| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Messico |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Gabriel Gutierrez Morales |
| Attori | Humberto Busto, Petr Filimonov, Miry Rodràguez, Jorge Dominguez Cerdà¡ Dilan Rivera. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 21 agosto 2026
A Tijuana, un giovane queer russo in fuga e un uomo gay messicano si incontrano su un'app. Dal vivo, faranno i conti con le ferite del proprio esilio.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
A Playas de Tijuana, un giovane uomo queer, fuggito dalla Russia per evitare di essere arruolato nella guerra in Ucraina a causa della propria identità, e un uomo gay di mezza età che si confronta con il machismo del Messico settentrionale si conoscono attraverso un'app di incontri gay, nascondendosi dietro identità digitali. Quando il loro rapporto esce dal mondo virtuale, entrambi devono confrontarsi con le ferite lasciate dai rispettivi esili.
Storia autobiografica in cui il regista messicano, al suo esordio nel lungometraggio di finzione, grazie al contributo di Biennale College, mette in scena la relazione di due uomini bloccati a Tijuana, città di confine non solo reale ma anche emotiva.
Gabriel Gutierrez Morales, regista e sceneggiatore disegna con garbo e con profondità le due vite parallele dei protagonisti. Con Chava, interpretato dal veterano attore messicano Humberto Busto, nella vita attivista Lgbtq+ (è sposato con un costumista), che ha scritto anche il soggetto e ha prodotto il film, che vive nella casa di proprietà di uno zia a Tijuana e che non ha mai fatto un coming out completo con la famiglia. Il suo raggio d'azione passionale è ovviamente limitato per le difficoltà ad essere accettato dalla società in cui vive ma anche per il suo rifiuto di accettarsi fisicamente così com'è, tanto che non mostra il volto nelle app di incontri.
Ma proprio grazie a una di queste app, un giorno conosce Maksim (Petr Filimonov) che è sotto la protezione di un'associazione che si occupa dei diritti di persone queer (ha lasciato San Pietroburgo per questo e per non andare a fare il soldato) e che cerca di ottenere per lui la protezione negli Stati Uniti. Tijuana dunque, che ha un muro e delle recinzioni che la dividono dalla statunitense San Diego, città di frontiera reale e simbolica, importante crocevia della migrazione di chi insegue il sogno americano, diventa lo sfondo di due solitudini che si incontrano.
La regia e la sceneggiatura accompagnano questa storia d'amore impossibile, un po' per età e un po' per la geografia, con uno stile morbido che non omette mai il lato sessualmente esplicito della vicenda ma che, via via, diventa sempre più romantico con l'utilizzo di alcune soluzioni linguistiche molto belle come le istantanee che interrompono il flusso delle immagini. Grazie anche a queste scelte, non disturba l'uso della comunicazione digitale che ha uno spazio narrativo importante, perché parte integrante della vita dei due protagonisti, con lo scambio dei messaggi i cui testi appaiono sul grande schermo.
Ma l'aspetto più bello e originale del film, risiede nella capacità della sceneggiatura di far sì che l'incontro dei due uomini li cambi radicalmente anche nell'impossibilità di fare coppia. Ognuno dei due dà qualcosa all'altro, lasciandogli un'eredità positiva, di crescita personale. Così Maksim potrà affrontare l'avventura americana consapevole che esistono persone fragili come lui e Chava troverà la forza di accettarsi così com'è. Nella speranza che la società faccia altrettanto.
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it