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Ultimo aggiornamento martedì 23 ottobre 2018
La lotta al narcotraffico fra Stati Uniti e Messico si è inasprita. Per combattere questa guerra, l'agente Matt Graver dovrà unire le forze con il misterioso Alejandro Gillick. In Italia al Box Office Soldado ha incassato 1,4 milioni di euro .
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Sempre meno redditizio, il traffico di droga viene convertito dai cartelli in traffico di essere umani. Lungo il confine messicano e in mezzo ai clandestini si insinuano terroristi islamici che minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. Un attentato-suicida in un supermercato texano provoca una reazione forte del governo americano che incarica l'agente Matt Graver di seminare illegalmente il caos ristabilendo una parvenza di giustizia. Graver fa appello ancora una volta ad Alejandro, battitore libero guidato da una vendetta che incontra vantaggiosamente le ragioni di Stato. Alejandro, che se ne infischia della legalità, rapisce la figlia di un potente barone della droga prima di diventare oggetto di una partita di caccia orchestrata dalla polizia messicana corrotta e da differenti gruppi criminali desiderosi di mettere le mani sull'infante. Diventata un rischio potenziale, bisogna liberarsene. Ma davanti a una scelta infame, Alejandro rimette in discussione tutto quello per cui si batte e tutto quello che lo consuma da anni.
Uscito nel 2015, Sicario trovava lungo una frontiera assolata e brulla gli elementi di una nuova mitologia americana-messicana. In quella striscia di confine mortale contro cui si infrangono tutte le barriere morali, Denis Villeneuve precipitava un'agente dell'FBI idealista che approcciava di sponda la violenza primitiva dei cartelli.
Tre anni dopo, congedato il personaggio di Emily Blunt e sostituita la distanza critica con la rappresentazione frontale di quella violenza, Soldado di Stefano Sollima prosegue il viaggio creando una continuità geografica con l'episodio precedente. Se Sicario si svolgeva essenzialmente in Arizona, Soldado si muove sul versante messicano della frontiera che incrocia le traiettorie fisiche e l'arco narrativo dei personaggi. Un nuovo western agito tra Nord e Sud: Matt Graver (Josh Brolin) penetra le linee di demarcazione col Messico come un proiettile micidiale, Miguel Hernandez (Elijah Rodriguez) conduce migranti clandestini oltre la frontiera messicana.
In mezzo, in questo incessante andirivieni geografico, tra la balcanizzazione dell'ordine interno e la perturbazione di tutti i valori da parte di coloro che pretendono di rappresentarli, Alejandro (Benicio Del Toro) percorre strade segrete, passaggi intimi (s)cambiando la divisa da killer con l'abito del paladino. Tutto in Soldado riposa sul movimento, un movimento che descrive una linea dritta, geometrica, quasi astratta, fatta di coreografie balistiche: imboscate sulle strade deserte del Messico, combattimenti a fuoco, esecuzioni sommarie. Il mondo che descrive il film è di una vaghezza permanente, uno spazio fluido dove il traffico di stupefacenti degenera in tratta umana e la politica estera americana verso il regolamento di conti.
In senso ostinato e contrario procede il protagonista, che non tira più su ogni cosa che si muove per vendetta personale ma è 'al servizio' dell'FBI prima e di un'adolescente impaurita dopo e nel tempo di un singolare tragitto iniziatico. Al surplus di violenza e di brutalità estrema, Sollima affianca un racconto dove l'umano e il compassionevole riprendono progressivamente il loro posto. Diversamente, Sicario faceva dei suoi pistoleri dei monoliti di cui finiva presto per disinteressarsi. Il transfert di Alejandro con la figlia del padrino, traumatizzata come la sua dalla violenza di una guerra motivata unicamente dalla propria perpetuazione, lo sguardo umido di Matt davanti agli occhi spenti della fanciullezza, aggiungono il cuore alla narrazione mantenendosi a distanza di sicurezza dal cuore. Brolin e Del Toro formano (e rinsaldano) un duo letale, un'alleanza di interessi divergenti ma uniti da un desiderio di caos inestinguibile.
