Astolfo

Film 2022 | Commedia, +13 97 min.

Anno2022
GenereCommedia,
ProduzioneItalia
Durata97 minuti
Al cinema5 sale cinematografiche
Regia diGianni Di Gregorio
AttoriStefania Sandrelli, Gianni Di Gregorio, Simone Colombari, Agnese Nano, Alberto Testone .
Uscitagiovedì 20 ottobre 2022
TagDa vedere 2022
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,33 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gianni Di Gregorio. Un film Da vedere 2022 con Stefania Sandrelli, Gianni Di Gregorio, Simone Colombari, Agnese Nano, Alberto Testone. Genere Commedia, - Italia, 2022, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 20 ottobre 2022 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 5 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,33 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 ottobre 2022

Astolfo, un pensionato che dalla vita non si aspettava più niente, viene sfrattato dal suo appartamento e ripara nella vecchia casa di famiglia. Lì incontrerà Stefania e si innamora. In Italia al Box Office Astolfo ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 360 mila euro e 127 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,33/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,13
PUBBLICO 3,86
CONSIGLIATO SÌ
Una favola scanzonata, meravigliosamente interpretata, tra rimandi epici e digressioni liriche.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 16 ottobre 2022
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 16 ottobre 2022

Astolfo è un professore in pensione che vive a Roma in un vecchio appartamento da cui viene gentilente sfrattato. Gli affitti sono lievitati e il professore decide di tornare in provincia, sulle colline di Artena dove è ubicato il palazzo nobiliare di famiglia. I suoi grandi salotti polverosi sono abitati da un povero diavolo caduto in disgrazia come lui. Insieme decidono di affrontare il presente, il sindaco, che ha costruito sulle terre appartenute in un tempo remoto alla sua famiglia, e un prete invadente, che ha murato il suo salone e occupato le sue stanze per la ricreazione. Ma l'amore per Stefania, una bella signora introdotta dal cugino farfallone, scuoterà l'ordinarietà del quotidiano e darà un senso nuovo alla sua esistenza.

Seconda volta fuori porta per Gianni Di Gregorio e quinta volta sullo schermo per il suo personaggio romano, chiamato archetipicamente "il professore".

Un vecchio ragazzo, un po' smarrito e vagabondo, che attraversa la vita con una sorta di candore e di inerzia gioiosa. Un'attitudine che è una dichiarazione di estetica, una maniera di abitare poeticamente il mondo che apre con Astolfo una possibilità. Spalanca un orizzonte nuovo che risale le colline laziali fino ad Artena, un piccolo comune di anime placide. Nel cinema di Di Gregorio le virate in auto sono l'occasione di piccole follie e prendono la forma di digressioni liriche o di escursioni sentimentali.

Erede di un paladino franco che fece l'impresa, quella grande e cavalleresca che lustra il blasone, annette terreni e ritrova il senno di Orlando, Astolfo è l'inverso del suo antenato, una creatura alla ricerca di un riparo. Non cavalca ippogrifi, il professore, ma una Panda che lo conduce lontano dall'agitazione urbana verso un luogo bucolico dove scrive un'altra delle sue avventure, una favola scanzonata, meravigliosamente interpretata, che ha ancora una volta il merito di rendere visibile la vecchiaia.

Se tutte le strade portano a Roma, qualcuna permette di uscirne. Per necessità. Un contratto d'affitto scaduto e una pensione minima. Ma anche lontano dalla capitale, le relazioni umane, l'amicizia e l'aiuto reciproco restano il cuore battente del suo cinema dagli accenti romani affilati. Le espressioni dialettali che punteggiano le sue conversazioni, la sua ironia, la sua grande cultura e la sua 'ignoranza' tranquilla disegnano la sua appartenenza a una città e a un territorio che a questo giro di auto si allarga a comprendere la bella provincia laziale.

