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venerdì 30 settembre 2016

Stefania Sandrelli

L'attrice all'italiana

70 anni, 5 Giugno 1946 (Gemelli), Viareggio (Italia)
occhiello
Una scla ricchezza abbiamo: un nome onorato.
dal film Sedotta e abbandonata (1964) Stefania Sandrelli è Agnese Ascalone
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Stefania Sandrelli
David di Donatello 2010
Nomination miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

David di Donatello 2002
Premio miglior attrice non protagonista per il film Figli – Hijos di Marco Bechis

Nastri d'Argento 2001
Premio miglior attrice non protagonista per il film L'ultimo bacio di Gabriele Muccino

Nastri d'Argento 1999
Premio miglior attrice non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Festival di Venezia 1990
Premio premio pasinetti per l'attrice per il film L'africana di Margarethe Von Trotta

Nastri d'Argento 1989
Premio miglior attrice non protagonista per il film Mignon è partita di Francesca Archibugi

David di Donatello 1989
Premio miglior attrice per il film Mignon è partita di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 1980
Premio miglior attrice non protagonista per il film La terrazza di Ettore Scola



Presentato a Roma La donna della mia vita, con Gassman e Argentero.

Le donne cambiano il mondo alzando un ditino

venerdì 19 novembre 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Le donne cambiano il mondo alzando un ditino Uscirà il 26 novembre, su 250 schermi italiani, la nuova commedia di Luca Lucini, tratta da un soggetto di Cristina Comencini, sceneggiata dalla figlia della regista, Giulia Calenda, con Teresa Ciabatti e prodotta da Cattleya con la Universal Pictures International. La donna della vita, che dà il titolo al film, è contesa tra due uomini, in questo caso due fratelli, Leonardo (Luca Argentero) e Giorgio (Alessandro Gassman), ma in fondo è anch'essa sdoppiabile in due figure, la giovane Sara (Valentina Lodovini) e la mamma Alba (Stefania Sandrelli), entrambe burattinaie dei destini maschili, in modo più o meno attivo. All'indomani della partecipazione alla trasmissione Anno Zero delle rappresentanze dello spettacolo che protestano contro i tagli dei fondi destinati alla cultura e il mancato rinnovo dei provvedimenti fiscali che sostengono il cinema, il produttore del film, Marco Chimenz apre la conferenza stampa con una dichiarazione di parte.

Chimenz: Nonostante gli attori qui presenti né noi come Cattleya non risentiamo tanto quanto altre categorie della crisi, vorrei qui assicurare il nostro sostegno incondizionato alla manifestazione e allo sciopero generale previsti per il 22 novembre. Il fatto che tax credit e tax shelter non siano già stati rinnovati, anche se contiamo che ciò avverrà, ha già provocato un grande sconquasso a tutti i livelli: film rimandati, troupes senza lavoro, giovani ai quali non è data la possibilità di esordire. La situazione è grave, è bene che si capisca che non si tratta della protesta di una categoria di parassiti ma di centinaia di persone che non vengono messe nelle condizioni di lavorare.

Il discorso si sposta poi sul film in questione, ma non senza qualche curiosità di natura più personale, riguardo agli attori.

E voi, l'avete trovata la donna della vostra vita?
Argentero: Io si, l'ho trovata, me la sono presa, sposata, più di così che devo fare? Per me la fede è un simbolo tutt'altro che vuoto di significato, oltretutto sono cattolico e ho trovato una donna che la pensa come me anche su questo, abbiamo fatto un bel percorso insieme, ma non vuol dire che è tutto rosa e fiori, mantenere un rapporto è un impegno quotidiano e io mi faccio un "mazzo" così.
Gassman: Io anche. Vengo sopportato da 16 anni dalla stessa donna. Ma nella mia famiglia diciamo che crediamo molto in molti matrimoni...

