| Titolo originale | The Silence of the Lambs |
| Anno | 1991 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 118 minuti |
| Al cinema | 190 sale cinematografiche |
| Regia di | Jonathan Demme |
| Attori | Jodie Foster, Anthony Hopkins, Scott Glenn, Ted Levine, Charles Napier Anthony Heald, Brooke Smith, Danny Darst, Frankie Faison, Kasi Lemmons, Paul Lazar, Dan Butler, Lawrence T. Wrentz, Don Brockett, Frank Seals Jr, Stuart Rudin, Maria Skorobogatov. |
| Uscita | lunedì 13 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 1991 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| MYmonetro | 3,91 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 13 aprile 2026
L'Fbi non riesce a catturare uno psicopatico, chiamato Buffalo Bill, che uccide giovani donne e poi le scuoia. Viene incaricata dell'indagine la giovane Clarice, tormentata, coraggiosa e geniale. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 5 Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 5 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, Il silenzio degli innocenti è 3° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 54.377,00 e registrato 11.763 presenze in totale.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Il serial killer denominato Buffalo Bill che uccide giovani donne per poi scuoiarle sembra imprendibile. Clarice Starling, una giovane poliziotta, viene inviata ad incontrare lo psichiatra Hannibal Lecter detenuto per crimini di cannibalismo. Potrebbe riuscire dove altri hanno fallito: farlo parlare ed offrire qualche indizio per la cattura di Buffalo Bill. Ha così inizio un confronto a tappe successive tra i due che porterà ad esiti inaspettati.
Jonathan Demme, sulla base di un romanzo di Thomas Harris, sperimenta innovazioni di successo su un genere che sembrava non poterne accogliere.
Il silenzio degli innocenti è il primo thriller che consegue, oltre all'Orso d'Argento al Festival dei Berlino, ben cinque Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attrice e attore protagonisti). Ciò costituisce un segno tangibile di quanto questo film abbia inciso nello sviluppo della settima arte. Lo ha fatto a partire dalle scelte visive. I primissimi piani sono continui, il grandangolo, le inquadrature dall'alto e dal basso (si veda, a titolo di esempio, il primo colloquio con Clarice seduta sulla sedia fuori dalla cella e Hannibal in piedi) costellano il film fino a giungere alla soggettiva in infrarossi del killer che scruta non visto l'aggirarsi nel buio della preda. È lo stesso Lecter che sottolinea indirettamente il potere dello sguardo (e quindi del cinema) quando chiede: "I tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi?"
Demme ci fa accompagnare Clarice, nella sequenza su cui scorrono i titoli di testa, nel suo percorso isolato di allenamento che finisce con l'incontrare quello in gruppo dei suoi compagni di corso. Chiuderà il film con la folla che acquisisce il ruolo di inconsapevole grembo rassicurante per chi crea l'orrore. Nel mezzo un confronto tra due grandi attori e lo sviluppo di un tentativo reciproco di penetrare nei segreti più intimi della controparte. Per il puro gusto sadico del fare emergere il rimosso da parte dell'uno e per il desiderio di poter ottenere un indizio per assicurare un criminale alla giustizia da parte dell'altra.
Demme sa anche come utilizzare il soundtrack in maniera inusuale. Lo sfrutta per darci informazioni su un personaggio (vedi Buffalo Bill danzante sulle note di "American Girl" di Tom Petty) oppure per farci attendere un colpo di scena che devia invece su un'altra significazione meno esplosiva e più intima.
Il personaggio di Hannibal Lecter era già stato trasposto sullo schermo da Michael Mann in Manhunter-Frammenti di un omicidio anch'esso tratto da un romanzo di Harris mentre quello di Buffalo Bill si ispira al vero serial killer Gary Michael Heidnik.
Demme sottolinea poi la sua passione per il cinema di genere chiedendo a due registi famosi di interpretare due cameo role. Si tratta di Roger Corman come direttore dell'FBI e di George A. Romero che è un detenuto nel braccio della prigione in cui si trova Lecter.
Non mancano poi battute che resteranno nella storia del cinema. Una fra tutte: "Vorrei che potessimo parlare più a lungo ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera."
Questo film ha vinto l'Orso al Festival di Berlino per la regia e si è aggiudicato ben cinque Oscar. Significa che il sistema hollywoodiano, che tutto regge e determina, riconosce al Silenzio qualcosa di decisivo rispetto alla cultura di questi anni, che l'attribuzione europea non fa altro che suffragare. L'Fbi non riesce a catturare uno psicopatico, chiamato Buffalo Bill, che uccide giovani donne e poi le scuoia. Viene incaricata dell'indagine la giovane Clarice, tormentata, coraggiosa e geniale. La ragazza fa riferimento a un altro pazzo assassino, lo psichiatra Hannibal Lecter, detenuto in una situazione di massima sicurezza, letterale divoratore delle sue vittime. Fra i due personaggi si stabilisce una gara di intelligenza, forza nervosa e oscuri segnali da interpretare. Clarice, grazie a uno spunto di Lecter, trova la chiave giusta: una certa farfalla, trovata nella gola delle vittime, rappresenterebbe un desiderio transessuale. Buffalo Bill viene trovato proprio mentre sta per uccidere l'ennesima vittima. Nel frattempo Lecter è evaso facendo una strage. Una mattina Clarice riceve la telefonata di Hannibal lontano. L'assassino si complimenta con lei e le annuncia nuove imprese e vendette da "cannibale". L'architettura del film funziona, così come la tensione. Certe scene sono indimenticabili: come quando la ragazza riesce a uccidere Buffalo Bill; oppure la maschera da tortura medievale di Hannibal; oppure la gara dialettica fra i due. Ha ricevuto gli Oscar più importanti: film, regia, attore e attrice protagonisti, sceneggiatura. Al film manca un eroe, un indispensabile oggetto di identificazione: un Cooper, un Newman o un Costner; e nemmeno la nevrotica e angosciosa, seppur brava, Jodie Foster è adatta alla consegna. È vero che in questo tempo di esaurimento e azzeramento dei motivi sociali e umani in generale, non spetterebbe al cinema cavare le castagne dal fuoco, ma non è neppure del tutto vero che il cinema abbia solo il dovere della qualità tecnica, dello choc e della denuncia senza una, seppur piccola, proposta.
Per poter arrestare Buffalo Bill, un pericoloso serial killer che uccide solo giovani ragazze, l'agente del FBI Clarice Starling viene incaricata di fare domande riguardanti al killer ad un prigioniero di nome Hannibal Lecter, un intelligentissimo psichiatra antropofago, che potrebbe aiutare notevolmente le ricerche grazie alle sue conoscenze sull'assassino: ma Lecter non concede niente [...] Vai alla recensione »
Il silenzio degli innocenti è stato definito, forse con qualche esagerazione, il miglior film del primo secolo di cinema: sicuramente è un notevole esempio di psyco-thriller, il primo in assoluto a ricevere tutti e cinque gli Oscar più importanti (miglior film, regia, attore e attrice protagonista, sceneggiatura non originale). Il film di Jonathan Demme è tratto dall'omonimo romanzo (datato 1988) di [...] Vai alla recensione »