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I soliti sospetti
Un film di Bryan Singer.
Con Stephen Baldwin, Kevin Spacey, Chazz Palminteri, Gabriel Byrne, Benicio Del Toro.
continua»
Titolo originale The Usual Suspects.
Giallo,
durata 105 min.
- USA 1995.
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Riuniti in un commissariato per un'identificazione, cinque malfattori si mettono d'accordo per un colpo grosso. Riuscita l'impresa continuano, ma si accorgono di essere manipolati a distanza da Kayser Söze, potente genio del crimine che nessuno ha mai visto. Con inganni a ripetizione – voce narrante fuori campo, flashback, perfino immagini menzognere – si arriva al finale. Scioglimento dell'enigma con due colpi di scena. Thriller di azione violenta che sembra talvolta in bilico tra la parodia e il fantastico. Recitazione di squadra con K. Spacey claudicante – che prese l'Oscar come miglior attore non protagonista con Christopher McQuarrie per la sceneggiatura – sopra tutti. |
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premi nomination |
Premio Oscar 2 0 |
Golden Globes 0 1 |
Un gran film per un grande spacey
domenica 25 marzo 2007
di Noodles87
Un film che esalta il genio artistico di Kevin Spacey, nelle vesti di uno ingenuo zoppo, prima, e poi rivelatosi genio del male.Attori bravissimi al servizio di una storia che non smette mai di catturare l'attenzione fino al magistrale colpo di scena finale. Una pietra miliare del genere. Voto:8,5 continua » |
Fantastico
domenica 12 agosto 2007
di giulio
Sicuramente uno dei più bei film gialli che io abbia mai visto. Ritmo, sorprese, ottima recitazione, si resta incollati al tv sino alla fine. Grandissimo! continua » |
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Una intellighenzia criminale, kaiser soze
mercoledì 13 agosto 2008
di Kobayashi
Questo film è difficilissimo da sintetizzare. La trama è complessa, ma avvincente. E' l'esordio alla regia di Brian Singer, se non erro, ed è a tutti gli effetti un prodotto low-cost, ma con una riuscita spettacolare e un cast eccezionale. In testa Kevin Spacey nel ruolo di Verbal Kint (Kaiser Soze), senza dimenticare Chazz Palminteri (Il Mafioso di "Bronx" di De Niro), Gabriel Byrne, Benicio del Toro e via di scorrendo. Inutile dire, visto che mi firmo "Kobayashi su tutto mymovies, che questo è continua » |
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| Verbal Kint (Kevin Spacey) | |
| Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che lui non esiste. | |
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| Verbal Kint (Kevin Spacey) | |
| Io non credo in Dio… Però mi fa paura… | |
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| Kujan (Chazz Palminteri) | |
| Io credo in Dio... e l'unica cosa di cui ho paura è Keyser Soze. | |
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Altre frasi celebri del film I soliti sospetti
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DVD | I soliti sospettiUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 7 giugno 2001
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SOUNDTRACK | I soliti sospettiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 28 ottobre 2005
A partire da venerdì 28 ottobre 2005 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film I soliti sospetti del regista. Bryan Singer Distribuita da Milan Records. |
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di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
All’inizio sembra il “solito” film giallo. Cinque delinquenti dimezza tacca sono convocati con altri pregiudicati per un confronto in un commissariato: si cercano i responsabili del furto di un camion. I soliti sospetti comincia come un qualsiasi film di genere, con poliziotti un po’ troppo rudi e “soliti sospetti” che sfoderano la loro faccia più innocente. In molti si sono fatti ingannare. Quando uscì nel 1995, anche in Italia alcuni parlarono di intrigo “confuso”, storia “sconclusionata”. Non erano preparati a cercare tra le pieghe di un racconto che è solo apparentemente complicato e che invece pian piano cambia pelle e da “semplice” giallo diventa un’acuta e inquietante riflessione sulla presenza del Male nella nostra società. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Comincia alla grande I soliti sospetti di Bryan Singer: quello che state per vedere è successo "ieri sera" a San Pedro in California, ci avverte una didascalia. Una collocazione temporale che subito ci spiazza, ci porta fuori dal cinema, nella cronaca nera. Come se stessimo leggendo un giornale, "vediamo" mentalmente l'accaduto, ricostruendolo sulla base delle informazioni più o meno complete scritte da altri. E che cosa è successo ieri sera? Un uomo, di cui non scorgiamo il volto, ne fa fuori un altro, su una nave che presto è preda delle fiamme appiccate dallo stesso killer. » |
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Horror puzzle con 5 gangsters
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Dopo "Le jene" di Tarantino, "The usual suspects" di Bryan Singer, astro ventisettenne del cinema nero americano, lanciato dal Sundance Festival di Redford e ora rimbalzato sugli spalti snobistici della Croisette. Perché quest’opera seconda è un poliziesco con venature horror e la partecipazione del diabolico Keyser Sose, l’unto del Diavolo. Violento ma non sanguinolento, Singer dimostra d’essere un abile architetto di impalcature cinematografiche. L’equilibrio tra passato e presente sta nell’interrogatorio del grande poliziotto Chazz Palminteri (la guardia del corpo di Woody Allen) che scoppia alla fine col botto della sorpresa, mentre montaggio e musica fanno spettacolo a sé stante e non a caso sono opera dello stesso John Ottman; e i dialoghi di Chris McQuarrie evidenziano l’esistenzialismo un po’ grossolano del gangster. » |
Trappola mortale sul molo
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Si esce dal cinema interrogandosi. Perché il tale personaggio ha fatto la tal cosa? E quell’altro che cosa c’entrava? E il poliziotto era in buonafede o no? Ci sono film che suscitano appassionate discussioni. E ci sono altri film come I soliti sospetti, che produ~no vane contestazioni e interrogativi senza risposta. I cineasti hanno~tbha~ndonato da un pezzo le regole auree della detective story, che erano quelle di sciorinare nel più sapiente disordine possibile, ma sempre con estrema lealtà e correttezza, tutti i pezzi del mosaico, lasciando allo spettatore i divertimento di nicomporli in un quadro coerente. » |
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