Benicio Del ToroPaura e delirio per un attore trasformistaNome: Benicio Monserrate Rafael Del Toro Sanchez43 anni, 19 Febbraio 1967 (Acquario), San German (Portorico - USA) |
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![]() È preferibile morire in piedi che vivere inginocchiato…
dal film Che - L'argentino (2008)
Benicio Del Toro è Ernesto Che Guevara
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Il volto ombroso e misterioso del portoricano Benicio Del Toro si è imposto lentamente all'attenzione del pubblico ma, dopo alcune brillanti interpretazioni di personaggi sempre sul filo tra criminalità e onestà, è ora uno degli attori più quotati al mondo.
Piccoli ruoli per cominciare
Figlio di avvocati, orfano di madre all'età di nove anni, si trasferisce giovanissimo con la famiglia in Pennsylvania, dove vive in una fattoria. Studia economia alla University of California a San Diego, ma frequenta anche un corso di recitazione, che presto diventa la sua materia preferita. Appare in numerose produzioni studentesche, una delle quali lo porta al Festival di Arti Drammatiche al Lafayette Theatre di New York, dove si trasferisce per continuare a dedicarsi alla recitazione. Si iscrive alla Square Acting School, vince una borsa di studio per lo Stella Adler Conservatory e poi si trasferisce a Los Angeles per studiare all'Actor's Circle Theatre grazie al quale ottiene i primi ruoli in serie televisive. Dopo la prima fugace apparizione televisiva in un episodio di Miami Vice, entra a far parte del favoloso mondo cinematografico di Pee Wee, il bambinesco protagonista de La mia vita picchiatella (1988) di Randal Kleiser, dopodichè lo troviamo in 007 Vendetta privata (1989) di John Glen. Nel 1991 è nel cast dell'esordio alla regia di Sean Penn Lupo solitario, dopodiché si dedica a toni più leggeri con una piccola parte nell'avventuroso Milionario per caso e interpretando un ragazzo di Miami nella commedia a sfondo erotico Uova d'oro dello spagnolo Bigas Luna. Con questi piccoli ruoli marginali il portoricano dalla recitazione sorniona comincia a farsi notare veramente: lo vediamo nell'intenso Fearless – Senza paura (1993) di Peter Weir, e soprattutto, nei panni di un inesperto poliziotto, è il co-protagonista del noir China Moon – Luna di sangue (1994), seguito dal cult in patria ma semisconosciuto in Italia Il prezzo di Hollywood (1994). L'anno dopo ottiene un altro ruolo di rilievo: è uno dei cinque criminali de I soliti sospetti (1995) di Bryan Singer, ottima prova d'attore che gli apre definitivamente la strada verso il successo mondiale.
Il delirante viaggio cinematografico con Johnny Depp
Dopo il piccolo film Joyride (1996), vince l'Indipendent Spirit Award con il ruolo di Benny Dalmau nel film biografico Basquiat (1996) di Julian Schnabel. Il 1996 si rivela un anno ricco di soddisfazioni professionali: è nel drammatico The Fan – Il mito, nella tragedia morale di Abel Ferrara Fratelli e si mette dietro la macchina da presa per girare un cortometraggio intitolato Submission, dove si intravede l'italiana Valeria Golino, con la quale ha avuto un'intensa ma breve storia d'amore (è noto come Benicio sia un collezionista di donne, da Charlize Theron a Scarlett Johansson). Nel 1997 accompagna Alicia Silverstone in un viaggio cadenzato da toni comici (a volte involontari!) in Una ragazza sfrenata ma il viaggio più delirante è senza dubbio quello di Paura e delirio a Las Vegas (1998) di Terry Gilliam, dove, in coppia con un eccentrico Johnny Depp, riesce a creare uno dei personaggi più strampalati della storia del cinema; nel lungo percorso verso la capitale del divertimento e del gioco, lo vediamo ballare, fumare e fare uso di tutte le droghe possibili e immaginabili.
Un criminale che di notte si trasforma in lupo
Ottimo interprete della malavita, abile nell'usare pistole da puntare al criminale di turno, lo troviamo in Snatch – Lo strappo (2000) di Guy Ritchie in una parte che sembra costruita apposta per lui ma è con Traffic (2000) di Soderbergh che riesce finalmente a sbancare al botteghino con un film di qualità e con un ruolo che lo consacra ad attore di fama internazionale (oltre ad ottenere un meritato Oscar come attore non protagonista). Sempre sulla scia del personaggio del "criminale", lo vediamo ne Le vie della violenza e lo ritroviamo a lavorare con Sean Penn ne La promessa, ottimo film antihollywoodiano sulla storia di un detective (Jack Nicholson) messo in crisi dal suo stesso mestiere. È nel corale 21 grammi (2003), incarna la pazzia di un soldato tornato a casa che non riesce a smettere di uccidere in The Hunted – La preda (2003), è nel fumettistico Sin City (2005) e nel 2007 lo troviamo in toni più intimistici nel drammatico Noi due sconosciuti della danese Susanne Bier. Nel 2008 si trasforma nel Che Guevara diretto dall'amico Soderbergh nel lungo percorso coraggioso del mito argentino; interpretazione che gli vale il premio come miglior attore al festival di Cannes. Ma le maschere da indossare sono ancora tante e Benicio è pronto a farsi truccare talmente tanto da diventare un licantropo: nel 2009 lo vediamo infatti nel remake The Wolf Man diretto da Joe Johnston.
