| Titolo originale | Three Kilometres To the End of the World |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Romania |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Emanuel Parvu |
| Attori | Bogdan Dumitrache, Ciprian Chiujdea, Laura Vasiliu, Valeriu Andriuta, Adrian Titieni Ingrid Berescu. |
| Uscita | giovedì 14 maggio 2026 |
| Distribuzione | Academy Two |
| MYmonetro | 2,77 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 14 maggio 2026
Nel sud della Romania un diciassettenne scopre che il diritto a manifestare la propria sessualità non è affatto garantito. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Tre chilometri alla fine del mondo ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 12,4 mila euro e 9,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse.
A volte si creano concomitanze che nemmeno il più astuto e navigato dei programmatori di festival riuscirebbe a sfruttare consapevolmente.
Questo film ha avuto la sua prima proiezione pubblica al Festival di Cannes 2024 proprio nel giorno in cui al Parlamento Europeo la Romania si è collocata tra i nove Paesi (Italia compresa) che non hanno firmato la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+, preparata proprio in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia. Molto probabilmente si era consapevoli della Giornata ma forse non del tutto del voto di uno Stato in cui permangono profondi pregiudizi che questo film porta in superficie.
È, molto più produttivamente, uno sguardo che è sempre più attonito di fronte a sacche di ignoranza inconsapevole che hanno trovato una loro collocazione a partire dal nucleo familiare. Il padre e la madre di Adi, che inizialmente pensavano a una punizione legata al mancato pagamento del dovuto a quello che potremmo definire il boss del villaggio, quando comprendono che si è trattato d'altro entrano nel panico. Il denaro prima o poi si può trovare. La fama di virilità del proprio figlio invece, una volta perduta, è difficile da riconquistare.
Le dramatis personae che entrano in gioco vanno dal capo della polizia locale (a cui si applicherebbe plasticamente il motto latino "quieta non movere et mota quietare") al sacerdote che si ritiene il medico delle anime a lui affidate con tanto di possibili terapie che la Chiesa gli ha affidato. Interessante poi la figura dell'assistente sociale che, donna come la madre di Adi, si posiziona sul versante opposto con l'intento di andare a fondo della questione. È come se Pàrvu ci volesse far sapere (sempre tenendo il manicheismo a distanza) che non tutto è oscurantismo in Romania e che se ci sono persone così la speranza non è un'utopia.
Bel film, anche se non ineccepibile, che meriterebbe di essere conosciuto. Ad una Romania inusuale, anche per chi scrive ( ma pensiamo alla bellezza, descritta o vista, di certi paesaggi ungheresi, ed Ungheria e Romania non son lontane......., una gioia per gli occhi, si contrappone un micro-mondo, in apparenza isolato, la cui povertà viene lasciata trapelare senza c (s)cadere [...] Vai alla recensione »
Intrappolato nel perimetro di uno spazio geograficamente e antropologicamente determinato, Adi, il diciassettenne protagonista di 3 km alla fine del mondo, è costretto fin da subito a fare a pugni con la frontalità brutale di quell'ambiente e di chi lo abita: un villaggio isolato lungo le sponde rumene del Danubio, dove il ragazzo, studente di città, torna per le vacanze estive.