Cetto c'è, senzadubbiamente

Film 2019 | Commedia +13 93 min.

Anno2019
GenereCommedia
ProduzioneItalia
Durata93 minuti
Al cinema189 sale cinematografiche
Regia diGiulio Manfredonia
AttoriAntonio Albanese, Nicola Rignanese, Caterina Shulha, Gianfelice Imparato, Davide Giordano Lorenza Indovina.
Uscitagiovedì 21 novembre 2019
DistribuzioneVision Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,14 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giulio Manfredonia. Un film con Antonio Albanese, Nicola Rignanese, Caterina Shulha, Gianfelice Imparato, Davide Giordano. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2019, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2019 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 189 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,14 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese. Cetto c'è, senzadubbiamente è 7° in classifica al Box Office. venerdì 13 dicembre ha incassato € 21.642,00 e registrato 3.195 presenze.

Consigliato no!
2,14/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,16
PUBBLICO 1,75
CONSIGLIATO NÌ
Cetto la Qualunque torna al cinema ma idee e sketch si confermano più adatte al cabaret televisivo.
Recensione di Paola Casella
martedì 19 novembre 2019
Recensione di Paola Casella
martedì 19 novembre 2019

Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi felicemente in Germania, dove ha avviato una catena di ristoranti e pizzerie e ha trovato una bella moglie tedesca che gli ha dato una figlia. Ma quando la zia che l'ha cresciuto, sorella di sua madre, lo chiama al capezzale Cetto torna in Calabria, precisamente a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo. La zia ha un segreto da rivelargli: Cetto non è, come aveva sempre creduto, figlio di un venditore ambulante di candeggina, ma l'erede naturale del principe Luigi Buffo di Calabria. Dunque decide di trattenersi al Sud e godere dei privilegi del ruolo di sovrano "assolutista", con il sostegno di un aristocratico gattopardiano. Ma non "tutto tutto" è rose e fiori, e anche il rapporto di Cetto con moglie e figlio verranno messi in gioco.

Antonio Albanese porta per la terza volta sul grande schermo uno dei suoi personaggi più riusciti, e completa la trilogia scritta insieme a Piero Guerrera e diretta da Giulio Manfredonia che vede Cetto la Qualunque protagonista.

Ma ancora una volta la maschera dell'imprenditore ossessionato dal "pilu" si rivela più adatta alla televisione (o meglio, al cabaret televisivo) che al cinema.

L'idea di partenza è molto attuale, ovvero raccontare il bisogno tutto italiano di un uomo forte al comando, in particolare in un'Italia degradata e fragile: il primo contrasto è fra Cetto e Melo, che interpreta il suo ruolo istituzionale come una corsa al bike sharing, le piste ciclabili e i divieti di caccia. "Fra poco metteranno al bando il peperoncino", sospira Cetto, che procede a dichiarare che "gli italiani si bevono qualsiasi minchiata: e io sono la minchiata giusta al momento giusto".

Questa sarebbe una premessa comica formidabile nel momento attuale, dotata di quel retrogusto amaro cha fa grande la commedia all'italiana. Ma come spesso accade nel cinema italiano contemporaneo è lo svolgimento a fare acqua, creando una trama assai meno divertente del proprio potenziale.

La tendenza italica a farsi gregge e a trasformarsi da cittadini a sudditi (o da deputati a vassalli) non trova infatti nella costruzione narrativa, nei dialoghi, negli scambi di battute il ritmo, l'energia comica e soprattutto la sostanza morale necessari per sostenere un'ora e mezza di visione, e il risultato è una parabola qualunquista che non morde e nemmeno fugge. Neppure i riferimenti a certi politici che piacciono alla gente perché "semplici, determinati, immorali e volgari" bastano a sollevare Cetto c'è dalla medietà cinematografica.