A suo agio con un universo di figure maschili virili e predatori che evolvono oltre la legge (ACAB), Sollima disegna la mappa di una criminalità sotterranea e onnipotente che è dappertutto e da nessuna parte. Un avversario potente, insaziabile, elusivo. Da questa parte della frontiera interroga invece la propensione degli Stati Uniti (ma non solo) a sfruttare le proprie tragedie per attaccare il nemico di turno. La sceneggiatura, sempre di Taylor Sheridan, lavora ancora sulla permeabilità delle forze dell'ordine (e del disordine), in presa diretta con l'attualità geopolitica (lo jihadismo e le politiche occidentali di lotta contro il terrorismo).
Attratto dalla messa in scena della sua morte (I soliti sospetti, Sin City, Che - L'argentino/Guerriglia...), Benicio Del Toro riprende servizio alla frontiera e i panni di un mercenario ambiguo o forse la divisa di un soldato laconico o ancora la disposizione del torturatore persuasivo. Attore volontariamente inaudibile, la sua dizione è monotona e distaccata come venisse dall'oltretomba, Del Toro dona ancora una volta la vita a un personaggio pensando al suo cadavere. Gli occhi pesti e lo sguardo instabile inchiodano il pubblico e lo rimandano al prossimo episodio. Sullo sfondo della miseria dei migranti messicani e sul primo piano della gioventù messicana 'reclutata', Soldado chiude lasciandoci più affamati che sazi.
Dopo aver scoperto che i cartelli della droga messicani stanno aiutando i terroristi a varcare il confine con gli Stati Uniti, la CIA affida a Matt Graver l'incarico di risolvere il problema. La soluzione di Matt è di avvalersi ancora una volta dell'ex sicario dei cartelli Alejandro Gillick, per scatenare una guerra tra bande rivali del traffico di droga. Per Gillick sarà l'occasione di saldare alcuni conti in sospeso, ma in qualche modo nella vicenda finisce coinvolta anche una ragazzina, Isabela Reyes.
"È iniziato tutto con una telefonata. Avevo portato ACAB a Berlino e venni contattato da un'agenzia che mi domandò se mi interessasse essere rappresentato. Hanno iniziato a farmi leggere alcuni copioni, in alcuni casi scritti molto bene che però per una ragione o per l'altra non mi persuadevano. C'erano film molto importanti, ma mi pareva che non aggiungessero nulla a quanto era già stato fatto. Poi, a marzo del 2016, alla quarantesima sceneggiatura, mi è capitato tra le mani Sicario: Day of the Soldado e mi sono detto: questo lo faccio".
Stefano Sollima
Per il regista Stefano Sollima a fare la differenza è stata «anche un'assoluta vicinanza alle tematiche affrontate nel film, che hanno notevole continuità con i miei lavori precedenti. Al di là del racconto, potentemente cinematografico, il film mi dà l'opportunità di continuare l'esplorazione di nuovi mondi criminali, cominciata in Italia molti anni fa». Noto all'estero soprattutto per Gomorra - La serie, questa è per Sollima la prima grande occasione hollywoodiana, che gli ha permesso di baloccarsi con un budget di tutto rispetto, di collaborare con star affermatissime come Benicio Del Toro e Josh Brolin (che in questi mesi sarà protagonista anche in Avengers: Infinity War e Deadpool 2) e di scegliere il resto del cast e dei collaboratori.
Come direttore della fotografia ha per esempio voluto il sodale di Ridley Scott Dariusz Wolski, mentre alla colonna sonora sostituisce il da poco scomparso Jóhann Jóhannsson una sua connazionale islandese, Hildur Guðnadóttir, che già aveva collaborato al film precedente. Nel cast oltre a Del Toro e Brolin torna Jeffrey Donovan (protagonista in Tv di Shut Eye e Burn Notice), mentre sono volti nuovi quelli di Catherine Keener (tra le altre cose da poco vista in Scappa: Get Out), Matthew Modine (di questi tempi impegnato con Stranger Things), Christopher Heyerdal (reduce in Tv da Damnation) e la giovane Isabela Moner, fattasi conoscere con Transformers - L'ultimo cavaliere.
