Broken Flowers

Film 2005 | Commedia 105 min.

Regia di Jim Jarmusch. Un film Da vedere 2005 con Bill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Tilda Swinton. Cast completo Genere Commedia - USA, 2005, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 2 dicembre 2005 - MYmonetro 3,11 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Bill Murray offre a Jim Jarmusch una delle sue migliori interpretazioni vestendo i panni di Don Johnston, scapolo impenitente sulla sessantina che scopre improvvisamente di avere un figlio. Ma da quale delle sue tante conquiste? Il film è stato premiato al Festival di Cannes. In Italia al Box Office Broken Flowers ha incassato 2,3 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Bill Murray offre a Jim Jarmusch una delle sue migliori interpretazioni in un nostalgico viaggio americano.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Don Johnston, scapolo impenitente sulla sessantina, viene lasciato dalla sua ultima conquista. Contemporaneamente riceve una lettera anonima in cui una sua ex compagna gli rivela che il figlio ormai diciannovenne avuto da lui si e' messo sulle sue tracce.
L'amico Winston, detective dilettante, lo spinge a chiarire il "mistero". Don parte così controvoglia alla ricerca della possibile mittente. Avrà modo di confrontarsi con una parte del suo passato e di riflettere sul presente.
Bill Murray offre a Jim Jarmusch quella maschera che, da Lost in Translation in poi, lo caratterizza in interpretazioni assolutamente ineguagliabili.
Gli incontri con le donne del suo passato (tra cui spicca, per sobrietà e profondità di interpretazione, Sharon Stone) gli permettono di rivisitare il ruolo di seduttore che gli si è appiccicato addosso ma, soprattutto, di percepire come lo scorrere del tempo muti profondamente l'immagine interiore che ci si costruisce sulle persone e che si vorrebbe immutabile. È un gioco di specchi quello che si sviluppa tra Don e le sue ex compagne. Un gioco in cui ciò che appare dell'altro sconcerta, spiazza, obbliga ad abbandonare facili semplificazioni. È un on the road dell'anima quello che Jarmusch ha costruito attraverso piccoli tocchi di regia, sguardi, atmosfere, emozioni trattenute e cose non dette. Un viaggio che il pubblico farà bene a compiere con lui.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 gennaio 2015
Aldo Marchioni

Solitamente Jim Jarmusch non mi trasmette nulla, nemmeno il vuoto (il vuoto è qualcosa, è più di nulla). Qui, un po' di vuoto c'è. Di tutti i film di Jarmusch che ho avuto la sventura di vedere, questo è l'unico che ha qualcosa di guardabile, l'unico che mi ha trasmesso quache sentimento che non fosse stupidità (tipo Solo gli amanti Sopravvivono). [...] Vai alla recensione »

martedì 13 maggio 2014
angelo umana

 In “Stanno tutti bene” del 2009 il pensionato Robert De Niro pensava a quanto utile era stato il suo lavoro, aver consentito a milioni di voci di parlarsi, ricopriva di PVC i cavi telefonici che “trasportano” la voce della gente, “quante cose in un filo di fiato” (ma questa è una canzone di Celentano).

sabato 13 aprile 2013
amandagriss

Racconto a metà strada fra colorita surrealtà e ordinaria,grigia quotidianità con il bravo Bill Murray e il suo viso imperturbabile su cui sembra stampata una perenne smorfia sospesa tra un sorriso accennato ed un ghigno d'inerte rassegnazione.L’effimera vita di dongiovanni attempato che ha sempre condotto viene stravolta da una missiva anonima che gli rivela di avere [...] Vai alla recensione »

martedì 22 maggio 2012
tiamaster

Broken flowers non è un film per tutti.è troppo introspettivo,umano,psicologico per essere apprezzato da tutti.Il film dal'inizio alla fine si concentra su i personaggi, caratterizandoli come meglio non si potrebbe e come pochi spettatori sensibili possono apprezzare ,e grazie all' INCREDIBILE prova d'attore di Bill Murray (e merita di essere citata l'interpretazione di [...] Vai alla recensione »

