Le paludi della morte - Texas Killing Fields

Film 2011 | Drammatico 109 min.

Regia di Ami Canaan Mann. Un film con Sam Worthington, Jeffrey Dean Morgan, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Jason Clarke. Cast completo Titolo originale: Texas Killing Fields. Genere Drammatico - USA, 2011, durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2012 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,51 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Mike Souder e il suo partner Heigh alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un'area paludosa. In Italia al Box Office Le paludi della morte - Texas Killing Fields ha incassato 105 mila euro .

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Consigliato nì!
2,51/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,05
PUBBLICO 2,47
CONSIGLIATO NÌ
Solido film di genere, che racconta con delicatezza una vicenda vera e brutale.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 9 settembre 2011
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 9 settembre 2011

Texas City. Mike e Brian sono due agenti della omicidi, alle prese con un serial killer che abbandona i corpi straziati delle sue vittime, alcune delle quali giovanissime, in un'area paludosa e maledetta: i cosidetti "killing fields". Nonostante la scena del crimine sia fuori dalla loro giurisdizione, e Mike inizialmente cerchi di convincere il collega a lasciar perdere, l'agente Brian si sente in dovere di indagare su quei terribili delitti e fermare l'assassino. Quando sparisce Anne, la ragazzina del posto che Brian ha preso sotto la sua protezione quasi fosse una figlia, inizia una lotta contro il tempo e un viaggio anche metaforico nelle oscure e fangose paludi della società americana.
Dopo il successo di critica di Morning, la figlia di Michael Mann riprende l'idea del viaggio esistenziale ma la inscrive senza sbavature nel quadro di un genere tra i più esigenti e regolati quale è il poliziesco. La regia è solida e robusta, per quanto lontana dal riscrivere in qualsiasi modo i contorni della specie d'appartenenza. La scrittura è più ordinaria, non solo negli snodi narrativi ma soprattutto nei dialoghi. Il film funziona al meglio, allora, dove non servono troppe parole, come nella costruzione dell'incontro/confronto tra i due protagonisti, che la figura femminile affidata a Jessica Chastain per una volta contribuisce ad unire anziché a dividere. Inquieti ed eccitabili, costretti ad un costante faccia a faccia con la possibilità della morte, i due detectives sono nel posto giusto con le facce giuste: quelle di Worthington e Dean Morgan, credibili come concentrati di tensioni esasperate -tensione morale, tensione religiosa messa alla prova, tensione nervosa-, più di quanto lo sia la brava Chastain quando mena il pugno.
Nonostante questo genere di racconto sia tra i più classici e mappati (e la mappa è anche un oggetto importante del film, con le sue foto di vite scomparse nel nulla), l'autrice non si appoggia a schemi di regia troppo standardizzati e sa farci entrare nel territorio d'indagine attraverso prospettive tese e sottili. Apprezziamo, dunque, l'approccio delicato al racconto di fatti brutali e lo preferiamo là dove non si compiace di far avvertire la macchina da presa, come fa invece in testa al film e in coda (con uno specchietto retrovisore che urla "papà!"), forse ancora troppo preoccupata di dover dimostrare qualcosa a qualcuno.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Citiamo a memoria: "Se fossi padrone di questo posto e dell'inferno, affitterei il primo e andrei in vacanza nel secondo". La cittadina del Texas che fa da sfondo all'azione è un postaccio dove da tempo agisce un killer che fa a pezzi le sue vittime. Tanto per cambiare, sono sempre donne. Sul caso investiga un detective locale: s'impegna poco per questioni giurisdizionali e di rapporti con la ex moglie, coinvolta nelle indagini. Da New York arriva un detective dell'FBI che, invece, indaga come se lo riguardasse di persona. In base agli indizi, l'eventuale prossimo bersaglio del killer potrebbe essere la giovane Ann che vive con una madre odiosa. È il 2° film di Ami, figlia di Michael Mann che l'ha finanziato e prodotto. Thriller diretto con diseguale diligenza (e digressioni stravaganti). Tra gli interpreti di sicuro professionismo fa macchia il giovane talento della Moretz.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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LE PALUDI DELLA MORTE - TEXAS KILLING FIELDS
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 19 giugno 2012
brian77

Niente di straordinario, ma un buon film medio che sa prendere una storia apparentemente convenzionale e la sa raccontare con la giusta tensione, bella atmosfera, ottima recitazione. Insomma, il buon cinema americano, quello che ci manca così tanto da quando Hollywood è finita nell'inferno dei blockbuster fumettari inguardabili e soporiferi.

