Il nascondiglio

Film 2007 | Thriller, 100 min.

Regia di Pupi Avati. Un film con Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young, Treat Williams, Yvonne Sciò, Peter Soderberg. Cast completo Genere Thriller, - Italia, USA, 2007, durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 16 novembre 2007 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,80 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo 15 anni in una clinica psichiatrica, una donna avvia un ristorante italiano che scoprirà essere stato teatro di feroci trapassi. In Italia al Box Office Il nascondiglio ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 519 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,80/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,58
PUBBLICO 2,62
CONSIGLIATO NÌ
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Un'incursione di Avati nel suo genere d'esordio, l'horror, con un film girato, montato e recitato "dal vivo", aperto a ogni intrusione dell'inatteso.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 13 novembre 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 13 novembre 2007

Dopo una malattia mentale, che l'ha costretta quindici anni in una clinica psichiatrica, una donna di origine italiana recupera la lucidità e la voglia di ricominciare a Davenport, una cittadina tranquilla nello Stato dello Iowa. Decisa ad avviare un ristorante italiano, affitta il piano terra di Snakes Hall, tetro e cupo edificio in cima a un colle. Costruita all'inizio del Novecento da un imprenditore farmaceutico e successivamente trasformata in un gerotrofio, Snakes Hall sembra nascondere dietro le pareti un terribile segreto. La donna, svegliata ogni notte da una voce querula, decide di indagare. Scoprirà molto presto che la casa è stata teatro di crudeli trapassi.
Il temario avatiano delle produzioni recenti ci aveva abituati a rievocazioni generazionalmente autobiografiche e nostalgiche (Il cuore altrove, La seconda notte di nozze), a vivaci e sottili quadri di conflittualità familiare (La cena per farli conoscere, Ma quando arrivano le ragazze) o ancora a sagaci sguardi sociologici sul presente (La rivincita di Natale).
Girando Il nascondiglio, Pupi Avati torna a compiere un'incursione nel genere praticato all'inizio della carriera con Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas, esordi che avevano sorpreso il cinema italiano e la critica degli anni '60 con storie, ambientazioni e modalità narrative inedite. Erano gli anni folli dell'horror e della sperimentazione a tutto campo, dove la Avati Factory (Antonio e Pupi) affinava il proprio metodo di lavoro, culminante nel riconoscimento internazionale attribuito a La casa dalle finestre che ridono. Lontano dalla piattezza della pianura padana e dal profilo alto dell'Appennino tosco-emiliano, Avati cerca (e non è certo la prima volta) nel Midwest americano la dimora "ideale" per la sua protagonista e per il suo racconto straordinario. Davenport è una cittadina tranquilla e solare dell'Iwoa che diventa improvvisamente scenario di orribili delitti e perversioni, un luogo ideale da alterare e allucinare. Come il giovane seminarista dell'Arcano incantatore, il personaggio interpretato da Laura Morante si "confina" nell'isolamento di una casa in collina per sfuggire a un passato traumatico. L'intento dell'autore è quello di spaventare il pubblico che accompagna la ricerca della Morante alla Snakes Hall, percorrendo scale e corridoi dell'edificio con la pila che muove un fascio luminoso sulle linee e le forme del décor di un ambiente ricostruito a Cinecittà. Dentro una casa che contiene, nasconde e "genera" personaggi, si muove a occhi aperti la macchina da presa di Avati, determinando uno spazio fisico e mentale unitario, delimitando lo stato d'animo e il sentimento della sua protagonista, facendo esplodere l'isteria e l'abituale maschera della Morante.
Il nascondiglio è un film girato, montato e recitato "dal vivo", aperto a ogni intrusione dell'inatteso (Avati ha fatto girare due diversi finali alla Morante), senza rinunciare mai al rigore formale e senza abbandonarsi all'indifferenza a cui molto spesso conduce il mestiere. La grande casa "di campagna" di Avati non ospita atmosfere festose, esplosioni di gioia, di sessualità e tenerezza (Storia di ragazzi e di ragazze), l'energia narrativa questa volta si esprime con voce orrorifica e si libera nel pianto, nel sangue e nel rancore. Siete avvertiti.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

