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sabato 21 luglio 2018

Marcello Mastroianni

Nome: Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni
Data nascita: 28 Settembre 1924 (Bilancia), Frosinone (Italia)

Data morte: 19 Dicembre 1996 (72 anni), Parigi (Francia)
occhiello
Tu sei tutto, Sylvia! Ma lo sai che sei tutto? You are everything, everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica, l'angelo, il diavolo, la terra, la casa...
dal film La dolce vita (1960) Marcello Mastroianni Marcello Rubini
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Marcello Mastroianni
Festival di Venezia 1993
Premio coppa volpi per il miglior attore non prot. per il film Un, due, tre, stella! di Bertrand Blier

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore per il film La vedova americana di Beeban Kidron

Nastri d'Argento 1991
Nomination miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 1991
Premio miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Festival di Venezia 1989
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film Che ora di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Premio Oscar 1987
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Festival di Cannes 1987
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Golden Globes 1978
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Oscar 1977
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Festival di Cannes 1970
Premio miglior attore per il film Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola

David di Donatello 1965
Premio miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1965
Nomination miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Nomination miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Premio miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

Nastri d'Argento 1962
Premio miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Premio Oscar 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1961
Nomination miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1961
Premio miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Premio miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Nomination miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1955
Nomination miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis

Nastri d'Argento 1955
Premio miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis



L'attore un avvocato senza scrupoli ne Il tuttofare, commedia di Valerio Attanasio al cinema dal 19 aprile.

Sergio Castellitto: Il futuro un diritto dei giovani. Non possiamo negarglielo

luned 16 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

Sergio Castellitto: Il futuro  un diritto dei giovani. Non possiamo negarglielo Sergio Castellitto Toti Bellastella, principe del Foro con un formidabile pelo sullo stomaco, nella commedia Il tuttofare, con cui lo sceneggiatore Valerio Attanasio esordisce al lungometraggio di finzione. Toti un personaggio irresistibile nella sua totale mancanza di scrupoli, ma Castellitto ha scelto di non rendercelo simpatico e non invitare gli spettatori all'emulazione. "Una strepitosa recitazione di Castellitto che giganteggia su tutto il film". Dalla recensione di MYmovies.it Insomma, ha scelto di non fare il piacione.
Ho interpretato questo personaggio come un atto d'amore nei confronti di chi mi ha insegnato l'amore per il cinema e con cui ho avuto la fortuna di lavorare: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ettore Scola, Mario Monicelli, Marco Ferreri, e cos via. stato come pagare pegno. Il problema era riuscire a non essere imitativi filtrando Toti attraverso il mio gusto personale.

Come ha fatto?
La vera difficolt trovare la misura nell'esagerazione. Se questa misura non ci fosse non sarebbero esistiti personaggi paradossali come Brancaleone alle crociate o il Generale Custer di Mastroianni in Non toccare la donna bianca di Marco Ferreri.

Cinquant'anni fa Otto e mezzo: opera d'arte del Novecento.

ONDA&FUORIONDA

domenica 13 gennaio 2013 - Pino Farinotti cinemanews

ONDA&FUORIONDA Mezzo secolo fa usciva nella sale Otto e mezzo di Federico Fellini. Chi frequenta il cinema con attenzione e passione, alludo a professionisti e a cinefili che fanno altro, non manca di inserire il film fra le sue opere di culto. Vale anche per me, e vale anche in senso assoluto, se, pur senza beatificarlo, intendiamo attribuire un "assoluto" al British Film Institute, che edita il magazine cinematografico Sight and Sound, che dal 1952, ogni dieci anni, pubblica una classifica dei migliori film del mondo. Il "British" colloca Otto e mezzo al decimo posto. Ma al di l di classifiche che sono sempre arbitrarie, il film di Fellini certo un assoluto, per molte ragioni. La prima l'identit. Otto e mezzo un "film". univoco nel suo modello. Non presenta derivazioni dal teatro, dal romanzo, dal melodramma, dalla pittura, dalla cronaca o dal documento. un film puro, non pu essere altro. E davvero non sono molti quei titoli. Ed un'opera d'arte e chi scrive molto restio a spendere questa definizione per il cinema.

