Viale del tramonto

Film 1950 | Drammatico +16 110 min.

Titolo originaleSunset Boulevard
Anno1950
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata110 minuti
Regia diBilly Wilder
AttoriWilliam Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred Clark, Buster Keaton Cecil B. De Mille, Lloyd Gough, Jack Webb, Franklyn Farnum, Larry J. Blake, Charles Dayton, Hedda Hopper, Anna Q. Nilsson, H.B. Warner.
TagDa vedere 1950
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,88 su 46 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Billy Wilder. Un film Da vedere 1950 con William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred Clark, Buster Keaton. Cast completo Titolo originale: Sunset Boulevard. Genere Drammatico - USA, 1950, durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,88 su 46 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una ex diva del cinema vive rinchiusa in casa sperando in un ingaggio fortunato. Nella sua dimora finisce uno sceneggiatore a caccia di denaro. Il film ha ottenuto 11 candidature e vinto 3 Premi Oscar, ha vinto 2 Nastri d'Argento,

Viale del tramonto è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
4,88/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,32
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una diva in cerca di riflettori.

Joe Gillis (Holden), sceneggiatore di Hollywood, è in un momento di difficoltà professionale. Per sfuggire agli esattori (non sta pagando le rate della macchina) capita in una vecchia casa che sembra abbandonata, ma non lo è. L'abita Norma Desmond (Swanson), vecchia gloria del muto. Joe accetta di rivedere un terribile copione che la diva sta scrivendo, sognando un clamoroso ritorno sul set. L'atmosfera della casa è nera, buia, quasi mortale. La diva proietta continuamente suoi vecchi film, gli ospiti sono mummie sopravissute (c'è Buster Keaton fra i frequentatori). Figura rilevante è il domestico von Mayerling (Stroheim) che, si verrà a sapere, è anche stato il primo marito di Norma. La donna finisce per innamorarsi del giovane, a sua volta innamorato di una sua collega coetanea (Olson). Gillis per un po' accetta la situazione del mantenuto, poi cede. Ma Norma, ormai impazzita, gli spara mentre sta andandosene. L'uomo cade nella piscina, simbolo delle cose che aveva tanto desiderato. Storia solo cinematografica, dovuta a sceneggiatori puri come Charles Brackett e D. M. Marshan e allo stesso Wilder (premi Oscar). La vicenda viene raccontata da Gillis che è già morto, in terza persona. La sceneggiatura prevedeva che il personaggio, portato all'obitorio, addirittura dialogasse con gli altri morti. La voce narrante, accompagnata dalla musica di Franz Waxman (premio Oscar) che anticipa nei toni tutta la tragedia che avverrà, attraversa il film rilanciando l'efficacia del racconto. Tutto quanto è nello specifico cinematografico: i discorsi di sceneggiature, la vita degli studi, persino il mitico cancello d'ingresso della Paramount. La Desmond vive la tragica nostalgia del cinema muto: "Noi eravamo grandi, è il cinema che è diventato piccolo", e De Mille interpreta se stesso con tanto di stivaletti e piglio autoritario: sta girando Sansone e Dalila quando la vecchia diva gli piomba sul set. Una menzione per William Holden, trentaduenne, che finalmente si affermò come meritava, e che sostituì all'ultimo momento il complicato Montgomery Clift, intimorito dal ruolo. Il tutto fotografato con un bianco e nero pericoloso che sottende un'angoscia continua. Questo film non è un noir, non è drammatico tradizionale, non è fantasy, è semplicemente Viale del tramonto.

