Dizionari del cinema
Miscellanea (3)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
mercoled 23 maggio 2018

Marcello Mastroianni

Nome: Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni
Data nascita: 28 Settembre 1924 (Bilancia), Frosinone (Italia)

Data morte: 19 Dicembre 1996 (72 anni), Parigi (Francia)
occhiello
Tu sei tutto, Sylvia! Ma lo sai che sei tutto? You are everything, everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica, l'angelo, il diavolo, la terra, la casa...
dal film La dolce vita (1960) Marcello Mastroianni Marcello Rubini
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Marcello Mastroianni
Festival di Venezia 1993
Premio coppa volpi per il miglior attore non prot. per il film Un, due, tre, stella! di Bertrand Blier

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore per il film La vedova americana di Beeban Kidron

Nastri d'Argento 1991
Nomination miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 1991
Premio miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Festival di Venezia 1989
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film Che ora di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Premio Oscar 1987
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Festival di Cannes 1987
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Golden Globes 1978
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Oscar 1977
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Festival di Cannes 1970
Premio miglior attore per il film Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola

David di Donatello 1965
Premio miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1965
Nomination miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Nomination miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Premio miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

Nastri d'Argento 1962
Premio miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Premio Oscar 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1961
Nomination miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1961
Premio miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Premio miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Nomination miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1955
Nomination miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis

Nastri d'Argento 1955
Premio miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis



L'attore un avvocato senza scrupoli ne Il tuttofare, commedia di Valerio Attanasio al cinema dal 19 aprile.

Sergio Castellitto: Il futuro un diritto dei giovani. Non possiamo negarglielo

luned 16 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

Sergio Castellitto: Il futuro  un diritto dei giovani. Non possiamo negarglielo Sergio Castellitto Toti Bellastella, principe del Foro con un formidabile pelo sullo stomaco, nella commedia Il tuttofare, con cui lo sceneggiatore Valerio Attanasio esordisce al lungometraggio di finzione. Toti un personaggio irresistibile nella sua totale mancanza di scrupoli, ma Castellitto ha scelto di non rendercelo simpatico e non invitare gli spettatori all'emulazione. "Una strepitosa recitazione di Castellitto che giganteggia su tutto il film". Dalla recensione di MYmovies.it Insomma, ha scelto di non fare il piacione.
Ho interpretato questo personaggio come un atto d'amore nei confronti di chi mi ha insegnato l'amore per il cinema e con cui ho avuto la fortuna di lavorare: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ettore Scola, Mario Monicelli, Marco Ferreri, e cos via. stato come pagare pegno. Il problema era riuscire a non essere imitativi filtrando Toti attraverso il mio gusto personale.

Come ha fatto?
La vera difficolt trovare la misura nell'esagerazione. Se questa misura non ci fosse non sarebbero esistiti personaggi paradossali come Brancaleone alle crociate o il Generale Custer di Mastroianni in Non toccare la donna bianca di Marco Ferreri.

Cinquant'anni fa Otto e mezzo: opera d'arte del Novecento.

ONDA&FUORIONDA

domenica 13 gennaio 2013 - Pino Farinotti cinemanews

ONDA&FUORIONDA Mezzo secolo fa usciva nella sale Otto e mezzo di Federico Fellini. Chi frequenta il cinema con attenzione e passione, alludo a professionisti e a cinefili che fanno altro, non manca di inserire il film fra le sue opere di culto. Vale anche per me, e vale anche in senso assoluto, se, pur senza beatificarlo, intendiamo attribuire un "assoluto" al British Film Institute, che edita il magazine cinematografico Sight and Sound, che dal 1952, ogni dieci anni, pubblica una classifica dei migliori film del mondo. Il "British" colloca Otto e mezzo al decimo posto. Ma al di l di classifiche che sono sempre arbitrarie, il film di Fellini certo un assoluto, per molte ragioni. La prima l'identit. Otto e mezzo un "film". univoco nel suo modello. Non presenta derivazioni dal teatro, dal romanzo, dal melodramma, dalla pittura, dalla cronaca o dal documento. un film puro, non pu essere altro. E davvero non sono molti quei titoli. Ed un'opera d'arte e chi scrive molto restio a spendere questa definizione per il cinema.