Solo il talento naturale di Albanese e la sua precisione nella commedia fisica salvano l'episodio (si spera) finale di questa trilogia: la sua gestualità, i modi di dire, l'attenzione a certi dettagli ci ricordano quei suoi sketch perfetti nella loro brevità, come istantanee precisamente a fuoco. Sulla lunghezza filmica invece il suo personaggio perde smalto, slancio ed efficacia.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Il 3° capitolo della saga dedicata a Cetto La Qualunque.
Overview di Giorgio Crico
martedì 15 ottobre 2019

Terzo capitolo della trilogia dedicata a uno dei personaggi più celebri di Antonio Albanese, Cetto c'è, senzadubbiamente è diretto da Giulio Manfredonia come i suoi due predecessori, Qualunquemente e Tutto tutto niente niente, usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2012. Albanese torna ancora una volta nei panni di Cetto La Qualunque, protagonista simbolo dei politici ciarlatani, ignoranti e corrotti, per raccontare la scoperta delle sue vere, nobili, origini in quanto figlio naturale di un principe. La rivelazione scuote profondamente il mondo di Cetto, che metabolizza la novità reagendo di conseguenza: niente più politica tradizionale, ora il nostro decide di proporsi direttamente come re e adotta un tenore di vita da monarca con conseguente sfilza di gaffe, grezzate e gag.

«Io e Piero Guerrera volevamo che Cetto tornasse solo con una grande idea, sono passati sette anni e ci è venuta».
Antonio Albanese

Albanese torna a vestire i panni di Cetto La Qualuque al cinema a otto anni di distanza dalla prima volta, quando Qualunquemente ottenne un ottimo successo al botteghino. Il film successivo, uscito l'anno dopo, nonostante sia stato realizzato sulla scia del consenso con cui era stato salutato il precedente, era solo parzialmente un seguito diretto. Infatti, Cetto si divideva la scena con altri due personaggi provenienti dal repertorio del comico lecchese, Frengo Stoppato e Rodolfo Favaretto, e non si può dire che fosse il protagonista principale.

Cetto c'è, senzadubbiamente vede invece il ritorno del solo La Qualunque al centro della scena in tutta la sua cialtronesca spavalderia. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo e non solo, con cui ha scritto i primi due film.

Il personaggio dell'imprenditore e politicante calabrese nasce nel 2003 con lo show Rai "Non c'è problema" ma è grazie a "Mai dire" della Gialappa's Band che è diventato trasversalmente. Il comico e i suoi collaboratori hanno pensato per anni di provare a trasporre Cetto su grande schermo ma è solo nel 2011, a quasi dieci anni di distanza dalla sua prima apparizione in TV, che la macchietta ce l'ha fatta ed è diventata protagonista di un film tutto suo. Oggi, nonostante gli oltre quindici anni di vita, il personaggio è più attuale che mai ed è nuovamente pronto a riprendersi il centro del palcoscenico.

Oltre alla presenza di Antonio Albanese, ritroviamo anche Lorenza Indovina, già interprete della moglie di Cetto, Carmen, nei primi due film. Sono invece novità le presenze di Paola Lavini, Caterina Shulha, Maria Rosaria Russo, Manfredi Saavedra, Cesare Capitani e Guido Roncalli.

Sei d'accordo con Giorgio Crico?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 1 dicembre 2019
Juri Moretti

Giulio Manfredonia porta al cinema un’altro film su Cetto la Qualunque. Un personaggio grottesco che fa semplicemente quello che vuole lui e non rispetta mai la legge, però ha sempre fatto il politico, infatti nel primo film ”Qualunquemente” lo abbiamo visto fare il sindaco, nel secondo film invece lo abbiamo visto entrare in parlamento come deputato e qui lo vedremo in veste [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
joker91