Confermato naturalmente dal film precedente lo sceneggiatore Taylor Sheridan, a cui il progetto di un sequel è stato proposto già nel settembre 2015, quando Sicario era appena uscito in America. Divenuto insolitamente a tempo di record una star negli Usa, Sheridan è tornato anche a cimentarsi nella regia con I segreti di Wind River e sta lavorando alla sua prima serie Tv da autore: Yellowstone con Kevin Costner. Dei protagonisti di Sicario e del suo seguito ha detto: «Matt è un tale patriota che crede il fine giustifichi pienamente i mezzi, mentre Alejandro è disinteressato a queste cose, è apolitico, per lui è una questione personale. Gettare nel terrore le persone che hanno ucciso la sua famiglia è il solo modo che ha di tenere vivo il loro nome. Così queste due persone che non hanno nulla in comune sono legate insieme e formano una strana e triste coppia, che è interessante immergere in nuovi mondi. Sono sconcertato che stiano diventando una sorta di franchise, ma finché mi lasciano scrivere le storie che voglio raccontare accetterò di continuare»
Di Sicario: Day of the Soldado Sheridan ha poi detto che è così cruento da far sembrare il precedente Sicario una commedia, e del resto anche Sollima ne rimarca la durezza: «È inusuale perché molto più vicino alle atmosfere del cinema duro degli anni 70 di quanto la recente produzione hollywodiana non si sia permessa di osare. A volte mi sono sorpreso nel vedere cosa stessimo girando. Da un'industria così attenta ai gusti medi del pubblico, non era ovvio aspettarselo».
Benicio Del Toro ha spiegato come l'assenza di Emily Blunt - il cui personaggio forniva un punto di vista esterno vicino a quello dello spettatore - sia compensata da Isabela. Del resto la scelta di non far tornare Kate è stata presa da Sheridan in fase di sceneggiatura, quando ha deciso che il suo arco narrativo si era già pienamente compiuto con il primo film. L'attore portoricano si è anche espresso sul nuovo regista, definendolo un talento pari a quello di Villeneuve e apprezzandone lo spirito collaborativo: «Stefano ci è dovuto in un certo senso venire incontro, perché io e Josh abbiamo già interpretato questi personaggi, ma credo abbia fatto un buon lavoro nel lasciarci contribuire a come loro agiscono o reagiscono in certe situazioni, è stato molto inclusivo».
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Il film è considerato un sequel di Sicario di Villeneuve, anche se è un sequel sui generis, perché può essere visto tranquillamente senza avere visto il precedente. La regia, ottima, è di Stefano Sollima che ha applicato una sua recente dichiarazione "Il cinema d'autore è un sofisticato modo di suicidio del cinema", dirigendo un film di [...] Vai alla recensione »
E' pesante l'eredita lasciata da Villeneuve dopo un action-drama indimenticabile come Sicario, e ciò poneva dei seri dubbi e interrogativi riguardo al futuro del franchise. Questo secondo capitolo penso che fosse atteso con grande trepidazione, sopratutto dal pubblico italiano, poichè la posta in gioco era molto alta e altrettanto alto e concreto era il rischio che un regista [...] Vai alla recensione »
Amante dei thriller d'azione, sono andato (ieri) a vedere il sequel di "Sicario", ovvero "Soldado" dell'italiano Sollima. Il film come atmosfera e ambientazioni non è inferiore al primo episodio, parimenti anche i dettagli sono molto curati alla maniera Hollywoodiana, anche se c'è chi coglie un tocco di "italianità" de regista (beato lui [...] Vai alla recensione »
Un bravo al nostro S.Sollima,non era facile proseguire con il primo Sicario di Villeneuve,film da oscar!Qui siamo sempre nel regno dei cartelli messicani sulla droga,ma qui si affronta il tema delle tratte umane Messico/Usa per mille dollari.Sono sempre in primo piano Alejandro il personaggio interpretato da Benicio del Toro,sempre ombroso ma molto bravo nella recitazione.