sabato 21 settembre 2013
_Oldboy_

Broken flowers è, senza giri di parole, uno dei film più delicati da anni a questa parte. Jim Jarmusch, riesce, con una regia in stato di grazia, a conferire al film un atmosfera eterea e sospesa, impalpabile ma potente. Riesce a far capire allo spettatore cosa provano i personaggi anche quando nella scena non succede nulla. E questo anche grazie alla strepitosa prova attoriale di Bill [...] Vai alla recensione »

martedì 5 gennaio 2016
Alexander 1986

L'ex-imprenditore Don Johnston (Bill Murray), un tempo dongiovanni e ora cinquantenne single e depresso, riceve una strana lettera anonima: una vecchia fiamma gli rivela di avere avuto un figlio da lui, e che questi - ormai adolescente - lo sta cercando. Tentato di sapere chi sia l'autrice della missiva, Don si reca in visita alle uniche donne da lui frequentate nel periodo 'incriminato'.

sabato 24 gennaio 2015
gambardella

il regista è indipendente e più che noto , trattasi di film e non di americanata, non è un capolavoro ma un ottimo film . ironico e malinconico con un attore in stato di grazia.è un film che racconta una storia vera, plausibile senza enfasi ne esaltazioni, molto simile a film come a proposito di davis o gran torino anche se questi sono nettamente superiori.

giovedì 16 ottobre 2014
emimar

Film minimalista, sembra non tracciare nulla della personalità delle persone, ma... Il personaggio è maschile ma in fondo può essere anche applicato ad una donna, vedetelo come uno spunto di riflessione su quel che si è stati e sulla confusione che sopraggiunge una volta che l'età psicologica è ad un punto cruciale della vita, quando ci si rende conto che non si riesce più ad essere spensierati. Vai alla recensione »

mercoledì 15 gennaio 2014
biscotto51

Leggo che "Bill Murray offre a Jim Jarmusch una delle sue migliori interpretazioni". Il mitico Sergio Leone diceva che Clint Eastwood aveva due espressioni: col sigaro e senza sigaro. In questo film demenziale Bill Murray di espressioni ne ha una sola: un viso di marmo che non cambia in nessuna circostanza, e in nessuna circostanza assume un qualsiasi sentimento o emozione.

domenica 29 dicembre 2013
jacopo b98

Don Johnston (Murray) è un ex donnaiolo che ha fatto fortuna nel ramo dei computer. Un giorno riceve una lettera anonima da una delle sue amanti passate che gli comunica che ha un figlio di quasi vent’anni. Don, spinto dal vicino di casa (Wright), parte per un viaggio alla ricerca del figlio e fa visita alle sue quattro amanti. Scritto e diretto da Jarmush è un divertente dramma [...] Vai alla recensione »

Frasi
Era carino quel vestito che non indossavi prima.
Una frase di Don Johnston (Bill Murray)
dal film Broken Flowers
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Strano destino quello di Broken Flowers, agrodolce film di Jim Jarmusch passato in concorso. Nel cast ci sono almeno due dive super - Sharon Stone e Jessica Lange - e la prima era qui a Cannes fino all'altro ieri, per tenere un gala per la ricerca sull'aids, presentare Basic Instinct 2 e salire la scalinata assieme ai droidi di Star Wars; ma appena è arrivato il momento del film in cui recita, Sharon [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un maturo dongiovanni americano riceve una lettera scritta su carta rosa. Una fidanzata di tanti anni prima lo informa di aver avuto un figlio da lui senza mai dirglielo. Ora il ragazzo è grande, vuole conoscere quel padre di cui non sa nulla, forse lo sta venendo a cercare. Voilà! Solo che mancano firma e indirizzo, così il vecchio Don (si chiama proprio così), stilata l’inevitabile lista delle potenziali [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Tutto comincia con una lettera: una lettera rosa scritta con inchiostro rosso che una mano sconosciuta infila in una buchetta e che poi viaggia, su furgone, su nastro trasportatore, in aereo, fino alla postina che la getta davanti a una bella casa suburbana. All’interno, un uomo in tuta sta seduto sul divano e guarda in Tv un vecchio film dove Douglas Fairbanks fa Don Giovanni (Le ultime avventure [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Non sono i gigli bianchi di Griffith ma rose rosa, destinate alle quattro signore amate da Don Johnston, il dead-man di Broken Flowers (in origine, Dead Flowers, fiori morti). Proveniente dal concorso di Cannes 2005, arriva oggi sugli schermi italiani un film che è vietato perdere. Solo Bill Murray poteva ritrovare lo sguardo di Johnny Depp perso nel paesaggio deserto, cuore vuoto e pronto all'«imprevisto». [...] Vai alla recensione »

