Cetto c'è, senzadubbiamente

Film 2019 | Commedia +13 93 min.

Regia di Giulio Manfredonia. Un film con Antonio Albanese, Nicola Rignanese, Caterina Shulha, Gianfelice Imparato, Davide Giordano. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2019, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2019 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 517 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,53 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese. Cetto c'è, senzadubbiamente è 1° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 257.317,00 e registrato 39.920 presenze.

Consigliato nì!
2,53/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Cetto la Qualunque torna al cinema ma idee e sketch si confermano più adatte al cabaret televisivo.
Recensione di Paola Casella
martedì 19 novembre 2019
Recensione di Paola Casella
martedì 19 novembre 2019

Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi felicemente in Germania, dove ha avviato una catena di ristoranti e pizzerie e ha trovato una bella moglie tedesca che gli ha dato una figlia. Ma quando la zia che l'ha cresciuto, sorella di sua madre, lo chiama al capezzale Cetto torna in Calabria, precisamente a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo. La zia ha un segreto da rivelargli: Cetto non è, come aveva sempre creduto, figlio di un venditore ambulante di candeggina, ma l'erede naturale del principe Luigi Buffo di Calabria. Dunque decide di trattenersi al Sud e godere dei privilegi del ruolo di sovrano "assolutista", con il sostegno di un aristocratico gattopardiano. Ma non "tutto tutto" è rose e fiori, e anche il rapporto di Cetto con moglie e figlio verranno messi in gioco.

Antonio Albanese porta per la terza volta sul grande schermo uno dei suoi personaggi più riusciti, e completa la trilogia scritta insieme a Piero Guerrera e diretta da Giulio Manfredonia che vede Cetto la Qualunque protagonista.

Ma ancora una volta la maschera dell'imprenditore ossessionato dal "pilu" si rivela più adatta alla televisione (o meglio, al cabaret televisivo) che al cinema.

L'idea di partenza è molto attuale, ovvero raccontare il bisogno tutto italiano di un uomo forte al comando, in particolare in un'Italia degradata e fragile: il primo contrasto è fra Cetto e Melo, che interpreta il suo ruolo istituzionale come una corsa al bike sharing, le piste ciclabili e i divieti di caccia. "Fra poco metteranno al bando il peperoncino", sospira Cetto, che procede a dichiarare che "gli italiani si bevono qualsiasi minchiata: e io sono la minchiata giusta al momento giusto".

Questa sarebbe una premessa comica formidabile nel momento attuale, dotata di quel retrogusto amaro cha fa grande la commedia all'italiana. Ma come spesso accade nel cinema italiano contemporaneo è lo svolgimento a fare acqua, creando una trama assai meno divertente del proprio potenziale.

La tendenza italica a farsi gregge e a trasformarsi da cittadini a sudditi (o da deputati a vassalli) non trova infatti nella costruzione narrativa, nei dialoghi, negli scambi di battute il ritmo, l'energia comica e soprattutto la sostanza morale necessari per sostenere un'ora e mezza di visione, e il risultato è una parabola qualunquista che non morde e nemmeno fugge. Neppure i riferimenti a certi politici che piacciono alla gente perché "semplici, determinati, immorali e volgari" bastano a sollevare Cetto c'è dalla medietà cinematografica.

Solo il talento naturale di Albanese e la sua precisione nella commedia fisica salvano l'episodio (si spera) finale di questa trilogia: la sua gestualità, i modi di dire, l'attenzione a certi dettagli ci ricordano quei suoi sketch perfetti nella loro brevità, come istantanee precisamente a fuoco. Sulla lunghezza filmica invece il suo personaggio perde smalto, slancio ed efficacia.