Sollima,al debutto americano,riprende storia e situazioni del precedente "Sicario".Ancora una volta si parla dei giochi sporchi del governo americano,pronto agli atti più biechi per combattere narcotrafficanti altrettanto biechi.Vengono messi in evidenza i peggiori aspetti politici,con piani fatti saltare per salvare la faccia ai piani superiori e conseguente eliminazione di chiunque [...] Vai alla recensione »
Richiamato in patria a seguito di un attentato terroristico di matrice islamica, l'agente federale Matt Graver viene incaricato di destabilizzare i cartelli messicani e boicottarne il fiorente traffico di esseri umani con il quale si alimenta la manovalanza radicalizzata in territorio americano. L'operazione passa attraverso il reclutamento di un sicario con più di un conto in sospeso con i boss del [...] Vai alla recensione »
Confine tra Messico e Stati Uniti. Migliaia di persone cercano di attraversare "la linea" clandestinamente, nella speranza di un futuro migliore. Tra di essi però si infiltrano anche dei terroristi. Alcuni di essi si fanno esplodere senza scrupoli all'interno di un piccolo supermercato. Il governo americano, preso atto dell'accaduto, risponde alla minaccia: l'agente della [...] Vai alla recensione »
È un film d’azione dove l’adrenalina scorre come il caffè nei bar la mattina, e la violenza è raccontata con gran sapienza di effetti speciali. Non mi pare un “western”, come è stato scritto, semmai un film di guerra, una guerra combattuta “senza regole d’ingaggio”, con armi leggere e armi pesanti, mezzi blindati muniti di mitragliatrici [...] Vai alla recensione »
Rabbia vecchia e motivata verso quel Paese, eppure simile nelle origini e forse anche nell'avvenire. Rancore secolare che non ha impedito ai chicanos di installarvisi a milioni mentre ora, divenuti gringos senza cuore, fanno di tutto affinchè non ve ne arrivino altrettanti. Era il caso che Sollima si addentrasse nel ginepraio di quest'amaro Tex-Mex, e proprio di questi tempi? Voglia [...] Vai alla recensione »
Sequel del ben riuscito "Sicario", risulta non molto collegato al precedente. Questo può essere considerata un'arma a doppio taglio, infatti se da un lato esso può essere tranquillamente visto a sé, chi ha ammirato il primo rimarrà un po' deluso da questa mancanza di continuità. Rispetto alla pellicola di Villeneuve, Sollima usa meno scene [...] Vai alla recensione »
Il film mantiene il livello del primo capitolo, Sicario. E' sulla stessa lunghezza d'onda, pur differenziandosi a partire dalla metà. Qui veniamo catapultati nel mondo della tratta di esseri umani sul confine USA/Messico: l'importanza dell'argomento, quindi, è chiaramente notevole. I personaggi di Del Toro e Brolin subiscono una parziale umanizzazione rispetto [...] Vai alla recensione »
Ma sono l'unico ad aver visto la mega incongruenza verso fine film ? SPOILER SPOILER SPOILER Quando Del Toro "resuscita" e magicamente trova li la macchina con i tizi morti....ma erano partiti 2 ore prime che era notte.. nel frattempo era anche sceso il ragazzino dal pickup... diventa giorno pieno....e lui la trova li dopo 2 ore !!!! senza senso .
l'ho guardato per caso, Piaciuto molto. Aspetto il seguito.
SPOILER Ho visto questo film 2 anni fa e l'ho rivisto recentemente e ricordo di aver notato subito questa incongruenza la quale mi sembra talmete palese, dato che non si trovano altre segnalazioni in rete, che credo di essere in errore io. Eppue non riesco a dargli una spiegazione. Sparano ad Alejandro che è piena notte, gli elicotteri sono a 15 minuti ma si vedono arrivare in pieno giorno [...] Vai alla recensione »
l'ho guardato per caso, Piaciuto molto. Aspetto il seguito.
l'ho guardato per caso, Piaciuto molto. Aspetto il seguito.
Seguito di " Sicario" di Villeneuve, questa volta la regia passa a Stefano Sollima che realizza un gran film, discostandosi dai dubbi esistenzial- morali del primo , ma, virando decisamente verso il western classico con un Brolin e un Del Toro, certamente tagliati con l accetta, però, inseriti in un impianto narrativo crudo che regge proprio nella rarefazione dei personaggi e [...] Vai alla recensione »
Film d'azione che parla della guerra per il controllo del narcotraffico tra usa e messico, carino
Il film è inevitabilmente meno fascinoso e perturbante di "Sicario", ma regge bene alla distanza proprio perché il regista italiano ha l’intelligenza di non confrontarsi con Villeneuve sul piano dell’ambiguità dei personaggi (o delle inquadrature) spingendo il copione di Sheridan verso la sua anima più “action”.
