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Pupi Avati

Pupi Avati è un attore italiano, regista, produttore, scrittore, sceneggiatore, montatore, musicista, è nato il 3 novembre 1938 a Bologna (Italia). Oggi al cinema con il film Dante distribuito in 352 sale cinematografiche.
Nel 2020 ha ricevuto il premio come miglior soggetto al Nastri d'Argento per il film Il Signor Diavolo. Dal 1984 al 2020 Pupi Avati ha vinto 9 premi: David di Donatello (1990, 2003), Nastri d'Argento (1984, 1990, 1997, 2011, 2020). Pupi Avati ha oggi 83 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

Un Maestro italiano

A cura di Fabio Secchi Frau

Quarant'anni al servizio del cinema, anni che hanno trasformato Pupi Avati in un vero e proprio maestro italiano della settima arte. In primis, è stato un cinema manifesto dell'orrore e della futilità del presente con un'esaltazione di un passato unico, reso malinconico dai temi musicali (altra sua grandissima passione), poi è diventato il cinema della rinascita e della rivincita dai flop commerciali che si sono susseguiti intorno agli anni Novanta. E oggi, ruvido e sentimentale allo stesso tempo, saggio e illuminato, è uno dei re incontrastati di Cinecittà.

Gli esordi
Proveniente da una famiglia borghese, fratello dello sceneggiatore, regista, attore, ma soprattutto produttore Antonio Avati, Giuseppe, detto "Pupi", si laurea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, impegnandosi poi in una ditta di surgelati. Appassionato di jazz, diventa il clarinettista della Doctor Dixie Jazz Band del capoluogo emiliano, dove suona con il giovane Lucio Dalla. Amante delle pellicole d'orrore e desideroso di mettersi dietro una macchina da presa, esordisce, cinematograficamente parlando, nel 1968, quando gira la pellicola grottesca Balsamus, l'uomo di Satana, storia irreale e gotica di uno stregone nano. Seguirà poi Thomas e gli indemoniati (1969) con il suo attore feticcio Gianni Cavina e un'esordiente Mariangela Melato, dove conferma ancora una volta la sua passione per il paranormale, che però in Italia non viene assolutamente distribuito, segnando un momento di plateau per il regista che ritornerà dietro la macchina da presa solo dopo cinque anni con il felliniano La mazurca del barone, della santa e del fico fiorone con Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Delia Boccardo e l'immancabile Cavina. Sempre nel 1974 si farà notare come sceneggiatore de Il bacio (1974) diretto da Mario Lanfranchi e Salò e le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini.

Gli anni Settanta e Ottanta
Sono gli anni del censurato e bizzarro fantamusical Bordella (1975) e del suo maggiore successo, l'horror La casa dalle finestre che ridono (1976) storia di un pittore che deve restaurare un affresco in una casa infestata dai fantasmi, i cui buoni risultati lo imporranno come regista di sceneggiati televisivi come "Jazz band" (1978) e "Cinema!!!" (1979), autobiografie dichiarate che danno largo uso del tema de "la nostalgia dei ricordi". Tema che si ritroverà anche in Una gita scolastica (1983), con un altro dei suoi maggiori attori feticcio, Carlo Delle Piane, basato sui ricordi di un'anziana signora bolognese ultraottantenne che ricorda una gita cui partecipò diciottenne assieme ai compagni di liceo e che gli permetterà di vincere i Nastri d'Argento come Migliore Regista e Miglior Soggetto Originale.
Seguiranno poi pellicole contemporanee, amare e crudeli, delle quali è un tipico esempio Regalo di Natale (1986) con la summa dei suoi attori più usati: Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Diego Abatantuono e Alessandro Haber che interpreteranno quattro amici che si ritroveranno per un poker la notte di Natale (che però si rivelerà tutt'altro che amichevole) - storia che sarà poi ripresa nel 2004 in La rivincita di Natale. Membro della giuria al Festival di Venezia nel 1989, otterrà il David di Donatello per la migliore sceneggiatura e i Nastri d'Argento come miglior regista e migliore sceneggiatura per Storie di ragazzi e di ragazze (1989), pellicola su una festa di fidanzamento fra due ragazzi che metterà in luce le differenze fra i loro rispettivi nuclei familiari.

