| Titolo originale | Tony |
| Anno | 2026 |
| Genere | Biografico, Commedia, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Matt Johnson |
| Attori | Dominic Sessa, Antonio Banderas, Leo Woodall, Emilia Jones, Stavros Halkias Michael Jibrin, Monica Raymund, Rich Sommer, Dagmara Dominczyk, Allyn Burrows, Zele Avradopoulos, Michael Owen (III), Pete Dancy, Danny Beaton, Mark Burzenski, Max Derderian, Jane Howes, Marcela Jaramillo. |
| Uscita | giovedì 27 agosto 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 13 agosto 2026
La storia dell'influente chef, scrittore e giornalista statunitense di viaggi Anthony Bourdain. Al Box Office Usa Tony - Diario di un giovane cuoco ha incassato 1,2 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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1975. Tony è uno studente diciannovenne iscritto al Vassar College che sogna di diventare uno scrittore e concorre per una borsa di studio che finanzi lo sviluppo di un suo primo, ipotetico romanzo. È convinto di avere in tasca quella borsa grazie alla sua parlantina, e ci tiene soprattutto a convincere sua madre di non essere il cialtrone che lei crede. È anche innamorato di una compagna di scuola, Nancy, e per farsi bello con lei le assicura di avere già vinto quel riconoscimento.
Quando scopre che invece è andato a un'altra studentessa decide di partire per Provincetown, la cittadina balneare di Cape Cod dove Nancy si è trasferita per l'estate, convinto di poterla conquistare. A Provincetown Tony trova lavoro come lavapiatti presso un fast food di pesce capitanato da Ciro, un individuo latinoamericano bizzarro ma generoso, e popolato da uno staff sui generis fra cui spicca Sal, tanto carismatico quanto collerico e ingestibile. Sarà questa la sua improbabile introduzione al mondo dell'alta cucina che lo renderà celebre nel mondo.
Tony, diretto dal regista indipendente Matt Johnson e scritto da Todd Bartels e Lou Howe, narra gli inizi della vita professionale del celebre cuoco, scrittore e personalità televisiva Anthony Bourdain, attingendo liberamente ad alcuni episodi narrati nel memoir "Kitchen Confidential".
È il ritratto affettuoso di una personalità complessa e originale, ma anche di un ragazzo minato da una profonda insicurezza, confuso e scombinato, in cerca della propria identità e in balia dei propri desideri scomposti.
Johnson sceglie di uscire dai canoni standard del biopic agiografico e racconta il suo protagonista attraverso una costruzione altrettanto (deliberatamente) sconclusionata e caotica, come se il film stesso fosse in preda allo sturm und drang e alla confusone esistenziale di Tony. Gli altri personaggi del film, in particolare Sal, ma anche i suoi compagni di lavoro e il capo Ciro, sono personalità altrettanto anomale e imprevedibili, e questo rende il racconto divertente e la messa in scena originale e convincente proprio nella sua eccentricità. Tony è un bugiardo compulsivo non tanto perché voglia ingannare il prossimo, quanto perché cerca disperatamente di inventarsi un'identità più interessante della propria e di attribuirsi un talento che teme di non possedere.
A incarnare il giovane Bourdain è uno degli attori giovani più promettenti della scena cinematografica indipendente americana, Dominic Sessa, che abbiamo visto tenere testa a Paul Giamatti in The Holdovers - Lezioni di vita ed esibirsi come mago truffatore in Now You See Me Now You Don't. Ma il vero mattatore del film è Ciro, il cuoco interpretato da Antonio Banderas con un mix di bonomia e follia che è profondamente nelle corde dell'attore spagnolo. Completano il cast Leo Woodall nei panni del vulcanico Sal, Emilia Jones in quelli di Nancy e il comico e podcaster Stavros Halkias, visto recentemente in Bugonia, nel ruolo dell'aiuto cuoco Stavros.
Tony è più un coming of age che un biopic, nel senso che non è facile, e del resto non è così importante, riconoscere nel protagonista l'Anthony Bourdain curioso e socievole (ma anche supercool) che abbiamo apprezzato attraverso le sue trasmissioni televisive (e la sua storia con Asia Argento), perché la trama funziona lo stesso, anche se illuminare la follia e la fragilità, nonché il desiderio di accettazione, del protagonista da giovane gettano una luce particolare sul suicidio del celebre cuoco, avvenuto nel 2018 a 61 anni. Johnson fa di Bourdain una sorta di Martin Eden, e del suo film un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune, nonché al bisogno di ognuno di noi di essere visto e riconosciuto nella propria irrinunciabile individualità.
Provincetown, Massachusetts. Estate del 1975. Anthony Bourdain ha diciannove anni e sogna di diventare un grande romanziere, ma quando gli viene negata una ricca borsa di studio all'università non può più continuare a sostentarsi. Deve ripiegare, così, a fare il lavapiatti al Lobster Pot, un ristorante sul litorale di Cape Cod. Quello che non può prevedere è che questa esperienza, all'apparenza così squalificante, tra amori infelici e nuove amicizie, tra ritmi infernali imposti dallo Chef e scoperte sorprendenti di cibi, tra panini all'astice (i famosi lobster rolls) e aromatiche bouillabaisse, gli consentirà di diventare da sguattero uno dei cuochi e narratori gastronomici più stimati al mondo. Attingendo alla fulminante e fortunatissima autobiografia Kitchen Confidential, Matt Johnson porta sul grande schermo gli anni della formazione del magnetico giornalista, cuoco e divulgatore gastronomico, morto suicida nel 2018 a sessantuno anni.
