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Dante Ferretti

Dante Ferretti è un attore italiano, sceneggiatore, scenografo, aiuto scenografo, costumista, autore effetti, è nato il 26 febbraio 1943 a Macerata (Italia).
Nel 2012 ha ricevuto il premio come miglior scenografia al BAFTA per il film Hugo Cabret. Dal 1980 al 2012 Dante Ferretti ha vinto 22 premi: BAFTA (2012), Critics Choice Award (2012), David di Donatello (1983, 1984, 1987, 1990), Nastri d'Argento (1980, 1984, 1986, 1987, 1990, 1994, 1995, 1997, 2000, 2007, 2012), Premio Oscar (2005, 2008, 2012). Dante Ferretti ha oggi 79 anni ed è del segno zodiacale Pesci.

Pasolini, Fellini e Scorsese

A cura di Fabio Secchi Frau

Celebre scenografo italiano, si è imposto a livello internazionale grazie alle sue numerose collaborazioni hollywoodiane. Vincitore di tre premi Oscar e considerato uno dei più importanti e influenti scenografi viventi, ha fatto della scenografia un nuovo personaggio all'interno di un film. Spogliandola di tutto, ha imparato a possedere la scena, per poi riempirla con le sue creazioni, le sue prospettive e la sua fantasia. Consacrato negli Anni Duemila, meriterebbe molto di più dalla sua patria, che invece scandalosamente, non lo tiene particolarmente in considerazione.

Studi e primi lavori
Dante Ferretti nasce a Macerata il 26 febbraio 1943, figlio di un piccolo mobiliere. Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte, inizia ad avvicinarsi al mondo del cinema, interessandosi all'arte della scenografia. Conclusi gli studi liceali, si trasferisce a Roma per studiare all'Accademia di Belle Arti. Parallelamente, lavora come assistente scenografo accanto all'architetto Aldo Tomassini Barbarossa e a Luigi Scaccianoce. È in quegli anni che conosce il Maestro Pier Paolo Pasolini, con il quale avrà occasione di lavorare come aiuto scenografo in ben tre film (Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini ed Edipo re).

L'esordio e la lunga collaborazione con Pasolini
Solo nel 1969, riuscirà a diventare lo scenografo di un suo film: Medea. È il suo primo lavoro di scenografo e sarà così soddisfacente da spingere Pasolini a volerlo in tutte le sue opere, fino allo scandaloso Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).

Altri registi
Grazie al Maestro, il suo nome comincia a essere popolare nel circuito cinematografico italiano e sono molti i grandi registi nostrani che si rivolgono a lui: Elio Petri, Ettore Scola, Franco Zeffirelli, Liliana Cavani, Luigi Comencini, Marco Ferreri, Marco Bellocchio e Sergio Citti.

Lo scenografo teatrale
Parallelamente, lavora anche a teatro, allestendo numerose opere nei teatri di tutto il mondo. Le opere liriche lo porteranno alla Scala di Milano, al Teatro Regio di Torino, ma anche al Metropolitan Opera di New York, all'Opéra di Parigi, alla Royal Opera House di Londra e al Teatro Colón di Buenos Aires. "La traviata" (1992) di Liliana Cavani e "La mosca" di Howard Shore per la regia di David Cronenberg al Théâtre du Châtelet di Parigi sono solo alcune delle opere che ha allestito. Esordirà alla regia nel 2008, portando allo Sferisterio di Macerata la "Carmen" di Bizet, riambientando la storia nella Spagna franchista degli Anni Trenta e rifacendosi allo stile austero di alcuni dei più importanti registi italiani.

Il sodalizio artistico con Fellini
Un altro rilevante sodalizio artistico è quello con Federico Fellini che durerà da Prova d'orchestra (1979) all'ultima opera del cineasta La voce della luna (1990) e che spingerà al massimo la fantasia onirica dell'autore. I film europei e la prima candidatura all'Oscar A metà degli Anni Ottanta, il suo nome riesce a uscire fuori dai confini italiani. Il francese Jean-Jacques Annaud lo vuole per Il nome della rosa, trasposizione dell'omonimo romanzo giallo di Umberto Eco, ma anche il maestro britannico Terry Gilliam, affascinato dalle sue creazioni per i film di Fellini, lo sceglie per creare le scenografie del barocco Le avventure del barone di Münchausen, ottenendo così la sua prima candidatura all'Oscar.

I due Oscar sotto Scorsese
La seconda arriverà nel 1990, quando Zeffirelli lo impone come scenografo del suo Amleto, accanto alla moglie Francesca Lo Schiavo, arredatrice di set. Ma dovrà ancora una volte ringraziare il buon Fellini se riuscirà a sbarcare in America. Il regista Martin Scorsese, in visita a Cinecittà sul set del film La città delle donne, chiese a Fellini di poterlo conoscere. Il regista riminese mise subito in contatto lo scenografo con il grande autore americano che, non appena gli strinse la mano, gli dichiarò la sua più completa ammirazione e si augurò di poter lavorare con lui un giorno. La promessa venne mantenuta nel 1993, quando Ferretti venne scelto da Scorsese per la scenografia di L'età dell'innocenza, che gli valse la sua terza candidatura all'Oscar. Da quel momento in poi, Ferretti e Scorsese collaboreranno con proficui risultati in molte pellicole: Casinò (1995), Kundun (1997), Al di là della vita (1999), Gangs of New York (2002), The Aviator (2004), Shutter Island (2009) e Hugo Cabret (2012). Ancora candidato all'Oscar per Intervista col vampiro (1994) di Neil Jordan, Kundun e Gangs of New York (ricostruì una intera New York fineottocentesca all'interno dei teatri di posa di Cinecittà), riuscì a strappare la sua prima statuetta con The Aviator, poi seguita da quella per Hugo Cabret.

Il secondo Oscar con Tim Burton
Ma non è solo Scorsese a volerlo in produzioni americane. Julie Taymor ha bisogno di lui in Titus (1999), Anthony Minghella in Ritorno a Cold Mountain (2003) e Tim Burton nel musical Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007) che fu il suo secondo Oscar.

Vita privata
Dante Ferretti è sposato con l'arredatrice Francesca Lo Schiavo, dalla quale ha avuto un figlio, l'assistente regista Edoardo Ferretti. Presidente della giuria nella 62° Edizione della Mostra del Cinema di Venezia, ha ottenuto il titolo di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la Medaglia d'Oro ai benemeriti della cultura e dell'arte e il Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il Bif&st di Bari gli intitola persino un premio per la migliore sceneggiatura.

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