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Divorzio all'italiana
Un film di Pietro Germi.
Con Leopoldo Trieste, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Daniela Rocca, Lando Buzzanca.
continua»
Commedia,
b/n
durata 120 min.
- Italia 1962.
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premi nomination |
Premio Oscar 3 2 |
Nastri d'Argento 5 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
| Nella Sicilia degli anni ’60, un “velato messaggio subliminale” del parroco di Agromonte, Antonio Acqua, dal pulpito | |
| E perciò, miei cari e fedeli amati concittadini, io vi esorto a dare il vostro suffragio a un partito che sia popolare. E cioè democratico. E quindi rispettoso della nostra fede cristiana. Un partito, per concludere, che sia democratico e cristiano. | |
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| Sicilia, primi anni ’60. Daniela Rocca è fuggita con l’amante, abbandonando il marito Marcello Mastroianni, Barone Cefalù. Il funzionario del P.C.I. Renzo Marignano, durante un comizio, confida nella modernità e nell’apertura mentale della folla maschile che lo ascolta | |
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…perché è ormai storicamente accertato che anche qui da voi, nel vostro bel sud che io ho il piacere di visitare per la prima volta, è giunto alfine il momento di affrontare il secolare problema dell’emancipazione della donna, così come esso è stato affrontato e risolto, per esempio, dai nostri confratelli cinesi. Pertanto, io vi invito a esprimere il vostro democratico parere sul fatto, cioè a dire quale giudizio sereno e obiettivo merita la signora Cefalù. Buttana! Buttanaaa!!! |
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| Don Fefè ad Immaccolata Patanè, subito dopo che ella ha ucciso il marito Carmelo (l'amante di Rosalia, moglie di Fefè) | |
| Ma che avete fatto? Niente! Ho vendicato il mio onore! Ma… e il mio??? | |
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Altre frasi celebri del film Divorzio all'italiana
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DVD | Divorzio all'italianaUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 11 settembre 2007
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Pietro Germi ha fatto molti buoni film: è un cineasta accorto, intelligente, convinto. Ma chi rivede oggi In nome della legge (che è stato ripreso non molto tempo fa dalla TV) scopre al di là dei meriti di un talento fervido, di un occhio cinematografico eccezionale, i gravi limiti dello schematismo avventuroso applicato ai problemi della Sicilia. Il dibattito fra il pretore e la mafia è visto nei film, con una certa dose di ingenuità, come un gioco di guardie e ladri, fuori dalle sue ragioni storiche e dall’ambiente che lo determina. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Il delitto d’onore è molto meno frequente di una volta, ma, soprattutto nel sud, continua ad inserirsi tra quei fatti di cronaca nera cui i giornali dedicano più vistoso (e rispettoso) rilievo. Il film di oggi ne traccia una divertente parodia immaginando che, a compierlo, sia un patrizio siciliano che, volendo sposare un’altra donna, spinge la moglie a tradirlo, cento di trovar dopo concordi nella vendetta del suo onore offeso non soltanto l’opinione pubblica locale, ma anche i magistrati. Come, difatti, puntualmente accade. » |
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di Gian Piero dell'Acqua
In Sicilia, il non più giovane barone Cefalù, sposato e poi invaghitosi di una splendida adolescente, per poter cogliere il frutto che le vigenti leggi sull’indissolubilità del matrimonio gli vietano, si libera della moglie uccidendola, dopo essersi precostituito le attenuanti che degradano l’omicidio a delitto d’onore. Il film ebbe un successo eccezionale, ma forse più per il suo carattere farsesco e strapaesano che per la violenza della satira contro l’articolo 587 del Codice Penale. Marcello Mastroianni contribuì con una gustosa caratterizzazione alla presa in giro del “delitto d’onore”. » |
Con «Divorzio all’italiana» Mastroianni diventò il nuovo Rodolfo Valentino
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
In una tarda serata della primavera 1961, verso mezzanotte, Marcello Mastroianni si presentò non annunciato, scarruffato e ansante in casa di Giancarla e Francesco Rosi. Contro ogni sua abitudine, lui ben noto come uomo tranquillo, aveva appena fatto a pugni per una questione di donne con un giovane collega. La storia di come il divo entrò in Divorzio all’italiana la racconta divertito l’organizzatore Pietro Notarianni, che vi rivestì un ruolo importante come in molte vicende del nostro cinema per circa mezzo secolo. » |
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