Giovanna Grassi
giovedì 12 febbraio 2004

Mentre il suo cadavere galleggia nella piscina di una villa, la voce fuori campo dello sceneggiatore Joe Gillis (interpretato da William Holden) ripercorre la storia della sua relazione con Norma Desmond (interpretata di Gloria Swanson), anziana "stella" del cinema muto che vive isolata insieme al maggiordomo, immersa nel culto del passato e nella vana attesa di un ritorno sul set. Joe è in crisi d'ispirazione e, conosciuta la donna, viene convinto a scrivere una sceneggiatura per lei, anche se nessuno, ormai, intende veramente darle credito nell'ambiente cinematografico. I tempi del muto sono ormai passati, e così anche la sua speranza è in realtà vana. La donna finisce per innamorarsi del giovane, che affascinato dalla sua ricchezza, ne diventa il mantenuto e l'amante. Nel momento in cui inizia a frequentare la giovane Betty, di cui si innamora, la gelosia inizia a rodere la Desmond; la convivenza va allo sfascio quando Joe, costretto a lasciare Betty, decide di andarsene dalla lussuosa dimora. La decisione manda l'attrice su tutte le furie; quest'ultima impugna la pistola, insegue il convivente e gli spara. Alle cinque del mattino la polizia recupererà il corpo dell'uomo e a Norma, ormai in preda alla pazzia, non rimarrà che scendere le scale convinta di esser tornata una celebrità, per l'ultima passerella, prima dell'arresto. Viale del tramonto è una storia a metà tra il thriller, il noir e il melodramma. Innovativo e rischioso nel descrivere l'inferno patinato di Hollywood, è un sarcastico e cinico ritratto del mondo degli attori che vivono melanconicamente fuori della ribalta. Indovinatissima la scelta della Swanson, che con questa superba interpretazione ritrovò un rinnovato successo. Inizialmente erano state scelte attrici all'epoca dimenticate, come Mary Pickford, Pola Negri e Mae West. Il maggiordomo è interpretato dall'ex marito della Swanson, l'attore e regista Erich von Stroheim, che aveva davvero diretto la Swanson nel film che lei fa proiettare nella sua villa (Queen Kelly, del 1928); Cecil B. De Mille (un altro regista che diresse la Swanson) è ripreso sul set del film Samson and Delilah (Sansone e Dalila, 1949); la giornalista scandalistica è la terribile Hedda Hopper; negli incontri tra relitti cinematografici nella casa della star si riconosce Buster Keaton. La parte di Joe Gillis era stata scritta per Montgomery Clift, che però non voleva passare per un gerontofilo (anche se nella realtà lo era). Dopo le reazioni ilari del pubblico, Wilder eliminò la sequenza iniziale nella quale Gillis parlava con altri ospiti dell'obitorio. Il film ebbe 9 nomination e vinse due Oscar: per la sceneggiatura (Wilder, Charles Brackett, D. M. Marshman jr) e per la colonna sonora (Franz Waxman).

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Recensione di Stefano Lo Verme

