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Gangs of New York
Un film di Martin Scorsese.
Con Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis, Cameron Diaz, Liam Neeson, John C. Reilly.
continua»
Drammatico,
durata 168 min.
- USA 2002.
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![]() Kolossal in grande stile, ricco di citazioni e stilemi
Marco Cavalleri
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New York, 1846, quartiere di Five Points.Una cruenta battaglia tra gangs sancisce il trionfo di William Cutting detto Billy the Butcher, capo dei nativi americani e la morte di Padre Vallon, protettore degli emigranti. Sedici anni dopo il figlio di questi, Amsterdam, esce dal riformatorio fermamente deciso a ingraziarsi l’assassino di suo padre per poi fare vendetta. Conosciuto Billy, Amsterdam ne viene in pratica adottato e arriva a salvargli la vita. Una volta scoperto e sfigurato, si risolverà a combattere apertamente contro di lui. Ma sono gli anni della Guerra Civile: l’ultimo scontro tra le gang sarà decisamente superato in violenza e ferocia dall’intervento delle truppe inviate a far rispettare la coscrizione obbligatoria. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 7 |
Golden Globes 2 3 |
Una voce fuori dal coro....
venerdì 2 febbraio 2007
di Lorìss
Basterebbe la sola performance del bieco e affascinante "Bill il macellaio" per farne un capolavoro;le figure del gigantesco Monk e del piccolo irascibile e rinnegato irlandese sono da manuale,la ricostruzione dei "Five Points" è favolosa(lo avete letto il libro omonimo di Herbert Asbury?)e la rappresentazione sopra le righe della corrotta lobby "Tammany Hall" è a dir poco sorprendente. Scorsese, pur con un protagonista in perenne penombra (la figura di Di Caprio dipende totalmente da D.D. Lewis), continua » |
La solita mediocrità di scorzese
domenica 26 agosto 2007
di Silvio
Guardando il film mi sono accorto della mia dabbenaggine: stavo sprecando quasi tre ore del mio tempo per vedere un'altro solito capolavoro al contrario di Scorzese (o dovremmo chiamarlo scortese?!). Sinceramente non vale il media su cui è inciso. Peccato che scorzy non si lasci mai guidare dai consigli dei produttori, qualcosa di meglio sarebbe venuto fuori. Sinceramente credo che abbia più vocazione per fare il macellaio, e sembra dimostrarlo, non dedicarsi al cinema. Non lasciatelo vedere a continua » |
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...capolavoro
di ELY81
è stato il film più atteso dell'anno, e anche forse il più criticato dell'anno. La maggior parte dei critici e del pubblico formula la frase retorica "ci aspettavamo di più, in particolare da un maestro del cinema come Scorsese!!" Ma cosa dite? In questo film si respira il suo stile, la sua lucidità narrativa e il suo spessore psicologico, già presente nei suoi precedenti capolavori. Sì, ammetto che il film sarebbe stato diverso in versione originale, senza quei tagli che hanno diminuito la sua continua » |
Un disastro...
di lemke
film incostante, con grandi pregi e grandi difetti. iniziamo coi secondi: la scelta degli attori è davvero pessima, poco credibile; con la diaz a fare le smorfiette a la Charlie's angels e con Di Caprio che sembra capitare lì per caso! DDL è bravo, invece, ma questo non lo si scopre oggi. La sceneggiatura ha tanti di quei buchi narrativi da sembrare un colabrodo, le cose accadono quasi per caso, ad un certo punto si avrebbe volgia di alzarsi sulla sedia e chiedere ad alta voce: Martin, perchè ci continua » |
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| Il politico Boss Tweed (Jim Broadbent) al suo portaborse | |
| Ricorda la prima legge della politica: le schede non fanno il risultato. Gli scrutatori fanno il risultato! | |
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| Il maccellaio al capo della polizia (fingendo di piangere) | |
| Devi trovare... il mostro ... che ha ucciso questo povero... piccolo coniglietto | |
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| Prete vallon al figlio | |
| Il sangue resta sulla lama... | |
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Altre frasi celebri del film Gangs of New York
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DVD | Gangs of New YorkUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 14 novembre 2007
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di Roberto Nepoti La Repubblica
No, Gangs of New York non è il capolavoro annunciato; o meglio, lo è solo in parte. Capolavoro a metà è un concetto che non regge? Sia pure: resta il fatto che il film, dopo aver mescolato per due terzi cose belle (la nervosa sequenza iniziale) con altre meno riuscite, nell'ultima parte decolla vertiginosamente offrendo allo spettatore un'ora di cinema memorabile. Liberamente tratto dal libro di Herbert Asbury, ospite del comodino di Martin Scorsese per una trentina d'anni, Gangs of New York è un "noir in costume" ambientato durante la guerra civile americana. » |
di Emanuela Martini Film TV
«Chi si sarebbe mai sognato che la guerra potesse arrivare a New York?». E invece, nel 1863, la guerra infuria nelle strade di Manhattan: due anni prima il presidente Lincoln ha deciso di abolire la schiavitù e undici stati del Sud si sono distaccati dall’Unione. La guerra di Secessione è lontana, ma gli uomini che vanno a combatterla, i proscritti, i volontari forzati, i pochi che sembrano crederci, partono da tutti gli stati, e soprattutto dagli strati più bassi. Le bare di legno che calano dalle navi (in un’inquadratura drammaticamente sintetica) si incrociano con i soldati in partenza per il fronte. » |
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di Alessandra Venezia Panorama
Scorsese e New York: la passione di un grande regista per la storia e le pulsioni, la crudeltà e la meraviglia della città che ama. Gangs of New York è soprattutto questo: l’omaggio superbo di Martin Scorsese alla Grande Mela. Ambientato nel 1860 a Five Points, quartiere malfamato di Lower Manhattan dove si trova ora l’opulenta Soho, il film racconta la guerra fra bande rivali per il dominio della città. Due uomini si affrontano: il giovane irlandese Amsterdam Vallon (Leonardo DiCaprio) della combriccola dei Conigli morti, e Bifi, detto il Macellaio (Daniel Day-Lewis), capo della banda dei Nativi americani, ritenuto l’assassino dei padre del rivale. » |
Di Caprio: le mie "Gangs", monito contro le guerre
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Ressa da stadio per Leonardo DiCaprio. Transennata fin dalla mattina, Piazza del Campidoglio era gremita di fan del divo che a fatica è riuscito a guadagnare l'ingresso della Protomoteca dove era atteso per parlare di Gangs of New York. Gentile e impeccabile nell'abito elegante, con camicia celeste in tinta con occhi e cravatta, l'attore ha ricordato "la magia" che gli è "rimasta dentro per le riprese a Cinecittà. Era come stare dentro a una protettiva e creativa noce di cocco". DiCaprio lo dice al fianco di Martin Scorsese e di un Daniel Day-Lewis rasato come un mohicano e in maglietta nera con dragone. » |
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