giovedì 29 marzo 2018
samanta

Le paludi della morte (Texas Killing Fields) è un film del 2011 con la regia di Ami Canaan Mann al suo primo impegno di direzione, la regista è la figlia del regista Michael Mann (L'ultimo dei Mohicani, Insider) che è anche uno dei produttori. Il film che ho visto recentemente in TV ebbe un flop commerciale anche se a mio avviso è un film discreto .

giovedì 7 giugno 2012
Lionora

Un thriller classico d'atmosfera,lontano da quelle che sono al giorno d'oggi le aspettative dei patiti del genere: poco sangue,niente adrenalina al cardiopalma, tempi lenti(tipici del tocco Mann padre). Eppure o, proprio per questo, il film funziona bene e coinvolge grazie all'ottima interpretazione dei tre protagonisti, la completezza dei due personaggi maschili diametralmente opposti, ma soprattutto [...] Vai alla recensione »

lunedì 31 dicembre 2012
Cenox

Il film girato e ambientato in Texas è un thriller/poliziesco che vede per protagonisti due agenti di polizia che indagano su di una serie di omicidi brutali che vedono sempre come vittime delle donne o ragazze e come luogo del delitto le paludi, rinominate appunto "paludi della morte". Gli attori che completano il cast sono più che buoni, ma è la trama qui a latitare..infatti [...] Vai alla recensione »

domenica 24 giugno 2012
renato volpone

Liberamente, molto liberamente ispirato ad una storia vera, racconta di numerose ragazze disadattate in una piccola cittadina del Texas. La storia è coinvolgente, dura e violenta anche se le immagini non sono particolarmente cruente. Un po' scombinato il racconto dei rapporti tra i vari detective, tanti spunti, ma mai approfonditi, così come gli altri personaggi e la piccola, bravissima, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 aprile 2013
Filippo Catani

La città di Texas City viene improvvisamente sconvolta da una serie di brutali omicidi perpetrati da un serial killer. Due detective indagheranno sul caso coadiuvati dall'ex moglie di uno di loro. Ispirato a fatti realmente accaduti. Senza dubbio ci troviamo davanti ad un buon thriller con una bella storia e dei validi interpreti. Be4ne anche la caratterizzazione dei personaggi con un detective [...] Vai alla recensione »

sabato 6 ottobre 2012
ultimoboyscout

Micheal Mann produce, Ami Canaan Mann, sua figlia, dirige ma ne ha di strada ancora da fare per avvicinare l'illustre genitore. Si tratta di un thriller teso, estremamente lento e pensato, cupo e disturbante con venature horror, a tratti noioso che si impantana in quelle paludi spettrali dove, si scoprirà sono sparite centinaia di donne indifese.

venerdì 15 giugno 2012
donni romani

Avventurarsi nel difficile, oltretutto sfruttatissimo, territorio del poliziesco con caccia al serial killer, soprattutto se si è la figlia di Michael Mann, è sicuramente una scelta ardua, ma Ami Canaan Mann ci prova ugualmente, scegliendo come location le paludose terre del Texas, e ci si dedica con metodo e dedizione, ma rischia talvolta di impantanarsi un po'.

domenica 14 maggio 2017
Onufrio

Tratto da eventi realmente accaduti, due detective indagano sulla morte di una ragazza ritrovata nelle tristementi famose "Killing Fields", le misteriose e spettrali paludi della morte nel Texas in cui numerosi sono i cadaveri di donne brutalmente uccise nell'arco degli anni. I due agenti dai caratteri totalmente opposti, si ritroveranno a seguire due piste diverse che alla fine porteranno [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 giugno 2014
han-solo

Amo il delta, amo i film lenti, da "Cookie's fortune" a questo "Texas killing fields" passando per "In the electric mist". Di questi ultimi segnalo due brani delle colonne sonore nei titoli di coda: "La terre tremblante" (autore Marco Beltrami, interpretata da Courtney Granger) e "Kiss your eyes" del giovanissimo gruppo The Americans. Atmosfere insuperabili, provare per credere.

domenica 10 febbraio 2013
Kyotrix

A me e' piaciuto, catturando la mia attenzione dall'inizio alla fine. Poteva essere piu' approfondito e quindi migliore, come han scritto altri, mancano approfondimenti sul rapporto presente e passato dei protagonisti e c'e' un po' di confusione tra chi ha ucciso chi. Ma per il resto resta sicuramente valido. SPOILER Trama per chi non ha capito: i 2 tizi che scappano in macchina, [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 ottobre 2012
Lindo

non sono daccordo con chi a definito questo buon thriller lento e noioso, i colpi di scena non sono molti ed è vero, ma il ritmo è buono e tiene lo spettatore in attesa di scoprire la verita', anche se gia a meta' film si puo' capire chi potrebbe essere l'assassino, fino alla fine rimane comunque il dubbio. film che consiglio la visione perchè non è assolutamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 giugno 2012
SILVIA63