Joe Gillis, un giovane sceneggiatore di Hollywood disoccupato e nei guai, si ritrova per caso nella villa di Norma Desmond, ex diva del muto ormai dimenticata che vive in un volontario isolamento insieme al fedele maggiordomo Max von Mayerling, immersa nel culto di se stessa. Oppresso dai debiti, Joe si fa assumere da Norma per scriverle un copione, ma presto finirà per restare prigioniero della follia della donna.
Considerato un capolavoro assoluto della cinematografia mondiale ed uno dei massimi esempi del genere noir, Viale del tramonto è di sicuro il film più famoso, oltre che il più crudele, sul lato oscuro di Hollywood e sulle sue illusioni. Scritto (in collaborazione con Charles Brackett e D.M. Marshman Jr) e diretto nel 1950 dal grande regista Billy Wilder (il quale nel 1978 ne girerà un ideale sequel, Fedora), e pensato inizialmente come una commedia, Viale del tramonto scandalizzò ed entusiasmò il pubblico internazionale e si guadagnò fin da subito un posto unico nella storia del cinema, aggiudicandosi tre premi Oscar (miglior sceneggiatura, scenografia e musiche) e quattro Golden Globe.
Miscelando abilmente i toni del dramma e del grottesco, del noir e dell'horror, Billy Wilder disegna un cupo e allucinante ritratto del mondo di Hollywood e delle spietate regole del successo, creando una sinistra atmosfera di decadenza e necrofilia intorno ai suoi personaggi, perfettamente rappresentata nell'immagine della lugubre villa gotica di Norma Desmond e in alcune scene da antologia, quali le esequie della scimmia e la partita a carte tra vecchie glorie del muto (tra cui Buster Keaton). La spiazzante originalità e la feroce ironia di Wilder si percepiscono già dal memorabile incipit della pellicola, quando la voce fuori campo di Joe Gillis si rivolge agli spettatori mentre il suo corpo senza vita viene ripescato dalla piscina di una villa del Sunset Boulevard, inaugurando così uno dei topoi del cinema americano, quello del "morto che parla" (un espediente recuperato cinquant'anni dopo da American beauty). A questo punto il protagonista comincia a raccontare dall'aldilà, in un lungo flashback, la sua stessa storia: quella di uno scrittore squattrinato, braccato dai creditori, che accetta di lavorare per una matura diva del passato fino a diventare il suo mantenuto (una caustica parabola sui compromessi ai quali la natura umana è disposta a cedere).
Alla magistrale regia di Wilder si accompagnano una sceneggiatura a dir poco superba ed un'eccezionale squadra di attori, con un brillante William Holden nella parte di Joe Gillis ed una straordinaria interpretazione di Gloria Swanson, premiata con il Golden Globe e candidata all'Oscar per il mitico ruolo di Norma Desmond, continuamente sospeso tra ossessione e pazzia. Tra gli elementi che hanno contribuito al carattere leggendario della pellicola c'è anche l'ambigua alternanza tra realtà e finzione: la Swanson era davvero una celebre attrice del cinema muto ritiratasi dalle scene dopo l'avvento del sonoro, ed Erich von Stroheim (il maggiordomo Max von Mayerling) era stato uno dei registi che l'avevano diretta; durante una scena viene proiettato uno spezzone di Queen Kelly, kolossal di Stroheim interpretato proprio dalla Swanson, mentre il regista Cecil B. De Mille e la cronista Hedda Hopper compaiono in un breve cameo nel ruolo di se stessi. Indimenticabile il finale del film, con Norma che scende maestosamente le scale della sua villa illuminata dai riflettori della polizia ("Eccomi, De Mille, sono pronta per il mio primo piano!"), mentre la magnifica colonna sonora di Franz Waxman aumenta di volume ed il volto delirante della Swanson si dissolve sui titoli di coda.

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VIALE DEL TRAMONTO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 febbraio 2010
Julien Sorel

Il cinema che racconta il cinema, più precisamente il cinema che racconta una storia tra le sue tante storie assurdamente immaginabili. Romantica, angosciante, comica e melodrammatica, nessuna pellicola come questa risulta così sapientemente sfaccettata e varia, un dramma raccontato elegantemente che mostra lati oscuri di ambienti e uomini, rappresentazione di quella che è stata una rivoluzione mal [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 dicembre 2013
Matteo bettini corinaldo

Un film unico,leggenda allo stato puro per diversi motivi.Grazie alla sagacia di Wilder,geniale creatore di cinema,mise a nudo diversi aspetti della mecca del cinema dell'epoca,che crearono non pochi malumori nei boss delle Majors di allora.benché l'interprete a cui era destinata la parte da protagonista-Monty Clift-la rifiutò,irruppe William Holden,che fu bravissimo.

lunedì 3 maggio 2010
il cinefilo

VIALE DEL TRAMONTO di Billy Wilder è una delle commedie più nere,tragiche e inquietanti che ci si possa immaginare...il film racconta di uno sceneggiatore squattrinato(William Holden) che si ritrova ad essere scrittore,amante e infine vittima di una diva del cinema di nome Norma Desmond(una grande Gloria Swanson)ormai dimenticata dall'pubblico e abbandonata da Hollywood e quindi sull'"viale del tramonto". [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 agosto 2010
annalinagrasso

Il dramma delle attrici del cinema muto degli anni ’20.. “Viale del tramonto” è uno dei pochi film che riesce a condensare perfettamente tanti elementi e stili insieme, dal melodramma al noir, dalla commedia drammatica a quella brillante,dal tragico all’horror; un genere inclassificabile dal punto di vista della narrativa che mischia humor, romanticismo e psicanalisi, facendone un’opera potente,avvincente [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 ottobre 2017
Parsifal

