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sabato 23 marzo 2019

Sharon Stone

Istinti carnali

61 anni, 10 Marzo 1958 (Pesci), Meadville (Pennsylvania - USA)
occhiello
Lei amava l'uomo che è stato ucciso?
No, mi piaceva scopare con lui.
Allora è una professionista.
No, dilettante.

dal film Basic Instinct (1992) Sharon Stone è Catherine Tramell
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Sharon Stone
Golden Globes 2000
Nomination miglior attrice per il film La dea del successo di Albert Brooks

Golden Globes 1999
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Basta guardare il cielo di Peter Chelsom

Golden Globes 1996
Nomination miglior attrice per il film Casinò di Martin Scorsese

Golden Globes 1996
Premio miglior attrice per il film Casinò di Martin Scorsese

Premio Oscar 1995
Nomination miglior attrice per il film Casinò di Martin Scorsese

Golden Globes 1993
Nomination miglior attrice per il film Basic Instinct di Paul Verhoeven (I)



Primo ruolo full-time per Sharon Stone in una serie televisiva (Agent X) che conferma l'istinto biondo e lo charme senza tempo della diva hollywoodiana.

Sharon Stone, l'istinto biondo della Casa Bianca

mercoledì 28 settembre 2016 - Marzia Gandolfi cinemanews

Sharon Stone, l'istinto biondo della Casa Bianca

The Disaster Artist

* * * - -
(mymonetro: 3,15)
Un film di James Franco. Con James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Alison Brie, Ari Graynor.
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Genere Commedia, - USA 2017. Uscita 22/02/2018.

Dior and I

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Frederic Tcheng. Con Raf Simons, Pieter Mulier, Florence Chehet, Monique Bailly, Hongbo Li.
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Genere Documentario, - Francia 2014. Uscita 03/06/2015.

Un ragazzo d'oro

* * - - -
(mymonetro: 2,46)
Un film di Pupi Avati. Con Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi, Giovanna Ralli, Cristian Stelluti.
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Genere Drammatico, - Italia 2014. Uscita 18/09/2014.

Lovelace

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,98)
Un film di Rob Epstein, Jeffrey Friedman. Con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Hank Azaria, Adam Brody, Bobby Cannavale.
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Genere Biografico, - USA 2013. Uscita 08/05/2014. 14

Gigolò per caso

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di John Turturro. Con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis.
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Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 17/04/2014.
Filmografia di Sharon Stone »

giovedì 7 marzo 2019 - Sebastian Lelio ha trasferito tutta la dolente letteratura umana del film originale dentro un meccanismo più dramedy, adeguato allo spettatore occidentale. Al cinema.

Gloria Bell, una storia universale che parla a tutte le latitudini

Roy Menarini cinemanews

Gloria Bell, una storia universale che parla a tutte le latitudini Il lungo percorso di Gloria Bell non nasce solamente da Gloria, l'originale cileno da cui lo stesso Sebastian Lelio ha tratto il proprio remake americano con Julianne Moore e John Turturro. Prima ancora c'era Gloria di Umberto Tozzi, 45 giri pubblicato nel 1979, di enorme e immediato successo mondiale sia nella versione italiana sia in altre versioni - quella spagnola fu cantata dallo stesso Tozzi, mentre quella americana (che risuona in Gloria Bell) da Laura Branigan. La facile melodia del pezzo, basato su ritmiche che mescolavano pop e dance di fine anni Settanta, a quanto sostiene la leggenda fu apprezzata persino da von Karajan e amata spudoratamente dalla musica colta. Ecco perché Lelio volle omaggiarla fin dal titolo del capostipite del 2013, con una scena madre difficilmente dimenticabile. Ma l'anno dopo l'uscita del disco di Tozzi, il nome Gloria entrò anche nei cuori cinefili grazie al talento di John Cassavetes e Gena Rowlands, con il film omonimo del 1980. In modo indiretto e ironico, la versione cilena omaggiava anche quella Gloria, visto che questa, in fondo - proprio come il personaggio della Rowlands - imbraccia le armi, sia pure in modo assai innocuo. Come se non bastasse, nel 1999, Sidney Lumet dedicò a Cassavetes un remake omonimo, questa volta con una Sharon Stone in cerca di pedigree autoriale, e di un (proibitivo) confronto con l'attrice e compagna di Cassavetes.

Tutto questo per dire che, quando ci avviciniamo a Gloria Bell, non ci troviamo di fronte solamente a un auto-remake di un bel film cileno, ma a una costellazione molto più ampia, dove persino il confronto tra Julianne Moore e tutte le donne citate diventa un piccolo piacere interno alla narrazione. Sì, perché se dovessimo accontentarci del minimo confronto Cile/Hollywood, dovremmo effettivamente ammettere che Lelio ha trasferito tutta la dolente letteratura umana e malinconica di Gloria dentro un meccanismo più dramedy e adeguato allo spettatore statunitense e occidentale in Gloria Bell.
?

giovedì 14 febbraio 2019 - La proposta di un remake hollywoodiano sarebbe arrivata al regista direttamente da Julianne Moore, 'folgorata' dal racconto della vita quotidiana della cinquantenne Gloria. Da giovedì 7 marzo al cinema.

Gloria Bell, Lelio replica se stesso e si supera per gradimento

Ilaria Ravarino cinemanews

Gloria Bell, Lelio replica se stesso e si supera per gradimento Orso d'Argento alla protagonista Paulina Garcia durante la Berlinale del 2013, Gloria del cileno Sebastian Lelio è stato un successo in patria e un trionfo fuori dai confini nazionali. Passato in Canada al Festival di Toronto, premiato in Europa (al festival di Berlino, ma anche a San Sebastian), in Messico, in Argentina, in Perù e in India, negli Stati Uniti il quarto film di Lelio (primo regista cileno a ricevere l'Oscar, nel 2018, con Una donna fantastica ha ricevuto l'attestato di stima più grande che Hollywood possa consegnare a un regista non americano: l'offerta di un remake, identico all'originale, ma girato con attori statunitensi. Una proposta che sarebbe arrivata a Lelio direttamente da Julianne Moore, coproduttrice dell'operazione, "folgorata" dal racconto della vita quotidiana della cinquantenne Gloria, e decisa a confrontarsi con l'eccellente performance della Garcia. Il risultato, nelle sale italiane dal 7 marzo, è Gloria Bell: un film girato da Lelio come su carta carbone, uguale in ogni inquadratura all'originale, con due importanti differenze. Un nuovo cast (oltre a Moore anche John Turturro, Michael Cera, Brad Garrett) e un'ambientazione diversa, da Santiago a Los Angeles. A Toronto, dove il film è stato presentato a settembre, Lelio ha superato se stesso, battendo - per gradimento - il suo film originale. Il remake americano di un film straniero è da sempre un grande classico di Hollywood. Eppure è raro che a dirigere il nuovo progetto sia chiamato il regista del film originale (come dimostra di recente Il capitale umano di Paolo Virzì, diretto negli Stati Uniti da Marc Meyers). Eppure il "caso" Lelio non è isolato. Tra i primi a ricevere l'onore di dirigere il proprio remake a Hollywood (o di sfruttarne la vetrina) fu Alfred Hitchcock, che nel 1956 si fece produrre la versione americana del suo L'uomo che sapeva troppo, già realizzato nel 1934 ma in Inghilterra. Come diretto antecedente del "caso" Lelio c'è senza dubbio l'operazione Funny Games, con cui nel 2007 l'austriaco Michael Haneke riconvertì per gli States - riproducendolo inquadratura per inquadratura - il suo film del 1997.

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