Contesto
Non pu non valere il contesto, il primo privato. Fellini veniva dalla Dolce vita, altra opera d'arte. Partiva dunque da una rincorsa e una base potenti. Aveva gi fatto esercizio. Il talento era caldo. La dolce vita era una rappresentazione dell'evoluzione e del degrado individuale e corale. C'erano tante storie da raccontare e il regista le raccont. Profondendo impegno, tutta l'energia e tutta la passione. Come se cercasse la spossatezza artistica, il gran finale della fase dei racconti. E infatti Otto e mezzo un insieme di memorie e di pensieri, e di tentativi. Una confusione cercata, appunto, e trovata. Tanti spunti e tante traiettorie, e tutte che si interrompono. Finch Federico/Marcello/Guido non si arrende alla fine. Ma dopo aver costruito l'opera magnifica, assoluta appunto. L'ispirazione della non ispirazione. L'altro concetto quello storico, il momento. In quegli anni, fra il '59 e il '67, il nostro cinema prevaleva nel mondo. Si realizzava quel momento, quell'incantesimo corale che produce i miracoli dell'arte. Senza rifarmi alla mitologia e all'iperbole (la Scuola di Atene, la Firenze del rinascimento,) penso agli impressionisti di fine ottocento, alla Parigi degli anni venti, ai registi francesi del "Fronte popolare", ai nostri autori "realisti" degli anni quaranta. Per l'arco che ho detto sopra non mi disperdo in chiacchiere, bastano nomi, titoli e premi.

1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini 1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli. 1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini. 1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini 1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini 1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti 1963 Leone d'oro a Le mani sulla citt, di Rosi. 1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica. 1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni. 1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti. 1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi. 1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo. 1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni.

Completo con un altro titolo Amarcord (1974), Fellini, premio Oscar. L'ultima opera d'arte italiana. Che momento era quello, e quanto ne siamo lontani. Il concetto dunque : il terreno fertile, i frutti crescono bene. In tutte le cronologie, non solo italiane, all'anno 1963, alla voce "arte" (non cinema, non spettacolo) compare rigorosamente Otto e mezzo di Federico Fellini. A integrare il giubileo produco la scheda che fa parte del "Farinotti".

"Guido un regista, quarantenne, un po' stanco. Tutto ci che lo riguarda stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l'amante. Naturalmente l'ispirazione si fatta sottile, le idee sono rare e astratte, la pigrizia avanza. Ha fatto costruire un'immensa e costosa impalcatura che forse servir per un film di fantasia, forse. Infatti lo stesso Guido non sa perch l'abbia fatta costruire. Intorno a lui si muovono tutti i "fenomeni" del cinema: tecnici che urlano, amanti di produttori, velleitari che propongono sceneggiature, anziane attrici che aspirano a un ultimo colpo di coda. Guido rincorre idea dopo idea, tutte scialbe e abbandonate. Un critico di cinema dal linguaggio inverosimilmente ermetico gli smonta una per una tutte le iniziative. Cerca un po' d'aiuto in un alto prelato, che in risposta alle sue angosce gli parla di cardellini. Per fortuna la sua fantasia pu correre liberamente nel passato, nell'et dell'adolescenza, nella sua prima terra ai tempi della scuola e delle prime sensazioni. I timori, i misteri, le curiosit, le prime eccitanti trasgressioni. Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il pap nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed vitale, ed inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. Otto e mezzo da molti ritenuto la pi alta espressione di Fellini, pi ancora della Dolce vita. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (pi o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, puttanesco (parola di Fellini) e crea disagio, eroico e vigliacco, uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio altissima, raggiungibile solo da Fellini. Premio Oscar."

Ricordarlo: niente di pi sacrosanto.