"Quivi ebbe Astolfo doppia meraviglia: che quel paese appresso era sì grande, il quale a un picciol tondo rassimiglia a noi che lo miriam da queste bande...". Lo spazio che si apre agli occhi del nostro Astolfo non è la Luna di Ariosto ma come "lassù" ha fiumi, laghi e campagne, città, valli e castelli dove una dama lo attende da sempre. È Stefania (Sandrelli), musa discreta e determinata, che lo innamora.

'Partire con lei' oggi è facile, tanto quanto era complicato spiccare il volo ieri in quell'utopia che era Lontano Lontano, finta partenza aggrappata alle costolette impanate e alla porchetta, al guanciale e al cocomero in piedi. Armato di un passaporto per nessuna parte e mille obiezioni mormorate nella barba, Roma non gli era mai sembrata così lontana. Il professore adesso è altrove con Stefania e un nuovo spirito, lucido e intraprendente.

Gianni Di Gregorio non nasconde niente sotto le borse degli occhi, le rughe della vita, il desiderio che lo assilla e che finalmente soddisfa fuori dalle mura dell'Urbe. Se il regista infonde al suo avatar la stessa nonchalance bonaria, costruendo il suo film su una pacata verve dialogica, Stefania Sandrelli impone ancora la sua bellezza di vergine siciliana, sedotta ma non abbandonata perché Astolfo la porta via con sé. Al ritmo calmo e tranquillo della sua Panda bianca. Un movimento in avanti che lo mette al riparo da qualsiasi sospetto di immobilismo, anche quando si adagia sugli allori di un'italianità senza tempo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 4 novembre 2022
gabriella

 Ogni tanto bisognerebbe trovare il tempo per fermarsi, riflettere e ascoltare, osservare le piccole cose della quotidianità e apprezzarle, assaporarle, potrebbero stupirci. E' quello cui ci invita Gianni De Gregorio, che con la sua discrezione, la sua gentilezza e la sua pacatezza, ne ha fatto il segno distintivo dei suoi film, piccoli gioielli che brillano per purezza e semplicità. [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2022
joecondor

Una bella e tenera commedia inno alla terza età. Film tenero gioviale e vincente della terza età. Di Gregorio è uno specialista di queste commedie e si muove a suo agio. Il cast di caratteristi è vincente dal solito Santagata (Carlo il cugino) al luciferino prete .Ma la carta vincente sono la Sandrelli ed il solito De Gregorio molto bravi, Ce ne vorrebbero di film cosi' ,Astolfo ci è piaciuto ,bravo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2022
foffola40

Garbato, antico nei sentimenti e nelle modalità di vita. Personaggi molto lontani dal quotidiano ma simpatici: i cattivi stanno tutti da una parte e così i buoni. In certi momenti è un racconto un po favolistico, in altri sembra tutto vero. foffola40

FOCUS
FOCUS
giovedì 20 ottobre 2022
Giovanni Bogani

Che bello, il cinema a misura d’uomo di Gianni Di Gregorio. Un cinema che respira il tuo stesso respiro, che si muove con i ritmi, con i pensieri che hai anche tu. Un cinema dimesso, sottovoce, in punta di piedi. Un cinema di understatement: ma questa parola a Di Gregorio non piacerebbe molto. Troppo pomposa. Questo è un cinema di pasta e fagioli, di bicchieri di vino bianco, di penne al sugo, di film visti a casa, film vecchi di sessant’anni, che ancora toccano qualche corda del cuore. È un cinema che non dimentica l’indignazione, il senso dell’ingiustizia, persino la rabbia. Ma lo fa con un cinema che vien voglia di definire con una parola desueta: gentile.

In Astolfo, con la sua voce gentile e col suo sorriso mite, Gianni Di Gregorio costruisce addosso al suo corpo di settantenne una storia che potrebbe essere tragica, alla Umberto D: la storia di un pensionato cacciato dalla casa in cui vive, costretto ad andarsene da Roma. Ma è una storia che invece finisce con l’assomigliare a Pane, amore e fantasia, che non a caso viene citato nel film: con Di Gregorio e la Sandrelli che si ritrovano a guardarlo insieme, sullo schermo di un televisorino piccolo, che a vederlo fa quasi tenerezza.