Luca Castelli
Il Mucchio

C’è un nuovo archetipo che si aggira per gli schermi cinematografici. È quello dell’uomo di mezza età, stanco, disilluso, anche un po’ noioso - che dopo anni trascorsi a indossare i panni di Peter Pan e Don Giovanni si rende conto, improvvisamente, di avere un figlio che non ha mai visto. Poi forse questo figlio non esiste neanche per davvero, ma l’uomo se ne autoconvince ed entra in una profonda crisi [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Sulla scia di Lost in Translation, ancora una commedia sostenuta e sospinta dal carisma dello stesso protagonista. Bill Murray, in effetti, è Broken Flowers, lo solleva al di sopra della sua trama minimalista, e ne dirige e armonizza il concertodei comprimari di lusso. I temi sono quelli tipici del regista indipendente Jim Jarmush, la malinconia e la fuga dal tempo, ai quali s'aggiunge il senso di [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Seduto sul bordo dei suo grande divano, Don Johnston (Bill Murray) sembra in attesa. Ma appunto lo sembra solo. In realtà, alla sua immobilità materiale, esteriore, ne corrisponde una anche morale, interiore, senza alcun interesse per il futuro, nemmeno per quello più prossimo. Se non fosse per la sua Sherry (Julie Delpy) che, drastica, gli annuncia la decisione di lasciarlo, l’abulia sarebbe totale. [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Nell’ultimo film di Jim Jarmush Coffee and Cigarettes, in undici episodi, si partiva quasi da un gioco, gli eccessi di caffeina e nicotina, per approdare a climi scopertamente drammatici, all’insegna della solitudine, presente e opprimente in quasi tutti i personaggi. Anche oggi si parte quasi da un gioco, l’arrivo di una lettera su carta rosa, scritta a macchina con inchiostro rosso, in cui una delle [...] Vai alla recensione »

Federico Raponi
Liberazione

«La dichiarazione di stima di Jon Kilik, uno dei produttori dell’ultimo film di Jarmusch, Broken flowers. «Tutto quello che fa - continua Kilk - è indipendente. Scrive la sceneggiatura e decide con chi vuole collaborare. Riesce a stabilire dei legami molto duraturi con le persone con le quali lavora, perché ama il lavoro di squadra e fa nascere quella particolare alchimia che serve a cementare i rapporti». [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Eccitazione massima per Sin city di Robert Rodriguez, in concorso oggi, annunciato come spaventosissimo, sanguinosissimo, e quindi con code e botte per poterlo vedere. Pettegolezzi festivalieri: Gerard Depardieu e Carole Bouquet, gli amanti più celebri del cinema francese, non si salutano più, Monica Bellucci e Vincent Cassel, altra coppia di sposi felici, non sono mai stati visti insieme, gli stilisti [...] Vai alla recensione »

Adriana Marmiroli
Film Tv

Broken flowers, fiori recisi, spezzati: quelli che Don Johnston (non Johnson, come dice a ripetizione a chi lo guarda stupito) porta alle sue ex. Ma anche, forse, quelle donne, ex ragazze che la vita non ha risparmiato e che vent’anni prima attraversarono la sua strada di uomo distratto e preso dalla ricerca del successo. Successo e ricchezza sono arrivati, ma ora lui appare stranito, attonito, circondato [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Che cosa fa di un uomo un padre? Che cosa lo rende un compagno capace di amare, invece che un egoista destinato alla solitudine? Può un uomo capire veramente le donne? Sono queste le domande che pone Broken Flowers, il nuovo film di Jim Jarmusch interpretato da quell’icona dell’understatement che è il grande Bill Murray’. e le risposte, se ci sono, le deve trovare il pubblico, perché Jarmusch, e Murray [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
D di Repubblica

Un Don Giovanni maturo guarda sul video un vecchio film su un Don Giovanni in costume: il soggiorno è buio, lui è seduto sul divano, immobile e abbandonato, vestito di una stinta tenuta da ginnastica, e siccome ha il viso desolato, spelacchiato, inerte di Bill Murray, capiamo subito che se mai ha avuto una luminosa carriera di seduttore, quel tempo è finito, non gli interessa più.