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Il 3° capitolo della saga dedicata a Cetto La Qualunque.
Overview di Giorgio Crico
martedì 15 ottobre 2019

Terzo capitolo della trilogia dedicata a uno dei personaggi più celebri di Antonio Albanese, Cetto c'è, senzadubbiamente è diretto da Giulio Manfredonia come i suoi due predecessori, Qualunquemente e Tutto tutto niente niente, usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2012. Albanese torna ancora una volta nei panni di Cetto La Qualunque, protagonista simbolo dei politici ciarlatani, ignoranti e corrotti, per raccontare la scoperta delle sue vere, nobili, origini in quanto figlio naturale di un principe. La rivelazione scuote profondamente il mondo di Cetto, che metabolizza la novità reagendo di conseguenza: niente più politica tradizionale, ora il nostro decide di proporsi direttamente come re e adotta un tenore di vita da monarca con conseguente sfilza di gaffe, grezzate e gag.

«Io e Piero Guerrera volevamo che Cetto tornasse solo con una grande idea, sono passati sette anni e ci è venuta».
Antonio Albanese

Albanese torna a vestire i panni di Cetto La Qualuque al cinema a otto anni di distanza dalla prima volta, quando Qualunquemente ottenne un ottimo successo al botteghino. Il film successivo, uscito l'anno dopo, nonostante sia stato realizzato sulla scia del consenso con cui era stato salutato il precedente, era solo parzialmente un seguito diretto. Infatti, Cetto si divideva la scena con altri due personaggi provenienti dal repertorio del comico lecchese, Frengo Stoppato e Rodolfo Favaretto, e non si può dire che fosse il protagonista principale.

Cetto c'è, senzadubbiamente vede invece il ritorno del solo La Qualunque al centro della scena in tutta la sua cialtronesca spavalderia. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo e non solo, con cui ha scritto i primi due film.

Il personaggio dell'imprenditore e politicante calabrese nasce nel 2003 con lo show Rai "Non c'è problema" ma è grazie a "Mai dire" della Gialappa's Band che è diventato trasversalmente. Il comico e i suoi collaboratori hanno pensato per anni di provare a trasporre Cetto su grande schermo ma è solo nel 2011, a quasi dieci anni di distanza dalla sua prima apparizione in TV, che la macchietta ce l'ha fatta ed è diventata protagonista di un film tutto suo. Oggi, nonostante gli oltre quindici anni di vita, il personaggio è più attuale che mai ed è nuovamente pronto a riprendersi il centro del palcoscenico.

Oltre alla presenza di Antonio Albanese, ritroviamo anche Lorenza Indovina, già interprete della moglie di Cetto, Carmen, nei primi due film. Sono invece novità le presenze di Paola Lavini, Caterina Shulha, Maria Rosaria Russo, Manfredi Saavedra, Cesare Capitani e Guido Roncalli.

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Frasi
La democrazia non può garantire più niente... Un re sì!
Cetto La Qualunque (Antonio Albanese)
dal film Cetto c'è, senzadubbiamente - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 30 novembre 2019
Gianni Canova
Elle

Non era sparito, era solo emigrato. In Germania. Da sette anni Cetto La Qualunque vive li. Non si occupa più di politica. Gestisce una catena di pizzerie e pensa che la mafia sia un brand italiano di altissima qualità. Panzuto, pacchiano, parrucca bionda e giacca color vinaccia su camicia gialla, il mitico personaggio di Antonio Albanese questa volta ha una compagna teutonica, una figlioletta frignona [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cetto, terzamente... ma "lo pilu" e " 'nto c...", la cricca mafiosa da osteria e i paradossi pop della volgarità parola/corpo nel Belpaese di governi allo sbando, be' tutto gira un po' a vuoto, nonostante la simpatia per Antonio e gli ottimi tempi comici, sprecati. Erede di un principe, guida il ritorno alla monarchia: «Questa è la minchiata giusta al momento giusto».

giovedì 21 novembre 2019
Gianvito Di Muro
Sentieri Selvaggi

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra (Qualunquemente), nonché dopo la fuga nel finale di Tutto tutto niente niente, di Cetto La Qualunque si sono perse le tracce. Adesso vive in Germania, ha messo da parte ogni ambizione politica e gestisce una catena di ristoranti e pizzerie, ha inoltre una bella compagna tedesca, una figlia e due suoceri neonazisti che lo guardano con la "simpatia" [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