Gli ultimi anni
Per larga parte degli anni Novanta seguono pellicole non proprio entusiasmanti, eccezion fatta per l'ottimo Festival (1996), film ambientato nel mondo del cinema e con un cast eccezionale, che gli farà vincere il Nastro d'Argento come miglior regista. Si accoderanno il fantastico L'arcano incantatore (1996), il drammatico Il testimone dello sposo (1998), la commedia La via degli angeli (1999) e l'avventuroso I cavalieri che fecero l'impresa, tratto da un suo libro. Mentre nel 2003, ottiene il David di Donatello per la migliore regia per Il cuore altrove con la coppia Neri Marcoré e Vanessa Incontrada, storia d'amore fra un giovane insegnante e una viziata ragazza cieca nella Bologna degli anni Venti. E dopo il biografico Ma quando arrivano le ragazze? (2005), tornerà a dirigere Marcorè in La seconda notte di nozze (2005), tratto da un suo libro e l'Incontrada in La cena per farli conoscere (2007), con un ritrovato Abatantuono.
Nel 2010 torna al cinema con la commedia amara Il figlio più piccolo. Nel 2011 dirige Micaela Ramazzotti e Cesare Cremonini nella delicata commedia Il cuore grande delle ragazze. In anni più recenti ha diretto Un ragazzo d'oro (2014) e nel 2019 Il signor Diavolo, che segna il suo ritorno al genere horror. Nel 2021 girerà Lei mi parla ancora e nel 2022 uscirà invece il film Dante.
Tecnicamente è diventato così perfetto da poter essere considerato un autore con la A maiuscola, che ben sa prendere di petto il mestiere del regista.

Ultimi film

Biografico, (Italia - 2022), 94 min.
Drammatico, (Italia - 2019), 86 min.
Drammatico, (Italia - 2014), 102 min.

Focus

INCONTRI
venerdì 3 giugno 2011
Ornella Sgroi

Motore. Partito. Ciak. 38/1. Azione. Un rituale cinematografico molto caro a Pupi Avati, ricordo di un esordio bizzarro e incosciente sul set di Balsamus nel 1968, che racconta sempre con grande divertimento. Ha da poco finito di girare il suo trentottesimo film, Il cuore grande delle ragazze, con Cesare Cremonini e Micaela Ramazzotti. Trentotto film per il cinema che, sommati a quattro sceneggiati televisivi a cavallo degli anni Ottanta, fanno un totale di 42 film in 43 anni, con una media recente di due titoli a stagione

INCONTRI
lunedì 24 gennaio 2011
Giovanni Bogani

Cesare Cremonini per Pupi Avati. All'inizio non ci credi, poi capisci che invece è un'altra delle pazze idee di un regista che, a settantadue anni, non smette di stupire. E di inventarsi varianti nuove per quel gioco chiamato cinema. Pupi Avati strizza gli occhi, inquieti, come se scrutassero sempre qualcosa di lontano. E racconta: "È una storia d'amore, d'amore che sembrava impossibile, quella del mio prossimo film

NEWS
mercoledì 17 novembre 2010
 

Castellinaria. Festival internazionale del cinema giovane Bellinzona, in occasione della 23. edizione, ha deciso di premiare con il CASTELLO D'ONORE il regista italiano Pupi Avati, per l'insieme della sua opera. Il premio, che in passato è stato attribuito a Christopher Lee, Edgar Reitz, Fernando Peréz, Michel Khleifi, Renato Berta solo per citarne alcuni, vuole essere un riconoscimento, da parte del Festival, alla carriera dei premiati

INCONTRI
lunedì 4 ottobre 2010
Marianna Cappi

Un viaggio avanti e indietro nel tempo Avrebbe forse dovuto chiamarsi "Una sconfinata infanzia" anziché Una sconfinata giovinezza, l'ultimo film di Pupi Avati presentato oggi a Roma, alla Casa del Cinema. È il regista stesso a dirlo. D'altronde il mondo dell'inverosimile e del disinibito, tipico dei bambini, è sempre stato parte del suo "tocco", la parte cinematograficamente più adulta e matura

News

Regia di Pupi Avati. Un film con Sergio Castellitto. Il primo vero biopic su Dante Alighieri.
Il primo imbarazzante ciak, l'attrazione per l'horror, i progetti futuri. Il regista racconta e si racconta in una video...
Autobiografia di Pupi Avati: "Vi racconto tutto".
Dal 18 marzo il Festival inizia il suo viaggio tra San Pietroburgo e Mosca.
Al Festival di Roma, convince La kryptonite nella borsa.
A colloquio con il regista bolognese.
Pupi Avati parla del suo nuovo film con Cremonini e Ramazzotti.
Presentato oggi a Roma l'ultimo film di Pupi Avati.
Il regista parla delle sue origini e del suo amore per il cinema.
Il prossimo film di Avati sarà una storia d'amore.
De Sica figlio diventa serio, come papà nel Generale della Rovere.
Grandi attori e giovani scoperte per il nuovo film di Avati.
La Stampa estera premia Marco Risi come miglior regista.
Presentato il nuovo listino 2009-2010 alla presenza di grandi attori e registi.
Quello di Pupi Avati è un amarcord che non dimentica mai il tanto amato maestro Federico Fellini.
Una commedia sentimentale che rievoca storie e personaggi legati ai ricordi della giovinezza.
Avati e il suo cast presentano Gli amici del bar Margherita.
Con Silvio Orlando, Coppa Volpi a Venezia.
Pupi Avati e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.
Presentato a Venezia il nuovo film di Pupi Avati, con Francesca Neri e Silvio Orlando.
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