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domenica 21 ottobre 2018

Stefania Sandrelli

L'attrice all'italiana

72 anni, 5 Giugno 1946 (Gemelli), Viareggio (Italia)
occhiello
Una scla ricchezza abbiamo: un nome onorato.
dal film Sedotta e abbandonata (1964) Stefania Sandrelli Agnese Ascalone
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Stefania Sandrelli
David di Donatello 2010
Nomination miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virz

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virz

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attrice per il film La prima cosa bella di Paolo Virz

David di Donatello 2002
Premio miglior attrice non protagonista per il film Figli Hijos di Marco Bechis

David di Donatello 2002
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Figli Hijos di Marco Bechis

Nastri d'Argento 2001
Nomination miglior attrice non protagonista per il film L'ultimo bacio di Gabriele Muccino

Nastri d'Argento 2001
Premio miglior attrice non protagonista per il film L'ultimo bacio di Gabriele Muccino

Nastri d'Argento 1999
Premio miglior attrice non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1999
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La cena di Ettore Scola

Festival di Venezia 1990
Premio premio pasinetti per l'attrice per il film L'africana di Margarethe Von Trotta

Nastri d'Argento 1989
Premio miglior attrice non protagonista per il film Mignon partita di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 1989
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Mignon partita di Francesca Archibugi

David di Donatello 1989
Premio miglior attrice per il film Mignon partita di Francesca Archibugi

David di Donatello 1989
Nomination miglior attrice per il film Mignon partita di Francesca Archibugi

David di Donatello 1987
Nomination miglior attrice per il film La famiglia di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1980
Premio miglior attrice non protagonista per il film La terrazza di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1980
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La terrazza di Ettore Scola



Intervista a regista e protagonisti di A casa tutti bene, opera corale sulle fragilit e le contraddizioni di una famiglia allargata. Al cinema dal 14 febbraio.

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa

luned 5 febbraio 2018 - Alessandra Vitali cinemanews

Gabriele Muccino: mai provata un'esperienza cos epica e intensa A casa tutti bene la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le Nozze d'Oro dei nonni sull'isola dove questi si sono trasferiti a vivere. Un'improvvisa mareggiata blocca l'arrivo dei traghetti e fa saltare il rientro previsto in serata costringendo tutti a rimanere sull'isolae a fare i conti con loro stessi, con il proprio passato, congelosie mai sopite, inquietudini, tradimenti, paure e anche improvvisi e inaspettati colpi di fulmine. "Al di l del risultato, perch nessuno poteva immaginare fino in fondo come il film sarebbe apparso una volta finito, gi durante la lavorazione sentivamo che c'era un motivo forte per fare questo film e per farlo con uno spirito fortemente motivato". Gabriele Muccino, regista In attesa dell'uscita al cinema del 14 febbraio, Gabriele Muccino, insieme ad alcuni degli interpreti del film - Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore (qui in veste anche di co-sceneggiatrice), racconta il lavoro sul set, le caratterizzazioni di personaggi dalle mille sfumature, il modo in cui ciascuno di questi personaggi pensato e messo in scena per ricreare la quotidianit, la verosimiglianza, le difficolt affrontate ogni giorno dalla gente comune.

Presentato a Roma La donna della mia vita, con Gassman e Argentero.

Le donne cambiano il mondo alzando un ditino

venerd 19 novembre 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Le donne cambiano il mondo alzando un ditino Uscir il 26 novembre, su 250 schermi italiani, la nuova commedia di Luca Lucini, tratta da un soggetto di Cristina Comencini, sceneggiata dalla figlia della regista, Giulia Calenda, con Teresa Ciabatti e prodotta da Cattleya con la Universal Pictures International. La donna della vita, che d il titolo al film, contesa tra due uomini, in questo caso due fratelli, Leonardo (Luca Argentero) e Giorgio (Alessandro Gassman), ma in fondo anch'essa sdoppiabile in due figure, la giovane Sara (Valentina Lodovini) e la mamma Alba (Stefania Sandrelli), entrambe burattinaie dei destini maschili, in modo pi o meno attivo. All'indomani della partecipazione alla trasmissione Anno Zero delle rappresentanze dello spettacolo che protestano contro i tagli dei fondi destinati alla cultura e il mancato rinnovo dei provvedimenti fiscali che sostengono il cinema, il produttore del film, Marco Chimenz apre la conferenza stampa con una dichiarazione di parte.

