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sabato 25 giugno 2016

Leonardo DiCaprio

L'inaffondabile Leonardo DiCaprio

Nome: Leonardo Wilhelm DiCaprio
41 anni, 11 Novembre 1974 (Scorpione), Los Angeles (California - USA)
occhiello
Rose: Quando la nave attraccherà, io scenderò con te
Jack: Ma è da pazzi!
Rose Lo so, non ha senso..per questo ci credo!

dal film Titanic (1997) Leonardo DiCaprio è Jack Dawson
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Leonardo DiCaprio
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

BAFTA 2016
Nomination miglior attore per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

Golden Globes 2016
Premio miglior attore in un film drammatico per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

BAFTA 2016
Premio miglior attore per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

Premio Oscar 2016
Premio miglior attore per il film Revenant - Redivivo di Alejandro González Iñárritu

BAFTA 2014
Nomination miglior attore per il film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

Golden Globes 2014
Nomination miglior attore in un film brillante per il film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

Golden Globes 2014
Premio miglior attore in un film brillante per il film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

Premio Oscar 2014
Nomination miglior attore per il film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

Golden Globes 2013
Nomination miglior attore non protagonista per il film Django Unchained di Quentin Tarantino

Golden Globes 2012
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film J. Edgar di Clint Eastwood

Golden Globes 2009
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Revolutionary Road di Sam Mendes

Golden Globes 2007
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Blood Diamond - Diamanti di sangue di Edward Zwick

Golden Globes 2007
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Departed - Il bene e il male di Martin Scorsese

Premio Oscar 2007
Nomination miglior attore per il film Blood Diamond - Diamanti di sangue di Edward Zwick

Golden Globes 2005
Premio miglior attore in un film drammatico per il film The Aviator di Martin Scorsese

Premio Oscar 2004
Nomination miglior attore per il film The Aviator di Martin Scorsese

Golden Globes 2003
Nomination miglior attore per il film Prova a prendermi di Steven Spielberg

Golden Globes 1998
Nomination miglior attore per il film Titanic di James Cameron

Festival di Berlino 1997
Premio miglior attore per il film Romeo + Giulietta di William Shakespeare di Baz Luhrmann

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore non protagonista per il film Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström

Premio Oscar 1993
Nomination miglior attore non protagonista per il film Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström



L'impegno eccezionale, estremo, tra i ghiacci di Revenant - Redivivo convincerà questa volta l'Academy.

DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant

domenica 24 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant Leonardo DiCaprio ha vinto l'Oscar come attore protagonista in Revenant. Lo dico al passato perché il fatto è certo. Mi espongo, ci metto la faccia. Le condizioni e le congiunzioni erano troppo propizie. Giustizia è stata fatta. L'attore era alla sua quinta nomination. Dico che forse questa performance non è eppure la sua migliore.
I precedenti: Buon compleanno Mr. Grape, The Aviator,  Blood Diamond, The Wolf of Wall Street. Tutte grandi prove d'attore. E a parer mio alla lista ne mancano altre, come Poeti dall'inferno, Nessuna verità, J. Edgar e Il grande Gatsby. Il film tratto dal romanzo di Scott Fitzgerald presenta un fotogramma che potrebbe rappresentare il logo di documenti ufficiali del cinema. Quando DiCaprio si rivela al suo interlocutore Nick Carraway: "Sono io Gatsby". Quel sorriso, quella sicurezza, quell'appeal, appartengono solo a Leonardo, il "genio", (anche lui) il più grande attore americano del cinema contemporaneo. La sua azione in Revenant è antropologica, vive in un girone dell'inferno dei ghiacci, delle fiere, del dolore fisico, della sopravvivenza primitiva. Leonardo ha più volte rilevato il suo impegno particolare, la fatica terribile in quello scenario ancestrale.
Digitale
C'è molto digitale in quel film, è notorio che l'orso che massacra il cacciatore è virtuale. Ma l'attore che mangia il pesce crudo, che brucia la polvere su una ferita, che si protegge dal freddo nelle interiora di un cavallo, che scende nella corrente di quel fiume del nord, sono azioni vere. È quell'impegno eccezionale, estremo, che ha portato molti punti per l'attribuzione dell'Oscar. E c'è dell'altro. È vero che, nel quadro delle valutazioni dei membri dell'Academy la trasfigurazione è sempre stata un modello vincente. Può significare pazzia, menomazione, malattia, tutti registri ai quali gli attori, quelli bravi naturalmente, amano applicarsi. Certi addetti, tecnici, puristi, non sono così positivi verso quel metodo. L'obiezione sarebbe: "Trattasi di registri infiniti, non codificati, persino facili perché ti ci puoi muovere come credi, valgono tutti gli estremi." Però l'interpretazione diventa efficace, clamorosa, lo spettacolo ci guadagna. DiCaprio ha vinto per molte ragioni. La prima l'ho detta sopra nella sua collocazione nel cinema americano. A seguire: è stato maltrattato, magari preso in giro, più volte, dall'Academy. Per questa nomination si è innescata una campagna a suo favore talmente potente che l'establishment hollywoodiano, la parte che non lo ama, non oserà... provocare il mondo. Quel movimento è forte, ma adesso DiCaprio è più forte. Rientra negli "anomali della trasfigurazione" chiamiamoli così, che hanno vinto l'Oscar quando non erano al massimo del loro percorso o erano impegnati in ruoli che li deformavano o abbruttivano. Sono molti, in tutte le epoche.
Retrospettiva
Un racconto, una retrospettiva è interessante e opportuna. Andiamo a ritroso, certo con delle omissioni, rispetto alla memoria più viva e recente: Eddie Redmayne (La teoria del tutto), nella parte del cosmologo Stephen Hawkig è colpito da un male degenerativo che gli inibisce praticamente tutte le funzioni; Matthew McConaughey è irriconoscibile, drogato e alcolizzato in Dallas Buyers Club; Daniel Day Lewis deve il primo (di 3) Oscar al suo "piede sinistro". Tom Hanks è sfigurato, nel volto e nel fisico, dall'aids in Philadelphia. Dustin Hoffman è il geniale autistico in Rain Man; Marlon Brando dovette abbruttirsi da giovane (Fronte del porto) e da maturo (Il padrino) per ottenere le statuette; Robert De Niro si attenne a una dieta che quasi lo uccideva in Toro scatenato; Al Pacino era cieco in Profumo di donna; Jack Nicholson si finse matto in Qualcuno volò. Per finire il gigante John Wayne, costretto, ormai anziano, a una benda sull'occhio per il suo unico Oscar riparatore nel Grinta. Per le donne il fenomeno è minore. Ricordabili Charlize Theron, "mascolinizzata" in Monster e Nicole Kidman uno dei volti più belli del cinema sfigurata, con quel naso, per fare Virginia Woolf in The Hours. Marion Cotillard è impressionante nella Vie en rose, nel dare corpo e volto a una Edith Piaf, malata, "rimpicciolita" e trasfigurata. Jessica Tandy, attrice grande e completa si vide premiare ultraottantenne in A spasso con Daisy.
Leonardo DiCaprio, ribadisco, ha dunque ottenuto giustizia, era tempo. Il riconoscimento riguarda l'artista e l'uomo, la sua attenzione al sociale e alla salvaguardia ambientale. Un impegno che non è propaganda, ma sensibilità e consapevolezza. Vere, non virtuali.

L'attore e il regista Iñárritu commentano il film, "un lavoro grandioso, qualcosa di mai realizzato prima". Candidato a 12 premi Oscar, è dal 16 gennaio al cinema.

"Mi sono affidato all'istinto". DiCaprio a Roma presenta Revenant

domenica 17 gennaio 2016 - Marianna Cappi cinemanews

La cornice è quella degli incontri importanti: fan alla porta, check-in per il pass stampa, ritardi inevitabili. D'altronde, Alejandro González Iñárritu e Leonardo DiCaprio non sono due ospiti qualunque, tanto meno oggi, freschi di Golden Globes e di nomination per la conquista delle statuette auree. Nella hall, i giornalisti si scambiano pensieri e pareri, ancora a caldo, perché tra l'incontro di questa tarda mattinata e l'anteprima romana di Revenant - Redivivo si è frapposta solo la notte. Il tempo è poco, ma regista e interprete si mostrano disponibili.

