Puoi baciare lo sposo

Film 2018 | Commedia +13 90 min.

Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diAlessandro Genovesi
AttoriDiego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Dino Abbrescia Diana Del Bufalo, Beatrice Arnera, Rosaria D'Urso, Antonio Catania, Vito Facciolla.
Uscitagiovedì 1 marzo 2018
DistribuzioneMedusa
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,61 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alessandro Genovesi. Un film con Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, Dino Abbrescia. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2018, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 1 marzo 2018 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,61 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Antonio ha finalmente trovato l'amore della sua vita, Paolo, con il quale convive felicemente a Berlino. Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. In Italia al Box Office Puoi baciare lo sposo ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,2 milioni di euro e 952 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,61/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO NÌ
Commedia sentimentale che vorrebbe mettere in luce le ipocrisie del presente italiano, ma riduce il conflitto a un braccio di ferro coniugale.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 febbraio 2018
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 febbraio 2018

Antonio vive a Berlino dove condivide un appartamento con Benedetta, una ragazza ricca e svampita, e con Paolo, il ragazzo di cui si è innamorato a prima vista. Quando Antonio chiede a Paolo di sposarlo, lui pone una condizione: quella di essere presentato ai futuri suoceri in Italia. Antonio esita perché non ha mai rivelato la sua omosessualità a padre e madre, ma infine cede, e parte per Civita di Bagnoregio, il paesino dove è cresciuto e di cui suo padre è sindaco. A lui, oltre a Paolo, si aggregano Benedetta e Donato, un nuovo inquilino cinquantenne che è stato lasciato dalla moglie per via della sua preferenza per gli abiti da donna (da indossare personalmente, si intende). Peccato che Roberto, il padre di Antonio, nonostante le posizioni politiche "liberal" sia decisamente contrario a celebrare un matrimonio gay che vede coprotagonista il figlio. Sua moglie Anna, invece, si dichiarerà a favore e intraprenderà una campagna contro il marito "omofobo".

Alessandro Genovesi, insieme al cosceneggiatore Giovanni Bognetti, costruisce una commedia sentimentale che vorrebbe mettere in luce le ipocrisie italiane di fronte alla legge sulle unioni civili, ma narra invece una guerra di intolleranza: quella che Anna conduce contro il marito colpevole essenzialmente di non essere d'accordo con lei.

"La gente pensa che io sia cattivo perché non sono felice di questo matrimonio", si lamenta Roberto, e ha ragione: nessuno si sforza di capire il suo disagio, che non sarà nobile ma è umanamente comprensibile. Il copione inoltre dipinge Anna come la madre "reggitora" che "non può che generare" un figlio gay in adorante sottomissione alla figura materna.
È un peccato, perché la storia inizia bene, con una dichiarazione d'amore in voce fuori campo di Antonio a Paolo, con la recitazione non macchiettistica di Cristiano Caccamo nei panni di Antonio e di Salvatore Esposito in quelli di Paolo, e con lo spassoso arrivo di Donato (Dino Abbrescia), l'elemento comico più evidente di una vicenda che intende mescolare leggerezza e pathos. Ma le incoerenze cominciano da subito: quando ad esempio Paolo, che aveva insistito per essere presentato ai genitori di Antonio, rivela di non parlare da anni con la propria madre perché lei ha rifiutato il suo coming out.

I problemi, oltre che con i personaggi di Anna e Roberto, aumentano con l'improbabile ex fidanzata stalker di Antonio, Camilla, cui il ragazzo continua a minacciare (sacrosante) denunce alla polizia ma di cui invece accetta i ricatti e gli appostamenti. Quel che è più grave è che questa storia, che vorrebbe raccontare il presente, si colloca al di fuori del tempo e della realtà: e non solo perché tutto è edulcorato e reso inoffensivo, ma anche perché non si affrontano mai davvero le contraddizioni ideologiche di un Paese apparentemente progressista e invece profondamente retrivo, riducendo il conflitto ad un braccio di ferro coniugale. Del resto che Puoi baciare lo sposo non sapesse bene dove andare a parare lo rivela un finale in salsa musical che, in questo contesto, si può tradurre con l'espressione molto italiana "a tarallucci e vino".
Infine i personaggi femminili sono davvero discutibili: l'ereditiera idiota (credibilmente recitata da Diana del Bufalo, su cui il regista rivela di aver "calibrato il personaggio"), la moglie arpia e madre castrante, l'ex fidanzata egocentrica che non si rassegna al rifiuto. Se i personaggi maschili sono sostanzialmente positivi - la coppia gay, il frate "postmoderno", il padre retrogrado ma amorevole e disposto a cambiare - quelli femminili sono ancorati ai peggiori stereotipi e non mostrano alcuna complessità umana, pur tenendo conto che questa è una commedia e non un trattato di psicologia.