Peggio di un cinepanettone,questi sarebbero i film che guardano gli italiani? povera Italia come stai messa male. Albanese ormai è la parodia di se stesso,gli sketch fanno pena e la trama come al solito è inesistente. Successo di cassetta assicurato

domenica 24 novembre 2019
Pippo

Film senza senso, soldi buttati dalla finestra

domenica 24 novembre 2019
carmag

Una delusione totale....non fa ridere ,ne sorridere.... ma piangere per il tempo e i soldi sprecati

lunedì 25 novembre 2019
Geppo

Imbarazzante direi che è la definizione giusta per questo film.... ma se è in testa al box office probabilmente sono io che non capisco.....

lunedì 25 novembre 2019
Giuseppe

Che dire! Forse l'unico senso da dare a questo film è quello del voler essere volutamente (lo spero) scarso per fregare soldi all'italiano medio che lo andrà a vedere al cinema. Film senza un minimo di senso, campato in aria. Tutto mediocramente scarso: inquadrature, sceneggiatura, regia, battute e testi...scarso e mediocre com'è proprio il personaggio di Cetto.

domenica 24 novembre 2019
Dennis888

Film sensa senso, imbarazzante il cinema italiano allo stato primitivo, la pellicola non fa ridere anzi è solo una macchina mangia soldi che prende il giro il pubblico, non sapendo che è il pubblico stesso a far vivere il cinema

domenica 24 novembre 2019
Flaw54

Non trovo parole adatte per recensire questa cosa che non ho il coraggio di chiamare film. Uno sketch da avanspettacolo dei peggiori, un qualcosa di inguardabile . Regista e attori dovrebbero vergognarsi.

martedì 26 novembre 2019
Blackalia

Che delusione. Si comincia con presupposti che lascerebbero ben sperare, invece poi il film (e i personaggi) perdono spunto, cadono in quella ovvietà tutta italiana, un qualunquismo impressionante. Scivolone sui cliché e sulla banalità, con la solita fastidiosa presenza di bambolone inutili e mezze nude, che mi ricordano perché odio il cinema italiano e la sua pochezza. Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
Fabiuz62

È vero, certe situazioni sono forse più televisive che cinematografiche, ma il genio di Albanese ha tradotto e adattato una storia surreale al nostro Paese, con il risultato che tanto surreale poi non sembra..!!! Ci si diverte e si esce comunque con una sensazione di disagio. Cetto Laqualunque perfettamente inserito nel contesto nazionale.

lunedì 25 novembre 2019
Giuseppe

Giusto qualche sorriso, niente più.Assolutamente nulla a che fare con Qualunquemente!!Non buttate soldi, il film non merita.Una schifezza senza trama avvincente, molto noioso!!

domenica 24 novembre 2019
T800

Cetto torna sotto le spoglie del principe Cetto Buffo. Film piacevole, ironia sempre presente e una forte critica verso il sistema italia, che a distanza dei 7 anni da Qualunquemente, è solo peggiorato. Film che fa ridere ma che fa anche riflettere.

Frasi
La democrazia non può garantire più niente... Un re sì!
Cetto La Qualunque (Antonio Albanese)
dal film Cetto c'è, senzadubbiamente - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 novembre 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Cetto La Qualunque, due e un terzo. Arrivato sul grande schermo dopo una lunga carriera televisiva iniziata nel 2004 ma esplosa con la Gialappa's Band, il personaggio più popolare di Antonio Albanese è diventato protagonista di due film interi (Qualunquemente e questo), più un episodio di Tutto tutto niente niente. Cetto c'è, senzadubbiamente somiglia alla seconda avventura di Garfield? quella in cui [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Si rimane basiti. Senza parole. E ne servirebbero tante, almeno quante ne ha spese in questi giorni Antonio Albanese per accompagnare il suo ultimo film. Forse allo scopo di raddrizzare la comunicazione - diciamo così - istituzionale: trailer e manifesti mostrano l'attore vestito e coronato da sovrano Buffo delle due Calabrie, lasciando credere allo spettatore che dopo l'incoronazione avrà diritto [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Gianni Canova
Elle

