Il sesto film della regista austriaca Marie Kreutzer, presentato in Concorso a Cannes.
di Paola Casella
Lucy Weiss è un’artista musicale francese di successo che ha scelto di interpretare solo canzoni scritte da uomini per raccontare la difficoltà del genere maschile ad esprimere le proprie emozioni. Il suo compagno Philip è un regista tedesco di scarso successo, più tecnico che creativo. Dopo un grave esaurimento nervoso, Philip continua a soffrire di depressione e di quegli attacchi di panico che Lucy contiene e consola. Quando la polizia arresta Philip per possesso e scambio di materiale pedopornografico il (suo) mondo crolla intorno a Lucy, che dovrà capire chi è l’uomo di cui è ancora profondamente innamorata.
Gentle Monster è il sesto film della regista austriaca Marie Kreutzer, che con il precedente Il corsetto dell’imperatrice aveva positivamente sorpreso pubblico e critica.
Qui il “mostro” del titolo potrebbe essere Philip, ma Lucy non è disposta ad accettare che l’uomo che ama le abbia nascosto un segreto così grave.
La struttura del film è spezzettata e discontinua, e l’intenzione narrativa è chiara: raccontare una distonia emozionale fra persone che si amano ma che viaggiano su frequenze diverse, anche morali, e un imprinting socioculturale che vittimizza sia gli uomini che le donne, ma affida alla parte femminile la responsabilità unica di uscirne.