Alberi Erranti

Film 2026 | Drammatico, 180 min.

Regia di Salvatore Mereu. Un film Da vedere 2026 con Lupo Barbiero, Giulia Maenza, Romeo Alex Perrone, Edoardo Raiola, Lorenzo Richelmy. Genere Drammatico, - Italia, 2026, durata 180 minuti. Uscita cinema giovedì 29 ottobre 2026 distribuito da Viacolvento. - MYmonetro 3,19 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 24 settembre 2026

Tratto dal romanzo "Alberi erranti e naufraghi" di Alberto Capitta.

Consigliato sì!
3,19/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un denso adattamento letterario che incornicia una storia d'amore archetipica in mezzo a faide familiari.
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 9 luglio 2026
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 9 luglio 2026

Subito fuori dalla città, in una fattoria piena degli animali più disparati, vivono il piccolo Giuliano e suo padre Piero. Dopo la morte della madre Giuliano è stato cresciuto dal padre in comunione con la natura e con degli ideali che prevedono di dare rifugio e aiuto a tutte le creature. C'è però chi in loro vede una minaccia, "degli zingari che dormono con i maiali". Sono in particolare Sebastiano Nonne e suo figlio Michelangelo, nonostante l'altro figlio Emilio sia molto amico di Giuliano. Il conflitto durerà anni, fino a quando Giuliano sarà grande e suo padre scomparirà, spingendolo a mettersi alla sua ricerca. Così facendo il ragazzo incontrerà Maddalena, promessa sposa di Michelangelo.

Il cinema complesso - e mai disposto a compromessi - di Salvatore Mereu arriva a confrontarsi con il linguaggio fiabesco in questo denso adattamento letterario che incornicia una storia d'amore archetipica in mezzo a faide familiari, comunità nei boschi e un'atmosfera sospesa tra passato e presente.

Mereu è un attento interprete della parola scritta verso le immagini, e nella sua fascinazione con l'opera di Alberto Capitta (Alberi erranti e naufraghi) accetta la sfida di dover adattare una struttura favolistica che si mescola però al mondo del reale. Difficile quindi evitare del tutto gli alti e bassi a livello di tono del racconto, che pure ci sono. Il regista di Assandira e Bellas mariposas cerca di levigarli attraverso l'accumulazione, in un'opera ricolma di spunti e di idee, lunga e meditativa ma mai inerte anche nei suoi momenti più vulnerabili. Richiederà però allo spettatore la disponibilità ad accettare gli slanci più improbabili.

Perfino la Sardegna, di cui Mereu è il cantore indiscusso, si presenta stavolta diversa, come un territorio che recede di fronte alla spazialità del racconto simbolico. I luoghi si definiscono nella contrapposizione dell'uno rispetto all'altro, come la città e la fattoria, o come il mondo abitato rispetto al regno dei bambini nel bosco. In mezzo tanti pellegrinaggi, dai quali spesso scaturiscono alcuni dei momenti più toccanti del film: un'escursione verso il mare di padre e figlio che culmina in un abbraccio (che gran piacere vedere Alessandro Haber impreziosire le sfumature di questo bizzarro genitore recluso); un raro momento di libertà tra Giuliano e il suo amico di sempre Emilio, a cantare nel pozzo; la naturalezza dell'intesa tra Maddalena e le sue due sorelle che vanno e vengono, in uno degli excursus narrativi più riusciti, a testimonianza della pluralità e dell'ampio respiro che contraddistinguono questa originalissima creazione.

È anche una storia di tre famiglie che si intrecciano tra loro pur non volendo - famiglie in cui l'impronta genitoriale è fortissima ma le madri sono assenti (o minimizzate, nel clima di terrore che vige a casa Nonne), e in cui i padri sembrano più anziani di quanto dovrebbero, come a stiracchiarne l'influenza ancestrale. Tanto nella relazione familiare quanto in quella romantica, l'amore cantato da Mereu è idealizzato e cerimonioso, messi in mostra senza timore del ridicolo; con lo stesso candore arrivano però anche i gesti violenti, brutali e improvvisi, perché pur essendo una fiaba ha il sapore aspro del terreno umido.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 26 agosto 2026
Stéphanie Linda Maserin
Close-up

A differenza di Giovanni Tortorici, il secondo film italiano in Concorso a Locarno è opera di un autore, Salvatore Mereu (classe 1965), che ha già alle spalle una significativa carriera, iniziata con successo con Ballo a tre passi vincitore della "Settimana della Critica" alla Mostra di Venezia del 2003. Poi nella sua successiva filmografia, il regista sardo ha continuato a raccontare la sua isola [...] Vai alla recensione »

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venerdì 25 settembre 2026
 

Regia di Salvatore Mereu. Un film con Lupo Barbiero, Giulia Maenza, Romeo Alex Perrone, Edoardo Raiola, Lorenzo Richelmy. Da giovedì 29 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

[LINK] FESTIVAL
martedì 11 agosto 2026
Tommaso Tocci

Tratto dal romanzo "Alberi erranti e naufraghi" di Alberto Capitta. Vai all'articolo » I Vai allo Speciale Locarno »

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