Intervista a Paolo Borraccetti, delegato dell'Istituto europeo di Design per due nuovi Master in Cinema in partenza allo Ied.
di Pedro Armocida
La Scuola di Cinema di IED lancia, a Milano, due nuovi master dalla durata annuale, uno in Distribuzione, Comunicazione e Marketing nel Cinema con inizio a novembre 2026, e l’altro in International Co-Production and Film Financing da febbraio 2027. Il delegato dell’Istituto Europeo di Design per questi nuovi progetti è il regista e produttore Paolo Borraccetti.
Quando e come nasce l’idea dei due master?
In realtà tutto viene da lontano, dalle esperienze pregresse di OffiCine in un terreno fertile di professionisti attivi che lavorano con continuità nel cinema.
Partiamo dal Master in Distribuzione, Comunicazione e Marketing che sarà il primo a esordire.
Il programma didattico è disegnato con Piper Film, partner Ied, che immagina il percorso più adatto in questo momento storico. Il punto di partenza e anche l’obiettivo è sempre quello di formare le professionalità in uscita, figure utili nel mondo della distribuzione che sappiano gestire bene anche gli aspetti economici e giuridici con uno sguardo alle altre figure che, per esempio, lavorano con i festival.
Come si comunica oggi un film?
Grazie all’esperienza di Emanuela Semeraro di PiperFilm, riusciremo a fornire le nozioni, anche pratiche, sui diversi parametri di comunicazione rispetto ai film nella cui uscita, oggi, ti giochi tutto in tempi brevissimi. Ci sarà poi un approfondimento sulle agenzie creative che si occupano prevalentemente di cinema e di audiovisivo. Non sono tante e credo che in questo settore ci sia dello spazio. A me, come autore di cinema, vengono chieste cose diverse tra cui ovviamente intercettare il pubblico. Ma la sensazione è che ci siano cambiamenti che avvengono molto velocemente e molti sforzi sono giustamente concentrati nel catturare le generazioni più giovani.
Il Master in International Co-Production and Film Financing a chi si rivolge?
Sarà solo in lingua inglese con una possibile platea di iscritti internazionali perché l’idea è di formare professionisti che sappiano creare coproduzioni internazionali. Magari chi si iscrive avrà già qualche esperienza e sa cos’è il mondo del cinema e dell’audiovisivo ma il master affronta sia le scelte editoriali che il quadro giuridico, economico e finanziario. Perché bisogna avere competenze trasversali per lavorare nei network e nelle piattaforme. Poi c’è anche il mondo molto interessante dei sales agent.
Quali docenti avete individuato?
Per il Master in Distribuzione, Comunicazione e Marketing avremo Davide Novelli e Emanuela Semeraro di PiperFilm, Federica Diomei di Eagle Pictures, il produttore Carlo Cresto-Dina, Davide Della Casa di Screenweek, Catia Rossi e Giulia Casavecchia di PiperPlay, Luca Mosso e Dario Zonta per i festival. Per il Master in International Co-Production and Film Financing abbiamo come partner Indiana Production (Vuelta Group), Fremantle, Studio Hamburg, PiperFilm e PiperPlay, Tempesta Film, Eurimages, Fondo Audiovisivo Friuli Venezia Giulia. Ma siamo in attesa di definire la partecipazione di molti altri.
Sono previste delle agevolazioni per chi si iscrive?
Sì certo, Ied ha già in essere delle borse di studio che verranno messe a disposizione anche per i Master.
Come vedi il futuro della produzione in Italia?
Dispiace che ci sia una contrazione sulle risorse, l’audiovisivo è un patrimonio culturale del paese, c’è l’eccezione culturale in Europa. Però confrontandoci con i produttori e i professionisti, osserviamo che, la forte domanda di audiovisivo, fa sì che si cerchino altre strade all’estero. Ci sono luoghi di coproduzione ancora molto poco esplorati come l’Oriente.
I Master si svolgono a Milano, qual è la peculiarità di questa città?
A Milano non solo ci sono le sedi di alcuni broadcaster ma in particolare è una città che viene percepita come internazionale. È un luogo molto stimolante dove si può fare audiovisivo nel solco della sua tradizione legata alla tv e alla pubblicità.