. È il caso dei Cantacronache, collettivo
torinese di musicisti, poeti e scrittori che, tra il 1958 e il 1962, diede origine al cantautorato italiano con una
"canzone neorealista" capace di raccontare la vita vera. Il documentario ne riscopre il primo concerto e i testi.
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Dopo quindici anni di assenza, il regista Lorenzo Ciani torna a Tokyo per osservare il Giappone contemporaneo attraverso lo sguardo silenzioso di un viaggiatore non turistico. Perfect Days Dreamin' esplora il fenomeno dell'overtourism e il cambiamento dell'atteggiamento dei giapponesi verso i visitatori stranieri, alternando luoghi iconici e periferie meno raccontate. Un viaggio intimo e contemplativo ispirato al cinema di Wim Wenders, tra vita quotidiana, cultura e cucina autentica, che riflette sul confine sempre più sottile tra rispetto e consumo di un paese profondamente amato.
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