| Titolo originale | Teenage Sex and Death At Camp Miasma |
| Anno | 2026 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna, Canada |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Jane Schoenbrun |
| Attori | Gillian Anderson, Hannah Einbinder, Zach Cherry, Patrick Fischler, Eva Victor Dylan Baker, Brigette Lundy-Paine, Sarah Sherman, Jasmin Savoy Brown, Kevin McDonald, Arthur Conti, Quintessa Swindell, Jessica McLeod, Hunter Dillon. |
| Uscita | mercoledì 19 agosto 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Mubi |
| MYmonetro | 3,75 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 maggio 2026
Schoenbrun prosegue il suo percorso artistico segnato da temi legati all'identità trans e all'horror queer.
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CONSIGLIATO SÌ
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Kris è una regista queer di 29 anni che si è fatta conoscere con un film che è un omaggio a Psycho, visto però sotto la prospettiva della tenda della doccia. Ora le viene affidato il reboot di una lunga saga horror, Camp Miasma, il cui capostipite, realizzato negli anni '80, ha avuto un grandissimo successo al box-office. Successivamente però, nei continui rifacimenti, è entrata in crisi.
Entusiasta del progetto, cerca di coinvolgere l'attrice che interpretava la ragazza sopravvissuta del primo film, Billy Presley. La donna, da anni, vive reclusa nello stesso luogo dove è stato girato Camp Miasma che si trova nel Pacifico settentrionale, vicino al Canada. Così Kris la raggiunge nella sua dimora per convincerla ad accettare la parte. Billy invita Kris a cena e poi a dormire a casa sua. Da quel momento la regista s'immergerà totalmente nell'atmosfera terrificante della saga e il suo rapporto con Billy si evolverà in modo sorprendente.
I riferimenti sono già dichiaratamente esibiti, Scream e soprattutto Venerdì 13 dove il sanguinario Jason Voorhees sembra essersi reincarnato in Camp Miasma nello psicopatico serial-killer Little Death, creatura metà umana che si muove con una scatola con una griglia d'areazione al posto della testa.
Ma ha anche gli occhi di Mike Myers in Halloween con l'affanno del suo respiro e le soggettive che arrivano direttamente dall'incipit di Carpenter del film del 1978. Così come la figura di Billy, con Gillian Anderson che è un altro ritorno dagli anni '90 attraverso il suo celebre personaggio di Dana Scully della serie X-Files, appare come una versione horror di Norma Desmond in Viale del tramonto, con cui condivide l'isolamento e soprattutto la museificazione di un corpo che è rimasto per sempre intrappolato dalla propria immagine cinematografica.
L'obiettivo di Jane Schoenbrun è chiaro: rivivere quell'immaginario attraverso i propri occhi. La scena di Kris bambina che guarda Camp Miasma sembra la proiezione del suo doppio, come un alter-ego. La cineasta queer ha portato sullo schermo un'altra cineasta queer con un'ottima performance di Hannah Einbinder conosciuta soprattutto per la figura di Ava nella serie Hacks che le ha fatto vincere l'Emmy come miglior attrice non protagonista.
La regista, nata nel 1987, riattraversa le proprie visioni fine anni '90/inizio anni 2000 sulle influenze della mostruosità declinandole in chiave gender, evidente già con i nomi fluidi delle due protagoniste. Il sangue scorre tra il vomito e gli schizzi alti come delle fontane dopo gli omicidi, l'universo terrificante e incantato mostra il suo dichiarato debito verso Lynch e soprattutto la saga Twin Peaks.
Il cinema horror in Teenage Sex and Death at Camp Miasma diventa l'unico rifugio possibile come la teenager solitaria intrappolata nei social di We're all Going to the World's Fair, protagonista del suo primo film. Ma soprattutto la sfida ma anche l'inconscia attrazione dell'attrice e della cineasta nei confronti di Little Death richiama il legame degli adolescenti con la loro serie tv preferita in I Saw the Tv Glow, oggi imprescindibile manifesto identitario non solo della cultura queer ma proprio del cinema della regista. Teenage Sex and Death at Camp Miasma, che dialoga direttamente con quel film, non ha la stessa lucidità soprattutto nella ricerca di un'ironia alla Wes Craven che non è così istantanea come dovrebbe, così come il citazionismo sparso rischia il sospetto di un compiacimento che vuole a tutti i costi mettersi in mostra. Ma la passione è contagiosa e il suo sguardo sulla contemporaneità è attualissimo.
In più, nel recupero di un cinema vintage, restano soprattutto due vertigini: i titoli di testa che già raccontano tutta la storia della saga di Camp Miasma attraverso vhs, titoli di giornali e gadget e la scena in cui Billy e Kris stanno guardando insieme il primo film della saga. La tensione diventa soprattutto erotica.
In quel riflesso, nel dettaglio dell'occhio, sono racchiuse la sessualità e la morte, parole che fanno parte del titolo. Ma è soprattutto l'immagine iconica di un film che parte proprio da quel particolare per esplorare il proprio mondo oscuro e fantastico. Come "Il mago di Oz".
Sesso e morte in Un certain regard. In Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun, film d'apertura della sezione, uno studio cinematografico affida oggi alla filmmaker Kris (Hannah Einbinder, in una versione più imbranata del personaggio che interpreta nella serie Hacks) la resurrezione di Camp Miasma. Un franchise immaginario, che pesca da Halloween, Venerdì 13, Nightmare, ma soprattutto [...] Vai alla recensione »