   

Riuscirà con Revenant a festeggiare il suo primo Oscar? In attesa della cerimonia del 28 febbraio, ecco i 10 film per cui DiCaprio avrebbe potuto (e dovuto?) essere premiato. Vai allo Speciale »

Gli oscar mancati di Leonardo DiCaprio

venerdì 8 gennaio 2016 - Gabriele Niola cinemanews

Gli oscar mancati di Leonardo DiCaprio .Se non ce la fa con Revenant - Redivivo davvero non ce la fa più, se con questo film Leonardo DiCaprio non vince un Oscar forse dovrà aspettare il tramonto della propria carriera e la statuetta onoraria. Revenant è un film dalla lavorazione impossibile, durissimo ma impressionante e sofisticato nel suo impatto visivo, stilisticamente audace e produttivamente ambizioso. C'è tutto per garantire una campagna-Oscar all'altezza delle aspettative. In più va aggiunto che DiCaprio ha lavorato molto accuratamente per far sapere che tutto quello che ha dovuto fare l'ha fatto sul serio: poca computer grafica, molto duro lavoro.
Nei panni di un trapper di inizio ottocento che deve scortare un gruppo di uomini attraverso i ghiacci, Leonardo DiCaprio ha messo in scena la sopravvivenza. Il suo Hugh Glass rimane mortalmente ferito dall'attacco di un orso e quindi abbandonato dai compagni, da solo nell'immensità ghiacciata non morirà ma anzi lotterà per sopravvivere senza niente. Quello di Revenant è un ruolo di pochissime parole e molta durezza, promette di essere un confronto corporale epico tra uomo e natura, praticamente la totale trasfigurazione di un attore che nasceva come teen idol e che si è portato appresso troppo a lungo quell'etichetta. Da tempo ormai Leonardo DiCaprio non sceglie i ruoli più semplici o quelli più leccati, anzi ama sporcarsi le mani quanto più possibile. Lo stesso l'Academy sembra non recepirlo e non amarlo.
Abbiamo radunato le 10 volte in cui poteva ambire all'Oscar ed è rimasto a bocca asciutta, considerando sia quando è stato nominato (i primi 4 casi) sia quando nemmeno era in corsa.

   

Fenomenologia di un divo e di una diva destinati a perdersi e ritrovarsi eternamente.

Kate Winslet e Leonardo Di Caprio: due sulla strada

giovedì 29 gennaio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Kate Winslet e Leonardo Di Caprio: due sulla strada È stato oggetto del desiderio di tutti, Leo DiCaprio. Di donne in Pronti a morire, di uomini in Ritorno dal nulla e in Poeti dall'inferno. Sarà per quel volto innocente composto di angoli gentili, per quella fronte illuminata dai tramonti del Titanic, per quella abbassata del Re Sole (La maschera di ferro) o per quella corrugata nel bene e nel male (The Departed). Candido e privo di ambiguità, l'attore americano è stato all'alba della sua carriera l'interprete ideale del ruolo romantico e rassicurante. È stato l'anello di congiunzione tra etero e omosessualità. Senza sfumature, senza una vitalità dirompente da mettere in gioco, senza il dolore ardente di River Phoenix o la bellezza imperfetta di Matt Dillon. Poi un giorno ha acquistato un biglietto di terza classe, si è imbarcato su un transatlantico spettacolare, ha sostenuto l'amata sull'orlo dell'abisso e si è immerso nel profondo, riemergendo da una mare nero come inchiostro a nuova vita e a nuovo cinema. Quello esotico di Danny Boyle, quello in fuga di Spielberg, quello esaltato di Scott, quello esistenziale di Mendes e una, due e tre volte quello "meanstreets" di Scorsese. Dopo l'inabissamento e dopo gli occhi di Jack che dipinge gli occhi di Rose, DiCaprio contraddice coraggiosamente il suo fisico da eroe romantico scegliendo personaggi ambigui come il contrabbandiere di diamanti di Blood Diamond, sgradevoli come l'agente della CIA di Nessuna verità o ancora patologici come l'Howard Hughes di The Aviator, alternandoli ad altri decisamente più convenzionali. Perduto l'aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, DiCaprio costruisce ruoli di luci e ombre attraverso una recitazione "naturale", vagamente nevrotizzata, che cerca la psicologia del personaggio e che pretende una verità psicologica al personaggio. Lavorando all'interno e giocando sulle sfumature che spaziano dall'underplaying all'overplaying, l'attore che con una macchinetta in bocca urlava straziante l'altrove in Mr. Grape, ha sancito il commiato dagli adolescenti innamorati, dai poeti amanti, dai pittori di terza classe per abbracciare "quei bravi ragazzi" con la faccia d'angelo che compiono azioni cattive. Produce allora personaggi per cui la morale è un arnese obsoleto. Sollecita lo spettatore ad abitare la spaccatura esistenziale dell'agente infiltrato di un infernal affairs o la progressiva arcatura autodistruttiva di Howard Hughes, miliardario eccentrico, capitalista impavido, sognatore megalomane del Sogno Americano, metafora leggendaria di un destino di distruzione precipitato dal cielo sulla Mecca hollywoodiana. L'eterno adolescente si sbriglia nel titanismo ambizioso di Hughes e raggiunge la maturità sui marciapiedi di Boston, incoraggiato da Frank Costello (e da Martin Scorsese) a frequentare la luce chiara della legge e insieme il buio clandestino del crimine. Muovendosi nell'oscurità del non essere pienamente se stessi e nella normalità di un asfissiante sopportazione, DiCaprio guida fino alla Revolutionary Road. Sull'uscio di una casa a due piani lo aspettano April, Rose e Kate, sopravvissute al naufragio del Titanic e "affondate" nelle loro stanze. In una notte senza luna, in un giorno senza sole, in una vita senza Frank, Jack, Leo.

