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martedì 26 settembre 2017

Jessica Chastain

In viaggio con Jessica

Nome: Jessica N. Howard
40 anni, 24 Marzo 1977 (Ariete), Sacramento (Brasile)
occhiello
Se non ami, la tua vita passerà in un lampo
dal film The Tree of Life (2011) Jessica Chastain è La signora O'Brien
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Jessica Chastain
Golden Globes 2017
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Miss Sloane - Giochi di potere di John Madden

Golden Globes 2015
Nomination miglior attrice non protagonista per il film 1981: Indagine a New York di J.C. Chandor

Golden Globes 2013
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow

BAFTA 2013
Nomination miglior attrice per il film Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow

Premio Oscar 2013
Nomination miglior attrice per il film Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow

Golden Globes 2013
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow

Golden Globes 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Help di Tate Taylor

BAFTA 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Help di Tate Taylor

Premio Oscar 2012
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Help di Tate Taylor

NYFCCA 2011
Premio miglior attrice non protagonista per il film The Tree of Life di Terrence Malick

NYFCCA 2011
Nomination miglior attrice non protagonista per il film The Tree of Life di Terrence Malick



L'attrice americana ha conquistato il pubblico di Giffoni.

Giffoni Experience 2013: Jessica Chastain

lunedì 22 luglio 2013 - Fiorella Taddeo cinemanews

Giffoni Experience 2013: Jessica Chastain Di grazia e bellezza ne ha da vendere. Ma ovviamente non le bastano. E ripete com un mantra "studiare, studiare, studiare". Ci ha messo veramente poco Jessica Chastain a conquistare il pubblico di Giffoni, dove ieri è stata la protagonista assoluta. L'attrice americana, Golden Globe per Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, ha incontrato i giovani giurati del festival, accompagnata dal fidanzato italiano, il manager trevigiano Gianluca Passi, e dalla nonna. Tre i film che la vedono coinvolta nei prossimi mesi, tre generi diversissimi che testimoniano l'evidente versatilità dell'interprete californiana. Sarà, infatti, diretta da Ned Benson in The Disappearance of Elenor Rigby: His e The Disappearance of Elenor Rigby: Hers, un originale progetto diviso in due parti, che affronta la crisi sentimentale di una coppia di New York, raccontandola da due punti di vista: il femminile e il maschile. Per il 2014 è, invece, prevista l'uscita di Miss Julie, tratto dalla tragedia di August Strindberg, con la regia di Liv Ullmann, e di Interstellar di Christopher Nolan. Nel cast anche Anne Hathaway, Michael Caine e Matthew McConaughey. "Abbiamo iniziato a fare le prove trucco per questo film- spiega- Ma per il resto è ancora tutto top secret".

   

Risse, fischi e applausi, le reazioni a The Tree of Life.

Cannes perde la testa per Malick

lunedì 16 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cannes perde la testa per Malick Rissa all'ingresso in sala, una fila iniziata nelle prime ore del mattino, le porte del Palais che si chiudono in anticipo sollevando il malumore generale. Cannes perde la testa per The Tree of Life di Terrence Malick, il film più atteso del concorso, ambiguamente accolto da applausi e fischi ma da tutti ardentemente desiderato. Al cinema dal 18 maggio, The Tree of Life ha esaltato e irritato il pubblico, spaccandolo a metà: chi ha amato i primi 90 minuti di muta cosmogonia, chi non li ha tollerati, chi semplicemente non li ha capiti. Nessuno, in ogni caso, è qui per dare spiegazioni sul film. Terrence Malick non è a Cannes o non si mostra, «è troppo timido e lo sapete», dice in conferenza stampa la produttrice Sarah Green, che spiega: «Ognuno deve vivere questo film in maniera personale. Qualunque spiegazione sarebbe di troppo, corromperebbe il processo». Intorno al convitato di pietra si radunano sei persone, la produttrice Green con i colleghi Dede Gardner, Grant Hill, Bill Pohlad e gli attori Jessica Chastain e Brad Pitt. Assente giustificato Sean Penn, si dice per impegni di lavoro (ma si pensa per civetteria, riservandosi di apparire da protagonista assoluto solo a fine festival, nel film di Paolo Sorrentino This must be the place). Pitt, che di The Tree of Life è anche produttore, regge al fuoco di fila delle domande: il suo entusiasmo per il film pare autentico, nonostante dia l'impressione di non avere le idee chiarissime sul suo contenuto metafisico.