Raccontateci i vostri personaggi. Cosa vi ha attratto di loro?
Argentero: Il mio personaggio, Leonardo, attraversa una trasformazione radicale: parte come un nerd e finisce come un latin lover. Per un attore è sempre bello quando capita la possibilità di fare personaggi così.
Lodovini: La cosa più bella per me è stata il copione, perché era simile a un testo, fatto tutto di relazioni. Il comune denominatore è che tutti dicono bugie ma le dicono in primis a se stessi, per cui anche lo spettatore ci crede, almeno fino ad un certo punto.
Gassman: Non so perché mi fanno fare sempre il "figlio de 'na mignotta" ma in questo caso il mio Giorgio alla fine si ritrova migliore di come era partito. Avere la Sandrelli come madre, dopo che è stata tante volte moglie e madre di mio padre nei grandi film del passato, è stata un'emozione e allo stesso tempo un'esperienza molto naturale.
Sandrelli: Io su un set o mi sento in famiglia o niente e qui mi sono sentita così, perché questi attori mi hanno fatto sentire a casa. Per quel che riguarda il lavoro accanto ad Alessandro, io credo che i figli spesso abbiano anche qualcosa in più dei padri e Alessandro può farcela, perché non mi ha fatto rimpiangere Vittorio.
Colangeli: Lucini ha la mano leggera, è discreto ma lungimirante, il che non è da tutti. Il mio personaggio mi attirava per la sfida di parlare in milanese e poi perché è un personaggio complesso, ha un bel rumore di fondo e, anche se non cambia completamente, ad un certo punto ingrana una marcia in più in famiglia.

Com'è stato assortito il cast?
Lucini: Quando ho letto il copione ho capito subito che era un film che aveva bisogno di un super cast. Ho immaginato questo film come un brano di jazz, dove ognuno ha il suo assolo ma è l'insieme che fa la forza del brano. Ogni attore ha dato tanto al rapporto con gli altri e ha aggiunto delle chicche al suo personaggio, che fanno di La donna della mia vita un film fondamentalmente di attori.
Tozzi (Cattleya): Ricordo il giorno in cui Cristina, dopo aver incontrato Argentero e Gassman, ha detto: devo assolutamente scrivere qualcosa con quei due, e la Sandrelli sarà la loro mamma.
Calenda: Scrivere, come abbiamo fatto noi, con due facce come le loro già in mente è il sogno di ogni sceneggiatore.

Nel film gli uomini tradiscono ma sono le donne che tessono le vere trame...
Sandrelli: La storia la scrivono gli uomini ma alle donne basta alzare un ditino e cambiano il mondo. Bisognerebbe che lo facessero più spesso.

Ancora una volta al centro della scena c'è una famiglia upper class...
Lucini: Volevo raccontare una classe che da milanese io riconosco bene, vale a dire la borghesia industriale, che è una classe sociale con delle dinamiche interne, di sofferenza, di genialità, di devastazione psicologica, che, se trattate col filtro della commedia, possono essere molto interessanti.

Come ti senti, Valentina, dopo aver contribuito ai maggiori incassi mai registrati da un film italiano al botteghino con Benvenuti al sud?
Lodovini: Mi sento una rockstar. Davvero. Credo nel valore delle scelte, per cui leggo copioni, aspetto di vedere cosa arriverà, quali personaggi, quali registi. Ma intanto mi sento una rockstar.

Prima si è parlato della crisi. Vittorio Gassman la vedeva arrivare all'orizzonte già 40 anni fa e così Steno, il padre dei Vanzina. Com'è possibile?
Gassman: La generazione di mio padre aveva subodorato la crisi, perché aveva vissuto il momento di massima importanza della macchina culturale del nostro paese, la stessa che adesso è considerata quanto un peso morto. Io vivo la crisi doppiamente da attore e da direttore di un teatro stabile, perché anche il teatro è in ginocchio, per i tagli al Fondo Unico dello Spettacolo, e soprattutto le maestranze.

Gli attori classici, per le commedie, indossavano una maschera. Quanto una maschera cambia una persona?
Colangeli: Per un periodo di tempo, il tempo del film o della rappresentazione teatrale, si dà maggior spazio a quell'aspetto di sé che incontra di più il personaggio. Funziona così.
Sandrelli: Per questo film io mi sono nascosta dietro una parrucca color melanzana e ci sono stata molto comoda. Ci si attacca anche alle piccole cose.
Gassman: Allora ringrazio anch'io Gabriella Pescucci, che mi ha permesso di indossare il capo d'abbigliamento che odio di più: il cardigan.
Lodovini: Io mi affido molto all'istinto. La mia fortuna è che non stavo solo facendo una commedia ma una buona commedia, circolava un'empatia che è stata di grande aiuto per tutti.
Sandrelli: è vero, "empatia" è la parola giusta.
Gassman: io che sono il più teatrante fra gli attori qui, posso dire che il clima era tale che giocavamo spesso dimenticando la macchina cinema.

Più volte avete ammesso l'impianto teatrale della sceneggiatura. Avete fatto una preparazione in linea, con prove o altro?
Lucini: Abbiamo girato quasi un mese nella casa di Alba (Sandrelli), quasi in sequenza, per cui sì, questo ci ha dato la possibilità di lavorare sul set quasi in modo teatrale.

