Girasoli

Film 2023 | Drammatico, +13 90 min.

Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Al cinema16 sale cinematografiche
Regia diCatrinel Marlon
AttoriGaia Girace, Monica Guerritore, Pietro Ragusa, Mariarosaria Mingione, Angela Ciaburri .
Uscitagiovedì 23 maggio 2024
DistribuzioneMasi Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Catrinel Marlon. Un film con Gaia Girace, Monica Guerritore, Pietro Ragusa, Mariarosaria Mingione, Angela Ciaburri. Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 23 maggio 2024 distribuito da Masi Film. Oggi tra i film al cinema in 16 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 maggio 2024

Negli anni '60, un amore impossibile tra due ragazze nasce per caso tra le mura di un ospedale psichiatrico, più simile a una prigione che a un istituto di cura.

Consigliato nì!
2,67/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO 5,00
CONSIGLIATO NÌ
Un'opera che non pone domande e non innesca un messaggio. La realtà sembra rimanere chiusa fuori.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 29 novembre 2023
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 29 novembre 2023

Anna è un'orfana offerta come un pacco all'ospedale psichiatrico di Santa Teresa di Lisieux. In carenza di personale, è assoldata come infermiera da una suora ruvida che la inizia a una professione ingrata, gestire un settore di bambini con lievi o gravi disturbi psichiatrici. Tra loro c'è Lucia, ragazzina contesa dalla dottoressa D'Amico, che vorrebbe "lasciarla libera" di guarire, e il dottor Gentile, psichiatra conservatore che insiste a mantenerla chimicamente nel suo torpore. Tra i due litiganti, vincerà l'amore di Anna, che conquista progressivamente la fiducia di Lucia. Vorrebbe portarla lontano ma i suoi confini non vanno oltre il cancello dell'ospedale. Almeno fino al giorno in cui qualcosa finalmente si muove e Lucia solleva lo sguardo su un nuovo orizzonte.

Sul tema della repressione psichiatrica Marco Bellocchio continua ad essere, almeno in Italia, un riferimento irraggiungibile (Matti da slegare, L'ora di religione, Vincere... ). Difficile fare meglio, facile fare peggio.

Astenersi, un'alternativa prudente, perché niente è più rischioso e deprimente dei film ambientati nei manicomi con la loro schiera di attori strepitanti che credono di illustrare il verso della follia. Sovente nella mente delle persone 'normali', la follia si accompagna alla distorsione del corpo e alla deformazione dei lineamenti.

Ma Girasoli non pone domande sul nostro rapporto con questa specifica repulsione, per quello vi rimandiamo a La Moindre des choses di Nicolas Philibert, capace di emergere da veri pazienti una grazia folle, in cui l'orrore diventa un'eloquenza superiore, che ci trasmette verità terribili e terribilmente belle. Con Catrinel Marlon, al suo esordio, siamo al di là delle sue forze. Che senso ha oggi fare un film come questo? Già vecchio quando Bellocchio, Agosti, Petraglia e Rulli giravano nel '75 Matti da slegare, sperimentando un metodo documentaristico etico che prendeva le mosse dagli esperimenti di psichiatria democratica condotti da Franco Basaglia. Catrinel Marlon fa il compitino, disegnando alla buona buoni e cattivi, sposando una visione sensazionalistica dell'internamento e riducendo i suoi 'matti' ai loro sintomi.

Prodotto dalla RAI, Girasoli è la storia di una fanciulla affatto folle ma disturbata da un'infanzia traumatica, che guarda i pazzi 'veri' con sguardo ora annegato, ora lucido. Questo "nido del cuculo" che Marlon attraversa con poca grazia e nessuna pratica della sublimazione, è una bolla separata che non cerca mai un rapporto dialettico con la realtà, da qualche parte là fuori e mai chiamata in causa.

Alla fine dell'internato dell'infermiera protagonista, nonostante gli scoppi di violenza e gli abusi telefonati, la sensazione è di aver assistito a un corso di osservazione comportamentale, da cui si esce come si è entrati, lasciando i pazzi al loro destino.

Poco o nulla possono Monica Guerritore e Pietro Ragusa, portatori di una recitazione in levare che non riesce a incarnare la parola. Di fronte a loro, Gaia Girace e Mariarosaria Mingione fanno quello che possono col poco che hanno, infondendo un po' di freschezza in una messa in scena imbottita di pasticche e di cliché drammaturgici (ribellione dei pazienti, rituali sedativi, abusi...).

In nessun momento Catrinel Marlon lancia una linea di indagine interessante, capace di innescare la sensibilità dello spettatore, confuso tra stanze imbottite ed elettroshock. Il mondo della psichiatria offre un'allegoria così diretta della società e un'analisi così toccante della (a)normalità che bisogna impegnarsi per realizzare un film così inerte. Coniugato al femminile, Girasoli cavalca lo spirito dei tempi senza rendere un buon servizio alla causa di 'coloro che sono perdute', di chi ha perso la strada, senza innescare nemmeno il messaggio che denuncia da sempre il cinema avventurandosi negli ospedali psichiatrici: in nome di cosa, di quale teoria medica o di quale pregiudizio dichiariamo malato qualcuno?

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domenica 26 novembre 2023
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TORINO FILM FESTIVAL
mercoledì 29 novembre 2023
Marzia Gandolfi

Un film la cui realtà sembra rimanere chiusa fuori non riuscendo così a toccare la sensibilità degli spettatori. Al TFF. Vai all'articolo »

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