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mercoledì 23 agosto 2017

Marcello Mastroianni

Nome: Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni
Data nascita: 28 Settembre 1924 (Bilancia), Frosinone (Italia)

Data morte: 19 Dicembre 1996 (72 anni), Parigi (Francia)
occhiello
Tu sei tutto, Sylvia! Ma lo sai che sei tutto? You are everything, everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l'amante, l'amica, l'angelo, il diavolo, la terra, la casa...
dal film La dolce vita (1960) Marcello Mastroianni è Marcello Rubini
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Marcello Mastroianni
Festival di Venezia 1993
Premio coppa volpi per il miglior attore non prot. per il film Un, due, tre, stella! di Bertrand Blier

Golden Globes 1993
Nomination miglior attore per il film La vedova americana di Beeban Kidron

Nastri d'Argento 1991
Nomination miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Nastri d'Argento 1991
Premio miglior attore per il film Verso sera di Francesca Archibugi

Festival di Venezia 1989
Premio coppa volpi migliore interpretazione maschile per il film Che ora è di Ettore Scola

Nastri d'Argento 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

David di Donatello 1988
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1988
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Premio Oscar 1987
Nomination miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Festival di Cannes 1987
Premio miglior attore per il film Oci ciornie di Nikita Mikhalkov

Nastri d'Argento 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Premio miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

David di Donatello 1986
Nomination miglior attore per il film Ginger e Fred di Federico Fellini

Golden Globes 1978
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Oscar 1977
Nomination miglior attore per il film Una giornata particolare di Ettore Scola

Festival di Cannes 1970
Premio miglior attore per il film Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola

David di Donatello 1965
Premio miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1965
Nomination miglior attore per il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Nomination miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

David di Donatello 1964
Premio miglior attore per il film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica

Nastri d'Argento 1962
Premio miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Premio Oscar 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1962
Nomination miglior attore per il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi

Nastri d'Argento 1961
Nomination miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1961
Premio miglior attore per il film La dolce vita di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Premio miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1958
Nomination miglior attore per il film Le notti di Cabiria di Federico Fellini

Nastri d'Argento 1955
Nomination miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis

Nastri d'Argento 1955
Premio miglior attore per il film Giorni d'amore di Giuseppe De Santis



Cinquant'anni fa Otto e mezzo: opera d'arte del Novecento.

ONDA&FUORIONDA

domenica 13 gennaio 2013 - Pino Farinotti cinemanews

ONDA&FUORIONDA Mezzo secolo fa usciva nella sale Otto e mezzo di Federico Fellini. Chi frequenta il cinema con attenzione e passione, alludo a professionisti e a cinefili che fanno altro, non manca di inserire il film fra le sue opere di culto. Vale anche per me, e vale anche in senso assoluto, se, pur senza beatificarlo, intendiamo attribuire un "assoluto" al British Film Institute, che edita il magazine cinematografico Sight and Sound, che dal 1952, ogni dieci anni, pubblica una classifica dei migliori film del mondo. Il "British" colloca Otto e mezzo al decimo posto. Ma al di là di classifiche che sono sempre arbitrarie, il film di Fellini è certo un assoluto, per molte ragioni. La prima è l'identità. Otto e mezzo è un "film". È univoco nel suo modello. Non presenta derivazioni dal teatro, dal romanzo, dal melodramma, dalla pittura, dalla cronaca o dal documento. È un film puro, non può essere altro. E davvero non sono molti quei titoli. Ed è un'opera d'arte e chi scrive è molto restio a spendere questa definizione per il cinema.

Contesto
Non può non valere il contesto, il primo è privato. Fellini veniva dalla Dolce vita, altra opera d'arte. Partiva dunque da una rincorsa e una base potenti. Aveva già fatto esercizio. Il talento era caldo. La dolce vita era una rappresentazione dell'evoluzione e del degrado individuale e corale. C'erano tante storie da raccontare e il regista le raccontò. Profondendo impegno, tutta l'energia e tutta la passione. Come se cercasse la spossatezza artistica, il gran finale della fase dei racconti. E infatti Otto e mezzo è un insieme di memorie e di pensieri, e di tentativi. Una confusione cercata, appunto, e trovata. Tanti spunti e tante traiettorie, e tutte che si interrompono. Finché Federico/Marcello/Guido non si arrende alla fine. Ma dopo aver costruito l'opera magnifica, assoluta appunto. L'ispirazione della non ispirazione. L'altro concetto è quello storico, è il momento. In quegli anni, fra il '59 e il '67, il nostro cinema prevaleva nel mondo. Si realizzava quel momento, quell'incantesimo corale che produce i miracoli dell'arte. Senza rifarmi alla mitologia e all'iperbole (la Scuola di Atene, la Firenze del rinascimento,) penso agli impressionisti di fine ottocento, alla Parigi degli anni venti, ai registi francesi del "Fronte popolare", ai nostri autori "realisti" degli anni quaranta. Per l'arco che ho detto sopra non mi disperdo in chiacchiere, bastano nomi, titoli e premi.

1959 Leone d'oro a Il generale della rovere, di Rossellini 1959 Leone d'oro a pari merito a La grande guerra, di Monicelli. 1960 Palma d'oro a La dolce vita, di Fellini. 1962 Leone d'oro a Cronaca familiare, di Zurlini 1963 Oscar a 8 e mezzo, di Fellini 1963 Palma d'oro a Il gattopardo, di Visconti 1963 Leone d'oro a Le mani sulla città, di Rosi. 1964 Oscar a Ieri, oggi, domani, di De Sica. 1964 Leone d'oro a Deserto rosso, di Antonioni. 1965 Leone d'oro a Vaghe stelle dell'orsa, di Visconti. 1966 Palma d'oro a Signore e signori, di Germi. 1966 Leone d'oro a La battaglia di Algeri, di Pontecorvo. 1967 Palma d'oro a Blow-Up, di Antonioni.

