| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Fabio Lovino |
| Uscita | giovedì 27 agosto 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 agosto 2026
Il documentario mostra per la prima volta Marco Bellocchio al lavoro sul set e racconta il suo approccio quotidiano alla regia.
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CONSIGLIATO SÌ
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Fabio Lovino, fotografo e collaboratore di Marco Bellocchio per tanti anni, punta l'obiettivo verso il regista collezionando frammenti inediti di vita sul set e di rapporto con gli attori e con la troupe, interviste a cuore aperto con Bellocchio stesso, con i figli Pier Giorgio ed Elena, e con una serie di colleghi illustri che con lui hanno lavorato, da Pierfrancesco Favino a Fabrizio Gifuni, da Marco Tullio Giordana a Daniele Ciprì.
Rara opportunità di osservare un maestro come Marco Bellocchio al lavoro, in una piacevole serie di conversazioni sul cinema e sul carattere di uno dei più grandi autori italiani. La firma qualcuno che gli è vicino e riesce a rompere le barriere personali del regista, alternando costantemente le riflessioni sul suo metodo artistico e sui rapporti lavorativi con quelle che, gentilmente, si spingono più in profondità.
Tra di esse c'è un segmento finale che approccia la dimensione familiare, centrale in (e per)
Bellocchio: attraverso la mediazione dei due figli si rivisita l'importanza di Marx può attendere e
si toccano i rapporti incrociati tra i tre, oltre che il lutto per la perdita del fratello gemello Camillo,
che si suicidò nel 1968 a neanche trent'anni.
Se certi aspetti della dimensione privata sono stati ampiamente rielaborati da Bellocchio nella
sua filmografia, è quasi più importante vederlo colto nella pratica del suo mestiere, come voce
decisionale, anche brusca, sul set con i vari collaboratori. Sono estratti soprattutto da Il
traditore, durante la cui realizzazione venne l'idea a Lovino di girare il documentario, e
includono ad esempio un'ampia panoramica sulle famose illustrazioni di Bellocchio stesso, a
metà tra lo storyboard e l'opera d'arte in sé, oltre che rimandi a classici come I pugni in tasca.
Un tributo ma anche un confessionale che scorre via veloce (troppo veloce, visto il piacere che
c'è nello scorgere questi piccoli contenuti mai visti prima) e che non può certo sperare di
contenere tutta la vulcanica, mercuriale energia del personaggio. Si accontenta di darne un
assaggio, e di tracciarne la scia per come si riflette nelle persone che a lui stanno intorno.
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