   

Todo modo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volont, Franco Citti, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 13/04/2015.

La donna della domenica

* * * - -
(mymonetro: 3,44)
Un film di Luigi Comencini. Con Claudio Gora, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni, Aldo Reggiani.
continua»

Genere Giallo, - Italia 1975. Uscita 23/12/1975.

La dolce vita

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,73)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aime, Yvonne Furneaux, Alain Cuny.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Francia 1960.

8

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,81)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aime, Sandra Milo, Barbara Steele.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1963.

I soliti ignoti

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,77)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Tot, Carla Gravina.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1958.
Filmografia di Marcello Mastroianni »

luned 9 luglio 2018 - Carlo, al di l del cosiddetto cinepanettone, ha esplorato quasi tutti i generi.

Carlo Vanzina, l'autore che ha creato l'alternativa alla 'roba seria'

Pino Farinotti cinemanews

Carlo Vanzina, l'autore che ha creato l'alternativa alla 'roba seria' Carlo era nato nel 1951, Enrico del 1949. la generazione del sessantotto. Mi piace scrivere di Carlo Vanzina partendo da questa prospettiva. Gente colta i Vanzina, e fortunata per nascita, il padre Steno stato uno dei grandi "mestieranti" - definizione non riduttiva - del cinema italiano, magari ce ne fossero anche adesso, come lui. Poi una questione di carattere e di attitudine, e di scelte. "Quella generazione", della quale faccio parte, intendeva cambiare le cose, poi la missione ha dovuto ... frenare, per mille ragioni, ma l'intenzione, a posteriori, rimane e a chi studiava e viveva in quel contesto, come il sottoscritto, qualcosa rimane sempre e nessuno lo pu rimuovere. Sono sicuro che i fratelli ne fossero ben consapevoli, che anche loro, come tutti noi, andassero al cinema a vedere, giusto per citare qualche titolo, La cinese, Zabriskie Point e ancora Fragole e sangue, e poi Hair e salendo The Dreamers. Roba politicamente impegnata, roba seria. Gli anni settanta erano quelli delle Brigate rosse e di Prima linea, politica, ideologia, violenza. La gente non ne poteva pi. I Vanzina pensarono che occorresse fare dell'altro cinema. Era bene creare un deterrente di stacco e di sorriso. E hanno fatto tanti film magari troppi, alcuni belli altri meno, ma, non c' dubbio, quei film hanno lasciato dei segnali. Si, chiama, in termini semplici, cultura popolare. Diciamo che erano, un po', gli eredi di quegli autori, come Monicelli, Risi e Comencini, fra gli altri, che facevano film di evasione colta, spesso opere d'arte generali, con battute e simboli molto diversi. Gli Abatantuono, i De Sica i Cal, i Boldi, non sono Sordi, Gassman, Mastroianni e Manfredi, ma non pu essere che cos, quelli appartengono a un'epoca non ripetibile, tuttavia questi sono l'espressione, i caratteri, di questa epoca, modelli che dagli anni ottanta, agiscono in parallelo con quelli del piccolo schermo. Sia chiaro, Carlo Vanzina ci servito, ci ha garantito, a fronte di proposte, parlo di piccolo e grande schermo, e anche "carta", deprimenti, inutilmente e tristemente "colte e corrette". Carlo, al di l del cosiddetto cinepanettone, ha esplorato quasi tutti i generi: il thriller (Sotto il vestito niente), la satira grottesca in costume (S.P.Q.R.), l'avventura (La partita), il giallo (Tre colonne in cronaca). E molto, molto altro. La critica corrente indica ne Il pranzo della domenica, la migliore espressione dei Vanzina. Da parte mia, anche influenzato da mia figlia Rossella che ormai sa misurare bene il cinema, indico Sapore di Mare, del 1984, che racconta di una vacanza a Forte dei Marmi nel 1964. Un gruppo di ragazzi borghesi figli di quel decennio, cerca di cogliere il meglio, il disimpegno, della vita. Amori, gag, generazioni, clich, con l'inserto felice delle canzoni di quel periodo. Un film che mantiene, ai nostri giorni, ancora tutta la sua vedibilit, e la sua bella nostalgia.