Non era sparito, era solo emigrato. In Germania. Da sette anni Cetto La Qualunque vive li. Non si occupa più di politica. Gestisce una catena di pizzerie e pensa che la mafia sia un brand italiano di altissima qualità. Panzuto, pacchiano, parrucca bionda e giacca color vinaccia su camicia gialla, il mitico personaggio di Antonio Albanese questa volta ha una compagna teutonica, una figlioletta frignona [...] Vai alla recensione »

martedì 26 novembre 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

«Ho visto un re!». Mentre il popolo commenta impaurito un video in cui Emanuele Filiberto annuncia un imminente ritorno in Italia dei regnanti, scambiando un geniale spot Netflix di The Crown per un manifesto militante pro-monarchia, al cinema arriva re Cetto La Qualunque, col capitolo III della saga a lui dedicata. L'uomo di mala & politica calabrese torna in terra natia dalla Germania, chiamato a [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Raffaele Meale
Quinlan

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra di Cetto la Qualunque si erano perse le tracce. Scopriamo che vive in Germania e, messa da parte ogni ambizione politica, Cetto la Qualunque oggi per i tedeschi è soltanto un irresistibile e pittoresco imprenditore di successo, che considera la Germania una terra di conquiste e la mafia un marchio di qualità.

sabato 23 novembre 2019
Alberto Pesce
Giornale di Brescia

Dal 2004 era stata lunga stagione televisiva quella di La Qualunque, come Antonio Albanese se lo era schizzato a sketch di caustica ironia, prima di sbrigliarsi per il grande schermo in un lungo fiction di violento sarcasmo con quel «Qualunquemente», in paesello calabro borioso Cetto La Qualunque, ignorante e becero, donnaiolo e sbruffone, a specchio di un peggio sociale "l'uomo giusto" per la cupola [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Andrea Frambrosi
L'Eco di Bergamo

«Uno scettro si aggira per l'Europa»: è la battuta che vale il prezzo del biglietto di questo «Cetto c'è, senzadubbiamente», terza puntata delle avventure di Cetto La Qualunque interpretato da Antonio Albanese. Nato in televisione, come molti altri dei personaggi di Antonio Albanese, quello di Cetto riesce a trovare la strada del grande schermo nel 2011 quando esce «Qualunquemente» (espressione-tormentone [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cetto, terzamente... ma "lo pilu" e " 'nto c...", la cricca mafiosa da osteria e i paradossi pop della volgarità parola/corpo nel Belpaese di governi allo sbando, be' tutto gira un po' a vuoto, nonostante la simpatia per Antonio e gli ottimi tempi comici, sprecati. Erede di un principe, guida il ritorno alla monarchia: «Questa è la minchiata giusta al momento giusto».

venerdì 22 novembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Meno Albanese per tutti. Cetto c'è, senzadubbiamente non fa ahinoi né ridere, né sorridere. E nemmeno divertire. Visto però che ad Antonio Albanese vogliamo bene, perché Alex Drastico ed Epifanio sono momenti indimenticabili di un evo storico del cabaret tv che teniamo custoditi nel cuore, gli chiediamo cinematograficamente di fermarsi. Cetto è un personaggio del grande schermo oramai vuoto, spompo, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Gianvito Di Muro
Sentieri Selvaggi

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra (Qualunquemente), nonché dopo la fuga nel finale di Tutto tutto niente niente, di Cetto La Qualunque si sono perse le tracce. Adesso vive in Germania, ha messo da parte ogni ambizione politica e gestisce una catena di ristoranti e pizzerie, ha inoltre una bella compagna tedesca, una figlia e due suoceri neonazisti che lo guardano con la "simpatia" [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

«La minchiata giusta al momento giusto». Ita dixit Cetto Laqualunque a proposito di monarchia e teorema «senzadubbiamente» valido pure al cinema. A qualcuno fischieranno le orecchie quando manda «in 'tu culu» la repubblica e affida il ruolo da complottista a un sosia di Monti. Cetto non regna e c'è poco da ridere nel film e nella metafora. Il pagliaccio burattinaio a 5 stelle c'è senzadubbiamente, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