La carriera di Avati somiglia a quella di W. Allen: dopo un quinquennio inattivo all'inizio, ha una media di un film all'anno, più 4 serie TV. Il 32° è il suo 4° thriller gotico, il più notturno. Tremendo prologo nel 1957, l'azione si svolge mezzo secolo dopo a Davenport (Iowa) nella stessa grande, isolata casa dei delitti che, uscita da clinica psichiatrica, una vedova italoamericana affitta per farne un ristorante, trovandosi alle prese con i fantasmi del passato: rumori, voci, pareti mobili, cunicoli segreti. Nessuno le crede. Lei stessa teme di essere vittima di allucinazioni. Operazione poco riuscita. Per difenderla bisognerebbe limitarsi alla bella prova della Morante (al suo 46° film). Scritto da Avati solo, costato 5 milioni di euro alla DueA in coproduzione con Rai Cinema. In piccole parti gli italiani Angela Goodwin, Venantino Venantini, Angela Pagano, Francesco Carnelutti. Poco funzionali gli interpreti angloamericani.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 22 settembre 2010
Ciro Nacarlo

Pupi Avati, ritorna dopo anni sul luogo del delitto, portando al grande schermo un film assolutamente godibile dall'inizio alla fine. La protagonista, intenta ad aprire un ristorante italiano nello Iowa, dopo essere stata dimessa da un ospedale psichiatrico in cui si era fatta curare dopo il suicidio del marito, si ritrova suo malgrado coinvolta in una storia poco chiara, avvenuta molti anni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 settembre 2012
Danygor

"In questo ritorno al genere horror-thriller  il 'maestro' Pupi Avati dimostra come, nonostante la maggioranza della sua filmografia sia composta da altro tipo di pellicole, si trovi sempre a suo agio in certi contesti. La novità stavolta, rispetto alle pellicole precedenti dello stesso genere, sta nell'ambientazione, il regista bolognese per questa storia ha abbandonato [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 febbraio 2020
astotti98

Pupi Avati torna, dopo diversi anni, al genere che lo ha lanciato e tutto questo periodo di tempo non sembra essere affatto passato. Il regista si dimostra molto abile nel gestire la suspence e l'attesa, senza quei continui jumpscare ai quali gli horror attuali ci hanno abituato; il risultato è un film che scorre bene, coinvolgente, con una trama non troppo intrecciata ma non per questo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 dicembre 2016
ralphscott

Che piacere trovare ancora lampi di classe,bagliori di originalità nel film di genere! Seppur incasellabile sommariamente nel filone delle "case maledette",questo nascondiglio delle suore sorprende per un carattere suo,che è quello di Avati. Come nell'ottimo Arcano incantatore,anche qui la suspence viene ottenuta col mestiere,senza artifici al pc.

lunedì 13 giugno 2011
Ignazio Vendola

Lo stile didascalico di Avati ha contribuito a far sprofondare nella noia un film che di suo pativa già una sceneggiatura debole. "La casa dalle finestre che ridono" è solo un lontano ricordo, e Laura Morante, come sempre, è prigioniera nel suo ruolo di eterna nevrotica.

giovedì 10 dicembre 2009
mauro B

Un discreto trihller,per gli amanti del genere da vedere...

domenica 27 novembre 2011
nebbiolina

un film che avrebbe funzionato nei primissimi anni '80, magari con protagonista la classica giovane donna bella,innocente, appena sposata con un figlio, gli arredi antichi, le ambientazioni ricercate e preziose, i fantastici abiti e le acconciature femminili dell'epoca, magari meno indagini e più suspance,meno logica poliziesca e più follia, così forse sarebbe stato un [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 settembre 2011
toty bottalla

Complicato, troppo intrecciato, dalla storia forzata a creare tensione che in realtà non arriva mai, io amo la filmografia di AVATI, ma questo non mi è piaciuto, pazienza. Saluti.

venerdì 12 marzo 2010
don64

Teniamo conto che e' un film thriller italiano diretto da Pupi Avati personaggio totalmente estraneo a questo genere di film.Il risultato e' evidente.Film Piu' che discreto interpretato in modo discreto da Laura Morante.Trama discreta.Voto 6+

martedì 9 marzo 2010
Shakes

Pupi Avati sforna questo film thriller veramente promettente. Pupi che già in passato aveva diretto film dii questo genere, quali "La casa dalle finestre che ridono" e "Zeder", dimostra sicuramente di aver bellisime idee da trasformare in pellicola. Sebbene le sue idee siano belle il film manca di certo di un montaggio di qualità, ma soprattutto il film poteva essere sicuramente più pauroso, in quanto [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Boris Sollazzo
Liberazione

Avati torna alle origini, anche se le finestre della sua casa non ridono più. Va detto, con onestà, che neanche piangono come quelle delle case di tanti altri maestri dell'horror sempre più vittime della grandezza del loro passato e della pochezza del loro presente. Pupi, tra i più prolifici registi del nostro cinema, per Il nascondiglio recupera le atmosfere "da paura" che avevano contraddistinto [...] Vai alla recensione »