Altro che Titanic: tornano insieme DiCaprio e Winslet ma è tutta un'altra storia.

5x1: L'amore al tempo del cinema

martedì 27 gennaio 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: L'amore al tempo del cinema Il 2008 si è chiuso all'insegna del romanticismo un po' fantasy di Twilight, con l'amore di un vampiro per un'umana, che ha conquistato il pubblico e il box office. Il 2009 si è aperto con un ritorno al classicismo hollywoodiano, con la passione australiana tra Nicole Kidman e Hugh Jackman, entrambi belli, avventurosi ed innamorati sullo sfondo dei paesaggi "down - under". Gennaio, invece, si conclude all'insegna di un altro tipo di amore, anzi, con il racconto di un rapporto che lentamente cede ai colpi dei sogni infranti e delle speranze deluse. È il ritorno di Sam Mendes, del suo viaggio dentro la famiglia americana: dopo American Beauty, Revolutionary Road è ambientato in un'altra epoca, gli anni Cinquanta, è tratto da un romanzo dal successo clamoroso degli anni Sessanta, che per primo squarciò il velo dell'ipocrisia della famiglia, e della società, perfetta americana: Frank e April Wheeler tentano di lottare contro il qualunquismo della provincia, pensano e credere di essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere, ma, presto, faranno i conti con la realtà. Il film è bellissimo, struggente e interpretato magistralmente. I protagonisti sono una delle coppie "romantiche" più amate e di maggior successo della storia del cinema: Jack e Rose che naufragano con il Titanic, alias Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Tornano insieme e stavolta non sono più i brividi della passione – oltre che dell'oceano ghiacciato – a scuoterli ma i dubbi e le paure di una famiglia borghese. Se Australia e Revolutionary Road sono i due poli dell'amore e del romanticismo attorno a cui ruota il nuovo anno appena iniziato, il cinema ha sempre offerto spunti e riflessioni sull'amore romantico, in qualsiasi forma fosse pensato e vissuto.

Il film di Sam Mendes uscirà in Italia il 30 gennaio.

Revolutionary Road: la premiere di Los Angeles

mercoledì 17 dicembre 2008 - a cura della redazione cinemanews

Revolutionary Road: la premiere di Los Angeles A più di dieci anni dall'affondamento del Titanic tornano a lavorare insieme Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. In Revolutionary Road interpretano una coppia middle class di New York, divisa tra l'esigenza di assecondare i propri desideri e le pressioni del conformismo sociale e dell'ipocrisia imperante negli anni cinquanta negli States. Il film, presentato lunedì 15 dicembre a Los Angeles, uscirà in Italia il 30 gennaio. Al Mann Village Theatre, dove si è svolta la serata, era presente anche Russell Crowe.

Esce in sala il nuovo film di Ridley Scott, "impegnato" in Medio Oriente contro il terrorismo.