«Gli italiani sono un gregge che segue un cane e io abbaio benissimo». Pare Mussolini («La massa non è altro che un gregge di pecore... ») ma invece è Cetto La Qualunque, omofobo, maschilista e furfante che incassò 20 milioni di euro al cinema nel 2011 (fine era Berlusconi), 10 milioni nel 2012 col secondo episodio (governo Monti) e ora ci riprova volendo essere Re.

mercoledì 20 novembre 2019
Manuela Caserta
L'Espresso

Senzadubbiamente Cetto C'è, alias Antonio Albanese, è l'unico comico italiano che tramanda e conserva, proprio come farebbe la monarchia, il calabrese nelle sue forme più pure e originali, quasi sconosciute pure agli stessi calabresi nati all'inizio del secolo scorso. Cetto C'è Senzadubbiamente, torna sul grande schermo con la regia di Giulio Manfredonia, dopo più di cinque anni, stavolta aspirando [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2019
Marina Sanna
La Rivista del Cinematografo

Avevamo lasciato il Paese a rischio di legalità, con l'incertezza sull'esito delle elezioni, una telefonata per trasformare le schede bianche in quelle del partito giusto: il Pilu. Parola di Cetto (Antonio Albanese) e non uno Qualunque, allora calabrese latitante in Sudamerica per vari reati e richiamato in patria per difendere la sua Calabria dalla giustizia.

martedì 19 novembre 2019
Alberto Rivaroli
Tv Sorrisi e Canzoni

Guarda chi si rivede. Cetto La Qualunque, re dei buzzurri e dei truffatori, creato e interpretato da Antonio Albanese, torna sul grande schermo a otto anni di distanza dall'esordio ("Qualunquemente"). Lo ritroviamo di ritorno dalla Germania (dove ha lanciato una catena di ristoranti e pizzerie) diretto nell'amata Calabria, al capezzale della zia che lo ha cresciuto.

NEWS
BOX OFFICE
lunedì 25 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Il mercato italiano si conferma ultra polarizzato e nei prossimi giorni analizzeremo meglio questo fenomeno. Per ora celebriamo il weekend vincente di Antonio Albanese, che col suo Cetto c’è, senzadubbiamente (guarda la video recensione), [...]

BOX OFFICE
domenica 24 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Cetto c'è, senzadubbiamente (guarda la video recensione), trascorre un ottimo sabato, incassando 769mila e raggiungendo quota 1,4 milioni di euro con i 2 milioni alla portata entro la giornata odierna.

VIDEO RECENSIONE
venerdì 22 novembre 2019
A cura della redazione

Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi in Germania. Ma quando la zia che l'ha cresciuto lo chiama al capezzale, torna a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo.

BOX OFFICE
venerdì 22 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Podio tutto nuovo, grazie alle new entry uscite in sala ieri: il miglior incasso di giornata è stato, prevedibilmente, Cetto c'è, senzadubbiamente, che ottiene 257mila euro dalle quasi 40mila presenze del day one, che fanno ben sperare per il weekend. [...]

POSTER
giovedì 17 ottobre 2019
 

A dieci anni dalla sua elezione a sindaco di Marina di Sopra di Cetto la Qualunque si erano perse le tracce. Scopriamo che vive in Germania e, messa da parte ogni ambizione politica, Cetto la Qualunque oggi per i tedeschi è soltanto un irresistibile e [...]

OVERVIEW
martedì 15 ottobre 2019
Giorgio Crico

Il ritorno del personaggio creato da Albanese. Dal 21 novembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 8 ottobre 2019
 

Regia di Giulio Manfredonia. Un film con Antonio Albanese, Paola Lavini, Caterina Shulha, Lorenza Indovina. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 3 aprile 2019
 

La Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli, la Fandango di Domenico Procacci e Vision Distribution hanno avviato la preparazione di Cetto c'è, il grande ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio [...]

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