Massimo Lastrucci
Ciak

Avati torna al gotico-horror (il suo La casa dalle finestre che ridono è un capolavoro del genere) e fa piuttosto bene. Dopo anni di clinica psichiatrica, una ipersensibile vedova (Laura Morante) va a Davenport per aprire un ristorante italiano. Inevitabilmente traslocherà in una casa maledetta in cui nel 1957 fu commessa una orrenda strage. E quando dalle pareti cominceranno a provenire risatine, [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Questa volta Pupi Avati, puntuale con un film all'anno, non racconta le origini, la famiglia, gli amici, Bologna e l'Appennino emiliano. Torna a un antico amore, il cinema "di genere". Il nascondiglio è un film di paura e dell'orrore, il regista lo definisce thriller gotico. La legge non scritta prevede che non si debba raccontare la trama di un film di questo tipo, per non rovinare la sorpresa.

Alberto Castellano
Il Mattino

Con «Il nascondiglio» Pupi Avati torna al primo amore dei generi, in particolare quel mix di horror, noir, mystery, con il quale si impose agli esordi prima di intraprendere un prestigioso viaggio poetico-sentimentale nella provincia emiliana. A circa trent'anni da «La casa dalle finestre che ridono», al quale seguirono «Tutti defunti... tranne i morti» e «Zeder», l'autore bolognese rivisita le atmosfere [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

C'è qualcosa di orribile nella soffitta" fa da ritornello in una buona metà degli horror film. L'altra metà obbedisce alla regola "c'è un maniaco, là fuori o qui dentro, che ci ammazzerà tutti". Pupi Avati, di ritorno al genere dopo "La seconda notte di nozze" e "La cena per farli conoscere", sceglie l'incubo residente, scocciatissimo ogni volta che l'edificio accoglie un nuovo inquilino.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Isolata, disabitata, lugubre, con le nebbie che salgono dal bosco e le porte che cigolano. E una donna che, nonostante tutti questi segni sinistri, decide di andarci ad abitare. Perché è qui, in questa dimora degli spettri che si svolge Il nascondiglio di Pupi Avati. Le oscure presenze abbondano, di notte si sentono strane voci, nessuna persona sana di mente accetterebbe mai di passarci un solo minuto. [...] Vai alla recensione »

Pier Maria Bocchi
Film TV

Il nascondiglio è un nosocomio glorioso di facce che da sole meriterebbero un bel votone. Dunque, c'è Sydne Rome (ma il nome nei titoli di testa è scritto sbagliato, sic!), il grado senza ritorno della chirurgia plastica, che purtroppo sparisce subito nell'incipit: peccato, il suo volto è il massimo dell'orrore. Poi c'è Angela Goodwin, che dai tempi di Lattuada e Lado non la si può dimenticare.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

L'inquietudine diventa paura e poi terrore con una voce dal buio nella notte. Sottile, penetrante, lagnosa, potrebbe essere la voce d'un bambino, di una fanciulla o d'una vecchia; chiacchiera, chiama, invoca, improvvisamente tace per poi ricominciare. Pupi Avati torna allo spavento (La casa dalle finestre che ridono del 1976) e negli Stati Uniti (Davenport, Iowa), sceglie Laura Morante per raccontare [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Quando un regista italiano gira un film d'orrore negli Stati Uniti, cioè ogni quarto di secolo, Burt Young è l'interprete: era in Amityville Possession di Damiano Damiani (1982) ed è ora nel Nascondiglio di Pupi Avati. Esempio di cinema di genere che conviene ormai girare direttamente nel posto dove si potrà meglio smerciarlo, Il nascondiglio propone una casa forse infestata nell'Iowa.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Che bella sorpresa, un thriller "gotico"come una volta, pieno di ottimi attori e di scene ad effetto ma privo di quegli effetti speciali che hanno ucciso il genere; con uno script zeppo di dialoghi e di spiegazioni che non rallentano mai l'azione ma moltiplicano piste e false piste; con la vecchia casa maledetta che stavolta non si trova su una collina nebbiosa o nella bassa padana come nel precedente [...] Vai alla recensione »

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venerdì 16 novembre 2007
Edoardo Becattini

Italiani all'estero Fra i numerosi ritorni che segnano questa settimana di nuove uscite quello di Pupi Avati si distingue non tanto per l'evento in sé che suscita un nuovo film del prolifico regista bolognese (risale solo a pochi mesi fa l'uscita di [...]

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