King Marracash

Film 2026 | Documentario, 100 min.

Anno2026
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diPippo Mezzapesa
Uscitalunedì 25 maggio 2026
DistribuzioneAdler Entertainment
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Pippo Mezzapesa. Un film Genere Documentario, - Italia, 2026, durata 100 minuti. Uscita cinema lunedì 25 maggio 2026 distribuito da Adler Entertainment. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 maggio 2026

Un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano, a partire da un'impresa senza precedenti in Italia. King Marracash è 142° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 0,00 e registrato 100.002 presenze in totale.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario celebrativo, ma che non nasconde le fragilità e le riflessioni di Marracash.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 23 aprile 2026
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 23 aprile 2026

Dopo anni trascorsi a costruire un'immagine di sé come figura divisiva, Marracash arriva al cinema con un'opera che tenta di trasformare il rapper in personaggio tragico, icona pop e corpo vulnerabile al tempo stesso. King Marracash non è semplicemente il documentario celebrativo di una carriera di successo, né soltanto il backstage di un tour monumentale: è piuttosto il tentativo di mettere in scena il conflitto tra l'uomo Fabio Bartolo Rizzo dalla periferia milanese di Barona e la maschera pubblica di Marracash, in un continuo gioco di sdoppiamenti che riflette perfettamente l'evoluzione artistica dell'autore di Persona e Noi, loro, gli altri.

Fin dall'incipit, il film insiste sull'idea della costruzione identitaria. Marracash viene osservato mentre si prepara, si trucca, entra in scena, ma soprattutto mentre riflette su sé stesso e sul prezzo pagato per il successo.

Non è casuale che il documentario arrivi dopo una fase cruciale della sua carriera, quella che lo ha consacrato definitivamente come il rapper italiano più influente della sua generazione, capace di trasformare il rap mainstream in confessione psicologica e analisi sociale. Se il primo Marracash era il cronista rabbioso della periferia milanese, immerso nel machismo e nella retorica della strada, quello odierno appare invece ossessionato dalla fragilità, dalla depressione, dal narcisismo contemporaneo e dall'incapacità di stabilire relazioni autentiche. Il film cerca continuamente di tenere insieme questi due poli. Da una parte la dimensione spettacolare del "King": gli stadi pieni, le scenografie imponenti, l'idolatria dei fan, l'estetica quasi sacrale del live. Dall'altra il lato più introspettivo e malinconico, con Marracash che riflette sulla solitudine, sulle aspettative del pubblico e sulla sensazione di essere intrappolato in un ruolo.

È proprio questa tensione a rendere King Marracash più interessante di molti prodotti analoghi dedicati alla musica italiana recente, spesso limitati all'autocompiacimento o alla celebrazione agiografica. Naturalmente il rischio della mitizzazione è sempre dietro l'angolo. La regia insiste spesso su immagini magniloquenti, rallenty, luci da kolossal e pose da sovrano decadente, come se il rapper dovesse costantemente incarnare un'epica contemporanea. Ma è significativo che il film funzioni soprattutto nei momenti in cui questa costruzione si incrina. Quando Marracash abbassa la guardia, quando ammette le proprie paure o lascia emergere la fatica psicologica accumulata negli anni, il documentario acquista improvvisamente spessore umano. La vera materia narrativa non è infatti il successo, ormai acquisito e quasi inevitabile, ma il vuoto che quel successo non riesce a colmare.

In questo senso King Marracash riflette bene anche lo stato attuale del rap italiano. Un genere nato come linguaggio antagonista e periferico, poi diventato centro assoluto dell'industria culturale nazionale, con tutte le contraddizioni del caso. Marracash appartiene a una generazione di artisti che ha attraversato entrambe le fasi: l'underground dei mixtape e delle battle, ma anche la consacrazione da popstar globale. Il film restituisce questa trasformazione mostrando quanto il rap sia ormai diventato una forma di autorappresentazione totalizzante, in cui il confine tra persona e personaggio tende a dissolversi completamente. Interessante anche il modo in cui il documentario lavora sulla dimensione urbana. Milano resta una presenza costante: città del successo e dell'alienazione, luogo che Marracash continua a evocare come origine identitaria ma anche come simbolo di un capitalismo aggressivo che finisce per inglobare tutto, persino la ribellione. Non a caso molti dei momenti migliori del film emergono quando il rapper riflette sul rapporto tra autenticità e mercato, tra sincerità artistica e necessità di alimentare continuamente la propria immagine pubblica.

Il limite principale di King Marracash sta forse proprio nella difficoltà di andare davvero fino in fondo a questa riflessione. Il documentario suggerisce spesso il conflitto, ma raramente lo radicalizza. Rimane la sensazione di un'opera che vorrebbe smontare il mito del "King", pur continuando inevitabilmente ad alimentarlo. Ma forse è proprio questa ambiguità a renderlo coerente con il suo protagonista: un artista che ha costruito la propria grandezza trasformando le fragilità personali in spettacolo, senza mai smettere di interrogarsi sul prezzo pagato per diventare un'icona.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 26 maggio 2026
Vincenzo Rossini
Film TV

Un anno con Marracash, dal trionfale approdo a San Siro fino al Block Party nel quartiere milanese della Barona, dove è cresciuto. Il Marra filmato da Mezzapesa è loquace, cordiale e generoso, a suo agio soprattutto dove il racconto va all'origine - i bar di periferia, l'entroterra siciliano da cui emigrarono i genitori, il piccolo studio casalingo di un futuro talento.

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BOX OFFICE
mercoledì 27 maggio 2026
Andrea Chirichelli

ll film cresce del 30% sul lunedì e vola a 558mila complessivi. Ottimo Obsession, che sale a 1,8 milioni. Scopri la classifica »

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venerdì 8 maggio 2026
 

Regia di Pippo Mezzapesa. Dal 25 al 27 maggio al cinema. Guarda il trailer »

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