Chimenz: Nonostante gli attori qui presenti n noi come Cattleya non risentiamo tanto quanto altre categorie della crisi, vorrei qui assicurare il nostro sostegno incondizionato alla manifestazione e allo sciopero generale previsti per il 22 novembre. Il fatto che tax credit e tax shelter non siano gi stati rinnovati, anche se contiamo che ci avverr, ha gi provocato un grande sconquasso a tutti i livelli: film rimandati, troupes senza lavoro, giovani ai quali non data la possibilit di esordire. La situazione grave, bene che si capisca che non si tratta della protesta di una categoria di parassiti ma di centinaia di persone che non vengono messe nelle condizioni di lavorare.

Il discorso si sposta poi sul film in questione, ma non senza qualche curiosit di natura pi personale, riguardo agli attori.

E voi, l'avete trovata la donna della vostra vita?
Argentero: Io si, l'ho trovata, me la sono presa, sposata, pi di cos che devo fare? Per me la fede un simbolo tutt'altro che vuoto di significato, oltretutto sono cattolico e ho trovato una donna che la pensa come me anche su questo, abbiamo fatto un bel percorso insieme, ma non vuol dire che tutto rosa e fiori, mantenere un rapporto un impegno quotidiano e io mi faccio un "mazzo" cos.
Gassman: Io anche. Vengo sopportato da 16 anni dalla stessa donna. Ma nella mia famiglia diciamo che crediamo molto in molti matrimoni...

Raccontateci i vostri personaggi. Cosa vi ha attratto di loro?
Argentero: Il mio personaggio, Leonardo, attraversa una trasformazione radicale: parte come un nerd e finisce come un latin lover. Per un attore sempre bello quando capita la possibilit di fare personaggi cos.
Lodovini: La cosa pi bella per me stata il copione, perch era simile a un testo, fatto tutto di relazioni. Il comune denominatore che tutti dicono bugie ma le dicono in primis a se stessi, per cui anche lo spettatore ci crede, almeno fino ad un certo punto.
Gassman: Non so perch mi fanno fare sempre il "figlio de 'na mignotta" ma in questo caso il mio Giorgio alla fine si ritrova migliore di come era partito. Avere la Sandrelli come madre, dopo che stata tante volte moglie e madre di mio padre nei grandi film del passato, stata un'emozione e allo stesso tempo un'esperienza molto naturale.
Sandrelli: Io su un set o mi sento in famiglia o niente e qui mi sono sentita cos, perch questi attori mi hanno fatto sentire a casa. Per quel che riguarda il lavoro accanto ad Alessandro, io credo che i figli spesso abbiano anche qualcosa in pi dei padri e Alessandro pu farcela, perch non mi ha fatto rimpiangere Vittorio.
Colangeli: Lucini ha la mano leggera, discreto ma lungimirante, il che non da tutti. Il mio personaggio mi attirava per la sfida di parlare in milanese e poi perch un personaggio complesso, ha un bel rumore di fondo e, anche se non cambia completamente, ad un certo punto ingrana una marcia in pi in famiglia.

Com' stato assortito il cast?
Lucini: Quando ho letto il copione ho capito subito che era un film che aveva bisogno di un super cast. Ho immaginato questo film come un brano di jazz, dove ognuno ha il suo assolo ma l'insieme che fa la forza del brano. Ogni attore ha dato tanto al rapporto con gli altri e ha aggiunto delle chicche al suo personaggio, che fanno di La donna della mia vita un film fondamentalmente di attori.
Tozzi (Cattleya): Ricordo il giorno in cui Cristina, dopo aver incontrato Argentero e Gassman, ha detto: devo assolutamente scrivere qualcosa con quei due, e la Sandrelli sar la loro mamma.
Calenda: Scrivere, come abbiamo fatto noi, con due facce come le loro gi in mente il sogno di ogni sceneggiatore.