Inquieta pensare che questo film attinga da fatti realmente accaduti. Mi e' piaciuto e lo consiglio anche se a volte la trama e' un po' lenta. Molto bravo Sam Worthington.

venerdì 22 giugno 2012
astromelia

trama confusa o per meglio dire poco chiara,sceneggiatura frammentaria all'eccesso,insomma astruso il tutto,il biondo che fine ha fatto e la chastain? mah,sarà stata forse una serata nella quale non avevo voglia di arrovellarmi il cervello ma francamente si poteva spiegare meglio la storia (vera?)

venerdì 22 giugno 2012
PerfettA

L'essere ispirato ad una storia vera rende sicuramente questo film più interessante, ma lascia anche tante perplessità sulla struttura e alcune scene. Un po' Twin Peaks di Lynch e un po'Mystic river di Eastwood, il film non riesce totalmente a decollare e a dare emozioni forti. Troppe azioni da film americano, troppe sparatorie strane e poco intreccio.

giovedì 21 giugno 2012
Francesco2

Sarà un caso, ma , se prima ho fatto riferimento a "Twin Peaks", va detto che l'inizio di questo film, come quello del bellissimo "Mistic River", ha qualcosa di lynchiano: quel cupo che trapela dalla musica e dalle immagini, quelle paludi come metafora del malessere di una comunità. Già, una comunità.

giovedì 2 marzo 2017
toty bottalla

La sceneggiatura del film mette in gioco troppi elementi senza focalizzare quello giusto, le situazioni poliziesche sembrano stereotipate e recitate senza la necessaria personalità, nel corso della storia si intuisce il tentativo di puntare i sospetti su Mike ma il pubblico non ci casca, un film che non carica mai la tensione e che emoziona poco finale compreso. Saluti. 

giovedì 26 giugno 2014
han-solo

ma chi si è inventato un titolo così frusto ? Fa pensare a un B-horror degli anni '60, che proprio non è. Come uccidere un film nella culla.

lunedì 16 settembre 2013
matrixlele

Iniziamo dalle note positive, la fotografia è ottima ,si vede la mano del babbo, anche la colonna sonora ricorda e crea le atmosfere tipiche alla Mann.La location è ottima, le paludi sono veramente inquietanti. Punto e basta, non vedo altra cosa positiva in questo film. E' un film telefonato, dove dopo 10 minuti si capisce già chi ha commesso i crimini.

martedì 16 luglio 2013
ginger snaps

perchè le atrmosfere che aleggiano sono assolutamente azzeccate, infatti fin dalle prime battute l'ansia e il macabro sono sicuramente nel tema dell'argomento Killer seriale. Due investigatori infatti dovranno scovare l'assassino di giovani donne uccise e seminate per tutta la palude detta " della morte". Così come veniva anticamente soprannominata, il perchè [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 settembre 2012
Gibutanx

film mediocre

lunedì 24 settembre 2012
Gibutanx

film mediocre

giovedì 21 giugno 2012
Francesco2

Chi abbia la mia età (Ormai trentanove!) ricorderà, probabilmente, quest'attrice come la Laura Palmer di "Twin Peaks". Dopo, che a me risulti, qualche apparizione ( "Vampires" del '98, per esempio) e nient'altro. Però.  Però.....Abbiamo notato come, oggi, quest'attrice sia impegnata in certo  inema indipendente a stelle e  stri [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 giugno 2012
enotar56

Il film non mi è piaciuto per nulla, film molto lento roba da addormentarsi specie se la poltrona è comoda, neanche gli attori mi sono piaciuti.

venerdì 19 agosto 2011
DarkOmen98

lo andrò a vedere per il vecchio Sam di Avatar

FOCUS
INCONTRI
venerdì 9 settembre 2011
Ilaria Ravarino

Protettivo come tutti i padri, Michael Mann ha accompagnato oggi al Lido la figlia Ami in competizione con Texas Killing Fields, suo secondo film da regista. Anche l’altra figlia, Aran, è coinvolta nel progetto: muove i primi passi come scenografa e produttrice, ma a differenza della sorella ha preferito restare nell’ombra. Il film di Ami è stato accolto benevolmente in sala ma senza entusiasmi, e l’incontro con la stampa ha l’aria di un routinario colloquio genitori-studenti.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