Un uomo di mezz’età che finisce in un paesello, come il maresciallo Vittorio De Sica in quel film del ’53. Ed è, in fondo, lo stesso microcosmo, il mondo a misura di paese. Un mondo che tante commedie, dopo, hanno saccheggiato, hanno ridotto a caricatura.

Qui, la caricatura non la senti. Senti qualcosa di vero. Certo che tutta la storia è una favola, ma è una favola con la grana del reale. La verità della recitazione: quella sorprendente di Alberto Testone – era il protagonista del film di Konchalovskiy Il furore di Michelangelo: qui, Testone è uno squatter garbato, che dice “Saranno sette, ott’anni che sto qua: ma me so’ messo sul divano, il letto tuo non l’ho toccato…”.

Otto anni a dormire sul divano. Vivere, negli interstizi lasciati liberi. In fondo è quello che fanno tutti i personaggi del film. Primo fra tutti, il professore, Gianni Di Gregorio, che torna nella sua casa di famiglia, ma non gli viene in mente di provare a sfrattare l’inquilino abusivo. Anzi, ne diviene amico.

Astolfo, l’avo, quello che campeggia in un dipinto a olio, l’unico non saccheggiato, era un guerriero, capace di conquistare una fortezza “con soli quaranta uomini”. L’Astolfo suo pronipote, quello interpretato da Di Gregorio, combatte solo per la sua minuscola felicità, insieme ai suoi amici, dai volti istoriati dal tempo.

Di Gregorio e i suoi amici – fenomenale Gigio Morra – ricordano i Soliti ignoti di Mario Monicelli; e anche qui, nei casi più disperati, ci si consola con una minestra. Il cibo compare di continuo, miseria e nobiltà del film di Di Gregorio. C’è sempre un momento in cui qualcuno si interrompe per assaggiare qualcosa: “mmm, buono!”. Un cucchiaio di minestra, un bicchiere di vino, un avanzo di tiramisù. Sembra di essere negli anni ’60: e dritta da quel decennio viene anche una decapottabile rossa, una Duetto Alfa Romeo come quella del Laureato con Dustin Hoffman. Si respira aria da anni ’60, ma è come se fossero quegli anni lì, tutti sgualciti.

E poi, ci sono i battiti che accelerano, quando entra in scena Stefania Sandrelli. Che riesce a essere due donne in una: la signora con l’anima appassita dal tempo, ma anche la ragazzina che correva sul lungomare di Viareggio. Riesce ad avere ancora delle esitazioni, delle timidezze, dei fremiti da ragazzina.

Frasi
Questo era il salone di casa mia....
Una frase di Astolfo (Gianni Di Gregorio)
dal film Astolfo - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 27 ottobre 2022
Ilaria Mainardi
Gli Spietati

Se l'età è solo uno stato mentale, e ne sono convinta (Clint Eastwood docet), Gianni Di Gregorio è senza dubbio tra gli autori più giovani che il nostro cinema possa vantare; un cinema bistrattato, talvolta con qualche ragione, accolto con perplessità o fastidio, eppure capace di regalare opere - piccole e allo stesso tempo grandi - come Astolfo, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Intan [...] Vai alla recensione »

domenica 23 ottobre 2022
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Il pensionato Astolfo lo sfrattano. Non se l'aspettava ma assorbe bene il colpo. Lascia Roma, torna nella vecchia casa al paesello, in realtà una intera ala d'un palazzo nobiliare (bisognoso di restauro serio). La trova occupata, chissà da quanto. Poco male, anzi meglio così, ché spazio per l'intruso ce n'è e anche per qualcun altro e ci si fa compagnia.

