La più piccola

Film 2025 | Drammatico, V.M. 14 106 min.

Titolo originaleLa petite dernière
Anno2025
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia, Germania
Durata106 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diHafsia Herzi
AttoriNadia Melliti, Park Ji-min, Amina Ben Mohamed, Melissa Guers, Rita Benmannana Razzak Ridha, Aloïse Sauvage, Némo Schiffman, Vincent Pasdermadjian, Sophie Garagnon, Olivia Courbis, Anouar Kardellas.
Uscitagiovedì 23 aprile 2026
TagDa vedere 2025
DistribuzioneFandango
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,17 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Hafsia Herzi. Un film Da vedere 2025 con Nadia Melliti, Park Ji-min, Amina Ben Mohamed, Melissa Guers, Rita Benmannana. Cast completo Titolo originale: La petite dernière. Genere Drammatico, - Francia, Germania, 2025, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 23 aprile 2026 distribuito da Fandango. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,17 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 20 aprile 2026

Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Cesar, ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards, La più piccola è 137° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 10,00 e registrato 13.460 presenze in totale.

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,95
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
Un racconto di emancipazione in un film puro e misurato che non cede al discorso militante.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 17 maggio 2025
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 17 maggio 2025

Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove 'mettersi'. Se sua madre ha la cucina come solo orizzonte, lei è scesa in campo. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Quello con Dio è un corpo a corpo costante per esistere secondo le regole, fuori c'è l'amore per una donna, una delusione sentimentale, la fine del liceo e l'inizio dell'università. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l'Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Murata dietro al silenzio e segreta sotto il cappello, tira un calcio a un pallone e attende domani.

Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza.

Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d'amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Il percorso di formazione lo viviamo con lei e attraverso di lei, sentiamo la sua vergogna, i suoi dubbi, il suo dolore, le sue risate, le sue lacrime, la sua prima dolorosa rottura.

Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un'attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Nadia Melliti, volto fisso, sguardo ostinato e fierezza naturale, incarna con pudore la sua eroina e il suo desiderio di essere una buona musulmana ma anche quello di non frenare le sue pulsioni. A Parigi, dove il film trasloca per seguirla al debutto dei suoi studi di filosofia, troverà l'ambiente favorevole che le permetterà di essere tutto, una musulmana praticante e una lesbica, una figlia rispettosa e un'amante disperata, una giocatrice e una letterata.

Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un'attenzione costante alla grana della realtà. Dalle case popolari in periferia alle aule universitarie dans la ville, la messa in scena dona rilievo e profondità alle scene corali come ai momenti intimi di scoperta carnale e passionale.

Il rischio era dietro l'angolo ma La petite dernière non cede al discorso militante, scegliendo per la sua eroina un finale sospeso e un cammino che non sarà facile. La famiglia di immigrati algerini, gli studenti parigini provenienti da un milieu agiato, le attiviste lesbiche, ogni personaggio è un essere unico e complesso che non si riduce mai alla sua identità.

L'approccio di Herzi evita tutti i passaggi obbligati, il confronto coi genitori o con l'Imam, meglio, li reinventa. Li coglie e porta altrove, attraverso le parole e gli scambi, sempre lontani da quello che ci si saremmo potuti aspettare. Nel farlo, l'autrice non limita mai il suo personaggio a una comunità o a una religione. Quello che sta vivendo Fatima, lo vivrebbe qualsiasi giovane donna animata dalla fede religiosa, ponendosi le stesse domande e senza preoccuparsi di quello che gli altri potrebbero pensare di lei. A contare sono le incoerenze che sperimenta dentro di sé.

Anche l'amore, cercato, trovato e perduto, passa per i baci e le parole. Non ha paura dei corpi Hafsia Herzi, radiosa protagonista di Cous cous, il film è interamente dedicato a un corpo, in cui ancora una volta ama insinuarsi (Tu mérites un amour, Bonne Mère), entrare dalla testa e nei pensieri del suo personaggio, che si incrina, si ostina, prende il comando, soffoca di dentro, respira fuori e occupa tutto lo spazio come nella intensa sequenza finale, dove oppone lacrime e silenzio alla dolcezza di sua madre, che la esorta ad aprirle il cuore.

La posizione autoriale di Fatima Daas coincide con quella di Hafsia Herzi, autrice e regista non si addentrano in un terreno politico-teologico e non si fanno portavoce di niente e di nessuno. Al cuore del romanzo e del film c'è il racconto di come ci costruiamo nell'odio verso noi stessi, c'è il diritto a non scegliere per forza. Perché la famiglia, come la religione, porta con sé una serie di precetti culturali che creano tensione ma che finiamo per sistemare, qualche volta in un'identità discordante a cui il film offre asilo e riparo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 23 aprile 2026
cardclau

Il film La più piccola di Hafsia Herzi affronta il problema del gender, per niente risolto anche nel mondo occidentale, anche se forse meno acuito rispetto ai paesi emergenti, molto legato a religiosi, emigranti o meno, di diversa credenza, …, ma anche nei non credenti. Penso che il problema nasca dall’accettazione del diverso, dello straniero, che nasconde il senso tribale di una [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 maggio 2026
Cristina Piccino
Il Manifesto

Di La petite derniere,uscito come La più piccola si è detto per la sua potenza, e soprattutto per la censura imposta in Italia ai minori di quattordici anni, una decisione che oltralpe dove il film diretto da Hafsia Herzi è stato premiato allo scorso Festival di Cannes - premio per la migliore attrice alla protagonista, Nadia Melilli - ha suscitato molte reazioni critiche verso il governo «Meloni di [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
martedì 21 aprile 2026
 

Il viaggio intenso di una ragazza alla ricerca della propria identità, nel tentativo di conciliare cuore, amore e devozione. Dal 23 aprile al cinema. Guarda l'inizio del film »

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martedì 14 aprile 2026
 

Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Vai all'articolo »

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lunedì 13 aprile 2026
 

Le difficoltà di crescere, divisi tra vari mondi. I commenti del pubblico alle prime proiezioni del film. Dal 23 aprile al cinema. Vai all'articolo »

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venerdì 20 marzo 2026
 

Fatima, 17 anni, cresce tra tradizioni musulmane e sogni personali. A Parigi studia filosofia e cerca un equilibrio tra fede, amore e identità. Da giovedì 23 aprile al cinema. Guarda il trailer »

CANNES FILM FESTIVAL
sabato 24 maggio 2025
 

L'attrice si è aggiudicata il riconoscimento per l'interpretazione di una ragazza cresciuta nelle banlieue parigine. Vai all'articolo »

winner
miglior attrice
Festival di Cannes
2025
winner
miglior attrice esordiente
Cesar
2026
winner
miglior attrice esordiente
Lumiere Awards
2026
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