| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Gennaro Nunziante |
| Attori | Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari . |
| Uscita | giovedì 25 dicembre 2025 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,49 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 gennaio 2026
Argomenti: Checco Zalone
Il ritorno di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, autore insieme a Zalone stesso del soggetto e della sceneggiatura. Buen Camino è 33° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 2.366,00 e registrato 9.550.204 presenze.
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CONSIGLIATO NÌ
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Checco Zalone è un "nuovo Paperone italiano", possiede sei Ferrari rosse fiammanti e sta per festeggiare i suoi 50 anni con una festa a tema egizio per 800 invitati. Vive con la sua attuale compagna, una modella messicana 25enne, mentre sua figlia Cristal (in onore allo champagne) abita con la madre, ex modella e aspirante attrice negli spettacoli del suo spocchioso compagno palestinese. Il motto di Checco è che è sempre bello mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela, e si muove fra la Sardegna, Roma e Milano, non facendo assolutamente nulla di produttivo e spendendo e spandendo i soldi del padre imprenditore di successo, che lo considera un emerito coglione. Ma quando Cristal scompare Checco si metterà a cercarla e scoprirà che è partita per percorrere a piedi il Cammino di Santiago. Il padre la segue (inizialmente in Ferrari), scoprendo a poco a poco un lato di sé che non aveva mai considerato, e incontra una bella quarantenne spagnola, Alma, innamorata di un uomo misterioso.
Con Buen camino Luca Medici torna ad affidare la regia e la cosceneggiatura a Gennaro Nunziante, artefice dei suoi primi successi, e sceglie una strada così compiacente che si fa fatica a riconoscere in lui il Zalone sarcastico e geniale dei film del passato, men che meno quello delle esilaranti partecipazioni televisive.
Manca quasi del tutto quello spirito provocatorio,
iconoclasta e anarchico che lo aveva reso un unicum in un'Italia omologata e gli aveva fatto
perdonare molta scorrettezza politica e parecchie scurrilità. Qui Zalone sembra trasformato in
Pieraccioni, e non il primo, ma quello più recente, attento a non scontentare nessuno e pronto a
sconfinare nella melassa.
Certo, Medici ha ancora la capacità di toccare argomenti scottanti, dall'Olocausto a Gaza, ma...la
tocca piano, e non in senso metaforico, proprio nel senso che sembra aver messo da parte la
zampata comica per lasciare il posto a battute ben più addomesticate e private di quel mordente
che ce l'avevano fatto molto apprezzare in passato. E quando finalmente arriva una frecciata
vintage come "i social sono organi di propaganda sociale spacciati per democrazia" ci accorgiamo
che il resto del racconto è calato in un brodo di convenzionalità innocuo e piacione.
Cristal, Alma e in fondo anche Checco si incamminano sulla strada per Santiago alla ricerca di
"qualcosa di autentico", e per una volta vogliono arrivare fino in fondo senza lasciare le cose a
metà: il loro viaggio è ameno, costellato di macchiette e di piccoli incidenti pensati per contrastare
le esigenze del miliardario con il tenore spartano del Cammino. Ma senza la grinta dello Zalone
doc la storia si sgonfia come un palloncino, e anche quelle che dovrebbero essere le sorprese del
finale sono facilmente intuibili film dai primi scambi di battute fra i personaggi. Il pubblico di Medici,
soprattutto il primo weekend, seguirà il suo pifferaio, ma noi ci domandiamo quando Checco
tornerà ad essere quello spiritaccio al vetriolo che ci ha fatto ridere davvero, in tempi lontani e non
sospetti.
Forte dei suoi successi, dell'affetto sconfinato del suo pubblico e delle cifre da capogiro che puntualmente registra al botteghino, Checco Zalone centellina le sue presenze pubbliche e i suoi film. Il suo nuovo e già attesissimo Buen Camino, al cinema dal giorno di Natale, il 25 dicembre, arriva a ben cinque anni dall'ultimo Tolo Tolo. Con una netta e significativa differenza: la regia torna nelle mani di Gennaro Nunziante, a riconfermare il sodalizio fortunato che dimostrò abbondantemente di funzionare, specialmente a livello di incassi, nei precedenti Quo Vado? (2016), Sole a catinelle (2013), Che bella giornata (2011) e Cado dalle nubi (2009).
Tolo Tolo segnava invece il debutto alla regia dello stesso Luca Medici, che trionfò comunque al botteghino con oltre 46.000.000 di euro. Questa volta Checco Zalone sceglie di (co)firmare sceneggiatura e ovviamente performance, accanto alle colleghe Beatriz Arjona e Letizia Arno.
Medusa Film si occupa della distribuzione nelle sale, quanto alla sinossi per ora è trapelato che l'istrionico mattatore dovrebbe interpretare un viziato erede di un impero di fabbricanti di divani, costretto ad abbandonare la vita agiata e a cambiare radicalmente vita. Dovrà infatti impegnarsi per mettersi sulle tracce della figlia teenager scomparsa. Si ritroverà sul Cammino di Santiago, lungo i percorsi di pellegrinaggio che portano a Santiago di Compostela. Proprio questo viaggio, improbabile, faticoso e denso di sorprese, diventerà l'occasione preziosa per ricucire il rapporto tra padre e figlia, che finiranno per conoscersi a fondo. Tornano alcuni dei temi cari alle commedie di Zalone, dal viaggio rocambolesco al confronto ricchezza/povertà, ma anche un gustoso scontro generazionale (dal cinema alla realtà, Medici ha non una, ma due figlie preadolescenti, Gaia e Greta).
Girata tra Italia e Spagna, la nuova commedia, che si preannuncia non meno carica di battute esilaranti delle precedenti e stoccate alle storture della contemporaneità tramite lo stesso umorismo allergico al politicamente corretto di sempre, è stata prodotta da Indiana Production con Medusa Film, in collaborazione con MZL e Netflix.
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 26 dicembre, nel mio turno da proiezionista, ho avuto la sfortuna (e più avanti capirete il perché di quella S davanti) di proiettare l'ultima "fatica" cinematografica partorita dalla geniale mente del regista Gennaro Nunziante, con soggetto e sceneggiatura sua e di Checco Zalone, [...] Vai alla recensione »
Aggiungendoci all'inutile dibattito che arrovella da giorni il mondo intero sull'ultimo film di Zalone con Gennaro Nunziante nuovamente regista, "Buen camino" conferma il ripiegamento della sua comicità verso aree più confortevoli, temprando l'audacia scorretta di un tempo, con un desiderio slabbrato, già evidente in 'Tolo Tolo", di calore familiare, di buonismo da sacrestia, un po' come è già successo [...] Vai alla recensione »