Festival di Cannes 2008
Premio Oscar 2003
Festival di Berlino 2001
Golden Globes 2001
Premio Oscar 2000
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Wolfman
continua»
Genere Horror, - USA, Gran Bretagna 2010. Uscita 19/02/2010. |
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L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, è interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui è interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di sé. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.
Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era più importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalità paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincerà ma il mio Talbot andrà molto vicino al trionfo.
Valeria Golino, Claire Forlani, Sara Foster, Alicia Silverstone, Chiara Mastroianni, Charlize Theron, Heather Graham e Scarlett Johansson. Sono alcuni dei flirt, veri e presunti, che, negli ultimi 20 anni, sono stati accreditati all'attore Benicio Del Toro. L'attore portoricano, però, non pensa solo al gentil sesso. Sempre nello stesso arco di tempo è stato Fred Fenster, Benny Dalmau,
Óscar Zeta Acosta, Javier Rodriguez, Jack Jordan, Jerry Sunborne, alcuni dei personaggi più intensi scritti per il grande schermo negli ultimi anni. I soliti sospetti, Basquiat, Paura e delirio a Las Vegas, Traffic, 21 Grammi e il prossimo Noi due sconosciuti sono le tappe della bella carriera di Del Toro che, con questa carrellata di pezzi epici, ha dimostrato di essere non solo uno sciupafemmine ma soprattutto un volto ed una espressività eccelsa. Oggi, mentre lo incontriamo nelle sale con l'ultimo lavoro della regista danese Susanne Bier, si attende con ansia l'ultimo nome di questa importante carrellata, un volto che arriva direttamente dall'iconografia ufficiale dei miti del XX secolo: quell'Ernesto Che Guevara che gli è valso il premio come miglior interprete all'ultimo Festival di Cannes.
Nelle prossime settimane sono molti i film che usciranno nelle sale e altrettante le tematiche che affrontano: dall'aldilà al matrimonio, dalla malattia al denaro i film di metà febbraio accontenteranno un pubblico variegato.
Arriva nelle nostre sale il terzo lungometraggio dell'austriaca Jessica Hausner, Lourdes, presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Il film offre una profonda riflessione sul dolore e lo fa facendoci compiere insieme a Christine (Sylvie Testud) il viaggio verso il leggendario luogo di guarigione che dà il titolo al film. A Lourdes la protagonista, malata di sclerosi multipla e costretta su una sedia a rotelle, scoprirà di riuscire di nuovo a camminare, ma dovrà confrontarsi con l'amaro dubbio di un'illusione di miglioramento e con l'ambiguità del miracolo.
Anche il regista premio Oscar Peter Jackson affronta il tema dell'aldilà nell'omonimo film tratto dal bestseller di Alice Sebold, Amabili resti. La giovane star irlandese Saoirse Ronan è Susie Salmon, quattordicenne appassionata di fotografia che viene brutalmente assassinata dal suo vicino di casa Harvey (interpretato da Stanley Tucci); l'adolescente si viene quindi a trovare in una sorta di limbo tra terra e cielo dal quale osserva e commenta la vita della sua famiglia e dei suoi amici che prosegue senza di lei. Per rendere in immagini il mondo intermedio in cui si trova la protagonista, Jackson si è affidato alla Weta Digital, la celebre compagnia di effetti speciali digitali fondata in Nuova Zelanda nel 1993. Il regista della trilogia de Il Signore degli Anelli si è interessato al progetto di
Cambiando decisamente genere, tra i prossimi film che ci attendono nelle sale, troviamo Promettilo, la nuova commedia del brillante regista di Underground, Emir Kusturica. Il film, presentato in concorso a Cannes nel 2007, ci catapulta in Serbia, dove il giovane Tsane vive con suo nonno e la sua mucca. Qui il nonno in fin di vita chiederà al nipote di onorare tre promesse; Tsane vende la mucca al mercato e coi soldi ricavati compra un'icona religiosa e qualcosa per sé; le cose si complicheranno quando si troverà a onorare la terza promessa: trovare una ragazza che voglia diventare sua moglie e portarla al capezzale del nonno prima della sua morte.
Sarà difficile che il 2010 riesca a replicare l'annata 2009, colma di buon cinema per tutti i tipi di palati, eppure qualche indizio già lo possiamo avere. I film targati 2010 (sarà un altro paio di maniche vedere se ce la faranno ad essere pronti per l'anno e se la distribuzione italiana vorrà metterli nelle nostre sale nei prossimi 365 giorni) sono infatti già molti e promettenti. Si passa dai graditi ritorni di nuovi e vecchi maestri (Clint Eastwood ha pronto il suo dazio annuale e a lui si affiancheranno i vari Scorsese, Gondry, Peter Jackson, Ridley Scott...) al sempre più fiorente ed interessante settore dell'animazione (oltre alla Pixar e alla Dreamworks ci saranno altri studi concorrenti che tenteranno di sbancare), dai classici blockbuster all'americana (vedremo The expendables, l'atteso mashup di action heroes messo insieme da Sylvester Stallone ma anche Tra le nuvole, Zombieland e Avatar) ai più attesi film italiani (Verdone, Muccino, Virzì, Soldini e Nanni Moretti) senza tralasciare la lunga scia di remake e reboot cui Hollywood ci ha abituato nell'ultimo decennio (sarà l'anno di Harry Potter ma anche Narnia, Twilight, Iron Man 2 e un nuovo Ghostbusters).
Tutto questo considerando che a tenere banco, si spera sempre, saranno le imponderabili piccole grandi scoperte, i nuovi talenti o i graditi ritorni, insomma i film che nessuno attende ma che sapranno sorprenderci.
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