La casa dalle finestre che ridono

Film 1976 | Giallo 110 min.

Regia di Pupi Avati. Un film con Gianni Cavina, Lino Capolicchio, Giulio Pizzirani, Francesca Marciano, Bob Tonelli. Cast completo Genere Giallo - Italia, 1976, durata 110 minuti. - MYmonetro 2,34 su 68 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Stefano, un giovane pittore, è chiamato a restaurare un affresco, terrificante opera di un folle morto suicida. Durante il lavoro, Stefano è vittima d...

Consigliato nì!
2,34/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO NÌ
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Cinema
Noir padano che sconfina nell'horror.

Stefano, un giovane pittore, è chiamato a restaurare un affresco, terrificante opera di un folle morto suicida. Durante il lavoro, Stefano è vittima di fatti strani e inquietanti e assiste a una serie di morti strane. Dopo non pochi spaventi e scampati pericoli il pittore riesce finalmente a risolvere il mistero.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Agli inizi degli anni '60, in un paese della Bassa Ferrarese arriva un giovane restauratore per ripristinare un affresco sulla morte di San Sebastiano, dipinto da un artista locale naïf e un po' folle, morto suicida trent'anni prima. Si trova coinvolto in una bieca atmosfera e, dopo morti violente e colpi di scena, scopre a sue spese una orribile verità. 5° film del bolognese P. Avati e il 1° prodotto da lui con l'A.m.A. (in società con il fratello Antonio e Gianni Minervini), scritto con Gianni Cavina, Maurizio Costanzo e il fratello, è un noir padano che sconfina nell'horror con qualche facile effettaccio. Narrativamente sconnesso, conta per il senso del paesaggio, il gusto della dismisura, l'inclinazione al grottesco, la direzione degli attori, la cura dei particolari. Premio della Critica al festival du Film Fantastique di Parigi 1979.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 28 agosto 2011
Marco Michielis

Nel film forse più famoso di Pupi Avati a spaventare di più non sono tanto gli omicidi, quantunque efferati e brutali, delle sorelle Legnani, bensì l'incredibile silenzio e la complicità dei compaesani, i quali, non solo non denunciano i crimini delle orride vecchie ( ad eccezione della chiamata alla polizia del sindaco verso la fine), ma addirittura le aiutano a procurarsi [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 gennaio 2012
osteriacinematografo

Bassa Padania. Un restauratore viene chiamato in un paesino per ripristinare l’affresco di un artista ormai deceduto, artista noto per l’insania e per aver immortalato soggetti in agonia. La vicenda si sviluppa lentamente, portando a galla gradualmente paura e inquietudine, fino a rivelare l’abisso obliato della follia. Le atmosfere cupe, umide, la nebbia che s’insinua fra i vicoli e nelle coscienze [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2012
Dandy

Un film a suo modo unico nel contesto italiano(e non).Più vicino al seguente "Shining"(abitazioni con un passato di sangue,follia latente) che al coevo thriller grandguignolesco alla Dario Argento(all'epoca al top della carriera e dell'inventiva).Avati,sceneggiatore tra gli altri,con Maurizio Costanzo(quando ancora aveva il cervello a posto)e Gianni Cavina(che interpreta [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 maggio 2014
Great Steven

LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO (IT, 1976) diretto da PUPI AVATI. Interpretato da LINO CAPOLICCHIO – FRANCESCA MARCIANO – GIANNI CAVINA – VANNA BUSONI – ANDREA MATTEUZZI – BOB TONELLI – PIETRO BRAMBILLA – INES CIASCHETTI § Scritto dal regista col fratello Antonio (anche produttore), G. Cavina e Maurizio Costanzo, è una mystery story con venatura [...] Vai alla recensione »

martedì 21 febbraio 2012
giu/da(g)

Stefano (Lino Capolicchio), un giovane restauratore, riceve l’incarico di riportare alla luce il martirio di San Sebastiano, affresco dipinto nella chiesa di uno sperduto paese dell’Emilia Romagna da Buono Legnani, un folle pittore naif morto diversi anni prima. Fin da subito però appare chiaro che una fitta coltre di omertà nel paese avvolge la vita dell’artista, celando [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 febbraio 2020
Movieman

Apparso sugli schermi cinematografici nel 1976, questo film lanciò definitivamente la carriera di Pupi Avati e diventò un cult-movie dell'horror, benché sia sostanzialmente un thriller psicologico. Pupi Avati, con l'ausilio di una sceneggiatura scritta  insieme al fratello Antonio, a Gianni Cavina e a Maurizio Costanzo (sì, proprio lui) scavò fra i ricordi [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 gennaio 2020
Carlo

 Nei primi anni 50 il giovane restauratore Stefano (Lino Capolicchio) si reca in un desolato paese del Comacchio ferrarese popolato perlopiù da pochi elementi anziani, asociali e handicappati  di vario genere (un autista alcolizzato, un perito agrario depresso, un sacrestano balordo, un sindaco nano, una vecchia paralitica, etc.) per mettere a posto un affresco sacro raffigurante un [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 febbraio 2017
Francis Metal

Il mio thriller/horror preferito. Mescola benissimo gli elementi dei due generi. I titoli di testa più impressionanti che abbia mai visto... sono una perfetta copertina di tutto il film.  Le cose che fanno più orrore però sono l'omertà e il collaborazionismo. Mi piace molto l'atmosfera di quel paesino di campagna.

