| Titolo originale | La mia banda suona il pop |
| Anno | 2020 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Fausto Brizzi |
| Attori | Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro Natasha Stefanenko, Rinat Khismatouline, Fabrizio Nardi (II), Nico Di Renzo, Giulio Base, Massimo Bagnato, Tiberio Timperi, Natasha Stefanenko, Stefano Ambrogi, Anna Ammirati, Massimo Bagnato, Filippo Bianco, Michele De Girolamo, Camilla Ghini, Leonardo Ghini, Ilir Jacellari, Blanka Koubova, Eugenio Krilov, Barbara Listawanova, Elisa Nardini, Zuzana Plavu, Tiberio Timperi. |
| Uscita | giovedì 20 febbraio 2020 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 1,88 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 18 febbraio 2020
La réunion del gruppo immaginario "Popcorn" a San Pietroburgo si trasforma in una rapina ai danni di un magnate russo. In Italia al Box Office La mia banda suona il pop ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 375 mila euro e 241 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NO
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Franco Masiero, manager musicale, riceve una proposta che non potrà rifiutare: un oligarca russo ricco sfondato e amico di Putin gli offre un anticipo di 100mila euro per rimettere insieme i Popcorn, gruppo musicale anni '80 le cui canzoni vanno ancora per la maggiore a San Pietroburgo e dintorni. Il plutocrate vuole così festeggiare in grande stile il suo compleanno, ma i Popcorn si sono sciolti 30 anni prima, e Masiero deve rintracciare uno per uno i quattro componenti: il frontman Tony, cantante di matrimoni e battesimi appena scartato dall'Isola delle Meteore; la "regina" Micky, che sbarca il lunario conducendo un programma di cucina e si scola ogni alcolico in vista; il "ribelle" Lucky, diventato un placido ferramenta; e Jerry, ridotto a fare l'artista di strada.
La mia banda suona il pop racconta la reunion di questi quattro cialtroni, come li definisce il loro stesso manager, per un tour da una data sola: quattro residui di un'altra epoca, male invecchiati e peggio assortiti, il cui unico fiore all'occhiello rimane la hit anni Ottanta "Semplicemente complicata", dall'album cult "Frantumami di baci".
Sulla carta questa è una premessa comica strepitosa, che fa leva sulla reale passione che in Russia sembrano avere per la musica pop italiana. Se ne poteva fare una commedia davvero esilarante, con abbondanza di richiami al passato ma anche mille agganci al presente.
Invece La mia banda suona il pop è un autentico disastro: un film comico che non fa ridere praticamente mai e svilisce il talento dei suoi interpreti (il più mortificato è visibilmente Paolo Rossi), inanellando una dietro l'altra battute puerili o da caserma (o entrambe insieme) e situazioni da vetusto cinepanettone. Non c'è ritmo, non c'è scrittura (nonostante il copione sia firmato da 8 mani esperte: del regista Fausto Brizzi, di Marco Martani, Edoardo Falcone e Alessandro Bardani), ci sono persino problemi di montaggio (uno dei primi dialoghi fra i membri della band è un pasticcio schizofrenico).
Sono sbagliati anche alcuni riferimenti agli anni Ottanta e alcuni dettagli di costume, e il product placement è smaccato e invadente. L'unica cosa che funziona sono i testi delle finte hit dei Popcorn, quasi realistiche e molto evocative di quell'epoca: ma per il resto anche il commento musicale, spalmato ovunque e caricato per sottolineare a quale "genere" dovrebbe appartenere ciascuna scena (Action? Mistery? Commedia?) si rende via via insopportabile.
Purtroppo l'unico "genere" cui appartiene La mia banda suona il pop è quella dei brutti incidenti, dai quali vorresti allontanare lo sguardo per non vedere i corpi a terra. Fra quelli recitanti si salva solo Diego Abatantuono, che con il suo classico aplomb (e due improbabili e inspiegati occhi celesti) sembra condividere lo straniamento e il disagio dello spettatore davanti a questo epic fail. La sola speranza è che diventi un giorno un cult movie del genere trash, alla maniera di The Room.
Negli anni 80 i Popcorn furoreggiavano in radio e nelle classifiche mentre oggi la band si è sciolta da tempo ed è stata dimenticata da tutti, in Italia. Tony, Lucky, Micky e Jerry, i componenti del gruppo, si sono divisi per via dei continui battibecchi e litigi e pensano di aver dato, ormai, con l'industria musicale: niente di più sbagliato però, perché all'est, e in particolare in Russia, i Popcorn vengono ancora ricordati da tanti. E infatti il magnate Ivanov spedisce la sua plenipotenziaria Olga dal loro ex manager Franco per assoldare i fantastici quattro e organizzare una reunion speciale a San Pietroburgo. Poco propensi ad accettare sulle prime, i quattro ex compari decidono di accogliere positivamente l'offerta spinti dai 50.000 euro a testa che Ivanov offre loro per la rentrée di una serata ma anche dalla possibilità, creata da Olga, di approfittare dell'occasione per derubare il magnate del suo tesoro e moltiplicare enormemente i loro introiti dalla trasferta russa.
Una storia di amicizia, di caduta (vera) e risalita (potenziale), condita da un pizzico di nostalgia e da abbondanti dosi di cialtroneria all'italiana per una commedia che strizza l'occhio ai cinepanettoni, di cui è sicuramente figlia, ma che vuole essere meno demenziale e più leggera, meno grottesca rispetto alla tipica satira da film di Natale, anche grazie alle sue sfumature da heist movie, visto l'elemento della rapina.
Agli ordini del regista Fausto Brizzi, un'autorità in materia di commedia all'italiana, c'è un cast di livello composto da alcuni dei più grandi campioni del genere degli ultimi quarant'anni di cinema, a partire proprio da Christian De Sica, Massimo Ghini e Diego Abatantuono, accompagnati da una Angela Finocchiaro in grande spolvero e da Paolo Rossi, che completano il quartetto di sgangherati musicisti che furono di successo.
Nei panni di Olga troviamo la sempre affascinante Natasha Stefanenko e c'è spazio anche per una comparsata di Sergio Rubini mentre persino Tiberio Timperi si regala un cameo.
"la mia banda suona il pop"(Fausto Brizzi, anhce autore d soggetto e sceneggiatura, con Marco Martani, Edlardo Falcone, Alessandro Bardnai, 2020). Uscito inel febbrario del 2020 nelle sale itlaiane, e'stato uno dei film"bloccati"(se non subito, certo)dal COVID . Ora. "banda"traduce in italiano l'inglese"Band", ossia gruppo musiclae, ma in [...] Vai alla recensione »
Un magnate russo vuol riunire il suo complesso pop preferito degli anni '80: i Popcorn. Sono Tony (De Sica), Jerry (Rossi), Lucky (Ghini) e Micky (Finocchiaro), tutti caduti in disgrazia. Ci penserà il loro manager (Abatantuono, l'unico salvabile) a farli volare in Russia. Brizzi gira una sorta di «cinecoriandolo» che fa tristezza per la sua imbarazzante pochezza, per la mancanza di ritmo, per le battute [...] Vai alla recensione »