domenica 23 ottobre 2022
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Astolfo è l'ultimo personaggio di Gianni Di Gregorio, e ha preso il nome dal cavaliere di ventura che cinquecento anni prima con un pugno d'uomini conquistò il feudo su un colle laziale. L'Astolfo d'oggi si ricorda dell'antenato quando, sfrattato dall'appartamento romano, la pensione non gli permette un locale nella Capitale. Allora carica la valigia sulla panda bianca e parte per Artena.

sabato 22 ottobre 2022
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Vincit omnia amor. Lo sa bene Gianni Di Gregorio, che vi consacra il suo quinto film scritto, diretto e interpretato, Astolfo. In anteprima alla XVII Festa di Roma, nelle nostre sale con Lucky Red, lo annovera nel ruolo eponimo, quello di un pensionato sul viale del tramonto che, sfrattato dal suo appartamento romano, ritrova l'alba, comunque un bel mezzodì, nel decrepito palazzo nobiliare di famiglia [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Gianni Di Gregorio ha il suo mondo e il suo atteggiamento, un po' rassegnato un po' ironico. Qui lo chiamano il professore (pensionato) ed è sotto sfratto. La figlia della padrona di casa si sposa, per essere più convincente scatena idraulici e muratori. Astolfo è un tipo contemplativo, sta attento ai suoi libri e le piastrelle del bagno possono rimanere com'erano quando ha preso possesso dell'appartamento. [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2022
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

L'amore nella terza età, le amicizie di una vita e quelle più improbabili che nascono dal caso. Sono alcuni dei temi che caratterizzano il cinema di Gianni Di Gregorio, attore e regista defilato ma tra i più interessanti e coerenti del cinema italiano. Un cineasta che si rivelò a un'età non più verde nel 2008 con un piccolo film dal titolo «Pranzo di ferragosto» incentrato su un gruppo di arzille anziane [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2022
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

Porta il nome di un paladino bretone. In effetti, l'ex professore Astolfo si comporta come tale. Sfrattato dall'appartamento di Roma in cui vive da anni, egli non trova di meglio che tornare in provincia, sulle colline di Artena, dove sorge il palazzo di famiglia. Vecchio lui, cadente la dimora nobiliare avita, usurpate le sue proprietà, il nostro cavaliere errante cerca di far valere le sue ragioni; [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2022
Filiberto Molossi
La Gazzetta di Parma

E' un cinema garbato, educato, solare, quello di Gianni Di Gregorio, che bussa sempre alla porta prima di entrare nelle nostre vite, non si sa mai (ma non capita....) che disturbi. Che dice buongiorno e buonasera e fa ancora il baciamano, galante ma senza per questo diventare ridicolo; un cinema che anche quando potrebbe bastonare accarezza, esile forse, ma gentile e ancora capace di lasciarsi trascinare [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2022
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

A Gianni Di Gregorio non si può non voler bene. Dai tempi di "Pranzo di Ferragosto", evento alla Mostra 2008, Leone d'oro opera prima, scelto dalla Settimana della Critica, il suo cinema, fatto di personaggi semplici e leggeri, ma tutt'altro che arrendevoli, con un sottotesto non privo di sottili cattiverie, ha sempre trovato il piacere di farsi vedere.

venerdì 21 ottobre 2022
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Gianni Di Gregorio ha fatto del garbo una cifra stilistica; della gentilezza un modo di raccontare e, probabilmente, anche di vivere. Definire così il suo cinema non è per nulla sminuente, anzi. La sua semplicità, anche nel minutaggio, il suo "andare dritto al punto" senza gli "spiegoni" e la messa in scena chiassosa di molti registi italiani (vedere, per confrontare, "Il colibrì" di Francesca Archibugi) [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2022
Maria Lombardo
La Sicilia

Ancora poesia della terza età da Gianni Di Gregorio con "Astolfo" delicata storia dell'autore romano di "Pranzo di Ferragosto", "Lontano, lontano", "Gianni e le donne". Chi meglio dello stesso Di Gregorio potrebbe interpretare il protagonista dei suoi film? Appena presentata alla Festa del cinema di Roma, la coproduzione italofrancese distribuita da Lucky Red, è la storia di un insegnante romano in [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2022
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

