| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Sue Kim |
| Uscita | lunedì 12 ottobre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 13 ottobre 2026
Il documentario racconta la vita della superstar globale, rapper, cantante, ballerina e attrice LISA. In Italia al Box Office Always Lalisa ha incassato 114 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Always Lalisa segue Lalisa Manobal, in arte Lisa, nell'anno in cui la band femminile K-pop Blackpink mette in pausa le attività di gruppo e ognuna delle quattro idol si dedica ai progetti solisti. La cantante e rapper thailandese incide l'album Alter Ego, debutta come attrice nella serie The White Lotus e si prepara al primo grande concerto da sola al Coachella, dove due anni prima era stata headliner con Jisoo, Rosé e Jennie. Il documentario alterna confessioni, interviste, prove in studio e interventi di amici e parenti, ripercorrendo le aspirazioni artistiche sviluppate da bambina nel paese natale, la Thailandia, le audizioni in Corea del Sud e la carriera in giro per il mondo, e mostra come Lisa affronti le nuove sfide mentre scopre se stessa come persona e artista oltre le Blackpink.
Centocinque milioni di follower su Instagram, il video musicale più visto in rete in 24 ore da una solista K-pop (Lalisa), il primo brano di una solista K-pop a superare il miliardo di ascolti su Spotify (Money): sono solo alcuni dei record della Manobal.
Tutti la conoscono, ma nessuno la conosce veramente, e per questo, nell'anno che ha dedicato a se stessa e in cui si è interrogata sulla propria identità, ha chiesto alla regista Sue Kim di seguirla nella nuova avventura. La storia che raccontano insieme è quella della rapper e ballerina Lisa, cresciuta artisticamente in seno all'agenzia Yg Entertainment e alle Blackpink, che affronta per la prima volta da sola pesi e responsabilità del suo lavoro.
Presentato all'ultimo Toronto International Film Festival, Always Lalisa non è il solito documentario vetrina di un personaggio di grande richiamo pubblico. Sue Kim ha firmato lo splendido The Last of the Sea Women, sulle haenyeo (le pescatrici subacquee dell'isola di Jeju), e si è fatta le ossa sull'argomento K-pop con la docuserie K-Pop Idols. Queste due esperienze spiegano il taglio di Always Lalisa, che è allo stesso tempo un'indagine sul duro mondo della musica coreana e una narrazione intima sul personaggio. Il film mette in scena una perenne tensione tra personaggio pubblico e privato, tra il desiderio di raccontarsi e la necessità di proteggersi, tra il cimentarsi come solista e il rimanere un membro delle Blackpink, tra il vivere per i fan e il farlo per se stessa e per la famiglia.
Always Lalisa è un ritratto autorizzato: tra i produttori c'è Lloud, l'agenzia dell'artista. Per questo resta un documentario cauto, che si avvicina alla sfera privata più di quanto facciano altri ma non esplora i luoghi più "pericolosi", come la vita sentimentale, completamente omessa. La sua è una scelta oculata: un idol fidanzato, sposato o con figli ha quasi sempre la carriera rovinata, e Lisa, thailandese in un gruppo pop di un paese tradizionalmente restio ad accogliere gli stranieri, non può svelarsi troppo. Eppure Always Lalisa non appare apologetico o costruito. La Kim cattura sempre il lato più genuino, ingenuo e sognante della sua protagonista, osservata con ammirazione e meraviglia. Ne risulta un perfetto equilibrio tra operazione commerciale e racconto intimo e autentico, privo di artificiosità o forzature.
Il film è sia un'ottima introduzione al personaggio per chi non la conosce, sia un gustoso dietro le quinte per chi la segue dall'inizio: ai primi presenta la star che lotta per imporsi sul palco e in sala di registrazione, ai secondi regala stralci della sua sfera privata. Le scene con i mentori, la madre e gli amici d'infanzia mostrano una ragazza "normale", rimasta con i piedi per terra, ma è quando ammette paure e insicurezze, dovendo esibirsi da sola al Coachella o fare scelte produttive in totale autonomia, che rivela il suo lato più umano. È ciò che cerca chi va al cinema a vedere questi documentari: qualcuna che soffre e vacilla, come tutti noi ma, appena sale sul palco, diventa una supereroina grintosa e invincibile.
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