Andate a vedere il fim al cinema. Grazie Il box office piange. Diamo una mano al connazionale Sollima che è un ottimo regista. W sollima Il film mi è piaciuto anche se peri miei canoni ( il mio sogno è che il terzo episodio lo giri robert rodriguez) è un po lento Comungue molto meglio di quello di Villeneuve che era [...] Vai alla recensione »
grande sollima. l'italia decisamente ti sta stretta
credibilità zero per le situazioni... Il film si attorciglia su se stesso. Chissà perchè gli attori, Benicio del Toro in primis si sono prestati a questa porcheria...
la risposta è si ne vale la pena ma non aspettatevi un capolavoro di altri tempi Sono lontani ormai i tempi di film per un pugno di dollari o c'èra una volta in americaqui un anteprima https://bit.ly/2J7Rf2X il film è godibile (non voglio spoilare) complimenti a Benicio del Toro vera gemma del film ,riesce a essere sempre carismatico sia nella parte del cattivo che del buono (lui Benicio del Toro grande [...] Vai alla recensione »
Indubbiamente un film da ricordare. Il figlio (Stefano) ha imparato bene dal padre (Sergio). Questa è la dimostrazione che con i soldi, i cineasti italiani (Sergio Leone in testa) ci sono e fanno la loro bella figura. Due sole sbavature, peraltro già sottolineate. Il colpo di pistola al volto che subisce Alejandro (Benicio del Toro) che, come medico, mi ha fatto sorridere ma che ci poteva [...] Vai alla recensione »
Il rapporto tra Hollywood e i registi italiani non ha quasi mai riguardato la competenza sui generi cinematografici. Escluso Sergio Leone, che per C'era una volta in America ha però costruito una coproduzione pienamente interna alla sua poetica, non sono molti i casi di cineasti nazionali che hanno suscitato l'interesse dei produttori oltre oceano per competenze specifiche sul film di genere. Stefano Sollima si guadagna questa prima opportunità americana obbedendo con fedeltà quasi accanita ai dettami tecnico-stilistici (e ritmici) dell'action movie. Consapevole che ogni film di genere, anche quelli che non vengono impreziositi da velleità autoriali (vedi la versione super-raffinata di Suspiria da parte di Luca Guadagnino, quasi un video-artista di fronte a un film di paura), è comunque un'opera politica, segue con scrupolo la sceneggiatura di un big della scrittura come Taylor Sheridan e porta a casa il risultato.
Anzi, curiosamente è proprio lo script a fare parecchia fatica nel competere con la forza narrativa del capostipite, perdendosi confusamente nei nessi di causa ed effetto innescati dal rapimento della giovane figlia del boss. Perché invece, per quanto riguarda Sollima, il comparto regia e messa in scena funziona che è una meraviglia, seguendo principalmente due strade: la precisione degli scontri a fuoco (l'azione) e la concatenazione delle vicende (narratività).
Potendo contare su un montaggio particolarmente efficace, Sollima sembra in Soldado aver rinunciato anche alle già poche divagazioni che si concedeva in Italia, sia nei lungometraggi sia nelle serie televisive. Alcune soluzioni - dalle riprese aeree agli scontri a fuoco vissuti dall'interno dell'abitacolo - sono pensate per ripercorrere la lezione stilistica di Denis Villeneuve e di Sicario, ma anche questa umiltà nell'emulazione di un collega non sembra scuotere Sollima, o metterlo in imbarazzo, o distrarlo dal suo compito.
Non sorprende che gli americani abbiano pensato a Stefano Sollima perla regia del seguito di Sicario, efficace ed elegante film d'azione di Dennis Villeneuve che poteva contare sulla sceneggiatura di Taylor Sheridan. L'autore del copione ha poi scritto altri due film ("tal or high water e I segreti di Wind River) a comporre una ideale "trilogia della frontiera", dirigendo l'ultimo.