Nel 2008 un piccolo film dal titolo "Pranzo di ferragosto" con un gruppo di arzille anziane e il figlio, già maturo, di una di loro divenne un caso nel cinema italiano. Il regista e interprete Gianni Di Gregorio è arrivato ora al quinto lungometraggio, "Astolfo", presentato nei giorni scorsi alla Festa di Roma e subito nelle sale. Vicende minime Una storia che prosegue la poetica dell'autore [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2022
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Astolfo (Gianni Di Gregorio) è un professore in pensione, che viene sfrattato dall'appartamento di Roma in cui ha vissuto per anni. Intimorito dai prezzi degli affitti, ricorda di possedere la porzione di un palazzo nobiliare sui colli romani (la location è il borgo di Artena), dove approda con l'intenzione di restarci. Tuttavia trova l'abitazione occupata da un povero disgraziato, mentre il salone [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2022
Sarah Mataloni
Close-Up

Delicato, poco convenzionale e carico di umanità, il cinema di Gianni Di Gregorio ha la non semplice qualità di raccontare storie ordinarie con sensibilità e dolcezza rendendole originali e poco scontate, pur nella loro evidente semplicità . Il suo è uno sguardo approfondito e al tempo stesso ironico che da sempre ha saputo cogliere e dipingere sfaccettature e diverse prospettive della non più giovane [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2022
Alberto Crespi
La Repubblica

Alla verdissima età di 73 anni Gian ni Di Gregorio ha diretto solo cinque film, da Pranzo di Ferragosto (2008) in poi, ma fa un cinema riconoscibilissimo ed è fra i pochi cineasti italiani ai quali si può rilasciare la patente di "autore", perché scrive, dirige e interpreta, mettendosi in scena (quasi) senza filtri: i suoi film "'sono lui", con il suo umorismo, le sue fragilità, i suoi tic e la sua [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2022
Giuseppe Gariazzo
Il Manifesto

Amarsi, ri-innamorarsi a settant'anni. E, passo precedente e poi coincidente, trasferirsi (dall'appartamento romano in affitto e a seguito di uno sfratto repentino) e ri-cominciare la propria vita altrove. Ma un «altrove» che per Astolfo significa «ritorno», tornare nella vecchia, e da tempo decrepita perché mai più abitata, casa di famiglia situata in un piccolo paese del Centro Italia arroccato tra [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2022
Alessandra Levantesi
La Stampa

Alla Mostra di Venezia del 2008 apparve un film firmato e interpretato da un tipo lunare, attorniato da un quartetto di adorabili novantenni prese dalla vita di cui guidava garbatamente il gioco. Con Pranzo di Ferragosto, l'allora quasi sessantenne Gianni Di Gregorio vinse un paradossale premio al miglior esordio che fu il primo di altri, imponendo all'attenzione la sua figura di cineasta fuori dagli [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2022
Alice Sforza
Il Giornale

Astolfo è un pensionato romano, divorziato, che viene sfrattato. Così ritorna a vivere in un paesino dell'Italia Centrale, nella casa di famiglia, un tempo nobiliare, ma che ora cade a pezzi. Dovrà confrontarsi con inquilini abusivi, vecchi amici, sindaci e preti truffaldini. E, soprattutto, con I'amore, dopo l'incontro con Stefania (Sandrelli). Di Gregorio si fa in tre (regista, autore e interprete), [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 ottobre 2022
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Gianni Di Gregorio, romano, classe 1949, fa un po' sempre lo stesso film, nel senso che ogni volta mette in scena qualcosa di sé, alla maniera di Woody Allen. Possono cambiare i nomi ma è sempre il Professore, adesso in pensione e quindi pure un po' avvilito, rassegnato. Dopo un applaudito passaggio alla Festa del cinema di Roma, "Astolfo" approda nelle sale giovedì 20 ottobre, targato Lucky Red (producono [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2022
Ilaria Feole
Film TV