Lucini, ti sei messo al servizio del copione e degli attori ma la tua presenza in questo film è meno incisiva e meno autoriale rispetto, per esempio, a Solo un padre. Non credi di esserti defilato troppo?
Lucini: Sono film diversi, che comunque mi rappresentano entrambi. Qui volevo essere il meno invadente possibile, in questo caso l'autorialità sarebbe stata gratuita, la macchina da presa non si doveva sentire per nulla, era l'insieme degli strumenti che andava lasciato suonare nella maniera più neutra possibile.

Il debutto registico di Stefania Sandrelli.

Christine Cristina: la poesia è donna, il cinema pure

martedì 4 maggio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Christine Cristina: la poesia è donna, il cinema pure S tefania Sandrelli, attrice amatissima e in odore di David, debutta alla regia con il ritratto, affidato alla figlia Amanda, di Cristina Da Pizzano, prima donna a vivere della propria penna, scrivendo e pubblicando versi illuminati nel bel mezzo dei secoli bui.
All’anteprima per la stampa di Christine Cristina gli applausi non sono mancati, ma il primo è andato, spontaneo e sicuro, a Furio Scarpelli, la metà della più grande coppia della sceneggiatura italiana, che nei giorni scorsi ha concluso per sempre la sua parabola.
Stefania Sandrelli: Ho fatto cinque film con Furio. Quando passava sul set era come veder passare un angelo: era una persona speciale. L’ultima volta che l’ho sentito fu quando, durante le riprese, ho telefonato per parlare con Giacomo (il figlio, sceneggiatore, ndr) ma mi ha risposto lui, perché Giacomo era fuori. “Cosa devo fare, Furio? –ho chiesto- Non mi danno l’albero di mele ma giro domani e ho bisogno di una scena in cui Christine prenda del cibo per nutrire i figli, va bene se le faccio dividere per loro una focaccia di pane?” “L’importante è che quando mostri la focaccia tu ne faccia sentire il profumo, che tu faccia capire quanto è preziosa – mi ha detto- e stai tranquilla, tanto tu sei ineffabile”. Oddio, cosa voleva dire? Sono andata a vedere sul dizionario! Furio era così, mi ci mandava spesso e volentieri sul dizionario.
Caterina D’Amico (Rai Cinema): Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo film, c’era una sceneggiatura pronta, già buona, ma noi volevamo che il fulcro fosse la poesia e il modo in cui la poesia di Cristina era diversa da quella che si scriveva e cantava in quell’epoca. Le poesie non si potevano tradurre senza intervento, andavano riscritte per lo schermo: è per un compito così delicato e letterario che abbiamo chiamato Furio. Ricevere il copione rivisto, con il suo prezioso lavoro su questo aspetto, è stato bellissimo.
Stefania Sandrelli: Alcune parole, come “Soletta sono, soletta voglio restare”, e soprattutto la lettera finale al figlio, sono invece di Christine, non ho voluto toccarle.

Presentato a Roma il nuovo film di Paolo Virzì tra gli applausi della stampa.

La prima cosa bella: amori di mamma

martedì 12 gennaio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

La prima cosa bella: amori di mamma Tutto ha inizio nel 1971, quando Anna viene incoronata a sorpresa "la mamma più bella" dell'estate nello stabilimento balneare più popolare di Livorno. Nel corso del tempo e dell'ultimo film di Paolo Virzì, La prima cosa bella , farà in tempo a diventare anche la mamma più impegnativa, almeno per i figli Bruno (Mastandrea) e Valeria (Pandolfi). Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli si dividono il ruolo di Anna Nigiotti Michelucci, il personaggio che il regista e gli sceneggiatori, Francesco Bruni e Francesco Piccolo, hanno rubato alla vita di provincia per portarlo sullo schermo. Ma il cinema, questo bel ruolo femminile lo aveva già nelle corde, nell'Adriana di Io la conoscevo bene (1965), che rimane da sempre dentro la Sandrelli, e nella mamma frivolamente disperata che la Ramazzotti aveva già interpretato nel penultimo lavoro di Virzì. Musiche del fratello Carlo, costumi insuperabili del premio Oscar Gabriella Pescucci.

La prima cosa bella è evidentemente un film meno interessato al sociale del precedente e più intimo e commovente. Si tratta di un racconto autobiografico?
Virzì: Dentro il film c'è un desiderio di far pace con la vita, ma ce ne siamo accorti strada facendo, quasi guardando il film finito. Volevamo raccontare qualcosa a cui volere molto bene. Ma non si può parlare di autobiografia; io non sono Bruno, anche se ho cercato di imbruttire Mastandrea e di accentuarne la pelata, e Stefania (Sandrelli) e Micaela (Ramazzotti) non sono la mia mamma. È un romanzo che incrocia la vita, ci si mescola.