lunedì 2 giugno 2014
Noia1

Ad un ragazzo viene dato l’incarico di restaurare un inquietante quadro, con il passare dei giorni il posto nel quale è stato mandato diventerà sempre più inquietante e la comunità del posto si rivelerà più distante di quanto lei stessa non volesse far credere. Non si capisce se sia una genialata o una gran porcata, la trama è parecchio sgangherata e niente affatto complessa malgrado il fulcro di [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 agosto 2010
ralphscott

Giallo di atmosfere inquietanti che,seppur in maniera discontinua,coinvolge ed appiccica addosso allo spettatore l'inquietudine,densa come il sangue raggrumato. Interessante ed insolita l'ambientazione. Attori così così,staglia l'efficace Capolicchio,vittima di un incredibile cospirazione. La sorpresa del finale é grande

giovedì 30 dicembre 2010
Francis Metal

Ragazzi, altro che Esorcista, questo si che mi ha terrorizzato! Ci penso giorno e notte! Sembrano luoghi del Salento a tratti, dove io vivo, Pupi Avati mi ha sorpreso! Peccato che abbia sprecato la carriera a fare commediole....

martedì 7 luglio 2009
Jethro

L'elemento che generalmente mi impedisce di gustarmi ed emozionarmi con un horror è il soprannaturale, cosa che manca completamente in questo film. L'ambientazione lo rende poi estremamente credibile vista la famigliarità con i luoghi. Credo sia stato il film che mi ha spaventato di più e che mi sento di consigliare a chiunque ami questo genere.

lunedì 8 ottobre 2012
ciccio benzina

Il regista e' un genio. Tra atmosfere malsane , ottime inquadrature , eccellenti momenti di tensione e personaggi ottimamente caratterizzati . Capolavoro .

lunedì 10 dicembre 2012
toty bottalla

Pupi avati con questo film ci dimostra come si può fare un grande horror spendendo poco e senza inutili e spettacolari effetti speciali. Prendendo spunto dai suoi incubi d'infanzia ci coinvolge nel suo senso di paura, fatto di silenzi e di bisbigli incorniciati da un ambiente sinistro e meraviglioso allo stesso tempo, ottima la parte thriller con finale spiazzante, buon cast ottimo [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 maggio 2013
critichetti

Dedicato a quelli che sono soliti dire "gli italiani non sanno fare film horror".Questo film,assieme a tanti altri,è la dimostrazione che gli italiani sanno fare film horror di pregevolissima fattura (poi certo,ci sono anche quelli che non sono capaci,ma questo succede in tutto e dovunque).Questo film èè uno dei pochi horror che personalmente mi ha messo veramente addosso [...] Vai alla recensione »

mercoledì 31 ottobre 2012
marilena monti

La storia è forte, la tensione che crea è grande, il finale mozza il fiato... Bravi tutti gli attori, ottimi i silenzi e le musiche. Ma la cifra speciale del film, a mio parere, è il paesaggio. L'ho trovato sinistro da subito, anche lì dove pareva se ne potessero cogliere la mite bellezza e la 'bontà'. Ottimo Avati! Tra le righe disegna già qualcosa [...] Vai alla recensione »

sabato 14 settembre 2019
bob70

Ottimo horror.Riuscito come pochi nella storia del cinema.

venerdì 3 novembre 2017
CARFA

ANCORA COMPLIMENTI AL MAESTRO PUPI AVATI, IN QUESTO FILM SI E' CIMENTATO NEL GENERE HORROR CREANDO QUALCOSA DI MAI SUPERATO DA ALTRI REGISTI, BELLO IL TITOLO, BELLO COME TRAMA, BUONE LE RIPRESE, OTTIME LE LOCATIONS, LA MUSICA MI PARE BUONA, LE TELECAMERE UTILIZZATE PER LE RIPRESE FATTE IN QUEGLI ANNI E SUCESSIVE MIGLIORIE IN DIGITALE RESTITUISCONO AL FILM UNA OTTIMA QUALITA' VISIVA E AL PASSO [...] Vai alla recensione »

sabato 12 dicembre 2009
mauro B

Una storia abbastanza originale,ma il regista avrebbe potuto impegnarsi di più nei dettagli,es.quando il restauratore scappa ferito dalla casa dove alloggiava,la musica di sottofondo sembra musica da lovestory,e non da trihller,quella musica rovina il suspence.Comunque rimane sempre un buon film,da vedere...

sabato 7 gennaio 2012
Lebon

Gli ultimi 15- 20 minuti valgono da soli il prezzo del biglietto e probabilmente la storia del cinema. Però prima è un po' lentuccio. Due volte che l'ho visto e ho rischiato di addormentarmi. Comunque le belle atmosfere riescono a bilanciare le gravi lacune logiche e della trama.

domenica 8 luglio 2012
lupodelupis

sia nel bene (ambientazioni, idea) che male. Quest'ultima parte è purtroppo preponderante. Come non rimanere perplessi di fronte a certa recitazione (tranne nel caso dell'ottimo Cavina) che definire approssimativa è dire poco. Il vezzo poi deleterio del doppiaggio in studio rende irreale alcuni dialoghi irreali. Non mi soffermo sulle scene del coltello (citazione ovvia da Psycho) [...] Vai alla recensione »

sabato 20 ottobre 2012
Mr.Duff

Mi aspettavo di più da un titolo del genere e da tanta popolarità tra gli amanti dell'horror. Idea di base sicuramente interessante ma recitazione, sceneggiatura e regia fiacche. E' troppo lento e il finale per quanto possa spiazzare è troppo breve e non rimedia a tanto effetto "sonnifero". Il film non spaventa, non incute terrore o sensazioni di alcun tipo; si [...] Vai alla recensione »

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