Digger

Film 2026 | Drammatico, Commedia, 129 min.

Regia di Alejandro G. Iñárritu. Un film Da vedere 2026 con Tom Cruise, Riz Ahmed, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg. Cast completo Genere Drammatico, Commedia, - USA, Gran Bretagna, Messico, 2026, durata 129 minuti. Uscita cinema giovedì 1 ottobre 2026 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 185 sale cinematografiche - MYmonetro 3,42 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 2 ottobre 2026

L'uomo più potente del mondo provoca un disastro e intraprende una missione per dimostrare di essere il salvatore dell'umanità. Digger è 13° in classifica al Box Office. venerdì 16 ottobre ha incassato € 34.446,00 e registrato 177.630 presenze in totale.

Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,94
PUBBLICO 4,31
CONSIGLIATO SÌ
Una satira sull'apocalisse ambientale e un chiaro tentativo di far vincere l'Oscar a Tom Cruise.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 29 settembre 2026
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 29 settembre 2026

Digger Rockwell è un magnate del petrolio, la sua fortuna di famiglia ha antiche radici, ma Digger ha continuato a espandere la sua influenza, è in rapporto diretto con il Presidente degli Stati Uniti e al corrente di informazioni del tutto riservate. Quando le operazioni dei suoi pozzi tra i ghiacci della Groenlandia scatenano un terribile incidente, la crisi minaccia di investire gran parte dell'Europa settentrionale, alterando gli equilibri del mondo intero e - naturalmente - non è che l'inizio. Affidandosi al solo scienziato che ha il coraggio di dirgli in faccia le cose come stanno, ossia il Dottor Ganesh, Digger cerca di raddrizzare la situazione.

Satira sull'apocalisse ambientale Digger, il nuovo film di Alejandro G. Iñarritu, è anche un chiaro tentativo di far vincere l'Oscar a Tom Cruise.

Operazione che al regista era già riuscita con Leonardo Di Caprio in Revenant e che viene qui tentata attraverso una interpretazione trasformativa, dove Tom Cruise torna a essere irriconoscibile, invecchiato, imbruttito e ingrassato come non lo vedevamo dai tempi di Tropic Thunder e allo stesso tempo tanto esaltato e spregiudicato come in Magnolia. O meglio così appare nella prima parte del film, che poi con un colpo di scena rivela una natura più stratificata, della quale però non parleremo, se non per dire che Tom Cruise ha modo di sfoggiare altri registi della sua recitazione, decisamente più naturalistici.

Iñarritu continua del resto la collaborazione con lo sceneggiatore Nicolás Giacobone, che ha preso il posto di Guillermo Arriaga come suo sodale fin da Biutiful, e in Digger i due tornano alla satira sul teatro della vita, già praticata in Birdman, qui però con un tema decisamente più importante e con molti riferimenti alla contemporaneità (a partire dalla Groenlandia).
Al fianco del regista c'è ancora una volta il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, detto Chivo, indubbiamente tra i migliori artisti della luce al mondo, che in Digger ha abbracciato diverse sfide, tra cui l'uso delle miniature e del sistema di ripresa VistaVision (già riportato recentemente in auge da Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra). Questa tecnica limita, con rulli di dieci minuti al massimo di durata, la lunghezza dei piani sequenza, infatti il monologo con cui Tom Cruise cerca l'Oscar dura proprio 10 minuti. Inoltre il sistema ha un impatto sulla resa dei colori e rende le macchine da presa più rumorose, oltre che ingombranti, tutte difficoltà tecniche che Lubezki ha egregiamente risolto, realizzando ancora una volta un film visivamente virtuosistico. In questo ha ricevuto un grande aiuto dalla cura con sui sono stati realizzati, nello studio del maestro Simon Weisse di Berlino, i diorami che fanno in alcuni passaggi da sfondo alle scene, interamente girate nei set di Pinewood. Inoltre la scenografia ha pure un ruolo importantissimo, perché fin da subito introduce l'elemento dell'umidità e del decadimento degli ambienti, che inizialmente sembra una metaforica libertà d'artista, qualcosa di fuori posto e quindi di simbolico. Il grigiore assoluto con il quale è rappresentato il parlamento europeo, tanto nell'ambiente quando nei costumi e negli uomini e donne chiamati a fare da figuranti, è poi impressionante risultato di uno sforzo congiunto di tutti i reparti, coordinati dalla direzione delle luci di Lubezki.

In questa scena in particolare però il film risulta schematico e banale: l'America è ancora una volta una terra di eccessi e di ignoranza ma vitale, mentre l'Europa è un luogo spoglio di energia. Tanto si vuole far apparire controversa e illuminante la figura di Digger, che per contrasto la si circonda di oscuri funzionari senza personalità - e di presidente matto interpretato da John Goodman che crede di essere causa dei mali della Nazione per via dei mali del suo corpo, come fosse un Re menomato del leggendario ciclo arturiano, il "Re pescatore". La vera controparte di Digger, quasi il suo "antagonista", non è infatti un politico, bensì un uomo di scienza che, secondo una retorica più à la page è di colore e di origine indiana - però, si badi, sempre con cittadinanza americana.

In un film con queste ambizioni, tali semplificazioni sono controproducenti inoltre, nel cercare l'attualità a tutti i costi, manca l'altra vera superpotenza dei nostri tempi, ossia la Cina. Più in generale il tentativo di realizzare un nuovo Dottor Stranamore si schianta sugli artifici di Iñarritu, che cerca una finzione più vera del vero, che si muove tra diversi livelli di messa in scena e che in fondo non sembra credere, lui per primo, alla forza della sua satira, tanto da doverla rivestire di giochi di prestigio. Il regista rifiuta la definizione di autore pretenzioso, ritiene che la definizione gli venga attribuita con facilità perché messicano e sia quindi un'etichetta razzista, ma in Digger fa davvero tutto il possibile per meritarsi questo appellativo ancora una volta.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 9 ottobre 2026
Tamara

  Uscire dalla visione di Digger di Alejandro González Iñárritu mi ha lasciato quella sensazione rara e preziosa che nel cinema contemporaneo provo ormai pochissime volte: uno stato di estasi visiva, e di appagamento totale. Negli ultimi anni, solo opere entrate immediatamente nella storia recente come "Parasite" e "La La Land" erano riuscite a regalarmi [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 10 ottobre 2026
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Il flop dell'anno, ed è triste che il pubblico eviti questo feroce farsesco filmone d'autore sfrenato, esercizio d'alto virtuosismo visivo e narrativo, a tratti geniale e a tratti gira a vuoto e scuoti la testa, ma non smetti di guardare. Digger Tom Cruise trivella a tutto spiano, inutile che il capo della sicurezza lo scongiuri di fermarsi. E un enorme pezzo di Groenlandia si stacca, la catastrofe [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 10 settembre 2026
 

Regia di Alejandro G. Iñárritu. Un film con Tom Cruise, Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg. Da giovedì 1° ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
lunedì 13 luglio 2026
 

Regia di Alejandro G. Iñárritu. Un film con Tom Cruise, Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg. Da giovedì 1 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

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