Completo con un altro titolo Amarcord (1974), Fellini, premio Oscar. L'ultima opera d'arte italiana. Che momento era quello, e quanto ne siamo lontani. Il concetto dunque è: il terreno è fertile, i frutti crescono bene. In tutte le cronologie, non solo italiane, all'anno 1963, alla voce "arte" (non cinema, non spettacolo) compare rigorosamente Otto e mezzo di Federico Fellini. A integrare il giubileo produco la scheda che fa parte del "Farinotti".

"Guido è un regista, quarantenne, un po' stanco. Tutto ciò che lo riguarda è stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l'amante. Naturalmente l'ispirazione si è fatta sottile, le idee sono rare e astratte, la pigrizia avanza. Ha fatto costruire un'immensa e costosa impalcatura che forse servirà per un film di fantasia, forse. Infatti lo stesso Guido non sa perché l'abbia fatta costruire. Intorno a lui si muovono tutti i "fenomeni" del cinema: tecnici che urlano, amanti di produttori, velleitari che propongono sceneggiature, anziane attrici che aspirano a un ultimo colpo di coda. Guido rincorre idea dopo idea, tutte scialbe e abbandonate. Un critico di cinema dal linguaggio inverosimilmente ermetico gli smonta una per una tutte le iniziative. Cerca un po' d'aiuto in un alto prelato, che in risposta alle sue angosce gli parla di cardellini. Per fortuna la sua fantasia può correre liberamente nel passato, nell'età dell'adolescenza, nella sua prima terra ai tempi della scuola e delle prime sensazioni. I timori, i misteri, le curiosità, le prime eccitanti trasgressioni. Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il papà nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed è vitale, ed è inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. Otto e mezzo è da molti ritenuto la più alta espressione di Fellini, più ancora della Dolce vita. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttanesco (parola di Fellini) e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. Premio Oscar."

Ricordarlo: niente di più sacrosanto.

   

Todo modo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Franco Citti, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 13/04/2015.

La donna della domenica

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Luigi Comencini. Con Claudio Gora, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni, Aldo Reggiani.
continua»

Genere Giallo, - Italia 1975. Uscita 23/12/1975.

La dolce vita

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,73)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Furneaux, Alain Cuny.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Francia 1960.

8 ½

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,80)
Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1963.

I soliti ignoti

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,77)
Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò, Carla Gravina.
continua»

Genere Commedia, - Italia 1958.
Filmografia di Marcello Mastroianni »

martedì 22 agosto 2017 - In prima serata alle 21.00 un capolavoro della commedia all'italiana capace di rappresentare un momento storico difficile, tra dramma e risate.

I soliti ignoti, il film stasera in TV su TV2000

a cura della redazione cinemanews

I soliti ignoti, il film stasera in TV su TV2000 Gassman è Peppe, un pugile balbuziente in disarmo, Mastroianni è Tiberio, che bada al pupo mentre la moglie è in prigione, Salvatori è Mario, perditempo bonaccione che si fa mantenere dalle vecchie zie, Murgia è Ferribotte, siciliano geloso della sorella Carmela (Claudia Cardinale), Pisacane è Capannelle, dalla storica fame arretrata. Poi c'è Totò, il "maestro". Si presenta l'occasione per un colpo facile: scassinare una cassaforte in tutta tranquillità, sfondando un sottile muro che divide un'abitazione privata dal monte dei pegni. La "banda" prepara tutto come ha visto fare nei film, usa tutti i mezzi necessari (Gassman all'occorrenza seduce Carla Gravina, anche se poi non servirà), riprende persino (con cinepresa rubata) il luogo del colpo. Alla fine agiscono, aprono porte e sfondano il muro, solo che per un insignificante cambio di mobili si trovano nella cucina dello stesso appartamento. Nel frigorifero c'è pasta e ceci. Siedono al tavolo e... cenano. Val la pena di fare altri nomi: Age, Scarpelli e Suso Cecchi D'Amico alla scrittura. E naturalmente Monicelli alla regia. Capolavoro per molte ragioni. Il "comico" che diventa "cosa seria", non solo espressione di gag estemporanee o di gestacci scontati e conosciuti. Gassman, fino allora noto per i classici in teatro o per ruoli di cattivo (alla Riso amaro), che diventa un attore comico, e continuerà su quella strada (La grande guerra, Brancaleone, Il sorpasso); la forza irresistibile di certi caratteri, Murgia e Pisacane, che divennero precedenti imprescindibili; la capacità del film di rappresentare, col sorriso-un-po'-triste, quel momento storico difficile ma che forse sarebbe stato abbastanza felice, e che poi in effetti lo fu. Non si contano i remake, anche a Hollywood. Sarebbe seguita la stagione della cosiddetta commedia italiana, capace (quasi) di riproporre la straordinaria qualità e importanza del movimento neorealista di vent'anni prima. La memoria del cinema rimanda alcune sequenze magnificamente storiche: la lezione di cassaforte di Totò, Gassman balbuziente che conta il tempo e dieci secondi diventano un minuto, il muro interno sfondato per niente.

I soliti ignoti andrà in onda questa sera in prima serata alle 21.00 su TV2000.

   

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