   

luned 25 giugno 2018 - Premio alla Carriera a Martin Scorsese e l'anteprima di Notti magiche di Paolo Virz. Tra gli ospiti anche Sigourney Weaver.

Festa del Cinema di Roma, le prime anticipazioni

a cura della redazione cinemanews

Festa del Cinema di Roma, le prime anticipazioni Il Direttore Artistico Antonio Monda, d'intesa con Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma, ha annunciato oggi alcune anticipazioni relative alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolger dal 18 al 28 ottobre 2018 all'Auditorium Parco della Musica, coinvolgendo, come ogni anno, numerosi altri luoghi e realt culturali della Capitale. Nel suo lavoro, Antonio Monda affiancato da un Comitato di Selezione coordinato da Mario Sesti e composto da Richard Pea, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel e Valerio Carocci. Il programma completo sar annunciato nel corso di una conferenza stampa che si terr venerd 5 ottobre.
Ampio spazio sar dedicato, come negli scorsi anni, agli Incontri Ravvicinati con registi, attori e personalit del mondo dell'arte e della cultura. Fra i primi nomi annunciati:

Martin Scorsese | Premio alla carriera
La tredicesima edizione della Festa del Cinema celebra Martin Scorsese, uno dei pi grandi cineasti della storia della settima arte, assegnandogli il Premio alla Carriera che sar consegnato da Paolo Taviani. In quell'occasione, il maestro statunitense, che ha firmato una straordinaria serie di capolavori da Mean Streets e Taxi Driver a Toro Scatenato, da Quei bravi ragazzi a Casin, da Gangs of New York a The Departed - Il bene e il male, da The Wolf of Wall Street a Silence, sar protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico. Nel corso dell'evento, curato da Antonio Monda, Scorsese ripercorrer la sua carriera cinquantennale e mostrer alcune sequenze scelte fra i film italiani che hanno maggiormente influenzato la sua vita e la sua opera. Scorsese presenter inoltre un classico del cinema italiano in versione restaurata e terr un incontro con gli studenti dell'Universit degli Studi di Roma "La Sapienza".

Sigourney Weaver
Dalla fantascienza al thriller, dalla commedia al cinema di impegno civile: nel corso di una carriera che attraversa cinque decenni, Sigourney Weaver ha affrontato ruoli profondamente diversi grazie a una miscela di talento e doti attoriali che l'hanno resa una delle interpreti pi versatili del cinema contemporaneo. Straordinaria la lista dei registi che l'hanno scelta come protagonista dei loro film, da Ridley Scott a Ivan Reitman, da Mike Nichols ad Ang Lee, da Roman Polanski a David Fincher e James Cameron. Memorabili le sue interpretazioni nella saghe di Alien e di Ghostbusters, in Gorilla nella nebbia e Una donna in carriera (che le sono valsi il Golden Globe), ne La morte e la fanciulla fino ad Avatar, film di maggior incasso della storia del cinema.

Giuseppe Tornatore
Il regista siciliano uno degli autori pi amati e premiati del cinema italiano. Le sue storie hanno spesso varcato i confini nazionali: dall'Oscar con Nuovo Cinema Paradiso alla nomination per L'uomo delle stelle, da Malna a Baara, da La leggenda del pianista sull'oceano a La sconosciuta, da La migliore offerta a La corrispondenza, Tornatore stato in grado di produrre un linguaggio universale a partire da uno stile assolutamente personale, sospeso fra nostalgia e illusione, intimismo e spettacolarit. Alla prossima Festa di Roma, il cineasta sar protagonista di un Incontro Ravvicinato in cui approfondir con il pubblico la sua passione per il noir, fra letteratura e cinema.
Pierre Bismuth
Autore di mostre e videoinstallazioni che combinano, in modo rivoluzionario, generi e linguaggi, dalla scultura alla pittura, dal collage all'architettura fino alla musica, Pierre Bismuth si aggiudicato, con Michel Gondry e Charlie Kaufman, l'Oscar per la sceneggiatura di Se mi lasci ti cancello, considerato uno dei migliori film dello scorso decennio. L'artista francese ha successivamente debuttato alla regia con il lungometraggio, sospeso fra fiction e realt, Where is Rocky II?. L'Incontro Ravvicinato con Bismuth si terr presso il MAXXI in collaborazione con Videocitt.

Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari
Il direttore della fotografia una delle figure pi importanti nella realizzazione di un film e la scuola italiana ha prodotto, nel corso dei decenni, straordinari "maghi della luce", molto apprezzati anche a livello internazionale. Due di loro si confronteranno alla prossima Festa di Roma: Luca Bigazzi, che entrato a pieno titolo nella storia del nostro cinema aggiudicandosi sette David di Donatello e altrettanti Nastri d'Argento, e Arnaldo Catinari, autore della fotografia di opere come Luce dei miei occhi, La vita che vorrei, Il caimano, Parlami d'amore, I demoni di San Pietroburgo, Vallanzasca - Gli angeli del male.

Giogi Franchini e Esmeralda Calabria
Per la sua centralit, il tema del montaggio stato uno fra i pi dibattuti nell'ambito della teoria cinematografica. La Festa del Cinema metter di fronte due celebri montatori italiani: da una parte Giogi Franchini, che ha collaborato con registi come Paolo Sorrentino, Jonathan Demme e Giovanni Veronesi e si aggiudicato il David di Donatello per La ragazza del lago di Andrea Molaioli; dall'altra Esmeralda Calabria, montatrice per autori come Nanni Moretti, Francesca Archibugi e Giuseppe Piccioni, vincitrice dell'accoppiata David di Donatello e Nastro d'Argento con Romanzo criminale di Michele Placido.

venerd 8 giugno 2018 - Da Le migliori recensioni del pubblico: "Cos avrebbe urlato la splendida Anita nella fontana di Trevi al povero protagonista Marcello Fonte".

Dogman, Marcello! Come Here!

Mauridal cinemanews

Dogman, Marcello! Come Here! Marcello! Ammooree, come here, avrebbe urlato la splendida Anita nella fontana di Trevi al povero protagonista, che dopo una mutazione genetica diventa da Mastroianni a Fonte e la fontana una pozzanghera in una landa desolata. Il Cinema si muove con la realt e con le epoche proprie, cos da La dolce vita, ci riporta a una brutta e tragica esistenza di un Marcello, personaggio piccolo grande uomo che si trasforma da vittima a carnefice pur avendo un sottofondo di umanit. La vicenda realistica come tutto il film che di stile neo realista pur con le dovute differenze con le ambientazioni e con le atmosfere che al contrario il regista ha voluto rimarcare come iper realiste ovvero sospese in un territorio indefinito tra incubo e realt. La definizione dei personaggi sembra chiara nella separazione tra bene e male, il buono e il cattivo. Eppure guardando meglio le facce di Marcello e di Simone ritroviamo la confusione e la commistione tra opposti. Il film diventa un capolavoro di analisi dell'animo umano, ci dimostra come un essere umano pu diventare da mite a feroce. Peggio delle bestie che nel film pure vi sono ma sotto forma di cani che sembrano feroci ma infine docili. Il bestiale qui diventa il vero tema del film in una dimensione umana che sembra eterna. Come spiegare le bestiali violenze dei criminali nazisti o dei crimini pi recenti contro l'umanit disperata dei popoli in cerca di pace. La bestialit umana inspiegabile. Esiste e opera. Quando un Marcellino si ribella allora la bestia feroce che alligna in ognuno di noi tracima e non c' scampo per nessuno. Un tema difficile per questa epoca contemporanea che Garrone esprime bene nei suoi film, un vero cinema d'autore il suo e il pubblico finalmente ha colto la differenza, questa volta.

   

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