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Alejandro G. Iñárritu

Alejandro G. Iñárritu (Alejandro Gonzalez Inarritu) è un regista, produttore, produttore esecutivo, scrittore, sceneggiatore, montatore, è nato il 15 agosto 1963 a Città del Messico (Messico).
Nel 2016 ha ricevuto il premio come miglior regia al Premio Oscar per il film Revenant - Redivivo. Dal 2006 al 2016 Alejandro G. Iñárritu ha vinto 7 premi: BAFTA (2016), Critics Choice Award (2015), Festival di Cannes (2006), Golden Globes (2015, 2016), Premio Oscar (2015, 2016). Alejandro G. Iñárritu ha oggi 58 anni ed è del segno zodiacale Leone.

Il primo regista messicano candidato all'Oscar

A cura di Fabio Secchi Frau

Pluricandidato all'Oscar, Alejandro Gonzales Inarritu ha fatto del personale trionfo a Hollywood la sua rivincita su quanti affermavano che il suo cinema non avrebbe mai oltrepassato i confini geografici del Messico. Favorito dall'Academy, offre agli spettatori un cinema di estremo equilibrio, riservando anche qualche sorpresa. Per il pubblico è un piacere vedere i suoi film, sentire la musica, solitamente scritta da Gustavo Santaolalla, che accompagna le tragiche scene madri, illuminate da Rodrigo Prieto e dalla presenza di attori chiave del suo cinema come Gael García Bernal, che esprimono al meglio l'umana connessione che esiste fra tutti i popoli della terra. Con Alfonso Cuarón e Guillermo del Toro rappresenta la triade del fortunato cinema messicano, capace di lavorare all'interno dei rigidi schemi commerciali dell'industria americana. Un tempo erano considerati neofiti, oggi sono dei veterani ampiamente gratificati dai loro successi.

La vita avventurosa
Nato a Città del Messico, figlio del banchiere Héctor Gonzáles Gama e di Luz María Iñarritu, Alejandro Gonzales Inarritu cresce a Narvarte, un quartiere della middle-class vicino al centro della capitale. È ancora bambino quando suo padre dichiara la bancarotta, perdendo ogni avere. L'uomo, tenendo bene a mente che aveva una famiglia da mantenere, cercherà comunque di fare il possibile perché, nonostante le difficoltà economiche, si vivesse felici. Diventato rivenditore di frutta e verdura al Central de Abasto, sarà fonte di enorme ispirazione per Inarritu che vedrà nel padre le doti di un guerriero. Da adolescente, fra i 17 e i 19 anni, Inarritu attraversa l'Atlantico su una nave da carico all'interno della quale lavora come mozzo. I suoi compiti principali sono pulire la nave e lubrificare le macchine. Visita l'Europa e l'Africa con solo mille dollari in tasca e fa di questi viaggi la sua più grande esperienza intellettuale e culturale. Appassionato di letteratura, divora i romanzi degli scrittori esistenzialisti, poi tornato in patria decide di iscriversi all'Universidad Iberoamericana, corso di comunicazione, anche se nel frattempo comincia a lavorare come annunciatore radiofonico in una stazione WFM messicana. Siamo nel 1984. Nel 1986, invece, arriva a essere promosso direttore della stessa radio che, simbolo della divulgazione della musica elettro-rock, per ben 5 anni sarà la stazione più ascoltata in tutta la capitale. Dal 1987 al 1989, si reinventa compositore cinematografico e firma le colonne sonore di film messicani diretti da Víctor Manuel Casto e Hernando Name. Altra grande passione di Inarritu è il teatro, studiato nella sua parte registica con il polacco Ludwik Margules e Judith Weston. Negli Anni Novanta, crea con Raúl Olvera la Z Films che gli permetterà di approcciarsi a sceneggiatura, produzione e direzione di cortometraggi, filmati, annunci, programmi televisivi. Già nel 1995, la Z Films arriva a essere una delle più grandi e forti case produttrici di cinema in Messico. Lui stesso dirige alcuni spot pubblicitari per Televisa, la televisione messicana. A questi si aggiungono i cortometraggi Detrás del dinero (1995) con Miguel Bosé e El timbre (1996). Sempre a caccia di buone storie da raccontare, entra in contatto con molti sceneggiatori locali, ma solo uno attira la sua attenzione: Guillermo Arriaga con il quale lavorerà per ben anni e anni, consolidando un sodalizio artistico che li porterà poi fuori dal Messico.

L'opera prima: Amores Perros
Il primo risultato del loro lavoro è Amores Perros (2000) con Gael García Bernal e Adriana Barraza, un thriller sanguigno e carico di tensione che descrive il Messico come una terra di contrasti e contraddizioni violente. Un'opera prima incalzante e tesa che nello stile viene paragonata a quella di Quentin Tarantino. La pellicola ottiene un BAFTA come miglior film straniero, il Gran Premio della Critica a Cannes e il Young Critics Award che indicano Inarritu come un nuovo enfant prodige. Ambizioso, disincantato, intenso, feroce, armonioso, Amores Perros è il frutto di ben 36 diverse stesure dello script al fine di ottenere la descrizione di una città aspra, crudele e straziante... e proprio per questo bellissima.

I film corali
Nel 2002, partecipa al film corale 11 settembre 2011 lavorando gomito a gomito con Sean Penn, Ken Loach e tanti altri registi. La pellicola otterrà il Premio Unesco e l'esperienza sarà così interessante che Inarritu la replicherà nel 2007 con A ciascuno il suo cinema dove invece lavorerà, fra i tanti, anche con David Cronenberg, Jane Campion, Michael Cimino, Las von Trier, Wim Wenders, Manoel de Oliveira, Joel e Ethan Coen, Takeshi Kitano, Nanni Moretti, Zhang Yimou, Roman Polanski, Théo Angelopulos e Wong Kar-wai.

Il primo film americano: 21 grammi
Fattosi notare, attira le attenzioni di Hollywood che gli chiede di girare un secondo film. Visto che può pretendere di avere tutti gli attori internazionali che desidera, punta tutto su Sean Penn che diventa protagonista di 21 grammi, melodramma hollywoodiano profondamente criticato dalla stampa italiana, ma molto amato da quella americana. La storia è semplicemente l'intreccio di molte storie (espediente narrativo con il quale Inarritu aveva già giocato in Amores Perros) e richiama quei famosi 21 grammi che dovrebbero essere il peso che manca quando un uomo muore... e, quindi, il peso dell'anima. Qualcuno paragona la sceneggiatura alla trama dei romanzi Harmony e trova esasperante questo continuo saltellare avanti e indietro nel tempo, così come trova insopportabili le continue grida, la fotografia livida, le panoramiche convulse, il finto verismo. Tutto troppo eccessivo, barocco, insistente nelle coincidenze. Si arrivò addirittura a lamentarsi perché, quando 21 grammi fu presentato al pubblico, nessuno fischiò, ma al contrario venne trattato con molto rispetto! Peccato che la critica statunitense veda il punto forte del film proprio nella narrazione a mosaico, in quel mescolare i diversi piani temporali e nella ripetizione degli stessi avvenimenti, spostandone l'ottica. E a dimostrazione di questo, 21 grammi ottiene molti premi, fra cui la Coppa Volpi a Sean Penn, ma soprattutto il paragone con quel capolavoro di crudeltà e disperato rigore che era Greed (1924) di Erich von Stroheim.

Il capolavoro: Babel
Ma la riprova che 21 grammi fu un trionfo, arriva dalla totale fiducia che Hollywood dà a Inarritu quando gli chiede di girare un nuovo film. Stavolta, il regista ha intenzione di raccontare quattro storie diverse in quattro stati diversi: Marocco, Messico, Stati Uniti e Giappone. Quattro differenti cornici che vengono collegate da individui distanti fra loro migliaia di chilometri e che diventano uno conseguenza dell'altro con un accidentale colpo di fucile partito dalle mani di due ragazzini africani. Nasce il suo capolavoro Babel (2006) con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal e Adriana Barraza. Inarritu si conferma un autore ossessionato dalle coincidenze del destino e dalle storie parallele, da episodi-limite di solitudine e dolore. Riesce a vedere il vero lato della cultura della globalizzazione in quel dolore duro, amaro e aspro che accomuna tutti e viene raccontato con una tecnica che fa dei giochi d'incastri al sua raffinatezza. Anche in questo caso, nonostante il pubblico applauda, la critica italiana sta a distanza vedendo in questo film il "fantasma del vecchio film a tesi" troppo rallentato, drammaturgicamente fine a se stesso e autocompiaciuto nel dettaglio. In risposta a loro, parlano i premi: Inarritu è il primo autore messicano a ricevere una candidatura all'Oscar come miglior regista; Babel entra nella rosa dei candidati a miglior film dell'anno dall'Academy e dai BAFTA; ottiene il David Lean Award e la Palma d'Oro per la regia; vince il Premio Ecumenico della Giuria e persino il David di Donatello. Ma soprattutto, viene paragonato a Robert Altman.

Il litigio fra Inarritu e Arriaga
Sfortunatamente, già durante le riprese di Babel, Arriaga e Inarritu arrivano ai ferri corti. Arriaga pretende che lui, come molti altri sceneggiatori, siano accreditati come registi e quindi autori di una pellicola. Ma Inarritu fa presente che Arriaga non ha mai messo piede sul set, ma soprattutto non ha mai creato o diretto una scena di un suo film perché possa reclamare la paternità registica e audio-visiva delle sue pellicole. E questo scatena una brusca separazione fra i due.

Altri lavori
Come produttore, finanzia Nove vite da donna (2005) di Rodrigo Garcia con Robin Wright, Jason Isaacs, Sydney Tamiia Poitier e Holly Hunter e Rudo y Cursi (2008), una commedia drammatica firmata da Carlos Cuarón in cui Gael García Bernal e Diego Luna interpretato due sportivi. Successivamente, nel 2010, Inarritu dirige lo spot NIKE "Write the future" con Didier Drogba, Wayne Rooney, Theo Walcott, Franck Ribéry, Ronaldinho, Cristiano Ronaldo, Fabio Cannavaro, Andrés Iniesta, Gerard Piqué, Cesc Fàbregas, Landon Donovan, Tim Howard, il tennista Roger Federer, la star del basket Kobe Bryant e... Homer Simpson!

Il primo film senza Arriaga: Biutiful
Parallelamente, arriva anche Biutiful (2010) all'interno del quale descrive una Barcellona lontanissima dall'immagine turistica e da cartolina che le viene spesso stampata addosso e che diventa invece teatro di individuale abiezione e sofferenza. Si sente la mancanza di Arriaga, ma nonostante questo il film viene candidato all'Oscar come miglior film straniero. Nel 2014 gira Birdman con Michael Keaton, Edward Norton ed Emma Stone: il film ha aperto la 71a Mostra del Cinema di Venezia ed ha vinto 4 premi Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior fotografia) e due Golden Globes. Tornerà a vincere l'Oscar per la miglior regia l'anno dopo con Revenant - Redivivo, vincitore anche di tre Golden Globe (Miglior film, Miglior regista, Miglior attore in un film drammatico), in cui dirige Leonardo DiCaprio (Premio Oscar come miglior attore protagonista).

Vita privata
Inarritu è sposato con Maria Eladia e ha due figli: Maria Eladia ed Eliseo. Vive attualmente a Los Angeles.

Ultimi film

Avventura, (USA - 2015), 156 min.
Commedia, (USA - 2014), 119 min.
Drammatico, (USA - 2010), 138 min.
Drammatico, (USA, Francia, Messico - 2006), 144 min.
Drammatico, (USA - 2003), 125 min.

Focus

INCONTRI
domenica 17 gennaio 2016
Marianna Cappi

La cornice è quella degli incontri importanti: fan alla porta, check-in per il pass stampa, ritardi inevitabili. D'altronde, Alejandro González Iñárritu e Leonardo DiCaprio non sono due ospiti qualunque, tanto meno oggi, freschi di Golden Globes e di nomination per la conquista delle statuette auree. Nella hall, i giornalisti si scambiano pensieri e pareri, ancora a caldo, perché tra l'incontro di questa tarda mattinata e l'anteprima romana di Revenant - Redivivo si è frapposta solo la notte

NEWS
lunedì 23 febbraio 2015
Tirza Bonifazi

Tutti i pronostici che davano per vincitore Birdman di Alejandro González Iñárritu, gran favorito della stagione cinematografica, sono andati a segno. Per il secondo anno consecutivo è un messicano a guadagnare l'Oscar come Miglior regista: Alejandro González Iñárritu che in Birdman aveva sperimentato nuove architetture narrative mantenendo sempre il gusto per le storie intrecciate. Ma non solo

APPROFONDIMENTI
martedì 3 febbraio 2015
Mauro Gervasini

Il talento è fuori discussione. Anche la magniloquenza cinematografica, la modernità espressiva, il gusto per le sfide tecniche (come il piano sequenza di 119 minuti di Birdman; in verità una serie di piani comunque difficilissimi da realizzare, come ben sa il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki). Magari persino un po' di furbizia. Alejandro González Iñárritu, classe 1963, primo cineasta messicano a vincere al Festival di Cannes (miglior regia per Babel, 2006) esordisce con quello che (per chi scrive) è tuttora il suo film migliore, Amores perros (2000)

INCONTRI
mercoledì 27 agosto 2014
Paola Casella

Alejandro González Iñárritu ci mette dai tre ai quattro anni a girare un film. Dopo Amores Perros, 21 Grammi, Babel e Biutiful si sono succeduti con quell'intervallo perché il regista messicano è, per sua stessa ammissione, un perfezionista. Dall'uscita di Biutiful, che ha portato Javier Bardem a conquistare la Palma come miglior attore al Festival di Cannes del 2010, sono passati altri quattro anni, ma ci sono voluti tutti per pianificare e poi realizzare Birdman, il film con cui Iñárritu inaugura il concorso della 71

APPROFONDIMENTI
lunedì 31 gennaio 2011
Tirza Bonifazi Tognazzi

Tutto ebbe inizio in Messico, per le strade del Distrito Federal dove si incrociavano le storie dei sei personaggi di Amores Perros. Poi fu la volta di New Mexico, appena oltre la frontiera, con i tre personaggi di 21 grammi e il loro passato, presente e futuro. Infine con Babel Alejandro González Iñárritu fa il giro del mondo per raccontare con la stessa struttura a incastri di sempre storie multiple intrecciate dal fato

News

Una produzione colossale ambientata a Città del Messico, la città natale del regista premio Oscar.
Il regista messicano cinque volte premio Oscar guiderà la giuria della manifestazione.
Dal Dolby Theatre di Hollywood, le foto dei divi e degli artisti premiati stanotte alla 88esima edizione degli Academy Award.
Il maestro premiato per The Hateful Eight. Revenant conquista i tre globes più importanti e guarda all'Oscar.
I premiati al photocall con la statuetta.
Scopri tutti i film premiati alla 87a edizione degli Academy Awards.
La serata inaugurale con il cast del film di Iñárritu.
Il regista apre la 71. Mostra con un film donchisciottesco per ambizioni e grandeur.
Su MYMOVIESLIVE! il film celebrativo dei 60 anni di Cannes.
Un dramma lucido, partecipe e sentito nella Barcellona degli emarginati.
Javier Bardem al 54. BFI London Film Festival.
Accanto a Bardem e Inarritu le dive Watts, Campbell e la mitica Ursula Andress.
Il trio Iñárritu, Cuarón e del Toro apre la strada a una nuova generazione di produttori.
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