Sei d'accordo con Paola Casella?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 2 marzo 2018
AliSubi85

Strano vedere il cattivissimo Genny Savastano in queste vesti. Bravo e bravi tutti!

venerdì 2 marzo 2018
MauriTaz

Finalmente una commedia solare e scanzonata….e ci sta pure Enzo Miccio!!!!

venerdì 2 marzo 2018
MariBi

Esilarante il pranzo di famiglia in cui i ragazzi fanno outing. La risata di Abatantuono è contagiosa

venerdì 2 marzo 2018
PippoPalomba

Divertente quasi quanto i veri pranzi di famiglia

venerdì 2 marzo 2018
giusen

Un argomento quanto mai delicato trattato sempre col sorriso. Bel film, che tutti dovrebbero vedere per sorridere riflettendo.

sabato 7 aprile 2018
marsmeraldo

Semplice, leggero e diretto, umanamente comprensibile da tutti i punti di vista.... In un contesto fantastico (Civita di Bagnoregio) la storia di un amore che ancora oggi, nonostante tutto, trova difficoltà ad essere vissuta e considerata "giusta". Riflessioni con  il sorriso.  Bravi

giovedì 8 marzo 2018
donnapa

Divertente, delicato, attori molto bravi. Diego Abatantuono e Monica Guerritore mi sono piaciuti tanto, il grande Antonio Catania (il mio preferito) potrebbe fare qualsiasi personaggio,entrerebbe sempre nella parte, in modo eccellente. Diana Del Bufalo, voce meravigliosa, come attrice vorrei vederla in qualche ruolo dove interpreta un personaggio meno svampito in modo da apprezzarne le capacità [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 marzo 2018
Marica Noemi

Il classico film che vorrebbe essere divertente e trasmettere una morale, ma non riesce a fare nessuna delle due cose.

martedì 20 marzo 2018
Elaisa

Dopo aver sbadigliato, a tratti destata da Dino Abbrescia e a volte da Abatantuono, per il resto lo stesso trovato veramente pietoso. Un’interpretazione così finta priva di pathos, una qualsiasi emozione o di qualunque messaggio morale,tale che avrei preferito vedere una puntata reale del programma kitsch di E. Miccio, non ho mai visto,ma che credo sarebbe stata molto più divertente [...] Vai alla recensione »

Frasi
Io sono fidanzato! Sono gay!
Una frase di (Cristiano Caccamo)
dal film Puoi baciare lo sposo - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 2 marzo 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

A&G, premiata ditta Abatantuono/Genovesi specialista in commedie degli equivoci di famiglia a tema sociologico romantico manzoniano: quel matrimonio non s'ha da fare, quella coppia non s'ha da divorziare. L'attualità chiama l'unione civile gay. L'irsuto sindaco progressista (Abatantuono non debordante), ma omofobo, nello sperduto borgo-Italia risponde a figlio e compagno (Esposito/Caccamo) «State scherzando [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 marzo 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ancora la Puglia, ancora due giovani gay decisi a sposarsi, ma terrorizzati dalle reazi-ni del parentado. Per il resto poco a che spartire con Mine vaganti di Ozpetek. Qui il tono è molto più leggero, anche se fortunatamente privo di volgarità. Da Berlino, l'aspirante attore Antonio porta il collega innamorato Paolo a Civita di Bagnoregio, dove papà è il sindaco Roberto, progressista solo a parole. [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
giovedì 22 febbraio 2018
 

Diversity, l'associazione presieduta da Francesca Vecchioni che si impegna a valorizzare l'inclusione facendo cultura contro pregiudizi e discriminazioni e il Lovers Film Festival - Torino LGBTQI Visions, diretto da Irene Dionisio e presieduto da Giovanni [...]

POSTER
martedì 30 gennaio 2018
 

Antonio ha finalmente trovato l'amore della sua vita, Paolo, con il quale convive felicemente a Berlino. Nell'entusiasmo di una tenera dichiarazione d'amore, Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie.

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