Malick non c'è: vi ha dato indicazioni su cosa dovete dire?
Pitt: No. Ma è normale che non ci sia: lui lavora per costruire case, non per venderle. Vendere è il compito degli attori.

Com'è stato il lavoro sul set?
Pitt: La parte più interessante è stata il processo creativo, che non è mai veramente terminato. Terrence lavorava giorno per giorno, scriveva al momento, ci dava nuove pagine di copione ogni mattina e non voleva che le imparassimo bene. Abbiamo trascorso molto tempo insieme a lui nella casa che è al centro del film, prima di girare. È stata un'esperienza straordinaria e potrei andare avanti a parlarne per giorni.

Ma com'è dal vivo il misterioso Malick?
Pitt: Come tutti gli esseri umani sorride, mangia, va alla toilette. È incredibilmente dolce e ha un carattere piacevole. Ama e rispetta tutti i suoi personaggi allo stesso modo, e questo fa di lui un grandissimo regista.

L'esperienza con Malick cosa le ha lasciato?
Pitt: Mi ha cambiato, mi ha fatto venir voglia di andare in un'altra direzione, dare spazio a nuovi talenti, sperimentare: dire sì ai film commerciali, ma anche a quelli piccoli d'autore.

Quindi se le offrissero un blockbuster alla Mission Impossible direbbe di no?
Pitt: Non esageriamo, non vorrei mai perdermi la possibilità di fare Mission Impossible... Diciamo che adesso voglio provare cose nuove, progetti che mi costringano a pormi delle domande importanti.

Che ruolo ha la religione cristiana in The Tree of Life?
Pitt: È un film più spirituale che cristiano: abbiamo fatto molti dibattiti teologici durante le riprese, ma l'opera non riflette una religione o una filosofia in particolare. Credo che le comprenda tutte perché rimanda a una spiritualità universale che possa interessare gli spettatori di tutte le culture.

Lei è cristiano?
Pitt: Sono cresciuto cristiano, convinto che Dio si sarebbe preso cura di me, poi ho scelto di camminare con le mie gambe. Ma quelle stesse domande che mi ponevo attraverso la religione, sulla sofferenza e sulla morte, le ho ritrovate nel film di Malick. E questo è uno dei motivi per cui ho accettato di farlo.

Cosa ha provato rivedendo il film a Cannes?
Pitt: Mi ha sorpreso ancora una volta il genio di Malick, il suo straordinario modo di incrociare la grandezza dell'Universo, il macrocosmo della la Natura, con il microcosmo della famiglia di cui seguiamo la storia.

Cosa l'ha convinta a partecipare al film? Solo la regia di Malick?
Pitt: Da produttore riconosco al volo un buon progetto quando lo vedo. E poi il film mi dava la possibilità di recitare questo padre oppressivo, con quel suo strano rapporto con i figli.... spero che i miei bambini vedano The Tree of Life al più presto, perché credo di essermela cavata piuttosto bene come attore.

È un film in qualche modo autobiografico? Si rivede in qualche personaggio?
Pitt: È un film universale, che parla a grandi e bambini. C'è senz'altro qualche suggestione che mi appartiene, come l'amore per la natura, il ricordo della grazia e della purezza della madre, il sogno americano incarnato dalla figura del padre. Ma non penso che un film così universale possa avere a che fare con l'esperienza di un singolo individuo.