Nel film gli uomini tradiscono ma sono le donne che tessono le vere trame...
Sandrelli: La storia la scrivono gli uomini ma alle donne basta alzare un ditino e cambiano il mondo. Bisognerebbe che lo facessero pi spesso.

Ancora una volta al centro della scena c' una famiglia upper class...
Lucini: Volevo raccontare una classe che da milanese io riconosco bene, vale a dire la borghesia industriale, che una classe sociale con delle dinamiche interne, di sofferenza, di genialit, di devastazione psicologica, che, se trattate col filtro della commedia, possono essere molto interessanti.

Come ti senti, Valentina, dopo aver contribuito ai maggiori incassi mai registrati da un film italiano al botteghino con Benvenuti al sud?
Lodovini: Mi sento una rockstar. Davvero. Credo nel valore delle scelte, per cui leggo copioni, aspetto di vedere cosa arriver, quali personaggi, quali registi. Ma intanto mi sento una rockstar.

Prima si parlato della crisi. Vittorio Gassman la vedeva arrivare all'orizzonte gi 40 anni fa e cos Steno, il padre dei Vanzina. Com' possibile?
Gassman: La generazione di mio padre aveva subodorato la crisi, perch aveva vissuto il momento di massima importanza della macchina culturale del nostro paese, la stessa che adesso considerata quanto un peso morto. Io vivo la crisi doppiamente da attore e da direttore di un teatro stabile, perch anche il teatro in ginocchio, per i tagli al Fondo Unico dello Spettacolo, e soprattutto le maestranze.

Gli attori classici, per le commedie, indossavano una maschera. Quanto una maschera cambia una persona?
Colangeli: Per un periodo di tempo, il tempo del film o della rappresentazione teatrale, si d maggior spazio a quell'aspetto di s che incontra di pi il personaggio. Funziona cos.
Sandrelli: Per questo film io mi sono nascosta dietro una parrucca color melanzana e ci sono stata molto comoda. Ci si attacca anche alle piccole cose.
Gassman: Allora ringrazio anch'io Gabriella Pescucci, che mi ha permesso di indossare il capo d'abbigliamento che odio di pi: il cardigan.
Lodovini: Io mi affido molto all'istinto. La mia fortuna che non stavo solo facendo una commedia ma una buona commedia, circolava un'empatia che stata di grande aiuto per tutti.
Sandrelli: vero, "empatia" la parola giusta.
Gassman: io che sono il pi teatrante fra gli attori qui, posso dire che il clima era tale che giocavamo spesso dimenticando la macchina cinema.

Pi volte avete ammesso l'impianto teatrale della sceneggiatura. Avete fatto una preparazione in linea, con prove o altro?
Lucini: Abbiamo girato quasi un mese nella casa di Alba (Sandrelli), quasi in sequenza, per cui s, questo ci ha dato la possibilit di lavorare sul set quasi in modo teatrale.

Lucini, ti sei messo al servizio del copione e degli attori ma la tua presenza in questo film meno incisiva e meno autoriale rispetto, per esempio, a Solo un padre. Non credi di esserti defilato troppo?
Lucini: Sono film diversi, che comunque mi rappresentano entrambi. Qui volevo essere il meno invadente possibile, in questo caso l'autorialit sarebbe stata gratuita, la macchina da presa non si doveva sentire per nulla, era l'insieme degli strumenti che andava lasciato suonare nella maniera pi neutra possibile.

Il debutto registico di Stefania Sandrelli.

