| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Cosimo Messeri |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 agosto 2026
In Italia al Box Office Il Massacro ha incassato 137 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cosimo Messeri, regista in crisi per il rigetto di tre suoi progetti, decide di tornare dietro la
macchina da presa per rivisitare sia la fase critica susseguita alla mancata realizzazione
dei film, sia il suo rapporto con il mondo femminile. Va così a ricercare le donne con cui ha
avuto relazioni avendole conosciute attraverso siti di appuntamenti.
Una docufiction decisamente originale che avrebbe meritato come titolo "Il coraggio".
Messeri in una delle prime inquadrature compare nudo. Questa immagine si rivela come
decisamente significativa. Perché in questo film la sua messa a nudo, non fisica ma
intima, è totale ed è per questo che più che al massacro si dovrebbe fare riferimento al
coraggio.
Il coraggio di un uomo che utilizza il mezzo di cui conosce le potenzialità per mostrare le proprie insicurezze e fragilità, aggiungendovi lo specchio, talvolta altrettanto fragile, di coloro con cui è entrato in contatto nella vita scegliendo non la vera e propria casualità (che ci appartiene sino dalla nascita) ma quella dettata da una 'scelta' in cataloghi digitali.
Grazie a un bianco e nero molto funzionale alla narrazione, di cui mostra di saper dosare
tutte le variazioni di intensità, ci conduce, attraverso situazioni ricostruite ed altre realizzate
in presa diretta, in alcune delle varie dimensioni della sua esistenza. C'è quella dell'artista
frustrato dal rifiuto dei propri progetti che vede interrompersi il proprio percorso creativo.
C'è quella (decisamente tenera e comprensibile ancora di più da chi l'ha vissuta) della
vicinanza ad un animale a quattro zampe che va aiutato e curato. C'è quella centrale della
lucida ricerca di uno specchio in cui riflettere se stesso consentendo allo specchio stesso
una esposizione che per alcune delle interpellate va oltre una semplice testimonianza.
Ovviamente non è dato sapere a quante ore ammonti il girato rispetto a quanto ci viene
poi mostrato, ma quella a cui assistiamo è una successione di interventi di persone che
hanno accettato di restituire a Messeri il senso, talvolta anche estremamente temporaneo,
dei loro incontri con lui non limitandosi però solo a questo.
Ci raccontano infatti di sé e dei loro rapporti con il sesso; in alcuni casi libere da tabù
anche nei termini dell'esposizione verbale e in altri rivelando un carico di dolore dovuto ad
esperienze tutt'altro che positive.
Ne esce così un panorama complesso ma al contempo esposto in maniera diretta, senza
contorcimenti pseudo intellettualistici e senza dimenticare una passione, quella per la
musica, che qui viene selezionata con accuratezza, per raccontare alcune sequenze del
film di una vita di cui anche una Vespa può fare parte.
Il Cosimo protagonista assoluto del film è proprio lui, il Cosimo Messeri regista de Il massacro. Un regista che è inoltre anche musicista, un po' filosofo, e collezionista di busti di ceramica, che gli piace disporre fra le piante e i vasi del terrazzo della sua casa romana. Ciò avviene puntualmente anche per il busto di papa Francesco, cimelio appena trovato ed arrivato a sostituire quello dalle [...] Vai alla recensione »
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