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8 ½
Un film di Federico Fellini.
Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Barbara Steele.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
b/n
durata 138 min.
- Italia 1963.
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In crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare, un regista fa una sorta di mobilitazione generale di emozioni, affetti, ricordi, sogni, complessi, bugie. Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un'atmosfera da limbo (F. Fellini). La masturbazione di un genio (D. Buzzati). Una tappa avanzata nella storia della forma romanzesca (A. Arbasino). Una costruzione in abisso a tre stadi (C. Metz). Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e i '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con La dolce vita. Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. “L'enfer c'est les autres”, aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. 2 Oscar: costumi (Pietro Gherardi), miglior film straniero. 7 Nastri d'argento: film, produttore, soggetto, sceneggiatura, S. Milo, musiche (N. Rota), fotografia (G. Di Venanzo). |
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premi nomination |
Premio Oscar 2 7 |
Nastri d'Argento 11 0 |
L'unico il solo il supremo
giovedì 21 dicembre 2006
di roberto
il punto più alto del cinema: la Rivelazione del Sè.. quello che Fellini mette in scena è molto di più della sua crisi creativa: in realtà a partire da questa si aprono interi squarci nell'inconscio del regista che consentono uno sguardo che trascende la dimensione personale x inoltrarsi nei territori enigmatici della memoria collettiva e degli archetipi. E' questo che fa di 8e1/2 un'opera d'arte sublime che trascende la soggettività dell'autore x elevarsi verso una coscienza superiore. Per quanto continua » |
Alternativa in fellini all'autobiografia di 8 1/2
sabato 21 maggio 2005
di frdb82
Opinione diffusa sul cinema di Federico Fellini è che oggetto immediato e unico dell'analisi e della rappresentazione sia il sè dell'autore, che ogni film di Fellini sia direttamente Fellini e nient'altro, non potendosi affatto distinguere fra realtà e autobiografia, fra esterno e interno, stante la personalità avvolgente e sviluppata oltre misura dell'autore. A mio avviso si potrebbe invece distinguere l'opera a seconda se oggetto diretto sia l'autore o la realtà che lo circonda: l'autore, coltosi continua » |
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Sogno e realtà
sabato 7 febbraio 2009
di veronick
8 1/2 non si limita a raccontare la crisi del regista Guido ma anche la crisi di Guido come uomo e lo fa senza circoscrivere il racconto all'interno di una trama, ampliando i confini del film e distruggendo le barriere spazio-temporali, pur mantendendo un filo logico ben preciso:si viene proiettati direttamente nella coscienza, o meglio nell'inconscio di Guido, li' dove la dimensione reale si unisce a quella onirica senza che vi sia una reale linea di demarcazione. Da qui nasce la densità di personaggi continua » |
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| Guido (Marcello Mastroianni) parlando alla moglie Luisa (Anouk Aimée) | |
| Ma che cos'è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa, dolcissime creature; non avevo capito, non sapevo. Com'è giusto accettarvi, amarci. E come è semplice! Luisa, mi sento come liberato: tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire... Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo, e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita: viviamola insieme! Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri: accettami così come sono, se puoi. È l'unico modo per tentare di trovarci. | |
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| Guido (Marcello Mastroianni) e Claudia (Claudia cardinale) | |
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Claudia: Della storia che mi hai raccontato non ho capito quasi niente. Ma scusa, un tipo così, come tu l'hai descritto, che non vuol bene a nessuno, non fa mica tanta pena sai? In fondo è colpa sua. Che cosa pretende dagli altri? Guido: Perché? credi che io non lo sappia? Come sei noiosina, anche tu. Claudia: Ah ma non ti si può dire proprio niente! Quanto sei buffo con quel cappellaccio truccato da vecchio! Io non capisco, incontra una ragazza che lo può far rinascere, che gli ridà vita e lui la rifiuta? Guido: Perché non ci crede più. Claudia: Perché non sa voler bene. Guido: Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo. Claudia: Perché non sa voler bene. Guido: E perché soprattutto non mi va di raccontare un'altra storia bugiarda. Claudia: Perché non sa voler bene. |
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| Scritta sulla lavagna | |
| ASA-NISI-MASA | |
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Altre frasi celebri del film 8 ½
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DVD | 8 ½Uscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 5 novembre 2003
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SOUNDTRACK | 8 ½La colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 29 giugno 2004
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Otto e mezzo è un titolo che si addice al più recente film di Fellini: per un verso cabalistico, per l’altro addirittura ordinale (è l’ottavo film e mezzo del regista, contando l’episodio di Boccaccio 70). È la storia di un cineasta quarantenne e di un film in difficoltà. Una specie di mobilitazione generale delle emozioni, degli affetti, dei sogni, delle bugie, degli scompensi, dei complessi: un gran teatro personale. Fellini ha fronteggiato l’impegno alla sua maniera, senza sforzarsi di oggettivare i problemi nei termini culturali che ritiene di non padroneggiare. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
A un certo punto di8 1/2 di Fellini, amici e parenti vedono insieme con il regista protagonista il materiale dei provini girati per il nuovo film. Una giovane donna magra che è la cognata del regista (la interpreta Elisabetta Catalano, fotografa bionda e chic) si china e con astio viperino sussurra a chi le sta davanti:”Tutte cose della sua vita....” Quest'idea, che nel 1963, quando uscì,8 1/2rappresentasse una autobiografia magari parziale di Federico Fellini, resiste oltre trent'anni dopo, ancora adesso che del film prezioso viene presentata stasera a Roma la versione restaurata. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
“È una festa, la vita. Viviamola insieme». Questa la conclusione ottimistica cui giunge Federico Fellini nel suo ultimo film Otto e mezzo, dopo aver temuto, nella Dolce vita, di non poter più separarsi dai mostri di morte che gravano sulla società contemporanea e, nelle Notti di Cabiria, nel Bidone e persino nella Strada, di non poter arrivare a vincere il peso negativo degli egoismi, degli odi, delle sopraffazioni che schiacciano e spesso distruggono gli uomini d’oggi. Per arrivare a tanto egli ha messo a nudo se stesso, confessando pubblicamente non solo il suo tormento d’uomo, ma anche (contemporaneamente e simbolicamente) il suo travaglio di autore e, con un continuo parallelismo fra i due termini, ci ha detto di un uomo (che è anche un regista di cinema) che è a tal segno sopraffatto e ossessionato dagli altri – moglie, amici, compagni di lavoro – da desiderare soltanto di star solo, lontano da tutti, incapace, in pari tempo, di dare un ordine alle proprie idee, alla propria ispirazione e, perciò, di creare. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Otto e mezzo di Federico Fellini: il miele dell’illusione fornito dalla magia contro la vita agra, la fuga dell’individuo dal pessimismo cattolico in una serena finzione di solidarismo, una sorta di fantastico balletto sulla passerella dell’esistenza. Una favola e un incubo, dal quale si esce impietositi per gli uomini, se non ci consolasse questa facoltà dell’arte, sorella della stregoneria, di rendere toccabile, e perciò vero, il mondo dell’ignoto in cui si dibatte la coscienza. E forse lo sforzo più duro che Fellini abbia compiuto sinora per compromettere tutto se stesso nella ricerca di sé e di quanto lo leghi agli altri. » |
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