Contesto
Non pu non valere il contesto, il primo privato. Fellini veniva dalla Dolce vita, altra opera d'arte. Partiva dunque da una rincorsa e una base potenti. Aveva gi fatto esercizio. Il talento era caldo. La dolce vita era una rappresentazione dell'evoluzione e del degrado individuale e corale. C'erano tante storie da raccontare e il regista le raccont. Profondendo impegno, tutta l'energia e tutta la passione. Come se cercasse la spossatezza artistica, il gran finale della fase dei racconti. E infatti Otto e mezzo un insieme di memorie e di pensieri, e di tentativi. Una confusione cercata, appunto, e trovata. Tanti spunti e tante traiettorie, e tutte che si interrompono. Finch Federico/Marcello/Guido non si arrende alla fine. Ma dopo aver costruito l'opera magnifica, assoluta appunto. L'ispirazione della non ispirazione. L'altro concetto quello storico, il momento. In quegli anni, fra il '59 e il '67, il nostro cinema prevaleva nel mondo. Si realizzava quel momento, quell'incantesimo corale che produce i miracoli dell'arte. Senza rifarmi alla mitologia e all'iperbole (la Scuola di Atene, la Firenze del rinascimento,) penso agli impressionisti di fine ottocento, alla Parigi degli anni venti, ai registi francesi del "Fronte popolare", ai nostri autori "realisti" degli anni quaranta. Per l'arco che ho detto sopra non mi disperdo in chiacchiere, bastano nomi, titoli e premi.

1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini 1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli. 1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini. 1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini 1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini 1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti 1963 Leone d'oro a Le mani sulla citt, di Rosi. 1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica. 1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni. 1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti. 1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi. 1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo. 1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni.

Completo con un altro titolo Amarcord (1974), Fellini, premio Oscar. L'ultima opera d'arte italiana. Che momento era quello, e quanto ne siamo lontani. Il concetto dunque : il terreno fertile, i frutti crescono bene. In tutte le cronologie, non solo italiane, all'anno 1963, alla voce "arte" (non cinema, non spettacolo) compare rigorosamente Otto e mezzo di Federico Fellini. A integrare il giubileo produco la scheda che fa parte del "Farinotti".

"Guido un regista, quarantenne, un po' stanco. Tutto ci che lo riguarda stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l'amante. Naturalmente l'ispirazione si fatta sottile, le idee sono rare e astratte, la pigrizia avanza. Ha fatto costruire un'immensa e costosa impalcatura che forse servir per un film di fantasia, forse. Infatti lo stesso Guido non sa perch l'abbia fatta costruire. Intorno a lui si muovono tutti i "fenomeni" del cinema: tecnici che urlano, amanti di produttori, velleitari che propongono sceneggiature, anziane attrici che aspirano a un ultimo colpo di coda. Guido rincorre idea dopo idea, tutte scialbe e abbandonate. Un critico di cinema dal linguaggio inverosimilmente ermetico gli smonta una per una tutte le iniziative. Cerca un po' d'aiuto in un alto prelato, che in risposta alle sue angosce gli parla di cardellini. Per fortuna la sua fantasia pu correre liberamente nel passato, nell'et dell'adolescenza, nella sua prima terra ai tempi della scuola e delle prime sensazioni. I timori, i misteri, le curiosit, le prime eccitanti trasgressioni. Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il pap nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed vitale, ed inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. Otto e mezzo da molti ritenuto la pi alta espressione di Fellini, pi ancora della Dolce vita. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (pi o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, puttanesco (parola di Fellini) e crea disagio, eroico e vigliacco, uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio altissima, raggiungibile solo da Fellini. Premio Oscar."

Ricordarlo: niente di pi sacrosanto.

   

Todo modo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volont, Franco Citti, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 13/04/2015.

La donna della domenica

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Luigi Comencini. Con Claudio Gora, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni, Aldo Reggiani.
continua»

Genere Giallo, - Italia 1975. Uscita 23/12/1975.

La dolce vita

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,73)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aime, Yvonne Furneaux, Alain Cuny.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Francia 1960.

8

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,81)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aime, Sandra Milo, Rossella Falk.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1963.

I soliti ignoti

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,77)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Tot, Carla Gravina.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1958.
Filmografia di Marcello Mastroianni »

marted 17 aprile 2018 - Silvana Giacobini l'autrice di un romanzo che approfondisce la vita, la carriera e gli amori di Sordi.