Se Anthony Bourdain aveva già ispirato documentari (Roadrunner: A Film About Anthony Bourdain), ora A24 produce quello che la stampa americana ha definito "un anti-biopic": una tranche de vie concentrata su un anno travagliato ma cruciale per la formazione del protagonista.
Lo conferma la Fondazione Bourdain che si è detta felice di supportare un
progetto che non è "una comune biografia, né cerca di sintetizzare una vita, ma dà
un'interpretazione di un'esistenza in cui comunque rimane qualcosa di sconosciuto".
Il libro edito nel 2000, infatti, è solo in parte lo spunto della sceneggiatura scritta dallo
stesso regista a otto mani con Matthew Miller, Todd Bartels e Lou Howe. In realtà, a parte
qualche foto e i suoi scritti, scarseggiano fonti dirette a cui attingere per informarsi sul
giovane Bourdain. Dal trailer, però, c'è da aspettarsi un romanzo di formazione sincopato
e divo-centrico, che de-idealizzerà il mondo dei fornelli, mettendo al centro preparazioni
meticolose e sfiancanti, ricette estrose per valorizzare i prodotti locali, turni massacranti,
tempi serrati, adrenalina, competitivismo e cameratismo in cucina. Non siamo lontani,
dunque, dal realismo cinico di recenti successi come Chef - La ricetta perfetta, The Menu
e, soprattutto, il seriale The Bear.
L'intento di Matt Johnson, infatti, che ha ottenuto il riconoscimento internazionale con
Nirvana the Band the Show the Movie, e l'ha confermato con il dramedy BlackBerry
(2023), è di fare luce sui primi passi di Bourdain nel mondo della cucina, forse l'unico
frangente rimasto in ombra della sua vita. Il regista si è detto attratto da rabbia, fame di
affermarsi, scarsa empatia, ecclettismo e sfrontatezza di un giovane tanto magnetico
quanto iroso e umbratile, nel momento in cui si ritrova diviso tra la vocazione letteraria e la
necessità di imparare l'arte culinaria: "Sono uno scrittore. Ma ho detto che so come si
cucina", ribadisce a denti stretti.
Annunciato ad agosto 2024 e completato poche settimane fa, il film è caricato sulle spalle
di Dominic Sessa (The Holdovers) per la prima volta nei panni di un personaggio
realmente esistito; il classe 2002 scelto dal regista perché, come Bourdain è "irrequieto e
indagatore", offre un'interpretazione camaleontica, fisica, a tratti furastica che potrebbe già
segnare la sua carriera. Antonio Banderas si ritaglia il ruolo del suo mentore: è il titolare
italo-brasiliano del ristorante Ciro & Sal's che svezza il ragazzo. Al loro fianco il roccioso
Leo Woodall, che rivelatosi nella serialità One Day e The White Lotus, continua ora a
costruirsi la sua parabola divistica al cinema come spalla di mostri sacri della recitazione:
Dustin Hoffman in Tuner - L'accordatore, Russell Crowe in Norimberga e ora il divo
spagnolo in Tony. Il trailer rivela la presenza anche di Emilia Jones (Coda - I segni del
cuore e The Running Man i suoi titoli più noti) nei panni della tenera Nancy con cui il
protagonista intrattiene una burrascosa relazione. Ma ci saranno scene anche per
Dagmara Dominczyk (Succession), Rich Sommer (Il diavolo veste Prada) e il comico
Stavros Halkias.
Anche il cast tecnico è di alto lignaggio: la fotografia è di Michael Bauman, che ha
cinematografato molti film di Paul Thomas Anderson, mentre il montaggio è affidato al fido
Curt Lobb: per Johnson aveva già "cucito" Nirvana the Band the Show e BlackBerry. Il
compositore di questi film era Jay McCarrol, confermato anche per questo progetto.
Dopo il successo di Marty Supreme, Tony - Diario di un giovane cuoco è la proposta su cui
punta I Wonder Pictures per la fine delle vacanze estive in Italia: uscirà il 26 agosto in
America, il giorno dopo da noi in una finestra - Oceania a parte - già ricca di prodotti
marcatamente autoriali: da The Dog Stars - Le stelle dopo la fine a Couture, senza
dimenticare i cannensi Sheep in the box e Sunny Dancer.
Ha diciannove anni, Tony, e vuole fare lo scrittore. Lo dice a tutti, ne è certo. Anzi: lui è uno scrittore, non ha bisogno che qualcuno lo certifichi, sta aspettando di mettere su pagina il Bildungsroman che ha in testa. Ha solo bisogno di una borsa di studio che lo porti via da casa. Dove la madre, l'unica a chiamarlo Anthony, lo mette sempre alla prova ("Lo sa che vuol dire Bildungsroman?").
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