I cento passi

Film 2000 | Drammatico +16 114 min.

Regia di Marco Tullio Giordana. Un film Da vedere 2000 con Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2000, durata 114 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,56 su 93 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, la mafia controlla la vita quotidiana del piccolo paese siciliano e gli appalti per l'aeroporto Punta Raisi e il traffico della droga. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto 4 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office I cento passi ha incassato 3,3 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,56/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,83
CONSIGLIATO SÌ
Un film di impegno civile che si ispira a fatti realmente accaduti.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, un piccolo paese siciliano, la mafia domina e controlla la vita quotidiana oltre agli appalti per l'aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato entra nel vortice della contestazione piegandola, con originalità, alle esigenze locali. Apre una piccola radio dalla quale fustiga con l'arma dell'ironia i potenti locali fra i quali Zio Tano (Badalamenti). Peppino verrà massacrato facendo passare la sua morte per un suicidio.
Se lo si guarda con gli occhiali dell'ideologia I cento passi (che si ispira a fatti realmente accaduti), con la chiusura sulle bandiere rosse e i pugni chiusi del funerale di Impastato, potrebbe sembrare un film di propaganda. In realtà è un film di impegno civile (che non si vergogna di citare il Rosi di Le mani sulla città) che si assume il compito di ricordarci che la lotta a quel complesso fenomeno che passa sotto il nome di mafia non appartiene a una 'parte' ma è dovere di tutti indipendentemente dall'appartenenza politica. Marco Tullio Giordana, Claudio Fava e Monica Zapelli si ispirano a un personaggio realmente esistito e che, grazie a questo film, trova una sua giusta rivisitazione. Perché la morte di Peppino coincide con il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro e quindi non ha alcun rilievo sui mezzi di comunicazione. Questo facilita il compito a chi, anche in campo politico, non vedeva l'ora di liberarsi di un avversario difficile da contrastare perché mosso dall'urgenza della denuncia del malaffare. Giordana sa mostrarne l'aspetto pubblico e quello privato.
Se Luigi Lo Cascio offre al suo personaggio la lucida energia di un provocatore consapevole dei rischi corre, ma non per questo disposto ad arretrare, Luigi Maria Burruano fa del padre una persona divisa in due: da un lato il dovere di obbedienza ai malavitosi e dall'altro l'amore per quel figlio che picchierà piangendo nel momento in cui si sente da lui disonorato di fronte alla mafia.
La regia non si limita però a proporci un film di ricostruzione storico-ambientale. Va oltre suggerendoci, con soluzioni di montaggio e con scelte di scenografia, da un lato il clima di soggezione psicologica a cui neppure Peppino può sottrarsi (da piccolo ha avuto modo di chiedersi perché l'auto dello zio Cesare è stata fatta saltare in aria) e dall'altro la progressiva solitudine in cui il protagonista viene a trovarsi nel momento in cui quasi più nessuno lo sostiene. Ricordandoci che 'dopo' tutti sono bravi a partecipare al lutto. 'Dopo' però.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 29 settembre 2011
Gianni Lucini

Contrariamente a quello che può apparire a prima vista I cento passi non è semplicemente un film sulla mafia. Al centro c’è il racconto delle speranze e delle delusioni di una generazione che nel decennio tra il 1968 e il 1978 ha cercato di cambiare il mondo, in Sicilia come altrove. Peppino Impastato è un giovane come molti altri di quel periodo che, però, [...] Vai alla recensione »

martedì 23 febbraio 2016
Luigi Chierico

Un volume di Storia con pagine lacerate e grondanti sangue, un misto di sangue rosso,nero e bianco che ha riempito le strade della Sicilia giungendo a Roma. Un realismo dirompente solo e tutto italiano portato sullo schermo nella maniera migliore per una storia che ancor ci offende. Peccato che tanto valore artistico debba far luce su quanto di peggio abbia da raccontare la nostra Italia.