Una biografia che sottolinea gli aspetti melodrammatici dell'esistenza di Puccini.

Puccini: la vita, la musica, l'universo femminile

giovedì 26 febbraio 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

Puccini: la vita, la musica, l'universo femminile Rai Uno, nei giorni 1 e 2 marzo, trasmetterà la fiction dedicata alla vita e alle opere del musicista lucchese Giacomo Puccini, con la co-produzione Rai fiction e Compagnia Leone Cinematografica, prodotta da Francesco e Federico Scardamaglia, sceneggiata da Francesco Scardamaglia, Nicola Lusuardi e Fabio Campus, per la regia di Giorgio Capitani. Ad interpretare Puccini, l'attore Alessio Boni. Il progetto televisivo nasce dalla volontà della Rai di celebrare il genio artistico del musicista, ma si iscrive anche in un disegno editoriale più ampio, che è quello di raccontare le personalità italiane che appartengono alla storia più o meno recente e, facendo questo, di rapportare il senso dell'identità nazionale, ma anche di annodare i fili della memoria storica del nostro Paese. Quindi, un progetto fortemente nazionale che trova, nel servizio pubblico, una forte ragione di essere, ma anche un progetto internazionale perché Puccini, insieme a Verdi, è il grande maestro del melodramma italiano, un genere molto amato all'estero e che è un forte elemento di riconoscibilità culturale dell'Italia.

Il regista Ozpetek e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore

domenica 31 agosto 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore La storia, durissima, è quella di un uomo che non vuol rassegnarsi all'idea di aver perso la famiglia. Non accetta la separazione dalla donna che ha amato e dalla quale ha avuto due figli. Trascorre le giornate nell'ossessiva ricerca di un contatto, seppure breve, con ciò che rappresenta il suo passato il cui distacco lo ha gettato nello sconforto più totale. Una storia dolorosa con un epilogo altrettanto duro che arriva come un pugno allo stomaco. Una di quelle tematiche di cui purtroppo spesso ci informa la cronaca, che sbatte in prima pagina storie di delitti familiari e che, per quanto portata sul grande schermo da uno dei registi più amati degli ultimi anni, non ha convinto la stampa che lo ha accolto con applausi tiepidi e giudizi tutt'altro che positivi. Tratto dal romanzo della scrittrice Melania Mazzucco, che a Ferzan Ozpetek ha riconosciuto, oltre alla sua magnifica capacità di esplorare il mondo femminile anche quella di essere riuscito perfettamente a rovesciare i generi, Un giorno perfetto è nato da un incontro con il produttore Domenico Procacci successivo alla lettura del libro da parte del regista. "Ho sentito paura e, insieme, una grande attrazione nei confronti della storia. Ero abituato a fare cose mie, non legate a un racconto già esistente. Quando mi sono messo a scrivere la sceneggiatura con Sandro Petraglia ho cercato sin da subito di identificare gli attori giusti perché volevo mettere insieme un cast perfetto".

Eccezzziunale... veramente

* * * - -
(mymonetro: 3,02)
Un film di Carlo Vanzina. Con Massimo Boldi, Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Clara Colosimo, Yorgo Voyagis.
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Genere Comico, - Italia 1982. Uscita 19/12/2012.

Il giorno in più

* * - - -
(mymonetro: 2,16)
Un film di Massimo Venier. Con Fabio Volo, Isabella Ragonese, Camilla Filippi, Roberto Citran, Pietro Ragusa.
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Genere Commedia, - Italia 2011. Uscita 02/12/2011.

Tutta colpa della musica

* * - - -
(mymonetro: 2,18)
Un film di Ricky Tognazzi. Con Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Elena Sofia Ricci, Ricky Tognazzi, Rosalba Pippa.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2011. Uscita 09/09/2011.

La donna della mia vita

* * - - -
(mymonetro: 2,41)
Un film di Luca Lucini. Con Luca Argentero, Alessandro Gassman, Stefania Sandrelli, Valentina Lodovini, Giorgio Colangeli.
continua»

Genere Drammatico, - Italia, Gran Bretagna 2010. Uscita 26/11/2010.

La passione

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,94)
Un film di Carlo Mazzacurati. Con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi, Stefania Sandrelli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2010. Uscita 24/09/2010.
Filmografia di Stefania Sandrelli »
Eccezzziunale... veramente (1982) Il giorno in più (2011)
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