| Titolo originale | The Gold Rush |
| Anno | 1925 |
| Genere | Comico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Charles Chaplin |
| Attori | Charles Chaplin, Mack Swain, Tom Murray, Henry Bergman, Georgia Hale Malcolm Waite. |
| Uscita | lunedì 1 dicembre 2025 |
| Tag | Da vedere 1925 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 4,57 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 novembre 2025
Il film, girato nel '25, era originalmente muto. Nel '42 ne venne realizzata un'edizione con commento parlato. In Italia al Box Office La febbre dell'oro ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 20,4 mila euro e 11,6 mila euro nel primo weekend.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Un omino, cercatore d'oro solitario, affronta i rischi e i pericoli dell'algido Klondike per trovare la ricchezza. Incontra prima il temibile Black Larsen per poi instaurare un sodalizio con il robusto Giacomone in cui si imbatte accidentalmente cercando un rifugio in una baracca di legno. I due dovranno cercare di sopravvivere insieme alla fame e al freddo. Quando l'omino si recherà nel paese vicino ci troverà l'amore.
Chaplin realizza questo film dopo l'insuccesso commerciale de La donna di Parigi. Il suo affezionato pubblico non ha gradito che smettesse i panni del Vagabondo così il regista, favorevolmente impressionato da alcune foto scattate a fine Ottocento ai cercatori d'oro, ritiene di poter far tornare sullo schermo il personaggio di Charlot. Il che accadrà dopo 15 mesi dall'avvio del progetto e dopo ben 170 giorni di lavorazione. Come spesso gli accadeva la sua vita privata finì anche in questo caso con l'interferire con il film. L'attrice Lita Grey, scelta per il ruolo femminile, rimase incinta (il matrimonio riparatore in Messico lontano dai riflettori durerà due anni) e venne sostituita con Georgia Hale.
Portato sullo schermo nel 1925 il film verrà rieditato nel 1942 con un cambiamento delle musiche e la sostituzione dei cartelli con un commento sonoro dello stesso Chaplin. Ancora oggi La febbre dell'oro si presenta come un'opera assolutamente moderna, una di quelle che si imprimono in maniera indelebile nella storia del cinema. La casa in bilico sul precipizio e la stessa passeggiata iniziale sull'orlo del burrone, con tanto di orso minaccioso, sono brani da antologia. Così come la trasformazione del Vagabondo in una enorme gallina inseguita da un Giacomone affamato. Chaplin nell'infanzia aveva conosciuto per esperienza diretta i morsi della fame ed è anche per questo che riesce a mettere in gioco un'ironia che non si trasforma mai in irrisione dei diseredati ma conserva con loro un forte senso di vicinanza. Al vertice delle numerose gag sta però, ancora oggi, la scena della danza dei panini. Di per sé non si trattava di un'idea originale: già Fatty Arbuckle in Rough House ne aveva abbozzato gli elementi di base. Chaplin però eleva il potenziale di questa scena alla massima potenza.
Le cronache dell'epoca ci tramandano che alla prima al cinema Capitol di Berlino si verifico il caso, più unico che raro, di un bis nel corso di un film. Dinanzi alla danza dei panini il pubblico andò in visibilio e il direttore di sala si recò in cabina di proiezione dando ordine di riavvolgere la pellicola per riproporre la scena che venne accolta con un entusiasmo ancora maggiore.
E' il secondo film di Chaplin che vedo, dopo "Tempi moderni". Avrei voluto scoprire da prima questo artista, ma ahimè oggi il suo è quasi cinema di nicchia, e reperirlo non è proprio semplicissimo, anche impiegando i peer-to-peer. Andiamo alle impressioni sortite: 4 stelle a parte, spendo due paroline su quello che per me sono i veri talenti di Chaplin: la sintesi e la sinestesia.
Charlot fa il cercatore d’oro in Alaska, sulla fine del secolo. Nella tormenta, si rifugia nella baracca di un bandito, dal quale lo salva l’intervento di un altro cercatore. Passata la tormenta i due escono dalla capanna (il bandito uscito a caccia, ha ucciso due poliziotti fuggendo con la loro slitta). Charlot arriva in un villaggio di cercatori dove conosce una ragazza e le fa la corte, invitandola [...] Vai alla recensione »