In origine erano The Texas Killing Fields, da noi sono diventati Le paludi della morte, titoli comunque suggestivi per raccontare di un postaccio in cui nessuno vuole metter piede perché si sa che il luogo è malsano. Non tanto per opera della natura, quanto per mano dell'uomo. Lì sembrano finire morte e fatte a pezzi le vittime di un serial killer. E allora bisogna spostarsi dalle parti degli investigatori [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sulla mappa di Texas City non li troverete: i Texas Killing Fields del titolo originale alludono a un’ampia foresta acquitrinosa nel circondario della città, ai confini con la Louisiana, dove (di qui l’appellativo) dal ‘69 ad oggi sono stati rinvenuti una cinquantina di cadaveri orrendamente mutilati, in massima parte donne vittime di abusi sessuali.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sulla mappa di Texas City non li troverete: i Texas Killing Fields del titolo originale alludono a un’ampia foresta acquitrinosa nel circondario della città, ai confini con la Louisiana, dove (di qui l’appellativo) dal ‘69 ad oggi sono stati rinvenuti una cinquantina di cadaveri orrendamente mutilati, in massima parte donne vittime di abusi sessuali.

Roberto Nepoti
La Repubblica

In una Texas City squallida e perennemente sferzata dalla pioggia, due poliziotti indagano sulla sparizione di una donna. Mike è autoctono e, sul Texas, la pensa come Ulisse Grant («Se fossi padrone del Texas e dell’inferno, abiterei all’inferno e affitterei il Texas»). L’altro, Brian, viene da New York, è pervaso di religiosità e prega davanti ai cadaveri.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un serial killer dissemina cadaveri femminili mutilati nelle desolate paludi dei «killing fields» (è il titolo originale: Texas Killing Fields). Due detective indagano. Uno (Sam Worthington, già in Avatar) è giovane, texano, separato, in teoria ligio alle regole; l’altro (Jeffrey Dean Morgan), è un maturo newyorkese sposato e osservante (con battibecchi sul Papa che non sentiremo mai in un film italiano). [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un serial killer abbandona i resti delle sue giovani vittime nell’area paludosa dei Killing Fields. Due agenti della omicidi si prendono a cuore il caso, pur non essendo nella loro giurisdizione, soprattutto dopoche a sparire è una ragazzina che uno di loro protegge come una figlia. La salveranno? Diretto, inmodorobusto, dalla figlia di Michael Mann, il film, ispirato a cronaca vera, non ricama in [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Ami Canaan Mann, è una delle quattro figlie di Micheal Mann, regista, sceneggiatore e produttore americano, autore di film rimasti nell’immaginario collettivo, da The Heat a Collateral (viaggio notturno in una Los Angeles lunare e assassina, thriller saggistico sulla fine della civiltà, bellissimo). Da piccola, Ami seguiva le cavallette nel ranch di famiglia nell’Indiana, poi a quattordici anni, forse [...] Vai alla recensione »

Lana Berkowitz
Houston Chronicle

Le paludi della morte è un classico poliziesco ispirato da una serie di delitti irrisolti, avvenuti in una zona vicino a Houston. Ai fan dei polizieschi molte cose suoneranno familiari. Il poliziotto buono è un newyorchese trapiantato in Texas, va ai funerali delle vittime e ha in ufficio una mappa di tutte le donne scomparse nell’area di Houston, anche al di fuori della sua giurisdizione.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La palude nasconde i cadaveri e rallenta i passi dei detective, che perlustrandola hanno un bel po’ di tempo per discutere del bene e del male. Mentre i personaggi riflettono sulle cose del mondo, sulle durezze del mestiere, sui pochi indizi a disposizione, lo spettatore si interroga sulle figlie di papà e sul fatto che il talento non si eredita. Anii Canaan Mann ha per genitore Michael Mann e non [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Amor di papà. Tanto profondo da accecarlo davanti alle velleità registiche della figliola prediletta. Perché Ami Canaan Mann avrà pur ereditato le migliori virtù dal padre Michael ad eccezione del talento dietro la mdp. E poco conta che già da teenager calcasse i set del supremo genitore: nessuno — presumibilmente — l’ha obbligata ad emularne le gesta, persino nel cine-genere.

NEWS
GALLERY
martedì 12 giugno 2012
 

Prodotto da Michael Mann e diretto dalla figlia Ami Canaan (al suo secondo lavoro da regista), Le paludi della morte è un thriller psicologico ambientato nei dintorni di Houston, in Texas. Ispirato a una vicenda realmente accaduta, il film racconta la [...]

NEWS
sabato 10 settembre 2011
Ilaria Ravarino

Il Lido pian piano si spopola. Partono meste le delegazioni di film senza speranza, i ristoranti fanno a gara per acchiappare i clienti, persino i buttafuori s'arrendono e le feste diventano meno esclusive di un'intervista con la Marini.

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