Nessuna verità: American Spies

venerdì 21 novembre 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Nessuna verità: American Spies Dopo la luce noir di New York e dei sui american gangsters, che l’eroina se l’andavano a prendere direttamente nel Sud-Est asiatico, dopo i poliziotti corrotti e quelli integerrimi, dopo l’affresco iperreale e il documento antropologico della faccia buia del sogno americano, Ridley Scott sposta i suoi (ennesimi) duellanti nell’assolato e luminoso Medio Oriente. Gli “americani” questa volta sono agenti della CIA, uomo in action Roger Ferris e stratega perennemente al telefono Ed Hoffman, che devono fare fronte a una lunga serie di attentati terroristici e stanare Al-Saleem, cuore e motore di una letale cellula islamica. Ispirato al romanzo omonimo di David Ignatius, in Nessuna verità c’è qualcosa che non va, qualcosa che non funziona. Se nella New York nera e noir di Frank Lucas e Richie Roberts, personaggi speculari eppure necessariamente complici, l’osservazione e gli appostamenti diventavano illuminazione e messa a fuoco e il soggetto sfuggente finiva per cadere nella trappola della luce, in Nessuna verità non c’è corpo da riportare alla luce. Dietro al cinema di patina e di solleticamento del nervo ottico non c’è niente (di nuovo). Da vero (ex) pubblicitario, Ridley Scott si illude che si possa vedere meglio e sempre di più ma da molto tempo ad Hollywood girare bene non è più un merito. Nessuna verità è un ottimo blockbuster che si regge su temi e strutture visive tipiche del regista inglese e su due attori, anzi tre, incomparabili ma che riprende, senza reinventare, situazioni stereotipate del genere. Niente di nuovo sul fronte orientale, insomma: l’agente della CIA Di Caprio ha un problema da risolvere in un contesto spaziale, la Giordania, sterminato e disseminato di amici, nemici e antagonisti. Se l’imbolsito Hoffman di Russell Crowe ordisce le sue strategie al computer, il più giovane Di Caprio sviluppa il suo personaggio attraverso l’azione. Scott dimostra in questo senso di aver imparato la grande lezione della serialità televisiva, capace di costruire personaggi tanto profondi quanto costantemente calati nell’azione. Nonostante ciò in Nessuna verità non c’è nulla che non sia già stato visto, non c’è storia che non sia già stata raccontata, non c’è personaggio che non abbiamo già incontrato, senza (però) l’eroismo del gladiatore, senza l’aura epica di Frank Lucas.

In Nessuna verità interpreta un uomo dei servizi segreti americani.

5x1: Leonardo DiCaprio e il suo doppio

martedì 18 novembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Leonardo DiCaprio e il suo doppio Quando si pensa a Leonardo DiCaprio si fatica a disgiungerlo dal titolo di uno dei più grandi successi planetari del cinema degli ultimi 50 anni. Titanic rispolverò il mito di Ben Hur, fece incetta di statuette agli Oscar, condannò Céline Dion a cantare per sempre "My heart will go on" e i suoi giovani attori divennero prigionieri di quel trionfo. Mentre Kate Winslet ha impiegato del tempo ad uscirne, non si può negare che Leonardo DiCaprio abbia continuato incessantemente a lavorare, a costruire uno stile e perfezionarsi scegliendo dei registi di prima classe a cui affidarsi. Così, dopo Spielberg e Scorsese, cade nelle braccia di un altro maestro di Hollywood, Ridley Scott, e con Nessuna verità fronteggia un altro mostro sacro del cinema, Russell Crowe. Bella prova di personalità, dopo aver affiancato Tom Hanks in Prova a prendermi, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York, Jack Nicholson in The Departed, tutte prove di livello, assorbendo tutto quello che c'era da imparare da questi miti, ma non rinunciando alla propria cifra stilistica e a una chiave interpretativa: l'uomo, l'icona ma anche il suo doppio, il rovescio della medaglia, l'immagine riflessa nello specchio.

Di passaggio a Roma regista e attore hanno presentato Nessuna verità, il film che vede Leo interpretare un agente della CIA.

Ridley Scott e Leonardo DiCaprio: storie di spie

giovedì 6 novembre 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Ridley Scott e Leonardo DiCaprio: storie di spie All'indomani della vittoria di Barack Obama eletto a Presidente degli Stati Uniti d'America, abbiamo incontrato Ridley Scott e Leonardo DiCaprio. Il primo posato, composto, il secondo visibilmente stanco per aver passato la nottata davanti alla tv, ma decisamente eccitato. "Sono orgoglioso del mio paese e di essere un cittadino americano, in questo momento" ha dichiarato commentando la notizia. "Tutto il mondo stava aspettando questa transizione e con la sua vittoria sento di essermi tolto un peso dalle spalle. Oggi è un giorno meraviglioso". A Roma per presentare Nessuna verità, attore e regista hanno narrato la genesi di un film che vede DiCaprio interpretare un agente della CIA. "Del mio personaggio mi ha attratto il fatto che fosse un patriota che ama il proprio paese e desidera porre fine alla guerra in Medio Oriente. Sebbene la sua missione venga spesso messa a repentaglio proprio dal paese che dovrebbe proteggerlo, cerca sempre di fare la cosa giusta. Inoltre cerca di capire il contesto in cui si trova e di offrire soluzioni su lunga distanza, al contrario della CIA che vuole risultati immediati. È stato facile identificarsi con lui".