martedì 13 marzo 2012
Nicksesta

Questo è forse il film che più di ogni altro avrà sempre uno spazio tutto suo nel mio cuore. Due parole per descriverne la trama: Giuseppe "Peppino" Impastato, proveniente da una famiglia di mafiosi, sotto la guida intellettuale di Stefano Venuti, un attivista del partito comunista, comincia la sua lotta alla mafia. Denuncia quotidianamente su radio e giornale le malefatte dei mafiosi e dei politici [...] Vai alla recensione »

martedì 22 dicembre 2015
Barolo

Opera  importante e istruttivo.Film di mafia ne sono stati fatti tanti e non tutti brillanti,ma questo ha qualcosa in più.Innanzitutto racconta la vera storia di Peppino Impastato,gli ultimi anni di vita di un  vero eroe dei nostri tempi oscuri e lo fa con spiazzante semplicità ,poi scava in maniera efficacissima i rapporti umani che il protagonista aveva con chi gli stava intorno [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 agosto 2015
han-solo

Sono nato nel 1944, quindi la cronaca di Peppino Impastato l'ho vissuta in diretta. Da vivo e da morto. Anche se sono milanese. Ricorderò sempre questo film per la felicissima scelta di accompagnare la morte di Peppino con la "Summertime" di Janis Joplin (a mio parere la più bella interpretazione di sempre di questo brano, per l'emozione che tira fuori).

mercoledì 1 giugno 2011
Luca Scialo

Storia di Peppino Impastato, giovane cresciuto nella piccola Cinisi, paesino siciliano preda come tutta la regione della prepotenza della Mafia. Peppino cercava di scuotere le coscienze con pochi mezzi, quali il volantinaggio, un giornalino; fino alla costituzione di una radio libera, Radio aut. Oggetto principale delle sue critiche era Gaetano Badalamenti, boss che viveva a soli 100 passi da casa [...] Vai alla recensione »

domenica 6 febbraio 2011
peppe97

E sì.Penso che il film in questione sia un vero e proprio dramma la cui faccenda è completamente tratta dalla morte di un uomo qualsiasi:Peppino Impastato,una persona coraggiosa e da stimare,che di certo non si meritava quella fine. Molto corrispondente è sia la scenografia,e sia l'ordine cronologico dei fatti narrati.(Da considerare un film"antimafia").

lunedì 1 giugno 2009
_Nameless_

Storie che vengono e storie che vanno. Al mondo esistono storie che vengono raccontate ed altre che restano nell’ombra. Una di queste è stata, per un certo periodo, quella di Peppino Impastato. Figlio di mafia, vicino alla mafia, contro la mafia. Nato a Cinisi nel 1948, Peppino Impastato è un giovane ragazzo che decide di dedicare la propria vita alla lotta contro le ingiustizie e l’omertà che schiavizza [...] Vai alla recensione »

sabato 28 novembre 2009
-Ary-

... sì, perchè molti parlano della vita di questa persona, che io reputo importante, nei commenti. Il film è davvero bello, ben strutturato e davvero un capolavoro per essere un film italiano sulla mafia. Perchè credo che gli unici che si potrebbero paragonare film capolavoro sulla mafia e simili sono questo e gomorra. Bravo soprattutto a Luigi Lo Cascio.

giovedì 29 settembre 2011
Gianni Lucini

I cento passi viene proiettato per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia il 31 agosto del 2000 e accolto da ben dodici minuti ininterrotti di applausi dalla sala che ospita pubblico e critica. È un successo inaspettato che premia la costanza di chi ha creduto nel progetto. I primi in ordine di tempo a occuparsi della vicenda di Peppino sono Michele Mangiafico e Giuseppe Marrazzo che [...] Vai alla recensione »

domenica 11 ottobre 2009
Sinkro

Leggendo i commenti hanno già scritto di tutto. Posso solo associarmi ed elogiare anche io un film di grande impegno civile che dovrebbero far vedere nelle scuole. ...chissà che fine hanno fatto i compagni...

mercoledì 9 dicembre 2009
frankcostello

il flm è ottmamente scritto e recitato e il finale è perfetto...nulla da eccepire

mercoledì 13 maggio 2009
Francesco Giamblanco

Una storia vera che racconta della Sicilia e degli uomini che ne hanno fatto la storia. Un film (recitato e diretto strepitosamente, con una fantastica colonna sonora) che continua sempre a emozionarmi.

sabato 19 luglio 2014
arnaco

La mafia sbanda, la mafia scolora, la mafia scommette, la mafia giura che l'esistenza non esiste, che la cultura non c'è, che l'uomo non è amico dell'uomo. La mafia è il cavallo nero dell'Apocalisse che porta in sella un relitto mortale, la mafia accusa i suoi morti. La mafia li commemora con ciclopici funerali, così è stato per te [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2014
salva66