Suo padre era oppressivo come il suo personaggio nel film? E lei com'è con i suoi figli?
Pitt: Mio padre non era assolutamente così. Quanto a me io li picchio regolarmente, i miei figli. (ride)

Dove avete girato?
Pohlad: In Texas, nel Tennessee e nello Utah, alcune sequenze nel Great South Lake.

Il sistema-Malick, così creativo, crea problemi alla produzione?
Green: No. Anche perché è un grande professionista: Malick lavora giorno e notte, più o meno velocemente, ed è in grado di capire all'istante se una scena è bella o meno.
Pohlad: Le riprese sono organizzate, non del tutto improvvisate. Parliamo sempre con lui di quel che sta per girare.
Hill: Senza contare che il film per lui continua anche in post-produzione. Vogliamo che mantenga nel montaggio la stessa libertà di espressione che ha sul set.
Chastain: Girare con lui è come lasciarsi andare, perdere completamente il controllo. La sua più grande qualità è quella di creare un set in cui accadano spontaneamente eventi, momenti speciali, non previsti dalla sceneggiatura: la scena della farfalla, che vedete nel film, non era nello script. È semplicemente accaduta...
Pitt: ... e quando succedono cose del genere, capisci che sei in buone mani. Con Malick non hai mai paura.

Miss Sloane - Giochi di potere

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di John Madden. Con Jessica Chastain, Mark Strong, Gugu Mbatha-Raw, Alison Pill, Michael Stuhlbarg.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 9/7/2017.

Wilde Salomé

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Al Pacino. Con Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart, Estelle Parsons.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2010. Uscita 5/12/2016.

Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio

* * - - -
(mymonetro: 2,22)
Un film di Cedric Nicolas Troyan. Con Chris Hemsworth, Charlize Theron, Jessica Chastain, Emily Blunt, Nick Frost.
continua»

Genere Avventura, - USA 2016. Uscita 4/6/2016.

1981: Indagine a New York

* * * - -
(mymonetro: 3,33)
Un film di J.C. Chandor. Con Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola, Albert Brooks.
continua»

Genere Thriller, - USA 2014. Uscita 2/4/2016.

Miss Julie

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Liv Ullmann. Con Jessica Chastain, Colin Farrell, Samantha Morton, Nora McMenamy
Genere Drammatico, - Norvegia, Gran Bretagna, Canada, Gran Bretagna 2014. Uscita 11/19/2015.
Filmografia di Jessica Chastain »

domenica 24 settembre 2017 - Un fantasy a metà tra prequel e sequel della celebre fiaba dei fratelli Grimm. Da oggi disponibile su Infinity.

Il cacciatore e la regina di ghiaccio, un cast di stelle per ampliare l'universo di Biancaneve.

a cura della redazione cinemanews

Il cacciatore e la regina di ghiaccio, un cast di stelle per ampliare l'universo di Biancaneve. Ravenna, la perfida matrigna di Biancaneve, usa a uccidere mariti per usurparne i regni, ha un passato di ignobili assassinii anche tra i suoi legami di sangue. Quando lo specchio magico le rivela, infatti, che la figlia di sua sorella Freya è destinata a spodestarla in bellezza, Ravenna non esita a porre fine alla sua neonata vita. Tale è il dolore di Freya, che risveglia nella donna l'arte sopita della magia nera e la trasforma in una regina di ghiaccio, determinata a bandire l'amore dal suo regno. È a questo fine, per addestrarli come guerrieri e vietar loro l'amore, che Freya fa rapire i ragazzini dei suoi territori e li cresce come cacciatori; e questa è anche la sorte di Eric e Sara, che, una volta cresciuti, però, all'amore non sanno e non vogliono rinunciare. Rispetto al film di Rupert Sanders, Biancaneve e il Cacciatore, questo è per metà prequel e per metà spin-off: un parente prossimo ma non consanguineo, quanto basta per accettare che Biancaneve non faccia parte del cast ma possano tornare a confrontarsi in bellezza i divi Chris Hemsworth e Charlize Theron. Diretto da Cedric Nicolas-Troyan, Il cacciatore e la regina di ghiaccio è da oggi disponibile sul servizio streaming di Infinity. Nel cast, tra gli altri, troviamo Emily Blunt nei panni della regina di ghiaccio e Jessica Chastain, che interpreta la valorosa guerriera innamorata dell'altrettanto valoroso cacciatore Eric.