Christine Cristina: la poesia donna, il cinema pure

marted 4 maggio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Christine Cristina: la poesia  donna, il cinema pure S tefania Sandrelli, attrice amatissima e in odore di David, debutta alla regia con il ritratto, affidato alla figlia Amanda, di Cristina Da Pizzano, prima donna a vivere della propria penna, scrivendo e pubblicando versi illuminati nel bel mezzo dei secoli bui.
Allanteprima per la stampa di Christine Cristina gli applausi non sono mancati, ma il primo andato, spontaneo e sicuro, a Furio Scarpelli, la met della pi grande coppia della sceneggiatura italiana, che nei giorni scorsi ha concluso per sempre la sua parabola.
Stefania Sandrelli: Ho fatto cinque film con Furio. Quando passava sul set era come veder passare un angelo: era una persona speciale. Lultima volta che lho sentito fu quando, durante le riprese, ho telefonato per parlare con Giacomo (il figlio, sceneggiatore, ndr) ma mi ha risposto lui, perch Giacomo era fuori. Cosa devo fare, Furio? ho chiesto- Non mi danno lalbero di mele ma giro domani e ho bisogno di una scena in cui Christine prenda del cibo per nutrire i figli, va bene se le faccio dividere per loro una focaccia di pane? Limportante che quando mostri la focaccia tu ne faccia sentire il profumo, che tu faccia capire quanto preziosa mi ha detto- e stai tranquilla, tanto tu sei ineffabile. Oddio, cosa voleva dire? Sono andata a vedere sul dizionario! Furio era cos, mi ci mandava spesso e volentieri sul dizionario.
Caterina DAmico (Rai Cinema): Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo film, cera una sceneggiatura pronta, gi buona, ma noi volevamo che il fulcro fosse la poesia e il modo in cui la poesia di Cristina era diversa da quella che si scriveva e cantava in quellepoca. Le poesie non si potevano tradurre senza intervento, andavano riscritte per lo schermo: per un compito cos delicato e letterario che abbiamo chiamato Furio. Ricevere il copione rivisto, con il suo prezioso lavoro su questo aspetto, stato bellissimo.
Stefania Sandrelli: Alcune parole, come Soletta sono, soletta voglio restare, e soprattutto la lettera finale al figlio, sono invece di Christine, non ho voluto toccarle.

Presentato a Roma il nuovo film di Paolo Virz tra gli applausi della stampa.

La prima cosa bella: amori di mamma

marted 12 gennaio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

La prima cosa bella: amori di mamma Tutto ha inizio nel 1971, quando Anna viene incoronata a sorpresa "la mamma pi bella" dell'estate nello stabilimento balneare pi popolare di Livorno. Nel corso del tempo e dell'ultimo film di Paolo Virz, La prima cosa bella , far in tempo a diventare anche la mamma pi impegnativa, almeno per i figli Bruno (Mastandrea) e Valeria (Pandolfi). Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli si dividono il ruolo di Anna Nigiotti Michelucci, il personaggio che il regista e gli sceneggiatori, Francesco Bruni e Francesco Piccolo, hanno rubato alla vita di provincia per portarlo sullo schermo. Ma il cinema, questo bel ruolo femminile lo aveva gi nelle corde, nell'Adriana di Io la conoscevo bene (1965), che rimane da sempre dentro la Sandrelli, e nella mamma frivolamente disperata che la Ramazzotti aveva gi interpretato nel penultimo lavoro di Virz. Musiche del fratello Carlo, costumi insuperabili del premio Oscar Gabriella Pescucci.

La prima cosa bella evidentemente un film meno interessato al sociale del precedente e pi intimo e commovente. Si tratta di un racconto autobiografico?
Virz: Dentro il film c' un desiderio di far pace con la vita, ma ce ne siamo accorti strada facendo, quasi guardando il film finito. Volevamo raccontare qualcosa a cui volere molto bene. Ma non si pu parlare di autobiografia; io non sono Bruno, anche se ho cercato di imbruttire Mastandrea e di accentuarne la pelata, e Stefania (Sandrelli) e Micaela (Ramazzotti) non sono la mia mamma. un romanzo che incrocia la vita, ci si mescola.