IL grande e poliedrico Billy Wilder diede vita, nel 1950, a quest'opera che può essere , a tutti gli effetti, considerata come uno dei film hollywodiani più rappresentativi del cinema americano del dopoguerra. Un vero e proprio oggetto di culto, che sfida il passare del tempo, che tra l'altro è una delle tematiche fondanti della sceneggiatura.

lunedì 14 maggio 2012
ultimoboyscout

Il film inizia da dove finisce, chiude perfettamente un cerchio col cadavere del protagonista che galleggia in piscina con tre proiettili conficcati in corpo. Di Joe Gillis, il protagonista, è anche la voce narrante fuori campo, che ripercorre la storia avuta con Norma Desmond, vecchia diva di un cinema ormai superato, che vive da reclusa nella sua villa con maggiordomo nella vana attesa [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 febbraio 2011
irontato

I grandi classici non muoiono mai.Suggestive atmosfere ed attori in stato di grazia,perfetta la Swanson nel ruolo di Norma e il maggiordomo Max non meno folle della sua padrona.

martedì 12 luglio 2016
ilsettimosamurai

Ci sono film in cui tutte le cose vanno per il verso giusto e ogni verso alla fine si combina assieme e crea una straordinaria e naturale poesia, uno sfaccettato e multisemico mosaico. Non è che Wilder non l'abbia cercato, ma alcune cose, oramai, vanno al di là del semplice cinema, si caricano di significati oltre, sono entrate nel mito. Succede con tutte le grandi opere d'arte che a quel punto diventeranno [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 gennaio 2015
Domenico Maria

(Segue)In questa sorta di confronto, anche spietato, tra generazioni, la "giovane coppia" Holden/Ohlson, e tutta la giovane e brulicante folla di comparsine, ci raccontano di una altra Hollywood. Fa ancora effetto vedere come una giovane donna di 22 anni, come si dice nel "Don Giovanni" mozartiano "pare un libro stampato"; conosce tutte le trame, tutti gli sviluppi delle storie e delle sceneggiature [...] Vai alla recensione »

mercoledì 31 dicembre 2014
Domenico Maria

Il riversamento in Blu ray di questa pellicola, ancorché tristemente evirato di ogni Extra(fateci caso, i Blu ray di recente uscita Paramount, come "I Dieci Comandamenti", come "Sansone E Dalila", ancorché di splendida rimasterizzazione, ora che sono distribuiti da Universal, almeno in Italia, vengono sistematicamente massacrati quanto a extra, mentre ci dobbiamo, ad esempio, sorbire, il minutaggio [...] Vai alla recensione »

martedì 18 novembre 2014
Great Steven

VIALE DEL TRAMONTO (USA, 1950) diretto da BILLY WILDER. Interpretato da GLORIA SWANSON – WILLIAM HOLDEN – ERIC VON STROHEIM – FRED CLARK – NANCY OLSON – BUSTER KEATON – CECIL B. DE MILLE § Joe Gillis, un giovane e disoccupato sceneggiatore di Hollywood, è in un momento di difficoltà professionale.

martedì 16 luglio 2013
emmylemmon XD

Un corpo galleggia privo di vita in una piscina. Si sente una voce: è quella di Joe Gillis (Willima Holden), sceneggiatore  fallito, che comincia a raccontare gli strani fatti della sua drammatica fine. Sei mesi prima, mentre si trovava a fuggire dagli emissari di una società finanziaria, si era imbattuto nella vita di una diva del cinema muto decaduta, Norma Desmond (Gloria [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 maggio 2011
mondolariano

Più unico che raro. Il cinema che racconta il cinema, il cinema che condanna il cinema. Più unico che raro perché appartiene all’epoca d’oro di Hollywood, quando la sacralità di questa Mecca universale sembrava indiscutibile. Che poi un grande regista (De Mille) appaia personalmente come attore nel film di un altro regista, è cosa ancor più rara. La trama, a mio parere, non brilla per profondità di [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 marzo 2011
Luca Scialo

Joe Gillis è uno sceneggiatore fallito e al verde. Finisce per caso in una villa sfarzosa e al contempo misteriosa. Scopre che a viverci è una strana donna con il suo maggiordomo. La donna gli propone di correggergli una sceneggiatura, sebbene lo tenga sotto controllo e non accetti le sue correzioni. Anzi, la donna vuole ingaggiarlo a tempo pieno, convincendolo a restare lì per [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 settembre 2011
Paolo Bisi