Revenant - Redivivo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,92)
Un film di Alejandro González Iñárritu. Con Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck.
continua»

Genere Avventura, - USA 2015. Uscita 16/01/2016.

The Wolf of Wall Street

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,91)
Un film di Martin Scorsese. Con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler.
continua»

Genere Biografico, - USA 2013. Uscita 23/01/2014. 14

Il grande Gatsby

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Baz Luhrmann. Con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher.
continua»

Genere Drammatico, - Australia, USA 2013. Uscita 16/05/2013.

Django Unchained

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,70)
Un film di Quentin Tarantino. Con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington.
continua»

Genere Western, - USA 2013. Uscita 17/01/2013.

Titanic

* * * * -
(mymonetro: 4,24)
Un film di James Cameron. Con Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Billy Zane, Kathy Bates, Frances Fisher.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1997. Uscita 06/04/2012.
Filmografia di Leonardo DiCaprio »

mercoledì 8 giugno 2016 - Il cinema italiano e internazionale ad Hollywood sul Tevere, la XXII edizione della manifestazione, dal 9 giugno al 4 settembre. Al via con Spectre - 007.

L'Isola del Cinema, 90 giorni di proiezioni, incontri, eventi

a cura della redazione cinemanews

L'Isola del Cinema, 90 giorni di proiezioni, incontri, eventi Al via da domani, 9 giugno, Hollywood sul Tevere, ventiduesima edizione de L'Isola del Cinema, che dal 1995 ad oggi ha accolto oltre sei milioni di spettatori nella splendida cornice dell'isola Tiberina, salotto stellato simbolo per eccellenza dell'estate romana. Novanta giorni di proiezioni, incontri, eventi speciali ospitati in quattro sale - l'Arena Groupama, il CineLab, lo Schermo Tevere, la Sala dell'Assunta - con l'unico obiettivo di offrire visibilità a tutte le forme di cinematografia: dalle opere di registi emergenti ai documentari che riflettono sull'attualità, dal cinema indipendente alle grandi produzioni internazionali. L'Isola si trasformerà quest'anno anche in suggestiva vetrina per The Walt Disney Company Italia, Warner Bros. Pictures, Universal Pictures Italia, Adler Entertainment - tra le maggiori case di produzione e distribuzione italiane - e Comedy Central (Canale 124 di SKY) che presenteranno al pubblico contenuti esclusivi nel corso di queste settimane di cinema. La programmazione, che comprende circa duecento opere scelte per qualità e varietà, dà spazio ad opere internazionali inedite nella sezione storica del Festival, Isola Mondo, realizzata in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti di Cultura. Oltre all'appuntamento con "Estate Giapponese", anche il focus sulla cinematografia bulgara che, attraverso la proiezione di tre opere inedite, programmate nel corso dell'ultima settimana di luglio - Il giudizio (2014), Svetat e golyam i spasenie debne otvsyakade (Il mondo è grande e la salvezza ci aspetta dietro l'angolo, 2008) e Tilt (2011) - indaga sul fenomeno attuale dell'immigrazione. La Francia è il Paese protagonista della sezione European Woman Filmmaker (EWF) che celebra il talento registico femminile attraverso la selezione e visione di cinque opere recenti, tra cui l'ultima della cineasta Céline Sciamma (Diamante nero) che a Roma incontrerà il pubblico per discutere dell'apprezzato Naissance des pieuvres, film presentato a Cannes nel 2007 e mai distribuito in Italia. Con l'intento di valorizzare la connessione tra cinema ed enogastronomia, torna per la quarta edizione la Rassegna Romana del Cinema Catalano (RRCC): nel corso di quattro serate esclusive verranno mostrati tre lungometraggi ed un documentario preceduti ognuno da un diverso cortometraggio, a cui seguiranno degustazioni di vini e prodotti catalani. Il regista croato Dalibor Matanic incontrerà il pubblico per parlare di Sole alto, film vincitore del Premio Un certain regard.

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