Film di notevole spessore, con un cast completo! Chi dice, che i film italiani sono di serie B si deve ricredere!!! Veritiero, perchè da fatti realmente accaduti. A mio parere, uno dei film più belli e significativi...Per chi non l'ha visto, da vedere!

mercoledì 9 dicembre 2009
frankcostello

mi ero dimenticato di dare il voto

martedì 8 maggio 2012
Dandy

Giordana è stato applaudito come esponente di un cinema coraggioso e civile,ma qui è decisamente meno in forma che nel successivo "La meglio gioventù".Riesce a far emergere con chiarezza lo spaccato di una società già allora inesorabilmnte fagocitata dal crimine,dirige magistralmente il cast e sa suscitare l'indigniazione dello spettatore.Ma non si può ignorare la ruffianeria della confezione,dalla [...] Vai alla recensione »

Frasi
Lo sai chi ci abita qui? U' zu Tanu ci abita qui! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi...vivi nella stessa strada prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te...e invece sono loro i padroni di Cinisi!
Una frase di Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio)
dal film I cento passi - a cura di giulia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«La bellezza, questo si dovrebbe insegnare alla gente: la bellezza contro la cupidigia, la bellezza contro l’omertà, la bellezza contro la rassegnazione, la bellezza contro la paura... ». Non dice proprio così, il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana, ma è questo il senso suggerito dalle sue parole. Guardando dall'alto d'una collina di Cinisi, giù verso il mare lontano e verso l'aeroporto di [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Solo cento passi dividono la casa di Peppino Impastato da quella di Tano Badalamenti. Una distanza minima, i balconi quasi si guardano: eppure, quei cento passi dividono due concezioni opposte del mondo. La vita contro la morte, il futuro contro il passato, il desiderio di cambiare contro la monolitica, asfissiante cappa della società tradizionale. La quale, visto che stiamo parlando di Cinisi, non [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

I cento passi di Marco Tullio Giordana, prima opera italiana presentata in concorso alla cinquantasettesima Mostra, è un film di sentimento e di nostalgia, una vicenda di conflitto tra figlio e padre, tra individuo e ambiente, tra obbedienza passiva e rivolta vitale. La storia d’un eroe naturale. Nel paese siciliano di Cinisi, accanto all’aeroporto di Punta Raisi, Giuseppe Impastato, Peppino, cresce [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

La memoria della lotta alla mafia viaggia sull’onda di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum: e questa scelta musicale spiega l’operazione tentata da Marco Tullio Giordana in I cento passi. Una volta tanto, la tipica "excusatio non petita" dei registi italiani (tutti i film sulla mafia non sono, a sentir loro, film sulla mafia) ha senso: il viaggio di Giordana - e dei suoi sceneggiatori Claudio Fava, [...] Vai alla recensione »

Irene Bignardi
La Repubblica

Se il punto di domanda più grosso circa il cartellone di Venezia 2000 riguardava il numero dei film italiani in concorso e, ovviamente, la loro qualità, la sfida di Alberto Barbera, con la proiezione del primo dei quattro, I cento passi di Marco Tullio Giordana, è vinta almeno per un quarto. Anzi, di più, visto il potere emotivo, la forza, la semplice efficacia della regia e della storia (vera), che [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Cerimonie e feste finite, per ora, con la consegna al Palazzo del cinema del Leone d’oro a Clint Eastwood, che non ama molto né cerimonie né feste. Si apre il Concorso. Due i film in gara, l’italiano I cento passi di Marco Tullio Giordana e l’indiano Uttara di Buddhadeb Dasgupta. Le ondate di applausi sui titoli di coda de I cento passi hanno coperto i pochi fischi stizziti dalle bandiere rosse che [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Meglio un mafioso, democristiano per convenienza, o un antimafioso, ultracomunista per convinzione? Incapace di uscire dalle dicotomie, Marco Tullio Giordana sceglie il secondo. Nello slancio strafà e inciampa nei suoi Cento passi, primo film italiano in concorso alla Mostra di Venezia. Che comunque è stato applaudito da una parte della stampa in sala, ma per ragioni politiche più che estetiche.

winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
2001
winner
miglior attore
David di Donatello
2001
winner
miglior attore non protag.
David di Donatello
2001
winner
migliori costumi
David di Donatello
2001
winner
david scuola
David di Donatello
2001
winner
miglior scenegg.ra
Festival di Venezia
2000
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