Tutto comincia con un'esplosione sul confine tra Messico e Stati uniti: un uomo prega e si fa saltare in aria in mezzo alla terra di nessuno dove ogni notte si apre la caccia dei poliziotti americani contro i migranti che cercano di entrare, quel traffico di esseri umani divenuto per le mafie più proficuo della droga. Qualche giorno dopo accade in un supermercato dell'Arizona: morti, feriti, panico. [...] Vai alla recensione »
Non c'è solo Luca Guadagnino a difendere la destrezza tecnica dei registi italiani nel mondo. "Destrezza tecnica", perché "Chiamami con il tuo nome" e ancora più "Suspiria" (nelle sale a gennaio) hanno scene e scelte di regia a tratti strepitose, molto più interessanti delle trame rispettive, e pure dell'horror. Ovvio che Matteo Garrone sta in una categoria diversa: oltre alla destrezza in "Dogman" [...] Vai alla recensione »
Nel seguito di Sicario ritroviamo alcuni dei protagonisti del primo film: l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin), specialista nel fare il gioco sporco per il governo senza lasciare traccia, e Alejandro (Benicio Del Toro), il misterioso killer di cui non conosciamo il cognome. Con l'intenzione di far scoppiare una guerra tra i ca-telli della droga messicani Graver e Alejandro devono rapire la figlia [...] Vai alla recensione »
La guerra al narcotraffico, ormai, non conosce più regole. Al confine fra Messico e Stati Uniti si gioca una partita a scacchi inasprita. I cartelli della droga, infatti, hanno deciso di infiltrare, sul territorio americano, dei terroristi rei poi di attentati sanguinari. La CIA deve rispondere e per fronteggiare i narcos ecco che l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin) deve fare ricorso all'implacabile [...] Vai alla recensione »
Gioco pesante e mano dura in un sequel che fa storia a sé. Tre anni orsono «Sicario» impose i nomi del regista Denis Villeneuve e lo sceneggiatore Taylor Sheridan nel cerchio magico dei nuovi maestri di Hollywood: considerato uno dei migliori film d'azione degli ultimi anni, riusciva in effetti a sbalordire il sempre più ostico pubblico odierno grazie al ritmo indiavolato, le interpretazioni esemplari [...] Vai alla recensione »
Quattro bombe umane esplodono in un mall di Kansas City. L'ultima pare avere un attimo di esitazione davanti a una madre con la figlia stretta al corpo. Poi lo scoppio. 15 morti di cui due bambini. È un attacco sul suolo americano. «Vi manderemo qualcosa di terrificante», comunica agli assalitori il segretario alla Difesa Usa interpretato da un gelido Matthew Modine.
Fra Sicario di Denis Villeneuve e il sequel Soldado affidato alla regia del nostro Stefano Sollima passano tre anni e l'insediamento di Trump alla Casa Bianca. Il che forse spiega la sparizione dalla storia dell'agente federale Emily Blunt, che di Sicario rappresentava lo sguardo morale. Qua, nel contesto di una lotta al narcotraffico dove le ragioni del Male e del Bene si confondono pericolosamente, [...] Vai alla recensione »
Una volta eravamo i più bravi nel cinema di genere, poi la tradizione sembrava essersi interrotta, ma qualcosa era rimasto nel Dna della nostra industria audiovisiva per riemergere con successo nelle serie televisive. "Romanzo criminale e "Gomorra" sono le più note ed entrambe portano la firma di Stefano Sollima. Non meraviglia pertanto che il 53enne regista romano sia stato notato e ingaggiato da [...] Vai alla recensione »
Approdo americano per Stefano Sollima, figlio d'arte (Sergio), campione di genere (Suburra, Gomorra La serie) e successore di Denis Villeneuve nell'intesa trilogia di Sicario. Rispetto a Sicario (2015) del regista canadese, in Soldado cambia quasi tutto: direttore della fotografia (Dariusz Wolski), montatore (Matthew Newman) e pure il focus, che non è più la droga, ma il traffico di esseri umani tra [...] Vai alla recensione »
Messico di sangue sul confine americano, dove il presi-dente Donald Trump, come un oligarca bolscevico, sostiene un muro di altolà e di feroce contenimento quale monumento all'eterna separazione tra i dannati e gli eroi. Un luogo di tragica dissipazione morale che esplode sia nei romanzi di Don Winslow ("Il potere del cane" e "Il cartello"), dentro la lotta intossicata di corruzione tra il narcotraffico [...] Vai alla recensione »