Nessun nome nei titoli di coda

Film 2019 | Documentario, 83 min.

Regia di Simone Amendola. Un film Da vedere 2019 con Antonio Spoletini, Fernando Meirelles, Marcello Fonte, Pupi Avati, Dante Ferretti. Cast completo Genere Documentario, - Italia, 2019, durata 83 minuti. Uscita cinema giovedì 5 marzo 2020 distribuito da Movieday Next. - MYmonetro 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film che segue il lavoro di Antonio Spoletini tra i set del cinema italiano.

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Il ritratto di Antonio Spoletini, storico cacciatore di volti che ha dedicato al cinema la sua intera vita.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 2 marzo 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 2 marzo 2020

Antonio Spoletini e i suoi quattro fratelli sono coloro che, a partire dagli anni '50 quando erano ancora dei ragazzini, sono entrarti a far parte del mondo del cinema. Oggi Spoletini, all'età di 82 anni, è il titolare della più famosa agenzia di casting che opera a Cinecittà.

Quelle che un tempo si chiamavano comparse e che oggi Spoletini vuole che si definiscano con il termine figuranti, non avevano e non hanno la speranza di comparire nei titoli di coda dei film a cui hanno preso parte. Amendola ci offre il ritratto di chi invece le conosce tutte e di ognuna sa individuare i pregi e le caratteristiche.

A punteggiare questo ritratto di un uomo che ha saputo trovare le persone giuste per ogni tipo di richiesta delle più diverse produzioni è il ricordo del suo rapporto con Fellini. Lui e i suoi fratelli sono stati presenti nel film Roma e Antonio è alla ricerca di una pellicola (si noti bene non di un dvd o un Blu-ray) del film, per poterlo rivedere nella sua giusta dimensione e lasciarlo come memoria ai nipoti. Perché è grazie a persone come lui che i Maestri del cinema italiano (e non solo, basti pensare a quando Hollywood sembrava essersi trasferita a Cinecittà) hanno trovato quelle persone, spesso dedite a lavori umili quando non disoccupate, che riempivano in modo adeguato le inquadrature.

Lo spettatore attento talvolta si accorge che volti e gesti non 'appartengono' all'epoca in cui il film è ambientato perché troppo 'moderni'. Con Spoletini questo non accade e il documentario ci mostra con quanta cura (e anche senso pratico) lui e i suoi assistenti sappiano selezionare, caso per caso, gli aspiranti figuranti.

A proposito di situazioni definibili come 'felliniane', Federico si sarebbe molto divertito nel vedere l'amico Antonio dirigere come un sergente maggiore il pranzo alla mensa di decine di 'cardinali' (i figuranti del film I due papi). Ognuno dei quali, come almeno per una volta è giusto che sia, ha il proprio nome nei titoli di coda.

Frasi
Sono più vecchio di Cinecittà.
Siamo tutti e due del '37, ma lei è di aprile e io sono di marzo
Antonio Spoletini (Antonio Spoletini)
dal film Nessun nome nei titoli di coda - a cura di Cristiano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 10 marzo 2020
Rocco Moccagatta
Film TV

Inizia e finisce tra le "pizze", pellicole di pagine gloriose della storia di cinecittà, il documentario di Simone Amendola. E in tutte quelle pizze, benché mai nei titoli di coda, figura Antonio Spoletini. Storia di una comparsa, anzi di una famiglia di comparse, divenuti poi reclutatori professionali di figuranti, applicando un metodo pacato e infallibile che abbiamo il privilegio di poter osservare. [...] Vai alla recensione »

sabato 7 marzo 2020
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

C'è un uomo che cammina, lentamente e in silenzio, in un magazzino pieno di vecchie "pizze" cinematografiche, quasi un museo del cinema che fu: Giù la testa, Sergio Leone; La classe operaia va in Paradiso, Elio Petri; In nome del popolo sovrano, Luigi Magni; Il Gattopardo, Luchino Visconti; Amarcord, Federico Fellini. Quell'uomo, che pare in cerca di qualcosa, quelle pellicole le ha vissute tutte. [...] Vai alla recensione »

domenica 27 ottobre 2019
Vincenzo Ruscio
Sentieri Selvaggi

C'è un uomo che cammina, lentamente e in silenzio, in un magazzino pieno di vecchie "pizze" cinematografiche, quasi un museo del cinema che fu: Giù la testa, Sergio Leone; La classe operaia va in Paradiso, Elio Petri; In nome del popolo sovrano, Luigi Magni; Il Gattopardo, Luchino Visconti; Amarcord, Federico Fellini. Quell'uomo, che pare in cerca di qualcosa, quelle pellicole le ha vissute tutte. [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 ottobre 2019
Giacomo D’Alelio
La Rivista del Cinematografo

Inizia entrando in un magazzino di pizze di cinema, di quelle di una volta, dove le scatole tonde di latta si trovano etichettate con titoli e pose, Giù la testa, La classe operaia va in paradiso, In nome del popolo sovrano, Il gattopardo, Amarcord... Per poi volare su Roma, planando sugli studi di Cinecittà, sopra quei teatri di posa che a seconda delle occasioni si sono trasformati in altrove, e [...] Vai alla recensione »

NEWS
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mercoledì 26 febbraio 2020
 

Un film che segue il lavoro di Antonio Spoletini tra i set del cinema italiano. Vai all'articolo »

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