Prendendo in prestito le parole di una ormai vecchia canzone, vorremmo vivere in un film di Gianni Di Gregorio, dove i cattivi non sono cattivi davvero. Accolti dalla maschera serafica dell'autore-attore, a ogni film del regista romano pare di tornare a casa, in un universo narrativo dove anche il più disgraziato dei personaggi è capace di nobili azioni e dove la solidarietà è un istinto indomabile. [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2022
Francesco Del Grosso
Cineclandestino

Con quel sorriso un po' così, quell'espressione un po' così e quella faccia un po' così, uno come Gianni Di Gregorio non può non entrarti nel cuore. Misto di timidezza, simpatia, genuinità e innocenza, il nostro Monsieur Hulot trasteverino vi ha fatto breccia, conquistandolo film dopo film con garbo, semplicità e gentilezza. Lo ha fatto con ogni singolo personaggio al quale ha prestato il volto sin [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2022
Raffaele Meale
Quinlan

"Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi sul paterno giardino scintillanti, e ragionar con voi dalle finestre di questo albergo ove abitai fanciullo, e delle gioie mie vidi la fine"; declama Le ricordanze Astolfo, che tutti chiamano "Il professore", al suo nuovo coabitante, colui che aveva occupato la vecchia casa di famiglia dell'uomo, abbandonata al suo destino [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2022
Tiziana Morganti
Asbury Movies

Quando si decide di scrivere una sceneggiatura solitamente si cerca d'inserire sempre due elementi, a seconda del genere scelto: il colpo di scena o la riflessione intimista con risvolti sociologici. Uno schema che è possibile ritrovare frequentemente nel cinema italiano e che, a detta di alcuni, dovrebbe identificare il film come un prodotto valido e apprezzabile.

lunedì 17 ottobre 2022
Marì Alberione
Duels.it

Astolfo (Gianni Di Gregorio) deve lasciare l'appartamento romano in cui ha vissuto per anni in affitto. Torna così al paesello dove è proprietario di un'antica e imponente casa nobiliare che affaccia sulla piazza principale e confina con il palazzo della curia. L'arrivo del "professore" non passa inosservato perché in paese le notizie corrono («Qui si sa tutto»).

domenica 16 ottobre 2022
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

"E me lo dice così?". Professore in pensione, Astolfo dall'oggi al domani si vede sfrattato dal suo appartamento in affitto a Roma. Non ne fa un dramma, il professore, e dopo un naturale spaesamento iniziale ripiega nella vecchia casa di famiglia, un rudere in un paesino del centro Italia che un tempo era stato un palazzo nobiliare. È l'incipit della quinta fatica registica di Gianni Di Gregorio, [...] Vai alla recensione »

domenica 16 ottobre 2022
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Dall'appartamento condiviso con la madre in Pranzo di Ferragosto a quelli abitati dal protagonista in Astolfo. Nel cinema di Gianni Di Gregorio la casa non è solo una location ricorrente. È il luogo che caratterizza tutti i suoi personaggi. Per questo nel momento in cui Astolfo si ritrova per strada a guardare gli annunci degli affitti per le strade di roma, il suo cinema è contagiato da quell'attraente [...] Vai alla recensione »

NEWS
FESTA DI ROMA
domenica 16 ottobre 2022
Marzia Gandolfi

Tra rimandi epici e digressioni liriche, un film che ha il merito di mostrare la vecchiaia. In anteprima alla Festa del Cinema. Da giovedì 20 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

NEWS
lunedì 10 ottobre 2022
 

La commedia parla di uno uomo che arrivato a 70 anni decide di tornare al suo paese. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 26 settembre 2022
 

Regia di Gianni Di Gregorio. Un film con Stefania Sandrelli, Gianni Di Gregorio. Da giovedì 20 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

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