   

lunedì 11 settembre 2017 - Con il suo ultimo lavoro, il regista John Madden si inoltra in un genere finora inesplorato: il thriller politico. Al cinema.

Miss Sloane, ritmi serrati e una trama alla House of Cards

Mariangela Carbone - Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Miss Sloane, ritmi serrati e una trama alla House of Cards Con il suo ultimo lavoro il regista John Madden compie un cambiamento di rotta, lasciandosi alle spalle le atmosfere romantiche di Shakespeare in Love e Il mandolino del capitano Corelli o i toni da commedia di Marigold Hotel, inoltrandosi in un genere finora inesplorato: il thriller politico, arricchito da elementi di tipo giallo-spy. Miss Sloane - Giochi di potere possiede le caratteristiche del film di inchiesta e di denuncia, si addentra nel controverso mondo della politica e dell'economia a Washington, indagando e svelando la corruzione ai piani alti delle istituzioni, stavolta non dal punto di vista del mondo giornalistico - come nel lontano e celebre Tutti gli uomini del presidente - ma da quello delle lobbies. Madden sceglie un delicato e dibattuto argomento di attualità (la legislazione che regola il controllo sulle armi) e si cala negli oscuri gironi infernali delle lobbies, riemergendone con una pellicola tagliente, che non può non ricordare il cinismo e l'ironia di Thank you for smoking di Jason Reitman. Mariangela Carbone Prendendo in prestito il ritmo serrato e le trame fitte di intrighi dalle serie televisive, prime tra tutte House of Cards, Madden gioca con la suspense e i colpi di scena e inserisce l'elemento del mistero, solitamente assente dai film politici, affidandolo all'imprevedibilità della protagonista Elisabeth Sloane, la lobbista più ricercata e temuta di Washington e definita "campionessa del libero mercato". L'interpretazione di questa donna acuta, pragmatica e manipolatrice è affidata a Jessica Chastain, che torna ad incarnare un personaggio astuto e ostinato, risoluto nel raggiungimento dei propri obiettivi, come quello di Maya Lambert in Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow.

Dunque la protagonista assoluta è una donna - sostenuta da altri due personaggi femminili decisivi nella vicenda - che domina una pellicola attenta a seguire gli sguardi, i gesti e le mosse della Miss più spietata delle lobbies di Washington. La regia sceglie inquadrature mirate a sottolineare la presenza ingombrante ed eccessiva della protagonista e lavora sulla sua fisicità, esaltandone labbra rosse, unghie nere e tacchi alti, segni di una femminilità intimidatoria e prepotente in un mondo, quello delle lobbies, dominato da uomini.
Madden confeziona così un film che finalmente può riscattare il cinema americano - ma non solo quello - dall'assenza di personaggi femminili in generi cinematografici finora quasi solo appannaggio di attori maschi.

Il personaggio si carica sulle proprie spalle il peso di una sfida pericolosa, quella rivolta ad avversari forse troppo potenti, che la porterà ad essere vittima di un'inchiesta del Congresso degli Stati Uniti. Miss Sloane ha fatto crollare il soffitto del Campidoglio per farlo cadere sulla propria testa, così Madden ci offre una versione contemporanea e femminile del biblico Sansone: un'eroina che mette a repentaglio carriera professionale e vita personale con il solo e unico scopo di vincere la battaglia che le è stata affidata.

   

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