Albertone, romano di Trastevere, americano a Roma

Pino Farinotti cinemanews

Albertone, romano di Trastevere, americano a Roma Per cominciare l'autore: Silvana Giacobini. Nome e volto popolare. Storia importante e completa. Le categorie: opinionista in tiv di programmi leggeri; direttrice di magazine da milioni di copie (Gioia, Chi, Diva e donna, fra gli altri) dunque amatissima dagli editori; editorialista del sociale e della cultura; autrice di romanzi di spessore, da cui sono stati tratti film; biografie che fanno testo. L'azione di Giacobini pu dunque essere definita in una sintesi: attitudine alla scrittura, alla divulgazione e al marketing. Al livello pi alto. Sono pochi i talenti cos completi. Con qualcosa in pi che non guasta, lo charme personale. Francesco Alberoni, scrittore e sociologo del mondo, l'ha voluta come relatrice alla presentazione della sua biografia, un'apertura di fiducia importante, significa cultura, la pi alta. in quell'occasione, all'Umanitaria di Milano, che Silvana mi ha dato il suo libro "Albertone: Alberto Sordi, una leggenda italiana". Il metodo: scontato che Giacobini conosca il mondo, donne e uomini di tutti i campi. normale che una Sophia Loren si fidi di lei e le confessi cose magari sconosciute. Ma Silvana quella che chiama Hillary Clinton alla Casa Bianca e la first lady - o Segretario di Stato - accetta di incontrarla e le due si confrontano come donne e come mamme, e Hillary pu davvero essere "vista da vicino", secondo il titolo del libro. Alberto Sordi (1920-2003) ha fatto 61 anni di cinema, ha fatto tutto, notorio. La percezione-Sordi ben presente nella memoria di tutti, inutile dilungarsi: l'italiano buono per tutti i ruoli, tutti i sentimenti, tutti i sorrisi e, all'interno della sua azione, con momenti di roba molto seria. Costretto all'essenziale per la solita ragione di spazio, per il racconto del libro, parto dal capitolo 13, "Sonego l'uomo del destino" privilegiando un titolo, Una vita difficile, in cui lo sceneggiatore, e l'attore, raccontano la guerra e il dopoguerra, con quelle sequenze indimenticabili: Sordi partigiano, poi giornalista, rigorosamente comunista, coinvolto il quel 2/6/1946, data del referendum, con quella cena a casa dei principi sconvolti per la vittoria della repubblica; e poi l'attentato a Togliatti, le elezioni del 18 aprile del '48 con l'Italia in bilico fra l'alleanza atlantica e il patto di Varsavia.

Sonego e Sordi facevano capire la storia italiana meglio dei libri, delle accademie e degli editoriali. Altra sintesi: il racconto degli amori di Alberto sorprendente, perch si scontra con l'idea popolare dell'uomo racchiuso nel rapporto famigliare, che vedeva nelle donne un pericolo, per la sua libert e per il patrimonio. Il libro lo presenta come un grande seduttore. Giacobini, capillare, approfondisce. Solo due richiami esemplari, decisamente diversi. Frequent l'ereditiera Frances De Villers Brokaw. La scrittrice racconta "Se l'avesse sposata sarebbe diventato cognato di Jane Fonda e "genero" del grande Henry... Della famiglia della presunta nuova fidanzata facevano infatti parte Roger Vadim, ma anche Brigitte Bardot che il regista spos prima appunto di Jane, da cui ebbe Vanessa, e ancora Catherine Deneuve da cui Vadim ebbe Christian. Catherine divenne anche madre di Chiara, figlia di Marcello Mastroianni... Per non menzionare, come facente parte della famiglia allargata, anche Ernest Hemingway, amato da una delle mogli di Henry Fonda, l'italiana Afdera Franchetti". Certo, singolare immaginare un trasteverino al centro di intrecci amorosi cos... cosmopoliti. Ma tant'.
Ma il vero amore, la donna che Alberto, forse, avrebbe sposato, stata Andreina Pagnani. Grande attrice di matrice teatrale, era pi grande di Alberto di 14 anni e non improprio dire che la Pagnani non era una Loren, e neppure una Pampanini ma era "...una bellezza antica, e il ricordo di Andreina si affaccer prepotente nella mente di Alberto ogni volta che sarebbe stato in procinto di chiedere la mano alle giovani donne che incrociava sulla sua strada. E tutte perdevano al confronto". Nella biografia, come detto, passano tutti e tutto, e un capitolo non poteva non riguardare "Quel pasticciaccio dell'eredit". Ma chiudo con un doppio finale, del libro e del protagonista: "Dotato di fede semplice, Alberto Sordi aveva interpretato la miseria e la nobilt dell'animo umano, disse il Cardinale Ruini, mentre in aria volteggiava lo striscione con la scritta 'Ieri un americano a Roma, oggi un romano in Cielo". Era il 24 febbraio del 2003.

   

Altre news e collegamenti a Marcello Mastroianni »
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | MYmovies Club | trailer | download film | mygames |
Copyright© 2000 - 2018 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
XHTML | CSS | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità