Berlinguer - La grande ambizione

Film 2024 | Biografico, +13 122 min.

Regia di Andrea Segre. Un film Da vedere 2024 con Elio Germano, Stefano Abbati, Francesco Acquaroli, Fabio Bussotti, Paolo Calabresi. Cast completo Genere Biografico, - Italia, 2024, durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 31 ottobre 2024 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,61 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 25 ottobre 2024

Il racconto biografico della vita privata e pubblica di Enrico Berlinguer, dal viaggio a Sofia del 1973 fino al discorso della Festa Nazionale dell'Unità di Genova del 1978. Il film ha ottenuto 5 candidature ai Nastri d'Argento, 15 candidature e vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office Berlinguer - La grande ambizione ha incassato 3,9 milioni di euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,43
PUBBLICO 3,41
CONSIGLIATO SÌ
Non un semplice biopic ma un ritratto deciso di una "democrazia zoppa e bloccata".
Recensione di Paola Casella
mercoledì 16 ottobre 2024
Recensione di Paola Casella
mercoledì 16 ottobre 2024

Primi anni Settanta. Enrico Berlinguer assiste al tramonto dell'ideologia di Salvador Allende e delle speranze del popolo cileno, soffocate dal regime di Augusto Pinochet. Questo rafforza ulteriormente in lui la convinzione di trovare una via democratica al Socialismo in Italia, al netto delle ingerenze statunitensi. Non lo ferma nemmeno l'attentato di cui è vittima in Bulgaria: la sua idea è quella di "trasformare l'intera struttura economica e sociale" del Paese, ponendo fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo - in particolare quello dei datori di lavoro sui lavoratori. Il Partito Comunista Italiano del quale è segretario, anche grazie al suo carisma di leader, cresce in percentuale nei sondaggi e alle urne, ma Berlinguer sa di non poter accedere al governo se non attraverso un'alleanza fra le forze popolari antifasciste, ovvero quelle comuniste, socialiste e cattolico-progressiste, unite verso "un'orizzonte chiaro di stabilità". Ma l'idea del compromesso storico segnerà la fine dell'ascesa alla gestione della cosa pubblica del PCI e determinerà il tragico destino di Aldo Moro.

In Berlinguer - La grande ambizione Andrea Segre non si limita a raccontare alcuni anni cruciali nella vita personale e politica del Segretario del Partito Comunista Italiano finito persino sulla copertina di Time.

Segre non crea un semplice biopic, ma dipinge con pennellate decise il ritratto di una "democrazia zoppa e bloccata", ieri come oggi gravata dalle influenze straniere, e mai abbastanza coraggiosa nel portare avanti una vera evoluzione socioeconomica. Allo stesso modo il suo film delinea con precisione i limiti della Sinistra italiana anni '70, soggetta allo scrutinio di Mosca e alla crisi del capitalismo mondiale.

"Se vinciamo, cosa ci lasceranno fare?" è la domanda che aleggia persino su un eventuale vittoria comunista. "Questo è il vostro momento", dice Andreotti a Berlinguer, ma i per comunisti quel momento non arriverà, e dopo la morte di Moro il Paese "scivolerà nel buio". Ed è tragicamente ironico che l'unico momento che ha visto i politici italiani allineati e compatti è quello in cui hanno deciso unanimemente di non trattare con i terroristi per il rilascio del politico prigioniero.

In Berlinguer - La grande ambizione c'è una fetta consistente della Storia italiana: la strage di Brescia, il petrolchimico di Ravenna (con l'eco dell'omicidio Mattei), Brezhnev (interpretato da un vero sosia) che cautela Berlinguer contro la possibilità di allearsi alle forze democristiane, il referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio, il sessismo malcelato dei militanti di Sinistra, l'attentato delle Brigate Rosse a Francesco Coco, le intercettazioni telefoniche dei servizi segreti e naturalmente l'omicidio Moro come vulnus dal quale l'Italia, e Berlinguer, non si riprenderanno.

Enrico, che da piccolo interpretava Robespierre, da grande - nella lettura di Segre - detesterà ogni tipo di divisione, cercherà di smarcare il suo Partito dall'Unione Sovietica inseguendo l'ideale di eurocomunismo che l'avvocato Agnelli, e Confindustria con lui, vedevano come il Male assoluto, condannerà ogni violenza estremista in Italia e la persecuzione politica dei dissidenti nell'URSS, inneggerà alla "realizzazione piena di tutte le libertà dell'individuo, tranne quella di sfruttare gli altri", e preferirà la collaborazione alla competizione, perseguendo un principio di solidarietà che è un monito al presente. Del resto anche i suoi avvertimenti nei primi anni Settanta contro l'inevitabilità di una crisi strutturale del capitalismo globale danno prova della lungimiranza della sua visione politica.

Lo stile di ripresa è documentaristico, arricchito da materiali d'archivio, e il cast, capitanato da un Elio Germano che si trasforma in Berlinguer davanti ai nostri occhi, fa gara di bravura nel riprodurre il pantheon politico dell'epoca: su tutti svetta Paolo Pierobon, che in un paio di scene inchioda Giulio Andreotti al suo ruolo temibile e ridicolo.

La regia di Segre e la sceneggiatura, cofirmata con Marco Pettenello, sono asciutte e rigorose come lo era Berlinguer, e tanto il regista quanto il suo prim'attore mirano a rendere giustizia ad un personaggio verso cui provano ammirazione e rispetto. Il montaggio di Jacopo Quadri e le musiche evocative di Iosonouncane, pseudonimo del cantautore sardo Jacopo Incani, tengono alta la tensione e sottolineano opportunamente il pathos dell'intera vicenda.

La grande ambizione del titolo non è un esercizio narcisistico ma lo sforzo di elevare un'intera comunità, compiuto da un uomo per cui "potere" era un verbo, non un sostantivo egoriferito. La sua lotta contro "la degradazione della persona umana a scopo produttivo" e contro "la logica dei meccanismi automatici" ci fa desiderare oggi un politico di altrettanta lucidità e levatura istituzionale.

Il Berlinguer di Segre non chiede a nessuno di fare ciò per cui lui sarebbe pronto a sacrificarsi per la ragion di Stato: compreso se si fosse trovato al posto di Moro. Berlinguer sognava una politica "non da utopisti, estremisti, schematici o opportunisti". Soprattutto, desiderava porsi alla guida di un partito "che rappresenti tutti i lavoratori italiani": chi oggi può, o vuole, dire altrettanto?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 15 novembre 2024
mauro.t

Un omaggio al segretario forse più amato della storia del PCI: la figura di Enrico Berlinguer in rapporto alla politica principale per cui viene ricordato: il compromesso storico nel periodo dal 1973 al 1978. Il film riesce a miscelare in modo equilibrato la dimensione familiare con quella politica ed ha il merito di non scadere nella smaccata agiografia.

Frasi
"il comunismo come lo intendiamo noi è la realizzazione di tutte le libertà dell'individuo, tranne quella di sfruttare il lavoro degli altri, che tutte le altre libertà annulla e rende vane"
Enrico Berlinguer (Elio Germano)
dal film Berlinguer - La grande ambizione - a cura di Raffaele Russo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 10 novembre 2024
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Parecchie recensioni entusiaste o quasi, e non capisco. A meno che non riflettano la nostalgia per Berlinguer e, in generale, per un altro modo, più serio, di praticare la politica. Se parliamo di cinema, il bravo Andrea Segre ha fatto un mezzo passo falso. II film si colloca tra il ripasso di storia italiana anni Settanta a misura di liceale e il santino del segretario comunista, con Elio Germano [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
giovedì 8 maggio 2025
 

L'attore si è aggiudicato il premio per la sua interpretazione in Berlinguer - La grande ambizione. Vai all'articolo »

HOMEVIDEO
mercoledì 26 febbraio 2025
 

Elio Germano si trasforma in Berlinguer davanti ai nostri occhi in un film che ci porta dentro gli Anni Settanta in Italia. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 15 ottobre 2024
 

Regia di Andrea Segre. Un film con Elio Germano, Paolo Pierobon, Roberto Citran, Fabrizia Sacchi, Elena Radonicich. Da giovedì 31 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
mercoledì 25 settembre 2024
 

Regia di Andrea Segre. Un film con Elio Germano, Paolo Pierobon, Roberto Citran, Fabrizia Sacchi, Elena Radonicich. Da giovedì 31 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
venerdì 19 luglio 2024
 

La vita privata e pubblica di Enrico Berlinguer, interpretato da Elio Germano.  Vai all'articolo »

winner
miglior attore
David di Donatello
2025
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miglior montaggio
David di Donatello
2025
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miglior attore
Roma Film Festival
2024
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