Joe Gillis, squattrinato e disoccupato sceneggiatore di Hollywood, accetta di vivere sotto la protezione di Norma Desmond, grande star del cinema muto, ormai triste e irrecuperabile prigioniera del suo passato. All'inizio sembra una buona soluzione, ma col passare del tempo Joe capirà che non avrà più via di scampo. Film unico, capace di contenere più generi in [...] Vai alla recensione »

domenica 29 agosto 2010
ambrogino

capolavoro

lunedì 19 ottobre 2009
Tony71

Ottimo noir sul cinema e sul mondo di Hollywood. Struggente, drammatico, memorabile. Bellissima la sceneggiatura e l'interpretazione dei protagonisti. Una pietra miliare nella storia del cinema

domenica 12 febbraio 2012
katamovies

Proprio Billy Wilder, regista di tanti capolavori "brillanti" dell'età d'oro del cinema americano, dirige questo capolavoro sull'anima nera di Hollywood. Il film è grandissimo, monumentale, pervaso da una cupezza soffocante. All'occhio dello spettatore contemporaneo appare un film d'altri tempi: la recitazione degli attori e dei doppiatori, gli arredi, la colonna sonora, i dialoghi.

venerdì 5 agosto 2016
street_spirit

Il miglior film di uno dei migliori registi

lunedì 24 novembre 2014
Cagney Il Fiorellino

Forse soltanto Rear Window d iHitchcoock è una metafora dello stesso cinema altrettanto valida ma a differenzas di quest'ultimo Sunset Boulevard non solo metaforizza lo stesso cinema ma lo immette in una realtà storica facendola diventare magnificamente decadente e maestoso . Non vi è l'occhio vigile del maestro hitchcoock ma vi è semplicemente una rappresentazione [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 novembre 2014
Cagney Il Fiorellino

Forse soltanto Rear Window d iHitchcoock è una metafora dello stesso cinema altrettanto valida ma a differenzas di quest'ultimo Sunset Boulevard non solo metaforizza lo stesso cinema ma lo immette in una realtà storica facendola diventare magnificamente decadente e maestoso . Non vi è l'occhio vigile del maestro hitchcoock ma vi è semplicemente una rappresentazione [...] Vai alla recensione »

domenica 12 febbraio 2012
katamovies

Proprio Billy Wilder, regista di tanti capolavori "brillanti" dell'età d'oro del cinema americano, dirige questo capolavoro sull'anima nera di Hollywood. Il film è grandissimo, monumentale, pervaso da una cupezza soffocante. All'occhio dello spettatore contemporaneo appare un film d'altri tempi: la recitazione degli attori e dei doppiatori, gli arredi, la colonna sonora, i dialoghi.

Frasi
Le stelle non si lasciano mai, è per questo che sono stelle.
Una frase di Norma Desmond (Gloria Swanson)
dal film Viale del tramonto
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Un film che vuole dallo spettatore una non stanca attenzione, un po' di gusto, e sopratutto una vissuta esperienza, se non altro di costume. L'ha ideato e diretto Billy Wilder, l'autore de La fiamma del peccato, e di Giorni perduti, che ora, con Sunset Boulevard, firma il suo film più importante; un'opera ricca di una sua matura, complessa «civiltà» cinematografica.

Gian Piero dell'Acqua

Una ex-diva del muto che vive in una sontuosa villa sul Sunset Boulevard di Hollywood, ossessionata dalla idea di tornare sugli schermi, assume un giovane giornalista-sceneggiatore e lo mantiene perché egli riscriva uno scenario di cui è autrice, e che il regista De Mille le ha respinto. Il giornalista sta al giuoco e diviene l’amante della diva: ma infine, stanco, vuole lasciarla.

winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
1950
winner
miglior colonna sonora per film dram.co
Premio Oscar
1950
winner
miglior scenogr. per film in bianco e nero
Premio Oscar
1950
winner
miglior attrice straniera
Nastri d'Argento
1951
winner
miglior regia film straniero
Nastri d'Argento
1951
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