Lorenzo Maiello
XL

Autori come Jarmush - o Wenders - rischiano la sindrome Pannella. È La sindrome di chi è stato un grande innovatore e ha contribuito a modificare il Linguaggio, ma col tempo viene scavalcato a sinistra dai Tarantino di turno. Che fare? Inseguire i nuovi giovani sul loro terreno o fottersene continuando a fare il proprio? Jarmush sceglie decisamente la seconda strada e gli attori famosi del film - probabilme [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Momento d'oro per il festival con i «fiori infranti» di Jim Jarmusch. Non sono i gigli bianchi di Griffith ma rose rosa, destinate alle quattro signore amate da Don Johnston, il dead-man di Broken Flowers (in origine, Dead Flowers, fiori morti), passato ieri in concorso. Solo Bill Murray poteva ritrovare lo sguardo di Johnny Depp perso nel paesaggio deserto, cuore vuoto e pronto all'«imprevisto».

Valerio Caprara
Il Mattino

Avanti sulla scia di «Lost in Traslation»: il principale messaggio festivaliero di ieri segnala una commedia gentile e curiosa, stralunata e divertente, ma in sostanza sostenuta e sospinta dal carisma dello stesso protagonista. Bill Murray, l'ex acchiappafantasmi diventato uno degli attori più affidabili e raffinati d'oltreoceano, è «Broken Flowers», lo alza di slancio al di sopra della sua trama minimalist [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Chissà chi ha copiato, oppure chi ha rubato l'idea dell'uomo solo di mezza età alla ricerca d'un figlio ragazzo mai incontrato: certo «Non bussare alla mia porta» di Wim Wenders è quasi uguale a questo Broken Flowers, fiori spezzati, di Jim Jarmusch, dedicato al defunto regista ribelle Jean Eustache, malinconico, elegante, fragile, ben recitato da Bill Murray, vincitore del Gran Premio della Giuria [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Anche se può sembrare (rosa la busta della fatidica lettera che arriva a Don, rosa la macchina da scrivere, rosa i fiori) la vita non è in rosa. Ma può essere divertente se a viverla, almeno sullo schermo, è Bill Murray. Che, maestro di una recitazione sottotono assonnata e svogliata, trasforma l’attempato dongiovanni Don Johnston in un perfetto eroe dei nostri tempi dai cuore molle e dai sensi allentati. [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

La muta, impassibile ironia di Bill Murray, il suo sguardo pigro e sornione firmano fin dai primi fotogrammi il felice incontro (il secondo, in realtà, dopo Coffee&Cigarettes) con Jarmusch, bandiera del cinema indipendente, tornato in gran forma. Don è un tipo solitario, forse ferito dalla vita (ma, si direbbe, più impermeabile alla vita), professionista di successo.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Bisogna immaginare la scena a Cannes, dove tra i critici si combatte una nobile gara. Vince la palla di neve con i pupazzetti di Michelangelo Antonioni e Monica Vitti (più la tessera del club dei duri e puri) chi non muove un sopracciglio se il film si può consigliare agli amici senza timore di rappresaglie. Gli eroici furori sono riservati ai titoli che in sala non incasseranno un euro.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Don, un uomo tutto solo. Se nè sta davanti alla tv, a guardare un vecchio film in bianco e nero dedicato alla figura di Don Giovanni. Un altro “Don” con la passione per le donne, proprio come lui che, come veniamo quasi subito a sapere, di incontri amorosi nella sua vita ne ha avuti davvero tanti. Ora, però, è senza compagne. Arrivato alla cinquantina, è appena stato lasciato dall’ultima, giovanissima [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Perso nella traduzione (Lost in Translation) alla Mostra di Venezia del 2003, ritrovato al Festival di Cannes del 2005 fra i premiati Broken Flowers («Fiori spezzati») di Jim Jarmusch, Bill Murray seduce ancora in trasferta. Se il suo stranito personaggio non è più a Tokio, conserva un'aria attonita anche quando vaga nell'interno degli Stati Uniti, inseguendo amori finiti con donne raramente liete [...] Vai alla recensione »

winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2005
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