Una biografia che sottolinea gli aspetti melodrammatici dell'esistenza di Puccini.

Puccini: la vita, la musica, l'universo femminile

gioved 26 febbraio 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

Puccini: la vita, la musica, l'universo femminile Rai Uno, nei giorni 1 e 2 marzo, trasmetter la fiction dedicata alla vita e alle opere del musicista lucchese Giacomo Puccini, con la co-produzione Rai fiction e Compagnia Leone Cinematografica, prodotta da Francesco e Federico Scardamaglia, sceneggiata da Francesco Scardamaglia, Nicola Lusuardi e Fabio Campus, per la regia di Giorgio Capitani. Ad interpretare Puccini, l'attore Alessio Boni. Il progetto televisivo nasce dalla volont della Rai di celebrare il genio artistico del musicista, ma si iscrive anche in un disegno editoriale pi ampio, che quello di raccontare le personalit italiane che appartengono alla storia pi o meno recente e, facendo questo, di rapportare il senso dell'identit nazionale, ma anche di annodare i fili della memoria storica del nostro Paese. Quindi, un progetto fortemente nazionale che trova, nel servizio pubblico, una forte ragione di essere, ma anche un progetto internazionale perch Puccini, insieme a Verdi, il grande maestro del melodramma italiano, un genere molto amato all'estero e che un forte elemento di riconoscibilit culturale dell'Italia.

Il regista Ozpetek e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore

domenica 31 agosto 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore La storia, durissima, quella di un uomo che non vuol rassegnarsi all'idea di aver perso la famiglia. Non accetta la separazione dalla donna che ha amato e dalla quale ha avuto due figli. Trascorre le giornate nell'ossessiva ricerca di un contatto, seppure breve, con ci che rappresenta il suo passato il cui distacco lo ha gettato nello sconforto pi totale. Una storia dolorosa con un epilogo altrettanto duro che arriva come un pugno allo stomaco. Una di quelle tematiche di cui purtroppo spesso ci informa la cronaca, che sbatte in prima pagina storie di delitti familiari e che, per quanto portata sul grande schermo da uno dei registi pi amati degli ultimi anni, non ha convinto la stampa che lo ha accolto con applausi tiepidi e giudizi tutt'altro che positivi. Tratto dal romanzo della scrittrice Melania Mazzucco, che a Ferzan Ozpetek ha riconosciuto, oltre alla sua magnifica capacit di esplorare il mondo femminile anche quella di essere riuscito perfettamente a rovesciare i generi, Un giorno perfetto nato da un incontro con il produttore Domenico Procacci successivo alla lettura del libro da parte del regista. "Ho sentito paura e, insieme, una grande attrazione nei confronti della storia. Ero abituato a fare cose mie, non legate a un racconto gi esistente. Quando mi sono messo a scrivere la sceneggiatura con Sandro Petraglia ho cercato sin da subito di identificare gli attori giusti perch volevo mettere insieme un cast perfetto".

Novecento

* * * * -
(mymonetro: 4,32)
Un film di Bernardo Bertolucci. Con Grard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, Jos Quaglio.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 16/04/2018.

A casa tutti bene

* * - - -
(mymonetro: 2,24)
Un film di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 14/02/2018.

Il crimine non va in pensione

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,92)
Un film di Fabio Fulco. Con Stefania Sandrelli, Ivano Marescotti, Gianfranco D'Angelo, Fabio Fulco, Franco Nero.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 15/06/2017.

Questione di Karma

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,83)
Un film di Edoardo Falcone. Con Fabio De Luigi, Elio Germano, Daniela Virgilio, Valentina Cenni, Massimo De Lorenzo.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 09/03/2017.

Falchi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,67)
Un film di Toni D'Angelo. Con Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Xiaoya Ma, Aniello Arena, Pippo Delbono.
continua»

Genere Poliziesco, - Italia 2017. Uscita 02/03/2017.
Filmografia di Stefania Sandrelli »
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