«La minchiata giusta al momento giusto». Ita dixit Cetto Laqualunque a proposito di monarchia e teorema «senzadubbiamente» valido pure al cinema. A qualcuno fischieranno le orecchie quando manda «in 'tu culu» la repubblica e affida il ruolo da complottista a un sosia di Monti. Cetto non regna e c'è poco da ridere nel film e nella metafora. Il pagliaccio burattinaio a 5 stelle c'è senzadubbiamente, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

«Gli italiani sono un gregge che segue un cane e io abbaio benissimo». Pare Mussolini («La massa non è altro che un gregge di pecore... ») ma invece è Cetto La Qualunque, omofobo, maschilista e furfante che incassò 20 milioni di euro al cinema nel 2011 (fine era Berlusconi), 10 milioni nel 2012 col secondo episodio (governo Monti) e ora ci riprova volendo essere Re.

giovedì 21 novembre 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Cetto La Qualunque, due e un terzo. Arrivato sul grande schermo dopo una lunga carriera televisiva iniziata nel 2004 ma esplosa con la Gialappa's Band, il personaggio più popolare di Antonio Albanese è diventato protagonista di due film interi (Qualunquemente e questo), più un episodio di Tutto tutto niente niente. Cetto c'è, senzadubbiamente somiglia alla seconda avventura di Garfield? quella in cui [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2019
Manuela Caserta
L'Espresso

Senzadubbiamente Cetto C'è, alias Antonio Albanese, è l'unico comico italiano che tramanda e conserva, proprio come farebbe la monarchia, il calabrese nelle sue forme più pure e originali, quasi sconosciute pure agli stessi calabresi nati all'inizio del secolo scorso. Cetto C'è Senzadubbiamente, torna sul grande schermo con la regia di Giulio Manfredonia, dopo più di cinque anni, stavolta aspirando [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2019
Marina Sanna
La Rivista del Cinematografo

Avevamo lasciato il Paese a rischio di legalità, con l'incertezza sull'esito delle elezioni, una telefonata per trasformare le schede bianche in quelle del partito giusto: il Pilu. Parola di Cetto (Antonio Albanese) e non uno Qualunque, allora calabrese latitante in Sudamerica per vari reati e richiamato in patria per difendere la sua Calabria dalla giustizia.

martedì 19 novembre 2019
Alberto Rivaroli
Tv Sorrisi e Canzoni

Guarda chi si rivede. Cetto La Qualunque, re dei buzzurri e dei truffatori, creato e interpretato da Antonio Albanese, torna sul grande schermo a otto anni di distanza dall'esordio ("Qualunquemente"). Lo ritroviamo di ritorno dalla Germania (dove ha lanciato una catena di ristoranti e pizzerie) diretto nell'amata Calabria, al capezzale della zia che lo ha cresciuto.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 22 novembre 2019
A cura della redazione

Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi in Germania. Ma quando la zia che l'ha cresciuto lo chiama al capezzale, torna a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo.

BOX OFFICE
venerdì 22 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Podio tutto nuovo, grazie alle new entry uscite in sala ieri: il miglior incasso di giornata è stato, prevedibilmente, Cetto c'è, senzadubbiamente, che ottiene 257mila euro dalle quasi 40mila presenze del day one, che fanno ben sperare per il weekend. [...]

POSTER
giovedì 17 ottobre 2019
 

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra di Cetto la Qualunque si erano perse le tracce. Scopriamo che vive in Germania e, messa da parte ogni ambizione politica, Cetto la Qualunque oggi per i tedeschi è soltanto un irresistibile e [...]

OVERVIEW
martedì 15 ottobre 2019
Giorgio Crico

Il ritorno del personaggio creato da Albanese. Dal 21 novembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 8 ottobre 2019
 

Regia di Giulio Manfredonia. Un film con Antonio Albanese, Paola Lavini, Caterina Shulha, Lorenza Indovina. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 3 aprile 2019
 

La Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli, la Fandango di Domenico Procacci e Vision Distribution hanno avviato la preparazione di Cetto c'è, il grande ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio [...]

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