| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Ronan Day-Lewis |
| Attori | Daniel Day-Lewis, Sean Bean, Samantha Morton, Samuel Bottomley, Safia Oakley-Green Adam Fogerty, Paul Butterworth, JP Conway, Richard Graham, Sid Akbar Ali. |
| Uscita | giovedì 6 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,10 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 31 ottobre 2025
I legami familiari tra padri, figli e fratelli vengono esplorati mentre relazioni complesse si dispiegano attraverso viaggi personali e conflitti generazionali. In Italia al Box Office Anemone ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 86,4 mila euro e 56 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sheffield, Inghilterra. Jem vive con la compagna Nessa e con il figlio di lei, l'adolescente Brian. Da qualche tempo il ragazzo è confuso e arrabbiato e ha quasi massacrato di botte un coetaneo. Per questo Jem parte in sella alla sua moto e s'immerge nella boscaglia. Con sé ha solo una parola d'ordine, delle coordinate geografiche e l'obiettivo di riportare a casa suo fratello Ray, che si è auto esiliato da anni dalla famiglia e dalla società, perché Brian adesso ha bisogno di lui.
Una storia di padri e di figli, in tutti i sensi. Ronan Day-Lewis, al suo debutto nel lungometraggio, l'ha scritta insieme a suo padre, Daniel Day-Lewis, il quale ha accettato di tornare sul set, dopo sette anni di distanza e l'annuncio di un possibile addio definitivo alle scene, per interpretare Ray Stoker, co-protagonista ma in realtà interprete assoluto di questo dramma ambizioso e plumbeo, che torna su un capitolo nero della storia del Regno Unito.
Una storia di padri e di figli, di scomode eredità, di segreti e silenzi che hanno scavato nella psiche e inciso dei traumi.
Ci vuole quasi un'ora di film perché le relazioni tra i personaggi acquistino un senso: un tempo volutamente dilatato, ma non sempre sufficientemente sostenuto da un'idea di ritmo, fosse anche la giusta lentezza. Invece Anemone (titolo che ha anch'esso a che fare con una sorta di maledizione che passa di padre in figlio e con il gusto eccessivo del film per il simbolismo) sceglie di interrompere solo saltuariamente il trascinato passo del racconto con alcune sequenze iper frammentate e iper sonorizzate, che s'ispirano all'estetica dei videoclip musicali e rievocano i dipinti punk romantici della produzione pittorica del regista, ma è una scelta che prende definitivamente corpo solo nella seconda e più visionaria parte del film, lasciando la prima più ostica e sguarnita.
Difficilmente un attore meno straordinario di Daniel Day-Lewis avrebbe potuto mantenere la barra e risultare sempre e comunque emotivamente a fuoco in questo contesto senza appigli, in cui la narrazione si fa strada poco alla volta, con la stessa fatica con cui si parla di un dolore. Sono proprio i monologhi dell'attore a mandare avanti il racconto e la sua interpretazione a dare profondità alla ferita del personaggio, mentre Sean Bean, che interpreta il fratello Jem, gli offre la sua spalla solida e per lo più silente.
Il personaggio di Ray Stoker porta anche inevitabilmente con sé un ricordo del Gerry Conlon di Nel nome del padre, e di nuovo, a distanza di anni, temi quali la religione, la giustizia (e il suo contrario) e l'orgoglio si mescolano con la questione nord-irlandese e prendono fuoco. Eppure superare il passato è possibile, sembra dire Anemone, la catarsi può aver luogo, se violenta come una grandinata e mistica come una visione sovrannaturale.
Un film ricco di pathos dove giganteggia Daniel Day-Lewis. Buona la fotografia e la colonna sonora, Purtroppo i fatti scatenanti la fuga dalla società del protagonista sono solo narrati e questo appesantisce la visione. Comunque si può dire buona la prima di questo giovanissimo regista. Resta una stagione cinematografica nella media un po' scadente, dove le sceneggiature non rischiano [...] Vai alla recensione »
L'anemone nel linguaggio dei fiori simboleggia la speranza, l'amore fragile o abbandonato. In greco significa "vento", in ricordo della Ninfa Anemone che venne trasformata in fiore dalla dea Flora per gelosia, legandola per sempre al dominio incontrollabile dei venti. Nell'opera prima del pittore Ronan Day-Lewis, il fiore anemone compare come una sorta di madeleine che lega i fratelli Ray e Jem Stoker [...] Vai alla recensione »