| Anno | 2026 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | Francia, Spagna |
| Durata | 126 minuti |
| Al cinema | 2 sale cinematografiche |
| Regia di | Florian Zeller |
| Attori | Javier Bardem, Penélope Cruz, Stephen Graham, Paul Dano, Patrick Schwarzenegger Mark Gatiss, Eileen Atkins, Nimmi Harasgama, Jamie Bisping, Christos Lawton, Greta Bellamacina. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 settembre 2026
Un thriller psicologico che si interroga sulle sfide emotive e morali di una coppia.
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CONSIGLIATO SÌ
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Miguel è un architetto famoso che ha lasciato la Spagna per stabilirsi a Londra con la moglie Sofia, che ha trovato un impiego come editor per scrittori stranieri in una importante casa editrice (ruolo inferiore a quello che aveva a Madrid). Hanno due figlie e un rapporto che dura senza apparenti scosse da diciassette anni. A metterlo discussione intervengono due elementi: una commessa economicamente ultra vantaggiosa che proviene da un miliardario che chiede la costruzione di un bunker alle Hawaii e l'apertura non concordata, da parte di un vicino, di una finestra nel muro divisorio tra le due proprietà.
Florian Zeller ha scritto il film pensando direttamente a Javier Bardem e a Penélope Cruz, coppia iconica sullo schermo e nella vita.
Dopo avere fatto esperienza ed ottenuto successo con i propri testi teatrali trasferiti sullo schermo, questa volta Zeller ha deciso di scrivere direttamente per il cinema. Il risultato si vede (ed è notevole) a partire da un elemento che emerge con una significazione forte partendo da una decisione che ha riguardato la produzione.
L'appartamento londinese in cui abita la famiglia dell'archistar Miguel (che costituisce la location principale del film) è stato interamente ricostruito in studio. Le connessioni tra le stanze e i piani sono reali e hanno consentito ai due protagonisti la costruzione della tensione che li porterà allo scontro.
Così come in The Father la casa finiva con il divenire una espressione materiale dei mutamenti di percezione della realtà da parte del protagonista, qui diviene co-protagonista grazie anche alla scelta di una parete che ricorda il colore tanto caro ad Almodovar.
È un film di aperture e chiusure fisiche quello di Zeller. Se da un lato il nuovo vicino di casa apre, senza alcuna autorizzazione, un piccolo varco nel muro di cinta, violando così la privacy della coppia, dall'altro c'è chi progetta un futuro in cui si chiuderà in un bunker 'firmato' per sfuggire ad una catastrofe che ritiene non poi così lontana. Si tratta di varchi e di muri che trovano il loro riflesso psicologico nella dinamica di una coppia che ha una figlia adolescente chiusa nel suo bozzolo telematico e una più piccola preoccupata per la sparizione del gatto di casa.
Ciò che però è pericolosamente scomparso, anche se si finge che non sia così, è il desiderio di condivisione che un quadro sembra esprimere con efficacia e precisione mentre la proposta di progettazione del bunker porta alla luce le problematiche della coppia.
Le frustrazioni professionali di lei, il latente senso di colpa di lui per il trasferimento, emergono progressivamente mentre la tentazione di aderire, nonostante tutto, al progetto del bunker si fa strada. Zeller si consente anche una situazione che fa venire alla mente l'Haneke più duro ma sa come uscirne, offrendo anche una lettura diversa di quanto sino ad allora accaduto.
Ci sono bunker che ci costruiamo anche in spazi che non ne hanno l'aspetto e in cui le distanze possono manifestarsi assumendo aspetti che non corrispondono alla realtà più intima. Se Thomas Merton, in "La montagna dalle sette balze", affermava che nessun uomo è un'isola, Zeller non ne è poi così sicuro e vede nel nucleo centrale della tanto osannata 'unità familiare' (spesso sostenuta da chi di famiglie ne ha più di una) la creazione, sempre più diffusa, di arcipelaghi.
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