| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Francia, Ungheria |
| Durata | 145 minuti |
| Regia di | Ildikó Enyedi |
| Attori | Tony Chiu-Wai Leung, Luna Wedler, Enzo Brumm, Léa Seydoux, Sylvester Groth Luca Valentini, Felix Burose, Marlene Burow, Yun Huang. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 febbraio 2026
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Silent Friend ha incassato 4,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura.
Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo. Così come le piante si distinguono per sesso e reagiscono agli stimoli esterni così fanno anche gli esseri umani. Con qualche complicazione in più dovuta alle regole che la società ha finito con il darsi.
Veniamo così invitati ad assistere ad un esame di inizio '900 in cui cattedratici anziani e maschilisti fanno di tutto per mettere in imbarazzo sul versante della sessualità l'ultima studentessa che aspira ad essere ammessa alla facoltà di Botanica. Nel 1972 invece la protagonista, ora femmina liberata, stabilisce le regole del gioco con un possibile partner non ancora emancipato mentre lo spinge ad interessarsi della vita di una piantina di geranio.
Nel nuovo millennio tutto l'interesse del professore cinese è invece rivolto alla sessualità non degli umani bensì del maestoso ginkgo biloba che sorge davanti all'università. Enyedi esplicita la funzione di questo film: "Può aiutarci a scendere dalla spaventosa e vertiginosa posizione in cima alla piramide verso un luogo più giusto e più accogliente: essere parte di questo mondo."
La leggerezza espositiva domina la narrazione, consentendo allo spettatore il viaggio nel tempo (mantenendo di base l'unità di luogo) che sottolinea un rapporto con il mondo vegetale che abbisogna di continue ricerche e verifiche. Lasciando alla fine una domanda a cui dare una risposta: se le piante sono esseri viventi e senzienti, chi fa scelte vegetariane per evitare le sofferenze agli animali non sta di fatto spostando quella stessa sofferenza altrove?
Un imponente ginkgo biloba è il vero protagonista di Silent Friend, ultimo lavoro della premiata regista ungherese Ildikó Enyedi. Una presenza immobile e maestosa, saldamente ancorata con le radici a una dimensione terrena eppure centro misterioso di un carisma che trascende il visibile. Dal cuore del giardino botanico di una città universitaria in Germania, osserva silenzioso il passare del tempo [...] Vai alla recensione »